untitledIn relazione all’uccisione del giuslavorista Marco Biagi, tornata d’attualità in seguito all’arresto dell’ex ministro dell’Interno Claudio Scajola, i pm bolognesi ipotizzano l’avvenuta consumazione di un vero e proprio “omicidio per omissione”. Applicando, per analogia, identica impostazione con riguardo al dramma economico che l’Europa sta vivendo, non è sbagliato addebitare alle élite continentali la responsabilità del “genocidio per omissione” tuttora in corso in danno di tutti i popoli europei. Quando Merkel, Monti, Draghi, Renzi, Van Rompuy e Barroso preparano contro-riforme come il Fiscal Compact, mettono in conto il naturale aumento dei “suicidi per disperazione” che giocoforza provocheranno. Per essere ancora più precisi, i massoni reazionari che governano la Ue non si limitano soltanto a lasciar morire di stenti milioni di cittadini piegati dal bisogno, ma fanno di più e di peggio: fomentano cioè politiche improntate alla più cieca austerità, perseguendo l’obiettivo dissimulato di allargare a macchia d’olio il bacino di povertà e indigenza. Soltanto gli ingenui ignorano la violenza assassina che accompagna le scelte di indirizzo politico tipiche di associazioni a delinquere del calibro della Troika, macchina di morte che ha già completamente devastato la povera Grecia. A questo punto qualche anima bella si domanderà: “ma perché  mai la tecnocrazia europea dovrebbe  pianificare presunte esecuzioni di massa?” La domanda è posta male. Non è che Draghi si sveglia ogni mattina con l’obiettivo di indurre al suicidio proprio l’imprenditore Mario Rossi, il disoccupato Ciro Esposito o il cassintegrato Gaetano Bianchi. A Draghi, e a quelli della sua stessa specie, la sorte personale dei singoli uomini importa meno di zero. Ai padroni del vapore interessa molto invece deviare il corso della storia, completare una già visibile torsione autoritaria e ampliare la forbice delle disuguaglianze. Per centrare tali obiettivi sarà necessario spargere del sangue innocente? “Pazienza, non possiamo farci nulla”, si auto-risponderanno in coro i protagonisti del massacro.  Per capire meglio l’elemento psicologico prevalente che accumuna simili personaggi, è utile azzardare un parallelo con le scelte che caratterizzano le condotte tipiche dei gruppi terroristici. Un eventuale terrorista, desideroso di rompere un equilibrio di potere, sarebbe certamente capace di mettere una bomba a casaccio provocando molti morti. Ma, a ben vedere, tale ipotetico terrorista vivrebbe l’uccisione di molte povere vittime innocenti quasi si trattasse di un semplice (e magari pure spiacevole) effetto collaterale connaturato alla realizzazione di una azione indirizzata verso ben altri obiettivi. Giusto? Siamo d’accordo sul punto? Bene. La Troika fa uguale: per cambiare l’attuale ordine sociale, fondato sul trinomio illuminista (da declinare in senso universale) Libertà, Uguaglianza, Fratellanza, annega nel buio della coscienza scrupoli e rimorsi. Un giurista bravo chiamerebbe quindi “strage con dolo diretto” tanto il genocidio nazista hitleriano consumatosi al tempo della seconda guerra mondiale, quanto il “genocidio per omissione” guidato oggi dalla Troika tecno-nazista di Draghi, Barroso e Lagarde. Il sistema, inoltre, per conservare il monopolio della violenza verbale, colpevolizza quotidianamente le vittime dell’Olocausto in corso, affinché gli oppressi non possano organizzare una moderna Resistenza una volta maturata la consapevolezza circa la gravità dell’ingiustizia subita. A questo serve il continuo strillare dei servi di regime contro il “pericolo populismo”, a rivendicare cioè un primordiale diritto di vita e di morte che i nostri governanti  si auto-assegnano nei confronti dei sudditi. Il numero degli schiavisti, infatti, è pur sempre di molto inferiore rispetto a quello degli schiavi. E gli oppressori possono conservare i loro privilegi solo convincendo una parte degli afflitti ad accettare con animo grato la condizione misera che li attanaglia in virtù di un imperscrutabile, quanto indimostrato, disegno divino. Per questo, in conclusione, vi invito ad urlare a squarciagola “viva il populismo” e “viva l’uguaglianza”. Votate per chi vi pare, tenendo presente però che esprimere oggi un voto gradito all’establishment di potere è incompatibile con la salvaguardia della libertà, della dignità e della giustizia.

    Francesco Maria Toscano

    22/05/2014

    Categorie: Editoriale

    6 Commenti

    1. Adriano scrive:

      Ragazzi votiamo 5 Stelle che se i grillini faranno il 30% IL GOVERNO RENZI CADRA’. Non solo, il PD si scinderà perché i barzotti tipo Fassina e Civati vista la mala parata si decideranno a compiere il grande passo.

      Poi non sappiamo cosa succederà, non è che tutto si risolve mettendo la X giusta sulla scheda elettorale, ma intanto diamo una bella legnata sugli stinchi a Renzi e alla Troika.

      • davide scrive:

        e per quale motivo il governo renzi cade se i grillini prendono il 30%? ti ricordo che sono elezioni europee e non politiche e che il governo per cadere deve essere sfiduciato dal parlamento…ancora dobbiamo credere alle favole: in ogni caso ci sarà un 70% di popolazione che non è con i grillini, se poi volete fare un governo di minoranza presentatevi alle camere e vedete se ottenete la fiducia che senza di quella non si governa…

      • Diego scrive:

        se cadesse (si dimettesse) con soli 3 mesi di governo alle spalle, sarà molto facile per lui rifarsi una verginità. spero che duri un annetto almeno.

        in ogni caso voterò M5S, per la totale aderenza con le analisi del Moralista, in primis il rifuggire la tentazione dell’astensione

    2. AUSPICO CHE A BREVE SI POSSANO VEDERE, UDIRE, ANALIZZARE I PRIMI BAGLIORI DELLA RESISTENZA. NEL CASO SUCCEDESSE, MI RITENGO ARRUOLATO.

    3. Gianluca scrive:

      Se non si smonta questa Europa, fatta solo di concorrenza e trattati liberisti senza diritti, non potremo scegliere un progetto che torni a respirare politiche keynesiane e welfare.
      I pro-euro, ci lasceranno nelle mani degli strozzini tedeschi e nord europei.

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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