images1QI6O5ASIl “giovanilismo recitato” rappresenta l’ultima carta utile nelle mani dei massoni aristocratici e nazisti che vogliono trasformare l’Europa in un lager a cielo aperto. E’ bene non dimenticare mai la vera posta in gioco. Draghi, Merkel, Monti, Schauble, Rehn, Hollande e altri, per il tramite anche di sottoposti infidi e pericolosi del calibro di Renzi e Valls, intendono modificare la struttura sociale europea per mezzo di una nuova e raffinata selezione eugenetica della specie. Le classi giudicate inferiori, plebee e profane, dovranno cioè presto o tardi rassegnarsi a sposare un modello di schiavitù sostanziale (dettato cioè dalla oggettiva impossibilità di possedere nulla), per giunta nobilitato dalla formale permanenza in vita di un tipo di governance apparentemente ispirato dal rispetto delle regole democratiche e dei diritti civili. Il comando dei plutocrati, diretto o per il tramite di foche inutilmente sorridenti e ammaestrate (alla Renzi per intenderci), non può mai essere considerato né legittimo, né democratico. Il rispetto della dignità umana va declinato in concreto.  Un uomo sottopagato, abbrutito dal bisogno e spaventato dal futuro non potrà mai riconoscere e apprezzare quei valori di progresso e  libertà  che l’Occidente continua senza più titolo a sbandierare di fronte agli occhi del resto del mondo. Anche la libertà d’espressione, stante il militare e assoluto controllo da parte dei nazisti moderni dei principali mezzi di informazione, è poco più che un orpello. Chi dissente viene scientificamente emarginato, confinato all’interno di spazi informativi angusti e desertici, nonché bollato come “pericoloso estremista  populista”. Neppure l’incolumità fisica di chi si oppone a questo perverso sistema, ora implementato nel Vecchio Continente dal Venerabile e Potentissimo massone neonazista Mario Draghi (demone lucido, straordinario e sanguinario, e non l’ingenuo stupidotto dipinto da Paolo Barnard clicca per leggere), è garantita. Al lume della vostra sensibilità, quali argomenti hanno probabilmente indotto nel recente passato alcuni pesudo-socialisti come Hollande e Papandreou ad inginocchiarsi di fronte alle richieste dei padroni? Forse la paura, magari da qualcuno sapientemente evocata nell’ombra, di poter fare altrimenti la fine toccata in sorte al compianto Enrico Mattei? Il sistema capitalista, inserito all’interno di una cornice istituzionale liberal-democratica, è sostenibile solo nella sua versione redistributiva e keynesiana. Il capitalismo a briglie sciolte, invece, tornato ora prepotentemente in voga dopo avere causato nell’Ottocento  disastri inenarrabili per come magistralmente raccontati da scrittori del calibro di Hugo e Dickens, è caricatura di democrazia e libertà. La Ue rappresenta il trionfo di uno schema involuto e autoritario, di fatto somigliante al modello oligarchico, plutocratico, classista e antidemocratico in voga presso le democrature russo/cinesi, con in più l’aggravante dell’ipocrisia tipica di chi, pur facendo schifo come tutti gli altri, conserva la risibile pretesa di mettersi in cattedra. Sbaglia chi denuncia un rischio “deriva estremistica” in Europa. I fascio/nazisti sono già oggi al potere in forma dissimulata. Siamo di fronte ad un bivio decisivo della Storia. Da qui a breve conosceremo o una accelerazione rapida della fascistizzazione in atto, concernente cioè l’imminente implementazione di forme di dominio dirette e violente non nascoste dietro una patina di rassicurante e buonista retorica (stile Ungheria/Orbàn o, se preferite, Turchia/Erdogan); o, come tutti noi speriamo, assisteremo al prepotente riemergere del paradigma keynesian-rooseveltiano, il solo in grado di assicurare libertà democratiche, diritti civili e benessere diffuso. La Eleanor Roosevelt nasce appunto per questo, per fermare sul nascere le pulsioni eugenetiche e naziste che inquinano l’Europa dei vari Weidmann e Draghi, e salvaguardare la tenuta delle istituzioni democratiche ora minacciate da una genìa occulta e affamante. Chi vuole combattere insieme a noi questa buona e decisiva battaglia non deve far altro che chiedere di essere ammesso a far parte dell’anagrafe degli aspiranti costituenti inviando una semplice mail al mio indirizzo di posta elettronica (f.toscano79@libero.it) , o a quello di God (info@grandeoriente-democratico.com) , o a quello di Drp (info@democraziaradicalpopolare.it). Chi volesse infine preparare sul proprio territorio di pertinenza eventi in conformità con gli obiettivi associativi delle E. Roosevelt sappia che può contare sul mio assoluto e totale supporto pratico ed ideale. Mandatemi le vostre proposte e, nel caso in cui dovessimo addivenire a positiva sintesi, le trasformeremo insieme in realtà.

    Francesco Maria Toscano

    8/09/2014

    Categorie: Editoriale

    8 Commenti

    1. Domanda? Riusciranno i commentatori a usare un linguaggio consono all’articolo succitato? Riusciranno a non inveirsi, esternare epiteti degni della stirpe dei Barbari?
      Chi vivrà,vedrà!
      Lunga vita e danze aperte!

    2. Alessandra scrive:

      ..lo sappiamo tutti, e lo sa pure Barnard, che Draghi nn e’ stupido, se nn fosse cosi’ nn avrebbe scritto “Il Piu’ Grande Crimine”..e tutto il resto..ma credo che nn voglia dar adito a chi ci e vi addita come complottisti, affinche’ si guardi la luna e non il dito..

    3. Pierluigi scrive:

      ” l’Italia sta andando in rovina per colpa dei politici. Quelli pensano solo a rubare … “. 8 Settembre 2014. Questo è un commento (l’ennesimo che mi capita di sentire ) che una cassiera di un supermercato scambiava con un non più “giovine” cliente.
      E questo mi ha riportato violentemente con i piedi per terra … credo che siano usciti dalla parte opposta del globo, in verità.
      Dopo gli accesi dibattiti pro e contro il progetto politico della E.R., sull’Euro, sulle architetture che dovranno essere in grado di convogliare un cambiamento di rotta, “progressista” e di sinistra ( XXI secolo ) eccoci al nostro muro …. gigantesco, grigio, anonimo, indifferente ….. il popolo italiano ( e penso che si possa estendere questa definizione a tutti i popoli dell’Occidente ) che oggi, contrariamente al passato dovrebbe essere in grado di cambiare questa situazione con una semplice presa di coscienza : ” Cambiamo rotta, fate ciò che NOI vi diciamo ! “. Ma come ben sapete la nostra realtà è fatta da milioni di persone che si sono rassegnate, che non vanno più a votare ovvero hanno rinunciano a quei diritti che li rendono Cittadini e non Servi. Non partecipano alla vita pubblica, né hanno gli strumenti per parteciparvi … aspettano che qualcuno gli racconti un’altra favola

    4. Manca un progetto, manca una visione dall’alto, complessiva, che tenti di mettere a posto la maggior parte possibile delle caselle. Per uscire dalla crisi senza rinunciare alla indipendenza economica è necessario un progetto complessivo e un patto tra gli italiani. Dunque: RIQUALIFICAZIONE DEL COSTRUITO, MESSA IN SICUREZZA DEL TERRITORIO, RILANCIO DELL’INDUSTRIA DELL’ACCOGLIENZA. Perché il nostro paese si riprenda economicamente servono due o trecento miliardi e c’è poco da fare: o si stampano o si prendono da chi ce li ha o non si pagano i debiti fino a data da destinarsi, oppure si fa un mix di queste cose. Per questo gli interventi da fare subito in economia sono:
      1) Congelamento del debito pubblico fino a data da destinarsi.
      2) Tassa Patrimoniale sui grandi patrimoni (Banche, Assicurazioni, Grandi Imprese, Malavita Organizzata e non, Famiglie storicamente ricche).
      3) Sostituire ai due settori trainanti dell’economia italiana del secondo dopoguerra, che erano l’industria edilizia di nuova edificazione di alloggi e l’industria dell’automobile, l’edilizia di riqualificazione del costruito, delle infrastrutture e di messa in sicurezza del territorio e l’industria dell’accoglienza (turismo in senso lato).
      4) Dirottare su detti nuovi settori trainanti massicci investimenti pubblici e privati.
      5) Impegno in ogni ambito competente affinché in entrambi i settori, turismo ed edilizia, trovino spazio grandi, medie e piccole aziende nei rispettivi ruoli ma con pari dignità.
      6) Investimenti pubblici nei trasporti e nella rete.
      7) Agevolare l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro sia da dipendenti che da imprenditori.
      Non c’è nessun altro paese al mondo che ha il nostro patrimonio artistico archeologico e paesaggistico. Allora trasformiamo l’Italia in un giardino accogliente. Smettiamo di costruire case e realizziamo infrastrutture. Riqualifichiamo il costruito e mettiamo in sicurezza il territorio. Facciamo una politica di investimenti nei trasporti pubblici e disimpegniamo lo Stato dal sostegno all’industria con produzioni a basso valore aggiunto. Investiamo soldi pubblici e privati nell’edilizia di riqualificazione e nel turismo. Non c’è da meravigliarsi del fatto che nessun economista affronta il problema dell’economia italiana in questi termini. Nessun paese ha la nostra arte, la nostra architettura, la nostra storia, i nostri luoghi e in nessun paese quindi si può considerare l’accoglienza risorsa inestimabile come potrebbe essere da noi e non ci può essere esperienza di altri paesi da prendere a modello. Abbiamo una materia prima che non ha nessuno e invece di impegnare tutte le nostre forze per farla fruttare diamo retta agli stranieri che vogliono costringerci a diventare competitivi coi cinesi sul costo del lavoro.

      • Diego scrive:

        A mio avviso quasi tutto giusto, perchè la mole del nostro patrimonio artistico-culturale ed ambientale-paesaggistico non può in alcun modo giustificare il disimpegno dello stato nei settori più strettamente industriali.

        La rinuncia alla crescita e allo sviluppo in settori diversi da quello turistico mi sembra molto coerente con i desiderata delle elite imperanti al momento, per le quali i paesi mediterranei devono essere solo il luogo in cui passare le vacanze per i nord e centroeuropei.

        L’Italia vanta i migliori scienziati e ricercatori, formati in quelle università e quei corsi di laurea che, eroicamente, riescono ancora a mantenere un livello di didattica livello, nonostante mille disagi e la carenza di mezzi e infrastrutture.

        Quindi se da un lato il compito dello stato è dare nuova linfa agli istututi di ricerca e formazione in ambito tecnico e scientifico, parallelamente andrebbe incentivata l’industria ad altissimo valore aggiunto, con particolare riguardo agli investimenti in Ricerca&sviluppo ed a condizioni di occupazione duratura.

        Se ho frainteso ed anche tu non intendevi escludere tutto questo dal tuo discorso me ne scuso, ma anche in questo caso mi è sembrato utile sottolineare l’importanza strategica di settori diversi da quelli turistici

        • Diego scrive:

          *un livello di didattica OTTIMO, sorry

        • Intendo disimpegno dello Stato dal sostegno alle industrie che producono beni a basso valore aggiunto, perché queste non possono mai essere competitive dato che la loro competitività si gioca tutta sull’abbassamento del costo del lavoro, ovvero, alla fine, sull’abbassamento degli stipendi e delle garanzie per i lavoratori. Intendo invece che siano sostenibili dallo Stato imprese ad alto valore aggiunto, ma solo per periodi congiunturali. I soldi dello Stato non devono andare alle imprese decotte che non ce la fanno a stare sul mercato, solo perché sono di proprietà degli amici degli amici e pagano tangenti.

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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