imagesXR1BFIIDDi Europa si parla poco e male, così male da impedire ai cittadini di comprendere e distinguere le vere questioni sul tappeto.

    Cos’è l’Europa di oggi. E’ un mostro a più teste, guidato da una oligarchia composta da burocrati scelti per il tramite di un oscuro processo intergovernativo. Le forze della reazione, oggi prevalenti, erroneamente scambiate con il sistema finanziario tout court, allevano nel buio dei templi personaggi alla Mario Monti o Lucas Papademos, imponendoli poi alla guida dei singoli stati membri sulla scia di una presunta emergenza appositamente pianificata. Questa prassi statuisce la supremazia del potere tecnocratico sull’organo politico, svuotando di fatto di senso e significato le diverse democrazie nazionali. Non bisogna però dimenticare che, se da un lato i vari Barroso, Van Rompuy et similia bacchettano periodicamente le politiche allegre dei Paesi finiti sotto la lente di ingrandimento del Grande Fratello di Bruxelles, dall’altro, questi stessi personaggi, vengono di fatto legittimati nel proprio ruolo proprio in virtù del consenso politico accordato loro dai Paesi della Ue poi singolarmente torturati.  Per essere più chiari. In questi giorni, come saprete, si sta scegliendo il nuovo Presidente della Commissione Europea, avendo il criminale internazionale Barroso portato a termine il suo mandato (di morte). Il nuovo Presidente, molto probabilmente Juncker, verrà scelto in virtù di un accordo fra i diversi rappresentanti politici dei singoli Stati nazionali. Una volta insediatosi, però, il nuovo Presidente, eletto sostanzialmente grazie ad un accordo fra diverse nazioni teoricamente sovrane, comincerà a recitare la parte del professore cattivo che ordina ai suoi danti causa di fare i compiti a casa. Vi pare credibile questa pantomima? Renzi, ad esempio, dà oggi il via libera all’ex presidente del Lussemburgo, per poi vedersi aprire l’indomani una procedura contro l’Italia per debito eccessivo. Chiaramente siamo di fronte ad un sapientemente orchestrato gioco delle parti. Senza avere prima interiorizzato i veri e dissimulati obiettivi perseguiti dal soggetto storico che guida oggi i fenomeni globali, ovvero la massoneria reazionaria, sarà impossibile cogliere il senso di alcuni apparentemente incomprensibili bizantinismi.

    Repetita iuvant. L’aumento della povertà, della disoccupazione e della disperazione, come non mi stancherò mai di ripetervi, non è un accidente collaterale della stagione che viviamo. E’, al contrario, il risultato preveduto e voluto di un progetto umano, quello che gli idioti chiamano sorridendo “complotto”, che punta alla creazione e successiva salvaguardia di un modello di società fortemente diseguale e gerarchizzata. Naturalmente, non potendo formalmente abolire il suffragio universale, i protagonisti di tale epocale torsione hanno dovuto estrarre dal cilindro un nuovo modello di governance funzionale alla realizzazione degli obiettivi-fine per come prima sinteticamente individuati (aumento della povertà, della disoccupazione e della disperazione di massa, ndm).

    Il doppio binario. Eccoci quindi arrivati al punto nodale del nostro discorso. La creazione mediatica di una surreale dialettica tra governi democraticamente eletti e oscuri funzionari della Troika rappresenta oggi il punto più avanzato di una ingegneria sociale e politica votata al male. Questa malsana suggestione consente alle élite di fare ingoiare ai legittimi esponenti dei governi dei singoli Paesi controriforme odiose, permettendo però agli stessi di non riconoscere la paternità di alcune decisioni. Quante volte avete sentito analisi del tipo: “L’Europa del rigore ha fallito”, “bisogna cambiare” e “la Troika ha peggiorato la situazione”? Recitando due parti in commedia quindi, i vari Hollande e Renzi, solo per citarne due a caso, possono tentare di presentarsi di fronte alle rispettive pubbliche opinioni come i valorosi difensori di un interesse nazionale messo a repentaglio da un nemico esterno dai contorni indefiniti. Peccato che quasi mai nessuno ricordi che il “presunto nemico” opera proprio in virtù del rapporto fiduciario che lo lega alla presunta vittima. E’un po’ come se ognuno di voi nominasse liberamente un rappresentante legale, per poi fare finta di non conoscerlo di fronte ad un gruppo di incolpevoli terzi.

    La vera dicotomia. Chi punta il dito contro l’Europa federale sulla scia dell’oggettivo peggioramento delle condizioni di vita dei cittadini europei, sbaglia bersaglio. Oggi il pallino è ancora completamente in mano ai singoli Stati nazionali, spesso però guidati da burattini che perseguono interessi privati pur potendo scegliere di tutelare l’interesse pubblico. L’Europa politica nascerà quando esprimerà una classe dirigente direttamente e democraticamente scelta dal popolo europeo. Fino ad allora responsabili dello sfacelo andranno considerati i rappresentati pro tempore degli Stati nazionali. Spacciare l’Europa federale alla stregua di un surrogato utile per somministrare a vita il veleno dell’austerità è falso. Sono gli Stati-nazione che oggi impoveriscono i propri cittadini approvando all’interno dei rispettivi parlamenti norme come il Pareggio di Bilancio. O credete che sia stata la Merkel a sporcare la nostra Costituzione introducendo una simile nefandezza? I tecnocrati europei servono solo come alibi per coprire le vergogne consumate da politici venduti e corrotti. Il contrario di austerità non è perciò “ritorno agli stati nazionali”, quelli non se ne sono mai andati, ma politiche keynesiane per lo sviluppo e la piena occupazione. Politiche che, semmai, all’interno di un contesto plurale, democratico, ampio, libero e autonomo, così per come immagino gli Stati Uniti d’Europa del prossimo futuro, troverebbero pieno e riuscito compimento. Svaniti i pregiudizi e le illusioni ottiche, rimane sola ,al centro della scena, una verità semplice, lineare e accessibile a tutti.  Basta guardarla.

    Francesco Maria Toscano

    26/06/2014

    Categorie: Editoriale

    24 Commenti

    1. Alessandra scrive:

      ..non sono completamente d’accordo..certo i governi degli stati membri ci mettono del loro, ma indubbiamente i vincoli imposti dall’europa sono appunto vincoli che si devono rispettare, pena lo stato di messa in mora dei paesi che nn rispettano le direttive UE.Un governante che non rispettasse questo sarebbe gia’ di per se’ fuori dalla UE

      • il Moralista scrive:

        I “vincoli”, ovvero i trattati, sono votati liberamente dai Paesi sovrani che li recepiscono. E’ solo una squallido gioco delle parti…

        • Rodion scrive:

          Nel “gioco delle parti” partecipano anche coloro che negano che la “macroeconomia” e la “moneta unica” siano un problema.

          Voler limitare la mattanza con qualche forma di “interventismo in economia”, significa comunque accettare i collaterali di questo processo.

          Un processo che ha come primo morto la democrazia e l’uguaglianza sostanziale.

          (Non a caso i federalisti inglesi vedevano il “federalismo” come un COMPROMESSO tra DEMOCRAZIA ed EFFICIENZA)

          Chi rifiuta il socialismo liberale e federalistico, e che magari si ispira a quello che in fase costituente fu rappresentato dallo PSIUP, NON HA COMPROMESSI CON LA DEMOCRAZIA.

          L’unica “inefficienza” sono gli impedimenti, i lacci e lacciuoli, e la burocrazia che soffocano il processo democratico; e il liberismo è accettato squisitamente nei limiti dell’art.41 Cost.

          • Gianluca scrive:

            Condivido il pensiero di Rodion. Non si possono ignorare le regole economiche in un gioco al ribasso e senza nemmeno considerare gli squilibri che queasta pseudo-unione porta.
            Il New Deal funzionerebbe ancora meglio senza cattive costruzioni come quella eurocratica.

        • alessandra scrive:

          ..sara’ uno squallido gioco delle aprti, ma finche’ abbiamo l’euro e non abbiamo sovranita’ monetaria, saremo e siamo sotto ricatto..se non ci comprano i TDS, lo stato “salta” per cui o fuori da euro o non puoi alzare la voce..

    2. Mi è piaciuto il passaggio! Ossia sono gli stati-nazione che impoveriscono i cittadini. Detto ciò sto lavorando politicamente in terra di Lomellina sul concetto della Europa delle Regioni, tanto cara a Denis de Rougemont. Di fatto, come si evince nel concetto di Francesco, ormai codesta Europa è persa e, di fatto, come sarà la nuova Europa. Sarà l’Europa degli Stati Uniti? Oppure l’Europa delle Regioni? Sto lavorando in merito e altresì consapevole che anche il miglior manifesto Socialista Liberale se non è condiviso dal Popolo, non vale nulla. Andiamo verso il Popolo. Codesto blog, mi piace assai. Mi stimola. Mi eccita. Mi scuote le carni al pari di Curzio Malaparte- Tecnica del colpo di Stato. Ad maiora e lunga vita.

    3. Rodion scrive:

      Caro Moralista, ti rendi conto della responsabilità che si assume chi fa una sintesi come la tua?

      «Oggi il pallino è ancora completamente in mano ai singoli Stati nazionali»

      Il “pallino” cosa sarebbe? La sovranità? Quella che TUTTI hanno CEDUTO alla BCE di Draghi grazie a quel progetto di “moneta unica” che i federalisti hanno accolto con sommo gaudio?

      «Sono gli Stati-nazione che oggi impoveriscono i propri cittadini approvando all’interno dei rispettivi parlamenti norme come il Pareggio di Bilancio»

      Certo, è colpa dello Stato-nazione, come se l’agognata Europa Grande per combattere con gli altri Stati Grandi non fosse un altro Grande Stato-nazione. (Così l’Oceania potrà combattere con l’Eurasia o l’Estasia… la guerra è pace!)

      Ma perché non fanno politiche di Spesa, un bel New Deal? Così i Paesi ad alta inflazione possono continuare a fare free riding, indebitarsi e rendere sempre più instabile il sistema. E, qui il pubblico attento dovrebbe *** esigere *** una risposta: la politica economica dei paesi creditori ha necessità OPPOSTE a quelle delle economie periferiche: o si favoriscono i creditori o si favoriscono i debitori. Tertium non datur.

      I “trasferimenti” hanno un senso, un verso. E chi si è arrichito nell’altro di “verso”, per quanto scorrettamente, I SOLDI SE LI È GIÀ SPESI (o, meglio, se li sono ciucciati gli angloamericani con i derivati).

      Ma indovina un po’ chi favorisce il cambio fisso? Permettendo le lobby economiche di un mercato di “sconfiggere” quelle dello stato “vincolato” IMPOSSIBILITATO A DIFENDERSI. (Le compriamo tutte noi le azioni di Fincantieri?)

      Perché invece non spieghiamo cosa è la BILANCIA DEI PAGAMENTI, cosa sono i TASSI DI INFLAZIONE diversi in funzione dell’area di mercato, perché non SPIEGHIAMO COSA È IL SISTEMA TARGET 2?

      Perché non diciamo la VERITÀ sull’Italia meridionale? Perché il piano Marshall ha sviluppato praticamente SOLO l’industria del nord Italia?

      *** PERCHÈ?!? ***

      Perché si continua a far DEMAGOGIA?

      O si SVALUTA LA MONETA o si FA AUSTERITÀ: ma perché non apriamo un maledetto manuale di macroeconomia?

      L’austerità è il dogma ufficiale che nessuno vuole ma tutti fanno: ma pare a qualcuno che l’austerità dell’eurozona sia uguale a quella dell’Inghilterra o della Polonia? Ma come si fa a negare questa evidenza? Paesi che non hanno un sistema industriale minimamente paragonabile a quelli di Francia o Italia.

      E’ dai tempi del fiorino fiorentino che si sa che vincolare il “prezzo” della moneta è un sistema per comprimere i salari e DISCIPLINARE I LAVORATORI.

      Ma quale sarebbe la “verità” che basta guardare? Un “verità” pre-illumista, prima che la SCIENZA cominciasse a togliere lo spazio all’oscurantismo religioso, quello della “verità” per fede.

      Ma che differenza c’è NELLA SOSTANZA tra la sintesi del Moralista, di TUTTI gli organi di informazione, di TUTTE le formazioni politiche?

      «Più Europa.»

      Certo, non questa di Europa che è brutta perché c’è la corruzione dei corrotti, l’egosimo degli egoisti (nazionalisti), i sadici tedeschi imperialisti (novità!) e i malvagi malvagi (che cospirano). E l’euro è stata un’opportunità pazzesca, solo che è stato fatto male e poi noi siamo corrotti e spendaccioni, lo abbiamo sprecato…

      Tolta la forma, la sostanza è quella.

      Il federalismo all’amatriciana NESSUN POPOLO EUROPEO LO HA CHIESTO, nessun economista, nessun oligarca ci ha mai, tra l’altro, creduto. Ci sono tonnellare di studi tra gli anni ’60 e ’70 che confermavano le intuizioni di Hayek.

      Perché i federalisti europeisti non hanno mai chiesto un referendum agli Italiani, magari dopo un bel debattito? (Non raccontiamoci le barzellette facendo paragoni con il Risorgimento, dopo il ’48 esisteva una scolarizzazione diffusa e una Democrazia costituzionale).

      Il “sogno” (sic!) federalista HA FATTO COMODO alle oligarchie PROPRIO perché è sempre stata evidente l’impossibilità MACROECONOMICA e SOCIOANTROPOLOGICA di accumunare gli USA agli Stati europei.

      L’euro, che negli anni ’90 veniva chiamato il “Reagan europeo”, è come la Thatcher il trionfo dell’ordoliberismo hayekiano, il primo passo verso la “grande società”: chi propugna la moneta unica propugna von Hayek.

      Solo che lo ammettono solo gli hayekiani… :o)

      Forse perché i neoliberisti sono stati abbastanza coerenti da dire la “verità” mentre i progressisti si sono ficcati in un tunnel per cui sono costretti a negare l’evidenza?

      Il federalismo interstatale è stato DE FACTO la verniciata di “rosso” al progetto regionalista pan-europeo, quello di Coudenhove-Kalergi.

      Certo, probabilmente arriveranno i Grandi americani (debitori) a bombardare di NUOVO i cattivoni tedeschi (creditori), e ci LIBERERANNO con il TTIP. Isn’t it?

      Orgogliosamente europeo. Orgogliosamente anti-europeista.

    4. Cari/e; o STATI UNITI D’EUROPA o EUROREGIO!

    5. Pierluigi scrive:

      Un bellissimo confronto. Tra la visione @Rodion e la visione “idealista” di un’Europa Confederale. Merita di essere approfondita. La mia perplessità (tra le molte ) è come sia possibile arrivare ad un Europa Democratica se non si riacquista la propria Sovranità. L’adesione all’Europa non ha forse violato la nostra Costituzione ? Non è la nostra Repubblica fondata sul Lavoro e non sul mercato ? Non riusciamo ad avere il controllo democratico in Italia, lo potremo mai avere in Europa ?

      • Gianluca scrive:

        Bravo. Tra il sogno un po’ troppo “nazionalista” europeo, a tratti fascistoide nella retorica del sacrificio, e dal sapore inperialistico (dobbiamo unirci perchè c’è la cina da sconfiggere!), e un molto più pragmatico ritorno della sovranità costituzionale, che l’europa fondata sul mercato può solo sognarsi, stiamo ancoraa a discuterne?

    6. kthrcds scrive:

      Condivido la posizione di Rodion (26 giugno 2014 alle 22:14): «E’ dai tempi del fiorino fiorentino che si sa che vincolare il “prezzo” della moneta è un sistema per comprimere i salari e DISCIPLINARE I LAVORATORI».

      Sicchè o si esce dall’€ o dalla crisi non usciremo mai più. Ciò non significa che si intenda l’uscita dall’€ come magica soluzione in grado di risolvere tutti i problemi, ma più semplicemente che entrare nell’€ ha creato enormi problemi e che restarci non farà che aggravarli. Ed è doveroso notare che prima dell’€ l’economia italiana andava molto meglio di oggi.

      Inoltre non va dimenticato che questa Europa si accinge ad accogliere fraternamente al suo interno una nazione che per non perdere l’occasione di entrare a far parte di questa unione “garante di pace, libertà, democrazia e prosperità”, sta radendo al suolo interi villaggi, senza curarsi troppo dei metodi utilizzati, né di chi assassina civili “con la connivenza delle autorità locali”.

    7. Weininger885 scrive:

      Concordo con Rodion, lucido e coerente come sempre.

      • marcobaldi scrive:

        Frase chiave che interroga le coscienze del Nostro buon Toscano e dei suoi amici EUROpeiSTI del campo progressista (?):

        “Forse perché i neoliberisti sono stati abbastanza coerenti da dire la “verità” mentre i progressisti si sono ficcati in un tunnel per cui sono costretti a negare l’evidenza?”

        Toscano non puoi rispondere a questo quesito trincerandoti dietro “sogni” e richiami a un (del tutto immaginario) “popolO europeo”!

        • Weininger885 scrive:

          Se è per questo Toscano lascia a desiderare anche quando improvvisa lunghe tirate filoamericane e sviolinate ai vari Roosevelt e C. La battaglia contro l’euro e questa UE è sacrosanta ma dopo le chiacchiere stanno a zero: l’Europa se non vuole perire deve affrancarsi militarmente, culturalmente ed economicamente dagli USA.

          • marcobaldi scrive:

            Tra l’ altro non so se ti sei mai chiesto dove sia nata questa idea degli “Stati Uniti d’ Europa”….

            Chi erano secondo te gli “sponsor” (culturali) di Spinelli e del fanatico ultra-liberista E. Rossi?? (io una idea ce l’ ho…)

    8. Yuridf scrive:

      Come non concordare con Rodion?

    9. Spartaco scrive:

      Condivido pienamente il commento di Pierluigi. Stati uniti d’Europa o stati nazionali il problema resta quello della sovranità che oggi non è in mano ai cittadini ma alle lobby ( dal minuto 1:34 http://www.youtube.com/watch?v=9L0eb6FSdWM ; Che chiamino complottista anche lui adesso). Come impedire allora che il potere rimanga nelle mani delle lobby? Semplicemente cambiando le regole. La moneta non può essere nel 2014 ancora qualcosa di occultabile, privata e non tracciabile ( c’è crisi perchè le nazioni sono state costrette ad indebitarsi con gli strozzini internazionali e per ripagare il debito, non sapendo dove sono le monete, si tassano i sudditi; le generazioni avvenire ci prenderanno per il culo fino alla fine del mondo) e i partiti non possono continuare ad essere associazioni private, finanziate non si sa da chi, e senza democrazia interna.
      Tutto il resto è noia.

      • Gianluca scrive:

        Invece è un passaggio importante, tra una lotta difficile e una impossibile… chi ancora punta su quella impossibile forse non sta cercando di risolvere i problemi… o è troppo accecato dall’ideologia per capirnee l’URGENZA della loro risoluzione.

        • Spartaco scrive:

          Scusa Gianluca potresti espandere un po’ il tuo pensiero? Non credo di aver capito. Chi si batte per la sovranità popolare è accecato dall’ideologia e si impegna in una lotta impossibile?
          P.S. sono critico nei confronti del m5s perché ,a più di un anno dalle politiche, ancora non si è dotato di una democrazia interna.

          • Gianluca scrive:

            La sovranità nazionale, recidendo dai trattati e dall’euro, è ancora possibile. La sovranità dei popoli europei invece non esiste e forse non esisterà mai… non a caso si stanno affrettando a smantellare la costituzione.

            JP Morgan: “bisogna smantellare le costituzioni antifasciste”, e l’Euro e questa Europa svolgono proprio questo compito.

    10. […] giorno fa ho scritto un pezzo (clicca per leggere) che ha attirato molte critiche e perplessità. La maggior parte, a dire il vero, decisamente poco […]

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

    • Cos’è il moralista

      Sito di approfondimento politico, storico e culturale. Si occupa di temi di attualità con uno sguardo libero e disincantato sulle cose. Il Moralista è un personaggio complesso, indeciso tra l'accettazione di una indigeribile realtà e il desiderio di contribuire alla creazione di una società capace di riscoprire sentimenti nobili. Ogni giorno il Moralista commenterà le notizie che la cronaca propone col piglio di chi non deve servire nessuno se non la ricerca della verità. Una ricerca naturalmente relativa e quindi soggettiva, ma onesta e leale.

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