Se l’Italia vive una fase di profondissimo declino gran parte della responsabilità è addebitabile ad una informazione pavida, mediocre e spesso corrotta. Il politicamente corretto impedisce una percezione diffusa degli eventi, avvantaggia logiche consociative e consente ai governanti di non dovere mai spiegare nulla di quanto fatto sul presupposto che “il potere è così complicato da non poter essere compreso dai più”. Non è però giusto generalizzare, non tutti i giornalisti sono impiegati della notizia, non tutti vivono la professione come semplice strumento per ingraziarsi la benevolenza dei potenti. In sintesi: esistono ancora dei giornalisti che osano fare perfino domande. Come Antonella Grippo, curatrice del programma Perfidia che va in onda ogni venerdi alle 21.15 su Rete Kalabria (canale 19 del digitale terrestre), impavida fino al punto da permettere perfino ad un eretico del calibro de Il Moralista di veicolare una lettura diversa degli eventi. In un Paese normale Antonella Grippo condurrebbe un programma di approfondimento politico per una rete nazionale, mentre tipi alla Corrado Formigli venderebbero gelati sul lungomare di Fregene. Ma siccome non siamo un Paese normale, come hanno oramai tristemente notato anche i più ottimisti, gli inetti stanno al vertice e i migliori arrancano. Ogni tanto però la vita regala soddisfazioni anche a chi raramente ha goduto del favore degli astri. Antonella, ad esempio, piazzando un colpo importante, è riuscita ad intervistare in esclusiva l’ex Presidente Berlusconi, impegnato ora nella campagna elettorale più difficile della sua vita, per quanto oramai oggettivamente incapace di ipnotizzare una pubblica opinione sempre più nauseata e disillusa. Intervistare Berlusconi non è mai facile, considerata la tendenza del personaggio a parlare in maniera torrenziale dribblando con arguzia gli argomenti più sconvenienti. Tendenza per certi versi simile a quella che accompagna le scorribande di Beppe Grillo, altro showman con la passione per il monologo indisturbato. Ma Antonella Grippo, brava come Vespa nel contenere l’esuberanza dell’illustre ospite, è riuscita a fare le domande giuste, naturalmente perlopiù inevase da un Berlusconi incapace di uscire dal personaggio per dire finalmente una parola di verità. “Lei”, parte in quarta la Grippo, “ha oltraggiato i rituali tipici di certa politica, ancillare e subalterna alla mistica dello spread e dei mercati, altrimenti non si spiegherebbero le rivelazioni di Geithner, vergognosamente minimizzate dalla grande stampa, volte a disvelare lo sforzo profuso da alcuni burocrati europei nel tentativo (peraltro riuscito, ndm) di cacciarla”. Questa non è “una domanda”. Questa è “la domanda”. Una domanda che indaga su una vicenda delicata, così delicata da consigliare ai tanti soloni che quotidianamente scrivono banalità sulla grande stampa di girare di fatto la testa dall’altra parte. Ora, se Berlusconi non fosse un dissimulatore professionista, avrebbe potuto approfittare dell’assist fornitogli dalla Grippo per entrare nel merito di una storia destinata a rimanere al centro del nostro dibattuto pubblico per ancora molto tempo. Invece Berlusconi, sempre troppo attaccato al ruolo paternalista che si è cucito addosso da solo, anziché puntare il dito contro i veri protagonisti della sua cacciata, burattini e burattinai al servizio della massoneria reazionaria dominante nel Vecchio Continente, ha snocciolato le solite idiozie scritte e pensate a beneficio delle massaie di Busto Arsizio: “Io non sono un politico di professione, non sono venuto alla politica per la via sindacale, ma sono entrato in politica dopo trenta anni di lavoro. In Europa ci sono leader che vogliono esercitare una loro egemonia, costoro non sopportavano il fatto che ci fosse chi come Berlusconi era capace anche di porre un veto nel Consiglio Europeo. Questa mia determinazione ha dato molto fastidio. Queste persone hanno trovato complicità oblique anche in Italia. La sinistra, infatti, prova da venti anni ad eliminarmi per il tramite delle procure, perché non mi perdonano di aver impedito loro di prendere il potere nel 1994”. Siamo alle solite, cambiano le stagioni ma il repertorio di Silvio resta sempre quello. Le risposte di Berlusconi, per concludere, non sono state all’altezza delle domande della Grippo, precise e puntuali, per quanto purtroppo destinate perlopiù a rimbalzare contro un Berlusconi ancora desideroso di mettere in scena l’eterno sé stesso.
Francesco Maria Toscano
23/05/2014
Intervista integrale: http://www.retecalabria.tv/pages/541/ondemand/perfidia-20-speciale-intervista-a-berlusconi.html
La Grippo è troppo intelligente e libera per un essere indefinibile, o fin troppo definibile come Berlusconi.
Ed è troppo più avanti per un paese in cui si premiano la mediocrità e il servilismo più becero. Per questo non me la prendo solo con i politici e le bande di lobby che ci tengono in ostaggio. C’è un popolo di milioni di persone che , nello loro piccolo, non sono migliori dei nostri oppressori, proni e pronti ad assecondarli finanche per un misero piatto di lenticchie.