imagesLGSMTL2EQuando Giorgio Napolitano decise, “per il bene del Paese s’intende”, di nominare Mario Monti primo ministro, i giornali di regime fecero a gara nel decantare le lodi di un personaggio tanto infido quanto mediocre. L’obiettivo della stampa controllata dalla massoneria reazionaria, Corriere della Sera in testa, è quello di creare un dualismo fittizio tra società politica e società civile, magnificando la sobrietà della seconda a scapito della prima, al fine di erodere in prospettiva la fiducia dei cittadini circa l’importanza stessa del rito democratico. “Se il popolo non sa scegliere”, questo il non detto contenuto tra le righe di una operazione mediatica lucida e meschina, “tanto vale affidare direttamente il potere ad un manipolo di ottimati senza scomodare per nulla l’elettorato”. E siccome gli ottimati vengono selezionati nel buio dei templi più elitari da Maestri Venerabili del calibro di Draghi e Napolitano, nessun fattore imprevedibile ed esterno dovrà mai in ipotesi rallentare il processo di cinesizzazione dell’Italia e dell’Europa tuttora drammaticamente in corso. In sintesi, il voto che premia figuri come Renzi, quinta colonna al servizio della burocrazia assassina di Bruxelles, è accolto con favore dalla élite perché certifica la bontà delle scelte in precedenza effettuate; il voto che, al contrario, finisse col rafforzare i partiti nemici di questa Europa matrigna e involuta, non inciderebbe affatto sui processi decisionali, perché, come brillantemente preannunciatoci da personaggi illuminati alla Napolitano e Van Rompuy, “in ogni caso il voto non può deviare il corso della necessaria integrazione europea”. Quindi, cari cittadini, se votate per i burattini servi della massoneria di ispirazione reazionaria, avrete dimostrato “responsabilità” e sarete ascoltati; se, invece, volgerete altrove il vostro sguardo, paleserete al mondo la vostra vera natura di populisti, condannati in quanto tali a non avere comunque voce in capitolo. Una bella idea di democrazia, non c’è che dire. D’altronde, vivendo in un Paese che esprime un presidente della Repubblica che si dice pronto a dimettersi nella misura in cui dovesse unilateralmente ritenere che il Paese potrebbe continuare ad esistere persino in sua assenza, voi capite bene come stiamo messi. Comunque, al netto della lunga premessa, vi chiedo: siete poi così sicuri del fatto che i tecnocrati, proprio perché non eletti, siano generalmente in grado di selezionare meglio la classe dirigente perché liberi dall’assillo del consenso? Si? E invece no. Qualche esempio fresco fresco? Eccolo. Sapete, tanto per dire, chi era il capolista calabrese al Senato della Lista Civica organizzata da Mario Monti in prossimità delle ultime elezioni politiche? Era Michele Trematerra, figlio del più noto Gino, ufficialmente indagato per mafia dalla procura di Catanzaro con l’accusa di avere favorito la cosca Lanzino (clicca per leggere). E c’era bisogno di scomodare il presidente europeo della Commissione Trilaterale per allestire un partitino desideroso di promuovere e valorizzare simili elementi? Non bastava un politicante qualunque per fare comunella con i Trematerra? E non mi si venga a dire che Monti non poteva immaginare prima con chi avesse a che fare, anche perché, come prova un articolo scritto in tempi non sospetti proprio sulle pagine di questo blog (clicca per leggere), non ci voleva il conforto della Sibilla Cumana per farsi venire con largo anticipo qualche legittimo e salutare sospetto. Avete capito perché il mito della società civile, sobria, bocconiana e immacolata, è decisamente falso? Se perfino la Lista che portava il nome dell’algido e venerato professore di Varese, venuto da mondi lontani per salvarci dalla furia dello spread e del lupo cattivo, esprimeva come capolista al Senato un tipo alla Michele Trematerra? La politica fatta dai politici di professione è spesso cattiva e inconcludente; ma quella appaltata ai soloni professorali ammantati di finto prestigio è quasi sempre peggio. Trematerra docet.

    Francesco Maria Toscano

    10/06/2014

    Categorie: Editoriale

    2 Commenti

    1. davide scrive:

      credo che ci sia una notizia che merita di essere approfondita:http://www.ilsecoloxix.it/p/economia/2014/06/10/ARNm7nf-bloccare_ripresa_potrebbe.shtml….
      guarda caso il debito pubblico è aumentato e potrebbe bloccare la ripresa a causa della necessità di ridurlo: ma dove vogliono arrivare e a chi pensano di prendere in giro dato che la scusa di tutta l’austerity è stata che si doveva ridurre il debito pubblico mentre ora si scopre che è aumentato??? speriamo che anche god commenti a proposito tale notizia…

    2. Cari/e oltre alla speranza che G.O.D. commenti a proposito,( insisto sino alla paranoia) metta altresì a disposizione validi strumenti di visibilità, di interconnessione, di azione col popolo. Un connubio tra realtà politiche, civili, massoniche che abbia come finalità il BENE COMUNE.
      Lunga vita

    Commenta a Renato Protti Miracca


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    1 Commento

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

    • Cos’è il moralista

      Sito di approfondimento politico, storico e culturale. Si occupa di temi di attualità con uno sguardo libero e disincantato sulle cose. Il Moralista è un personaggio complesso, indeciso tra l'accettazione di una indigeribile realtà e il desiderio di contribuire alla creazione di una società capace di riscoprire sentimenti nobili. Ogni giorno il Moralista commenterà le notizie che la cronaca propone col piglio di chi non deve servire nessuno se non la ricerca della verità. Una ricerca naturalmente relativa e quindi soggettiva, ma onesta e leale.

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