download (20)Confesso di avere provato un moto di fastidio nel notare, all’indomani delle elezioni europee, l’imprevedibile percentuale di consenso tributata dal popolo italiano ad un personaggio come Matteo Renzi. “Cari concittadini”, mi chiedevo incredulo tra me e me, “come fate a non capire che il Rottamatore è un bluff”? “Come fate a non accorgervi che, scremato dalla verve parolaia dell’ex sindaco fiorentino, il programma di Renzi si pone su un piano di perfetta continuità programmatica con le nefaste scelte di politica economica dei governi Monti e Letta?” “Se siete così ciechi e ingenui da dare credito alle boutade demagogiche veicolate da un attore di avanspettacolo prestato alla politica”, questa l’amara conclusione alla quale ero in un primo momento addivenuto, “allora significa che vi meritate la fame, la miseria e la disoccupazione che una classe dirigente, sadica e perversa, con dolo gradualmente vi somministra”. Passata la fama emozionale, però, sono tornato metaforicamente sui miei passi. Disabituati a ragionare in termini politici da un circuito mediatico addestrato allo scopo, intontiti da una miriade di allarmi spesso oscuri e inintelligibili, i cittadini hanno di fatto smarrito gli strumenti ermeneutici indispensabili per distinguere il teatrino dalla sostanza e la tragedia dalla farsa. Cosa risponderebbe oggi l’italiano medio chiamato ad esprimersi sulle cause della prolungata crisi che attanaglia l’intero Vecchio Continente? Quanti sono i cittadini in grado di fornire una risposta sensata e razionale alla domanda in questione? Io credo pochi, pochissimi. E non per colpa loro, vittime spesso inermi di una informazione che di regola depista per indole e interesse. Da quando è scoppiata anni fa la bolla americana riguardante i cosiddetti “mutui subprime”, pare che il tempo si sia fermato. Da allora è scesa sull’Europa una sorta di maledizione, inevitabile nonché indifferente di fronte all’opera dell’Uomo, destinata un giorno ad evaporare per le stesse imperscrutabili ragioni che l’hanno prima generata. La litania che annuncia endemicamente il superamento della crisi contiene un non so che di ossessivo e irrazionale. Da anni oramai la Bce, la Banca d’Italia e il Ministero dell’Economia spiegano alla gente che il peggio è passato sulla base della pubblicazione di alcune stime sulla “crescita futura potenziale” che vengono poi puntualmente smentite dai numeri reali. La crescita doveva arrivare prima al tempo di Monti (decreto “Crescitalia”), poi durante la parentesi targata Enrico Letta (“puntare su crescita e occupazione”), mentre ora tutti aspettano di assistere alla moltiplicazione dei pani e dei pesci promessa dall’imbonitore fiorentino. Qualunque cittadino informato, senza aspettare di volta in volta la pubblicazione dei dati veri destinati a smascherare le bugie del potere, saprebbe che la ripresa non c’è e non ci sarà perché così è stato deciso nelle  stanze che contano. E’ possibile spegnere un incendio gettando benzina? E’ possibile abbronzarsi all’ombra? E’ possibile fare indigestione a stomaco vuoto? No. Allo stesso modo non è possibile abbattere la disoccupazione, rilanciare i consumi e garantire l’apertura di una stagione di benessere e progresso diffuso dandosi come obiettivo prioritario quello di centrare il pareggio di bilancio o di abbattere “la montagna del debito”. L’austerità espansiva teorizzata da comici alla Alesina è poco più che una barzelletta, come dovrebbe sapere una classe politica seria cresciuta leggendo di tanto in tanto qualche buon libro. E invece i nostri governanti, sempre selezionati al ribasso, scelgono quasi sempre senza comprendere e senza capire, meri esecutori a contratto di progetti altrui elaborati all’interno di consessi elitari, plutocratici e antidemocratici. Se, come ci hanno fatto credere con l’inganno, l’unica politica rispettabile e possibile, a destra come a sinistra, è quella che predica rigore nei conti, privatizzazioni, precarietà e tagli alla spesa, a cosa si riduce la tano decantata difesa del “pluralismo”? A nulla. E infatti, Matteo Renzi, comportandosi da perfetto balordo, ha definito “ricattatori” quei pochi senatori del Pd che hanno osato mettere in discussione la riforma istituzionale così per come preparata da una parrucchiera mancata del calibro di Maria Elena Boschi. Quando la dialettica politica è impossibile, i dogmi neoliberisti non possono infatti essere discussi, la contesa non può che spostarsi su un piano diverso. Stando così le cose nessuno si interrogherà più sull’adozione delle migliori scelte di indirizzo da adottare alle condizioni date, ma, trionfando di fatto il pensiero unico, la pubblica opinione potrà semmai di volta in volta interrogarsi sulla qualità, etica e morale, del singolo politico chiamato ad applicare ricette già scritte. Questa sottile mistificazione, ben alimentata anche dalla retorica grillina, produce un cronicizzarsi della sofferenza sociale e alimenta un odio antropologico in grado potenzialmente di minare dalle fondamenta la tenuta stessa della democrazia rappresentativa (“tutti sono ladri, nessuno mi rappresenta”). In conclusione, fino a quando la gente sarà indotta a credere che il problema dell’Italia è rappresentato dagli sprechi, la Casta e la corruzione, non faremo di sicuro un passo in avanti. Ma è difficile comprendere un fenomeno in mancanza di un sistema informativo che lo spieghi. Per queste ragioni, chi ha votato Renzi alle europee merita di essere assolto per insufficienza di prove. Il consenso effimero raccolto dal segretario del Pd è destinato comunque ad evaporare rapidamente. 

    Francesco Maria Toscano

    15/06/2014

    Categorie: Editoriale

    12 Commenti

    1. marco f scrive:

      Credo che la giustificazione all’ingiustificabile ascesa elettorale renziana, al di là dell’ottima e condivisibile analisi contenuta nell’articolo, sia più probabilmente da ricercarsi all’interno della Legge 3 agosto 2007 n. 124, più precisamente all’art. 13 comma 2.
      Perché è chiaro che se strumenti potenzialmente criminogeni, affidati a strutture per loro natura opache e controllate direttamente dal vero potere, sono utilizzabili, è fatale che vengano prima o poi utilizzati.
      E, si passi la citazione, se non ora, quando?
      Quali e quanti utilizzi siano stati fatti dell’articolo della legge in questione, non ci sarà mai dato di sapere.
      Mi viene da pensare all’assurdo matematico del concorso “superenalotto”, la cui frequenza di vincite stramilionarie non trova giustificazione alcuna all’interno delle regole del calcolo delle probabilità.
      Ma ne trova molte all’interno delle consuetudini in un sistema basato sulla corruzione come il nostro, sempre alla spasmodica ricerca di fondi neri la cui costituzione non è poi sempre così agevole.
      Ci hanno fregati nel più scontato e banale dei modi, la pistola fumante è lì da vedere. Basta avere occhi e coraggio sufficienti a non temere di trovarsene davanti una vera.
      Dubito che Grillo oserebbe tanto.

    2. Caro Francesco, e togliere il giocattolo ( Partito Democratico) dagli artigli del maestro venerabile Mario Draghi, affinché si instauri una assennata politica pluralista, democratica, progressista?

    3. Gianluca scrive:

      Tutto condivisibile, ma c’è un ma piuttosto grande.
      Sfugge completamente, agli amici progressisti, che Renzi è il frutto, nemmeno finale, di un lavoro partito nel 1981 con il divorzio dello Stato dalla Banca D’Italia! …e sugellato con il trattato di Maastricht.
      Lo Stato ha abdicato, mettendosi in mano ai privati e al profitto per pochi.
      Senza una vera sovranità (quella militare lasciamola stara), saremo sempre soggiogati da una logica di mercato di “riduzionismo” dello Stato sociale, che non è quella dicono di voler difendere i pochi veri progressisti sopravvissuti al neoliberismo imperante.

      Insomma, se io vendo la mia casa e comincio ad abitarci in affitto, non mi devo stupire se poi il padrone di casa decide per me. Mi ci sono messo io in questa situazione, e ne ho tutta la responsabilità “politica”.
      Abbiamo abdicato la nostra costituzione “socialista” e moderatamente liberale, per una costituzione europea totalmente mercantilista… perché adesso cadete dal pero!? Quando avete firmato, una costituzione europea che portava i diritti sociali al ribasso, dove eravate con la testa?

    4. Spartaco scrive:

      Mi permetto di dissentire. Chi ha votato Renzi è colpevole perché non poteva non sapere. Non poteva non sapere che la disoccupazione e i suicidi degli imprenditori sono dovuti alla politica di austerità e che Renzi avrebbe continuato questa politica. Solo che ai pensionati (20 milioni) ai dipendenti pubblici (5 milioni) alle persone che dipendono da queste due categorie (7 milioni) non gli frega un CAZZO se qualcuno si toglie la vita; i fin dei conti i commercianti e gli imprenditori sono tutti evasori e corruttori. Anzi, con questa crisi, riescono a fare qualche viaggetto a prezzo scontato, a comprare qualche casa svenduta all’asta, a comprare vestiti cinesi a dieci euro (tanto che cazzo gli frega se chi li cuce è sfruttato peggio di uno schiavo).
      Quindi colpevoli, con l’accusa più infamante in questo contesto storico: CONSERVATORISMO

    5. Giovanni scrive:

      Mi e’ sorto il dubbio che Beppe Grillo abbia avuto paura di vincere e pertanto anziché pigiare sull’acceleratore abbia tirato il freno a mano.
      I motividi tale comportamento possono essere vari.
      Mi piace pensare che abbia frenato nella certezza che comunque, questo stato di cose e’ destinato a cadere per “consunzione” per autoimplosione e quindi abbia preferito “Fornire Corda fintantoche’ si impiccano da soli”
      Ritengo che in Italia sia in corso una Rivolta Fiscale silenziosa e SPONTANEA che fra non molto sara’ evidente anche ai giornali e giornalisti!
      Questi, da buoni ultimi, si accorgeranno che e’ talmente complicato il sistema fiscale italiano (in seguito alle continue semplificazioni introdotte dagli ultimi governi) che la gente, anziché andare dal commercialista pagandolo in anticipo per poter pagare le tasse, preferira’ pagare una multa a posteriori insieme alle stesse tasse.
      (chi me lo fa fare di autocalcolarmi le varie TASI di turno, nella quasi totale certezza di sbagliare?!?!
      Il buon senso mi dice di aspettare che sia “CHI DEVE INCASSARE ad EMETTERE FATTURA” con buona pace di tutti.
      Sicuramente tale comportamento, se adottato in massa, porterebbe ad un aumento della occupazione nel Pubblico Impiego, soprattutto nei Comuni i quali dovrebbero attrezzarsi per le operazioni)
      Tuttavia conoscendo il sistema Italia, sono pronto a scommettere che fra 2 o 3 anni arrivera’ qualche politico a proporre un condono tombale per tutti quei cittadini che non sono stati in grado di Autocompilarsi le Fatture Varie…….
      Se pero’ lo Stato preferisce confiscare tutte le case dei cittadini “Rivoltosi”, poi diventera’ proprietario e si autopaghera’ le varie TASi-IMU-TARES-TARSU…
      Basta non avere paura!
      Proviamo a pensare: se io fossi proprietario di tutti gli appartamenti di Milano e se tutta la popolazione di Milano fosse disoccupata, quanto valgono i miei appartamenti?
      saluti Giovanni

    6. The Croppy Boy scrive:

      Sono totalmente in sintonia con quanto scrive Sapartaco. Un’abbondante metà del paese non è stata ancora toccata in maniera pesante dalla crisi e dalle misure per contenerla.
      Hanno percepito che le cose non girano più come prima ma la chiusra di centinaia di migliaia di aziende la conseguente devastazione sociale di migliaia di famiglie poco li cale.
      La furbata defli 80 euro ( dati a chi ha già un lavoro e quindi un reddito ) è stata il segnale di fondamentale conservatorismo di Renzi e di prosecuzione del massacro in atto del ceto medio produttivo. L’immediato riscontro elettorale è la prova di ciò. Gli illusi non sanno però cosa li aspetta…se solo avessero la capacità di verificare quello che è successo e sta succedendo in Grecia, avrebbero l’immediata contezza di quello che tra non molto sarà il loro futuro. Si sveglieranno sotto le bombe…

    7. kthrcds scrive:

      “Cosa risponderebbe oggi l’italiano medio chiamato ad esprimersi sulle cause della prolungata crisi che attanaglia l’intero Vecchio Continente?”

      Dovrebbe rispondere partendo dalla considerazione che «le politiche di austerità sono una scelta obbligata a causa della rigidità nominale determinata dall’euro; di conseguenza, l’euro è contrario alla ratio di una unione economica, perché la sua adozione costringe a politiche che, in caso di problemi, distruggono il mercato interno».
      Da ciò deriva che «€ e UE sono gli strumenti concreti per ottenere i risultati voluti dal ceto dominante: disoccupazione e precariato, azzeramento del potere contrattuale dei lavoratori, spoliazione delle risorse degli enti locali per imporre la privatizzazione dei beni e dei servizi pubblici. Una volta compreso tutto ciò non si può non immaginare i sorrisi dei ceti dominanti di fronte a chi dice di voler difendere il lavoro e di voler combattere i “piani Marchionne” ormai estesi a tutte le categorie di salariati, ma contemporaneamente non prende nette posizioni contro l’euro e la UE. L’innocuità di simili posizioni è a loro del tutto chiara».

      Jens Nordvig è direttore delle strategie valutarie di Nomura Securities, e recentemente ha scritto “The fall of the euro – reinventing the Eurozone and the future of global investing”, per ribadire che «La creazione dell’euro è stata un azzardo incauto! Molte debolezze nelle fondamenta dell’euro erano prevedibili, e infatti erano state previste da tanti prima che la moneta unica fosse varata. Ma i leader europei che capeggiavano il processo di creazione della moneta unica hanno messo da parte tutti gli argomenti contro di essa. Volevano l’euro, quali che ne fossero i difetti e i rischi».

      Ma, come correttamente nota Toscano, “fino a quando la gente sarà indotta a credere che il problema dell’Italia è rappresentato dagli sprechi, la Casta e la corruzione, non faremo di sicuro un passo in avanti”.

      A ciò aggiungerei che gli esponenti di ciò che resta della sinistra, ossia il Pd, sono drammaticamente inadeguati su tutti i temi principali dell’agenda politica. Nonostante siano numerosi i giovani e le giovani donne, la cifra intellettuale è ai minimi storici. Basta ascoltarli durante i talk show tv mentre ripetono compiti la lezioncina che hanno imparato diligentemente ma senza averla capita.
      Una lezioncina che spesso e volentieri è imperniata sul “ci vuole più Europa” e sulla “necessità di attuare le riforme”, ma senza mai dire apertamente che le riforme che hanno in mente, ad esempio per ciò che riguarda il lavoro, sono le riforme Hartz IV implementate da Schroeder in Germania e in conseguenza delle quali circa 9 milioni di persone percepiscono un salario di € 4/500 per lavori occasionali, saltuari e di terz’ordine.
      E quando non sanno più cosa dire, ripetono lo stupido slogan di Renzi: “cambiare verso all’Europa”. Come se davvero l’Europa prendesse sul serio le sue risibili filastrocche.
      Basta ricordare che al G7 di qualche giorno fa Renzi è stato escluso «dagli appuntamenti “che contano” a livello mondiale. E dagli argomenti: Ucraina, Libia, sicurezza europea, equilibri Nato.
      [...]
      tutta la regia dei due eventi sembra studiata apposta per ridimensionare le ambizioni di Renzi di “cambiare verso” all’Europa. Nel Consiglio europeo all’indomani del voto la nomenklatura di Bruxelles cercava di prendere le distanze dal renzismo».
      E il giorno che le prenderanno anche i suoi sostenitori sarà sempre troppo tardi.

    8. pierre57 scrive:

      No,non sono d’accordo con le conclusioni assolutorie dell’intervento di Toscano,quel 40% di votanti per il partito delle oligarchie europee non è affatto transitorio,ma rappresenta,da tempo immemore in questo paese,la pervicace volontà di un blocco sociale reazionario/conservatore di difendere il proprio status quo,affidandosi di volta in volta al ducetto di turno che gli garantirà(poveri beoti)la permanenza nel club dei “possidenti”.Chi ha votato l’ex sindaco di Firenze non lo ha fatto con le bende agli occhi traviato dal circo mediatico,ma in maniera cosciente e mirata.In un tale maleodorante coacervo di interessi,vi sono purtroppo,e sono i più numerosi,soprattutto pensionati e lavoratori pubblici che neanche di fronte al più forsennato attacco alle loro condizioni di vita e di lavoro hanno saputo dare un segnale di discontinuità rispetto al massacro sociale in corso e a quello a venire. A loro va attribuita tutta la responsabilità di aver sostenuto un progetto criminale che prima o poi li colpirà,ma che non vedrà quelli già colpiti gioire di soddisfazione,perchè nel frattempo saremo tutti morti.Una prece,amen. Pierre57

    9. ampul scrive:

      Clap clap clap

    Commenta


    "nella mia vita ho conosciuto farabutti che non erano moralisti ma raramente dei moralisti che non erano farabutti." (Indro Montanelli)


    LA NOSTRA COSTITUZIONE E’...

    Scritto il 9 - nov - 2018

    1 Commento

    LA PARABOLA DI TRUMP,...

    Scritto il 7 - nov - 2018

    0 Commenti

    NEL 2019 SCATTERA’ IL...

    Scritto il 2 - nov - 2018

    3 Commenti

    IL GOVERNO IGNORI IL...

    Scritto il 1 - nov - 2018

    1 Commento

    LETTERA APERTA DI UNO...

    Scritto il 4 - giu - 2013

    5 Comment1

    IL NEW YORK TIMES,...

    Scritto il 1 - set - 2016

    0 Commenti

    GIUSTIZIA PER FEDERICO ALDROVANDI

    Scritto il 27 - giu - 2012

    4 Comment1

    IL MARCIO SU ROMA

    Scritto il 13 - dic - 2011

    0 Commenti

    • Chi è il moralista

      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

    • Cos’è il moralista

      Sito di approfondimento politico, storico e culturale. Si occupa di temi di attualità con uno sguardo libero e disincantato sulle cose. Il Moralista è un personaggio complesso, indeciso tra l'accettazione di una indigeribile realtà e il desiderio di contribuire alla creazione di una società capace di riscoprire sentimenti nobili. Ogni giorno il Moralista commenterà le notizie che la cronaca propone col piglio di chi non deve servire nessuno se non la ricerca della verità. Una ricerca naturalmente relativa e quindi soggettiva, ma onesta e leale.

    • Disclaimer

      ilmoralista.it è un sito web con aggiornamenti aperiodici non a scopo di lucro, non rientrante nella categoria di Prodotto Editoriale secondo la Legge n.62 del 7 marzo 2001. Tutti i contenuti appartengono ai relativi proprietari, qualora voleste richiedere la rimozione di un contenuto a voi appartenente siete pregati di contattarci tramite la apposita pagina.