images7RNMSNH6La logica non appartiene al meraviglioso mondo di Matteo Renzi. Il nostro premier, con la scusa di cambiare tutto e attaccare interessi consolidati, vuole demolire quel che resta della dignità della classe lavoratrice, già piegata e raggirata da masnadieri servi della plutocrazia come Camusso, Bonanni e Angeletti. E fin qui nulla quaestio. Tutti sanno chi è Matteo Renzi (clicca per leggere), per quale motivo è stato imposto al potere (clicca per leggere), da chi è stato imposto al potere (clicca per leggere) e, soprattutto,  per fare che cosa (clicca per leggere). L’onda lunga della reazione, pianificata nell’ombra molti decenni orsono, sta ora esaurendo la sua forza propulsiva. Nei Paesi anglosassoni il ricordo di personaggi miserabili come Reagan e Thatcher ripugna le coscienze dei più. Ma anche il nome di leader più recenti, ascrivibili ad una sinistra corrotta e sedicente, penso a tipi alla Schroder o Blair, è divenuto motivo di vergogna per i socialisti tedeschi così come per quelli inglesi. In Francia e in Italia, per ragioni peculiari, soltanto ora la ferocia del neoliberismo più spinto sta mostrando il suo volto più sadico e perverso. Hollande e Renzi sono i tristi tardo epigoni di una stagione oscura e meschina che la Storia provvederà presto a bollare con il marchio lurido dell’infamia eterna. Il Rottamatore sbaglia i suoi conti perché l’Europa di oggi non è più quella degli anni ’90, allorquando, all’indomani della caduta del Muro di Berlino, i vari Clinton, Blair e Schroder potevano tranquillamente svendere una nobile e gloriosa tradizione politica per garantirsi in cambio agi e lussi da mettere sul conto della classi povere e proletarie. All’epoca si vaneggiava, per dirla con il pessimo Fukuyama, una presunta “fine della Storia”, complice la vittoria ipoteticamente globale e definitiva di un modello occidentale da radicalizzare adesso sotto le insegne del famigerato “Washington Consensus”. La Storia fortunatamente non è affatto finita, e le menzogne distopiche diffuse con affanno dal sistema mainstream risultano ogni giorno più squallide e patetiche. Renzi non deve temere l’opposizione di alcune anime morte come Bersani e Fassina, che danno buoni consigli solo perché non possono più dare cattivo esempio (do you remember Mario Monti?), deve invece temere il sopraggiungere irruento e inaspettato di un nuovo “Zeitgeist”, i cui prodromi sono già ben visibili ad occhio nudo ma esperto. Renzi dice che sul lavoro è corretto imitare il modello tedesco? Ma lo sa Renzi che la Germania vive oggi una spirale recessiva senza precedenti criticata perfino da una amministrazione sonnecchiante e dedita all’ignavia come quella guidata dal mediocre Obama? Ma lo sa Renzi che il modello imposto dalla potentissima Germania (“rigore e riforme”), spacciato per miracoloso da una manica formata da giornalisti corrotti e/o insipienti, è in realtà criticatissimo perfino in Patria? Come può Renzi chiedere coerentemente agli italiani di approvare quelle stesse riforme che hanno condotto la Germania nel limbo della stagnazione e della recessione? Le favolette sulle meraviglie del reich di frau Angela, disgustose come quelle raccontate dai comunisti negli anni’70 di ritorno dal “paradiso sovietico”, non incantano più nessuno. Renzi se ne faccia una ragione, prima di perdere quel residuo carico di credibilità che gli rimane, col rischio di risvegliarsi una mattina in compagnia dei soli Giannino, Boldrin e Scacciavillani, noto filosofo molisano, al servizio del sultano dell’Oman, sinceramente preoccupato per la svolta “keynesiana” (sic!) di un governo che non intende mettere in discussione il dogma del pareggio di bilancio (clicca per leggere). In Oman non ci sarà l’articolo diciotto né lo Statuto dei Lavoratori, ma, in compenso, il vino deve essere buono.

    Francesco Maria Toscano

    22/09/2014

    Categorie: Politica

    23 Commenti

    1. Terry scrive:

      Brancaccio non è d’accordo sulla spirale recessiva della Germania (ma è estremamente pessimista sul futuro dell’euro)

      Dall’inizio al minuto 3:46

      http://www.youtube.com/watch?v=3h1KhqLmooY

      • il Moralista scrive:

        Brancaccio o no i numeri sono numeri…

        • Terry scrive:

          Appunto, Brancaccio parla dei numeri (se hai visto il filmato).

          • il Moralista scrive:

            No, non ho visto il filmato ma conosco la posizione di Brancaccio sul punto e non mi persuade affatto. Brancaccio ragiona in termini di nazioni, credendo che Merkel e Schauble difendano un interesse tedesco da scaricare sulle nazioni più deboli. Questa lettura non è aderente alla realtà. Merkel e Schauble rispondono delle loro azione, non ai tedeschi, ma ad alcune logge sovranazionali che ne supervisionano le scelte.

            • Terry scrive:

              Ma che c’entrano con la presunta recessione in Germania le logge sovranazionali?

              Hai scritto che la Germania è in una “spirale recessiva” e io ti posto il filmato di uno dei migliori e più conosciuti economisti italiani che afferma chiaramente, portando “i numeri”, che la recessione in Germania non c’è.

              I lettori potranno guardare il filmato che ho linkato (dall’inizio fino al minuto 3:46) così si renderanno conto dei termini di questa stranissima discussione e se le logge sovranazionali in questo caso c’entrino qualcosa o no.

              • il Moralista scrive:

                Guarderò il video appena posso e ti farò sapere. In ogni caso, chiamala come ti pare, l’economia tedesca va male come le altre. Brancaccio è stato mio ospite in una delle ultime puntate de Lo Stiletto e ha parlato a lungo di Germania. I limiti della sua lettura geopolitica, molto più interessante della lettura terminologica che sposi tu, sono quelli che ti ho appena evidenziato. Brancaccio ritiene che la Germania esporti deflazione nel resto d’Europa al fine di “mezzogiornificarla”. Questa lettura non è corretta. Poi chiamala pure come ti pare…Saluti

              • Terry scrive:

                Come sempre quando sei prso in castagna diventi rabbioso.
                Mi spiace, non sposo nessuna lettura terminologica, mi limito a postare un link in cui Brancaccio dice il contrario di quello che dici tu.
                Brancaccio porta numeri e dati, tu invece ti limiti a cianciare di logge sovranazionali, discorso interessantissimo per l’amor de cielo…
                E infatti il tuo blog è in recessione molto più che la Germania perdendo 57,400 posizioni negli ultimi 3 mesi.

                http://www.alexa.com/siteinfo/http%3A%2F%2Fwww.ilmoralista.it

              • il Moralista scrive:

                Cosa c’è di rabbioso nella mia risposta? Ti ho detto che commenterò il video di Brancaccio dopo averlo visto, ti pare un atteggiamento “rabbioso”? Detto questo, pur non avendo ancora visto il video, ti preannuncio che la questione sull’utilizzo del termine “recessione” riferito alla Germania mi interessa poco. Mi interessa di più l’analisi geopolitica offerta da Brancaccio che conosco e non condivido. Della classifica che mi proponi, infine, mi interessa ancora meno. Non è solo numero che conta ma anche la qualità. Pensa, io posso vantare l’onore di avere lettori del tuo livello…non è poco se permetti…

              • il Moralista scrive:

                Ho finalmente ascoltato l’intervento da te segnalato e l’ho trovato, come immaginavo, poco attraente. Ignorando Brancaccio, sono gli stessi economisti tedeschi a rappresentare con lucidità lo stato agonizzante dell’economia tedesca oramai entrata in una fase di recessione http://www.ansa.it/europa/notizie/rubriche/altrenews/2014/08/27/germania-potrebbe-scivolare-in-recessione-diw_a8129d02-5857-484c-b295-e2d6b659fb44.html (ma tu Terry, se preferisci, chiamala pure “prolungata stagnazione”). E’ chiaro il motivo per cui Brancaccio sente il dovere di dire che la Germania non è in crisi. Dopo avere passato anni a spiegare che i tedeschi ingrassavano sulle pelle degli altri come potrebbe ora Brancaccio giustificare una simile eventualità? Brancaccio gioca in difesa, ma tu Terry, che non conosci la geopolitica ma ti attacchi ad una contabilità ragionieristica (sia detto senza rabbia), non puoi accorgertene. Brancaccio in compenso è bravissimo nel demistificare l’imbroglio della precarietà che crea occupazione. In ogni caso ho scritto queste cose, non oggi, che sembrano tutti scesi dal pero, ma l’anno scorso…http://www.ilmoralista.it/2013/09/20/la-crescita-della-germania-e-cosi-impetuosa-da-sfiorare-lo-zero/

              • Fra' Sam l'ammerigano scrive:

                Brancaccio dice mezze verità, peggio delle bugie, come tutti i gatekeepers.

                Brancaccio ha sostenuto da sempre la sinistra europeista e inquina i pozzi per motivi politici. e non è l’unico… preferisco i venduti alla scacciavillani.

    2. Gianluca scrive:

      In compenso la Germania ora può permettersi di abbassare l’età pensionabil e aumentare gli stipendi.
      Un fantastico trasferimento di ricchezza da sud a nord… di cui persino il popolo tedesco, vedrà solo le briciole.

      • marcobaldi scrive:

        No.
        In realtà è un tentativo TARDIVO e troppo flebile e troppo lento di riallineare la competitività tedesca con quella dei paesi del sud, alleviando il costo del riallineamento ai paesi del sud.
        E’ una cosa giusta, sacrosanta. Restituire ai lavoratori e alle classi più deboli tedesche parte dei ricavi ottenuti con l’ aumento di produttività (A DISCAPITO DEGLI ALTRI PAESI DELLA ZONA EURO) cui esse stesse stesse hanno contribuito ma a cui non avevano dato nulla cambio fino a un paio di anni fa.
        Comunque è un tentativo di risistemare la cosa destinato al fallimento.
        Saranno costrettia uscire dall’ euro.

    3. Gianluca scrive:

      Riflettendoci bene, gli USE, anche ideologicamente… sono un ottimo modo per smontare la democrazia.
      Allontanare la decisione politica, in modo da difenderli da qualunque reazione e collegamento con i popoli, e relegare il lavoro sporco poi ai politici locali che potranno sempre dire che subiscono decisioni altrui.

    4. ampul scrive:

      @ Terry:
      Quello che dichiara Brancaccio, viene smontato per esempio da un altro eccellente economista, invero anche nel suo libro: il prof. Bagnai. Come la metti adesso? 1 a 1, palla al centro no?
      Mi pare, invece, che la disamina geopolitica proposta dal moralista, oltreché sovranazionale, sia più calzante, non credi? O pensi, come un Giannini qualunque, che Berlusconi sia scivolato nelle “mignotte” dell’Olgettina?
      Ma poi, pensi davvero che la recessione non abbia davvero nessun legame con le logge sovranazionali?
      Beh, oggi, mi sembra una lettura davvero “incantata”…

    5. aleale scrive:

      Scusate la digressione semicomica ma è più forte di me richiamare l’attenzione sul disgusto della nuova trasmissione di Floris su La7 la cui conduzione, assieme all’accoppiata Polito Picerno di questa sera, supera di gran lunga l’idea platonica di farsa. Penso che il furor di popolo arriverà prima ancora delle già ottimistiche aspettative del moralista. Coraggio

    6. kthrcds scrive:

      “prima di perdere quel residuo carico di credibilità che gli rimane”

      E che non era un granché, dal momento che Renzi ha vinto le elezioni europee, non le politiche, con appena 11 milioni di voti su oltre 49 milioni di aventi diritto, per di più grazie alla momentanea inconsistenza della destra e si è convinto di poter dire qualunque cosa gli passi per la testa. Solo che con la testa che si ritrova farebbe meglio a stare zitto. E invece non riesce a tenere a freno la lingua e i risultati sono tremendi, come è accaduto ieri sera a Che tempo che fa. Io la trasmissione di Fazio non la guardo nemmeno se mi pagano, però dal resoconto che si può leggere qui ci si rende conto dello sprofondo in cui siamo stati precipitati.
      Renzi è già fuori gioco, se n’è accorto persino lui, ma il problema è che il dopo sarà anche peggio.

    7. Marco Orso Giannini scrive:

      Scacciavillani l’ho schiantato su Il Fatto e per mail visto che ha avuto il coraggio di parlare di banche centrali indipendenti (per fare il figo) per poi ammettere che non ne conosce il significato. Poi ha avuto il coraggio di dire che il debito è tutto in mano ai piccoli. (booooom!).
      Come è possibile che costui dal Molise e con simili vuoti di conoscenza di base sia andato a prendere il Phd (sempre più convinto lo diano a cani e porci e sia un MARCHIO), poi abbia insegnato alla University of Chicago (ma va…), poi sia stato membro in Goldman, poi se non erro in FMI, poi messo a decidere sulla struttura della BCE (e si vede…) poi in Oman e Qatar a fare lo chief economist!!?!?!?!?E’ proprio vero che c’è gente che parassita le economie e poi ha il coraggio di dare insegnamenti.
      Dopo averlo disintegrato ottiene il premio “giornalista con la G maiuscola” dal M5s….
      A quel punto nonostante la stima di Messora e di alcuni parenti di Grillo ho aperto gli occhi (dopo aver osservato) e me ne son andato disiscrivendomi dal blogghe e dal M5s.
      E’ vero che non c’è alternativa a questi caprini che spesso insultano in modo gravissimo “io non direi mai MALATO MENTALE ad un altro” e che non si possono votare PD al soldo delle massonerie reazionatie e tsiprioti mentitori e nemmeno i finti oppositori come Lega e FdI ma resta il fatto che mi fanno vomitare i grillini. Oggi ti offendono se critichi Grillo poi se il giorno dopo Grillo cambia idea e la pensa come te ,loro fanno inversione a U e invece di dire “avevi ragione” ti offendono perchè gli criticavi Bananeggio.

    8. Marco Orso Giannini scrive:

      Renzi (Gori) usa la PNL.
      Si associa ad esempio sempre ai bimbi, alla sQuola, agli zainetti da boy scout, alle “neomamme” ecc ecc
      Non importa se in realtà smantella lo stato sociale (tanto utile alle neomamme) l’importante è che si associ ad esse parlandone.

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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