download (19)Tanti pregiati pensatori, nel valutare il periodo storico che stiamo vivendo, finiscono spesso con il confondere i termini della questione. Molte penne brillanti, infatti, denunciano di continuo “le scellerate politiche economiche imposte all’Europa dalla matrigna Germania, rigorista fino al punto da soffocare l’economia dei Paesi mediterranei della zona euro in quanto presuntivamente ancora ossessionata dal ricordo iper-inflattivo di Weimar”. Questa lettura, che suscita ilarità quando offerta da anime semplici e candide, disgusto quando proposta da vecchie baldracche che usano la penna al posto del preservativo, è certamente ridicola e falsa.  Utilizzando lo stesso metro di giudizio, probabilmente, finiremmo con il suggerire a tutti gli abitanti della Terra Santa di tenere per sicurezza un canotto in cantina al fine di esorcizzare il ricordo indelebile del famoso diluvio universale. Quelli che si limitano a leggere il presente con le lenti dell’economia non colgono la profondità del problema. L’Europa non è vittima di una classe dirigente temporaneamente ostaggio di dottrine tardo-friedmaniane smentite e spernacchiate alla prova dei fatti. No, non è questo il cuore del problema. L’Europa, ben più drammaticamente, è regredita sul piano democratico fino al punto da sconfessare nei fatti una serie di conquiste figlie della Rivoluzione Francese. Chi autorizza Barroso, Draghi e Lagarde a decidere cosa è bene per il popolo italiano o per quello greco? Sulla base di quale potere tali figuri si arrogano il diritto di condizionare le nostre vite? Nessuno di loro ha ricevuto un mandato democratico. Basta forse la supervisione del Cancelliere tedesco per legittimare l’adozione di scelte politiche cogenti per l’intero Vecchio Continente? Non scherziamo. Quindi, a pensarci bene, qual è la vera emergenze che meriterebbe di essere prioritariamente affrontata? Quella economica o quella democratica? Io dico quella democratica, e ne spiego le ragioni.  Se i burocrati europei comandano in assenza di legittimazione dal basso, vuol dire che riconoscono altrove la fonte della loro legittimazione. Siamo d’accordo sul punto? Bene. Ora vi invito a riflettere su un aspetto dirimente. L’assolutismo, combattuto e poi abbattuto dalle avanguardie massoniche che hanno aperto la strada alla modernità e alla libertà, spiegava come ogni potere “venisse da Dio”. I sudditi non avevano diritto di reclamare alcunché, chiamati solamente ad accettare l’ordine costituito per non turbare un sistema che vantava nel suo complesso sponsor invisibili ma tanto prestigiosi. La situazione odierna non è forse simile a quella pre-risorgimentale? Non basta sostituire la parola “Dio” con la meno impegnativa “Mercati” per tornare indietro di almeno due secoli? Tutti i sinceri democratici che nel passato lavorarono per abbattere l’ancien regime lo fecero in odio alla tirannide. Non tutti però condividevano la stessa idea di progresso e di democrazia. Liberali e socialisti, rivoluzionari e riformisti, finirono con l’essere cementati dal comune desiderio di regolare definitivamente i conti con una classe di parassiti che campava a sbafo armata di una protervia pari solo all’arroganza. Allo stesso modo, oggi, che senso ha dividersi preventivamente in sovranisti o federalisti vivendo ancora soffocati sotto il tallone di una nuovo assolutismo mascherato? La dialettica ha senso solo in presenza della libertà. Ma noi non siamo liberi e, per prima cosa, dobbiamo prenderne coscienza. Chi non sa di essere schiavo non può lottare per la libertà. Dobbiamo imporre ad ogni livello una governance democratica, così come i nostri esempi di ieri imposero ai diversi sovrani l’adozione di una Costituzione capace di limitarne l’arbitrio. E in questa battaglia per il recupero dell’essenza stessa della democrazia sono utili tanto i sovranisti alla Marine Le Pen quanto i federalisti alla Tsipras. Ha senso dividersi ora in opposte fazioni, mentre Luigi XVI è ancora ben assiso sul trono? Non credo. Chi vuole tornare a vivere all’interno di una società politica plurale, che conosca cioè al proprio interno il pacifico alternarsi di forze liberiste e socialiste, federaliste e nazionaliste, deve oggi fare massa critica contro il nemico comune: l’assolutismo di Bruxelles.

    P.s. anche per queste ragioni e con questo spirito, in conclusione, parteciperò domani 8 Giugno, in quel di Roma, ai lavori dell’Ars (Associazione Riconquistare la Sovranità), felice di rispondere positivamente ad un invito pervenutomi dagli organizzatori dell’evento. Tutti i lettori de Il Moralista sono naturalmente invitati (clicca per leggere)

    Francesco Maria Toscano

    7/06/2014

    Categorie: Editoriale

    12 Commenti

    1. Alessandra scrive:

      ..io non penso che Tsipras possa considerarsi un alleato..non si puo’ pensare pensare di stare in una dittatura un po’ meno dura..

    2. Eccoci qua; cara Alessandra! A mio avviso sei già arrivata! Nel succitato articolo c’è scritto che si debba unirci, a prescindere dalla collocazione sia politica sia ideologica, contro il nemico e strada facendo si può instaurare un certo manifesto politico, una certa visione dello stato, ed europea. Detto ciò, non unendoci, si fa lo stesso gioco del nuovo ancien regime come, di fatto, si evince nel medesimo libro scritto da HIPPOLYTE TAINE e pubblicato da Boringhieri. Uniti, uniti, uniti.
      Lunga vita, altrimenti saranno crisantemi!

    3. marcobaldi scrive:

      Il popolo ha sì alcuni bisogni fondamentali da soddisfare, ma non sa con precisione cosa volere e cosa fare. Mille campane suonano alle sue orecchie, con i suoi milioni di teste non riesce a raccapezzarsi, e si disgrega in una quantità di tendenze in lotta tra loro.[...] La metodologia politica democratica sarà un peso morto nella crisi rivoluzionaria.(manifesto di Ventotene, 29 settembre 1943)

      Ora:
      Se “LA METODOLOGIA POLITICA DEMOCRATICA” sarà un peso morto nelle crisi rivoluzionare (cioè costituenti) dove le istituzioni devono essere formate e non già solo amministrate, e se il popolo non sa cosa vuole E QUINDI DEVE ESSERE ESTROMESSO DAL PROCESSO DI FORMAZIONE DI QUESTE NUOVE ISTITUZIONI (“la metodologia democratica sarà un peso morto…”) , chi deve formare queste nuove istituzioni? Quali “medium” di un trascendente valore superiore (che si rifanno direttamente a Dio, evidentemente) devono codificare “la voce di Dio”? (Dio=Europa federale)

      “Sulle basi di quali poteri si arrogano di condizionare le nostre vite?”
      “Chi autorizza Draghi e Barroso a decidere cosa è bene per il popolo italiano e per quello greco?”

      IL MANIFESTO DI VENTOTENE DI ALTIERONE VOSTRO!

      SENZA AUTODERMINAZIONE DEI POPOLI NON C’E', NON CI PUO’ MAI ESSERE, NON CI SARA’ MAI DEMOCRAZIA

      !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    4. Alessandra scrive:

      ..scusa Renato, ma allearsi o fare un percorso assieme a Tsipras e’ come farlo assieme al PD..anche loro dicono le stesse cose..

      • Cara Alessandra;non sono il custode della verità, bensì di un fattore sono certo; identificato il nemico da abbattere il resto viene semplice. Ho un bellissimo ricordo inerente alla mia esperienza col FRONTE;
        1] Osare!
        2] Lavorare coi gli esaltati da ambo le parti, insegna a percepire ogni sfumatura del loro asserire!
        3] Chi si ferma è fuori, poiché non ha compreso l’obiettivo finale. Di fatto, sparisce da se!
        4]Chi resta, vuole smussare le proprie asperità a beneficio del POPOLO.
        Lunga vita.

    5. Giuseppe Siano scrive:

      Salve
      L’unica possibilità che resta al popolo è quella di togliere la sovranità sulla moneta al bandito ROTHSCHILD e restituirla ai popoli mondiali, solo in questo modo il popolo sarà SOVRANO in tutti i sensi.
      Personaggi come Renzi ed OBAMA sono le squallide MARIONETTE della banda ROTHSCHILD e i Fedeli esecutori dei loro ordini.
      Privo della SOVRANITA’ Monetaria , ogni popolo, anche quello tedesco diventerà schiavo degli illuminati

    6. Gianluca scrive:

      Come ci ricorda Alberto Bagnai, l’euro è figlio di un idea anti-democratica e paternalista!
      Di conseguenza i risultati non possono che essere scontati…

      “Governments are not always right. If governments were always right we would not have the situation that we have today. Decisions taken by the most democratic institutions in the world are very often wrong.”

      - Barroso

      Lo stesso Prodi, Amato ed altri, hanno confessato che sapevano che un giorno sarebbe arrivata una crisi, una “contraddizione” come l’ha chiamata qualcun altro, e questa ci avrebbe COSTRETTI a cessioni di sovranità non più rimandabili…

      Per finire, una chicca su Prodi: Nella vita c’è anche il suicidio…
      http://www.youtube.com/watch?v=CX8uJuQoNqY

    7. Gianluca scrive:

      p.s. Complimenti per l’articolo Francesco Maria Toscano.

    8. Pierluigi scrive:

      Caro Il Moralista. Obiettivo centrato. Per quanto sia legittimo discutere quale sia il sistema economico più funzionale per permettere alle Genti di liberarsi dalla schiavitù, questa discussione deve avere come fondamento il passaggio dall’attuale stato patologico dell’ homo oeconomicus a quello dell’ Homo Sapiens Sapiens, dal popolo all’insieme di Cittadini. Eccitante sfida, per niente scontata

    9. Luca scrive:

      Sarebbe bello un editoriale sulla vittoria m5s e sconfitta del PD nella patria del PCI a Livorno. Tutto avrà inizio, simbolicamente, di nuovo da quella città?

    10. aleale scrive:

      Intanto gli accordi per il Trattato di Libero Scambio Transatlantico proseguono in regime del tutto segreto. Qualcuno ha mai sentito parlare durante la campagna elettorale di questo tema fondamentale? Un cambiamento epocale, che segnerà il futuro dell’Europa, non coinvolge minimamente i popoli, che al contrario subiranno decisioni prese dall’alto salvo poi sentirsi dire che a sottoscriverli sono stati i rappresentanti eletti da noi. Se questa si chiama democrazia…
      Fra l’altro le inaspettate percentuali di voti prese da Renzi lasciano aperti seri dubbi sulla validità stessa delle ultime elezioni. Un Renzi particolarmente forte in Europa serviva agli USA come il pane, con in cambio la promessa di trasformare l’Italia nel paese dei balocchi e delle vacanze, come se la nostra economia fosse in grado andare avanti di solo turismo. Per l’imminente Trattato anche un referendum avrebbe un esito scontato di fronte a interessi di tale portata. La democrazia, se è mai esistita, ha avuto vita breve, è scomparsa già da tempo.

    11. gigi scrive:

      Quando i partigiani andarono in montagna nn chiesero a nessuno la carta d identitá..peró sentire in un dibattito televisivo uno della lista Tsipras dire a Salvini..condivido l abolizione della legge Fornero ma nn andrò a firmare perchè la proponete voi che siete razzisti…dove vogliamo andare?
      Loro, il potere, giocano sulle ns divisioni.
      E vincono.

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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