92444048All’interno di un surreale editoriale pubblicato oggi sul Corriere della Sera, il direttore De Bortoli accusa Renzi di “puzzare di massoneria(clicca per leggere). Senti chi parla. Il Corriere della Sera è, non da oggi, l’organo ufficiale di certa massoneria, apolide, sovranazionale ed elitaria, che guarda con malcelato disprezzo alle vicende latomistiche della provincia italica, terra di conquista e scorribande per massoni dal sangue reale che non intendono mischiarsi con “manicole” plebee e piduiste alla Silvio Berlusconi. Non è cambiato nulla dai tempi in cui la P2 controllava il Corriere per il tramite di Bruno Tassan Din. Anche oggi il principale giornale italiano, facendo finta di fare informazione, persegue in realtà obiettivi e finalità occulte e meschine, disegnate nell’ombra da un circuito massonico che vanta natali nobili e di alto lignaggio. De Bortoli è identico al suo predecessore Franco Di Bella. Soltanto che mentre il secondo prendeva ordini da alcuni incappucciati casarecci, ben rappresentati da un personaggio improbabile e pittoresco come il materassaio Licio Gelli, il primo li riceve da un gruppo di esoteristi di ben altro livello e potenza, molti dei quali fanno parte del famoso “nocciolo duro” che sovraintende le scelte dal gruppo editoriale Rcs. Se De Bortoli volesse approfondire l’argomento massoneria, potrebbe per esempio provare a lanciare una bella inchiesta riguardante la vera natura del potere esercitato da chi gli paga lo stipendio, a partire dal gruppo Fiat naturalmente. Ma temo che De Bortoli, nonostante vantasse in passato rapporti di gratificante cordialità con un piduista del calibro di Luigi Bisignani, non spiegherà mai ai suoi lettori la reale sussistenza di cointeressenze massoniche capaci di orientare le scelte editoriali del giornale che, con le movenze tipiche di un bravo e compito maggiordomo, vilmente da anni dirige. A parziale scusante per il direttore con il ciuffo brizzolato, va detto che Flebuccio non è il solo “cuor di leone”che si aggira nelle stanze del potere informativo italiano. Perfino dalle parti de “Il Fatto”, giornalaccio fintamente antisistema, tremano all’idea di disvelare ai lettori l’esistenza di un circuito massonico frequentato dai vari Draghi e Monti, anziché dai soliti, tristi, sdentati e innocui massoni da cabaret alla Denis Verdini (clicca per leggere). Tanto premesso la domanda è un’altra: perché il Corriere ha inteso mandare un così veemente pizzino all’indirizzo del pinocchietto fiorentino? I padroni, al contrario, non dovrebbero difendere le gesta di uno sbruffoncello come Renzi che, con la scusa del “cambiamento”, vuole demolire quel che resta della dignità della classe lavoratrice? No, e vi spiego il perché. I Venerabili Maestri alla Mario Draghi non intendono riconoscere ad un “profano” di successo come Renzi Matteo il ruolo di interlocutore in merito alle scelte operative e di indirizzo che mirano alla definitiva destrutturazione del sistema Italia. Agli occhi di quelli come Draghi, Renzi deve solo obbedire e ringraziare, limitandosi come il suo predecessore Enrico Letta a lodare e non contraddire i superiori, interpretando perlopiù sul palcoscenico mediatico il ruolo di quello che “si affanna, si indigna, si impegna e getta la spugna con gran dignità”. Proprio per recitare simile ruolo Renzi è stato nominato premier dal potentissimo Giorgio Napolitano su consiglio dell’ancora più supremo Mario Draghi. Renzi forse pensava di essere stato nominato premier in quanto giovane e simpatico? Ecco, si sbagliava. Quelli che tengono in pugno non il premier Renzi, quanto la sua anima e il suo respiro, intendono ricordare all’ex sindaco fiorentino la natura delegata del finto potere che pro-tempore esercita. Renzi non deve quindi limitarsi ad approvare le contro-riforme per come già indicate nell’agenda Monti, ma deve fare di più e di meglio: deve obbedire tacendo, recependo come un soldato le direttive calate dall’alto non solo nel merito ma anche nel metodo e nei tempi. Pronto infine a levarsi di torno senza fiatare una volta finito il lavoro sporco. Chiaro il messaggio caro Rottamatore? Cosa farà ora il nostro Matteuccio? Proverà a rompere le catene rischiando di fare la fine di Spartaco? O si consegnerà bastonato e scodinzolante nelle mani dei Venerabili Maestri che ne osservano severi le infantili gesta?

    Francesco Maria Toscano

    24/09/2014

    Categorie: Editoriale

    4 Commenti

    1. In effetti certi atteggiamenti spavaldi mostrati dal premier in occasione dei vertici a Bruxelles o nel chiosare le dichiarazioni di Draghi sulla necessità delle riforme erano impensabili tanto in Enrico Letta quanto in Mario Monti. Non impensabili, invece, in Berlusconi. Si conferma l’assunto (di cui fruttuosamente si sta discutendo a latere di un altro pezzo: http://www.ilmoralista.it/2014/09/13/il-finto-romanzo-di-crocetta-e-il-blocco-dello-scrittore-dei-siciliani/#comments ) che avere le palle sia in ogni caso meglio di non averle se si è al comando della nave?

    2. … e se il profano Renzi, si fosse ravveduto in quanto profano?
      E ravvedendosi cosa accadrebbe nel circuito massonico neo liberale- aristocratico.
      Domanda; un Renzi ravveduto potrebbe fare parte della Associazione Eleanor Roosevelt?.
      Lunga vita

    3. Gianluca scrive:

      Toscano, come direbbe “Quelo”… la seconda che hai detto ;)

    4. Enzina Sirianni scrive:

      Mi complimento. Mi piace l’ironia, la fluida ed elegante intelligenza linguistica, l’analisi ineccepibile dei guitti e inservienti in questione. Il cretinetti di Firenze e compagnia bella, con il loro tracotante giovanilismo stragista, temo che non abbiano chiaro che a breve saranno sostituiti. Tanto Drago, tra gli esseri più spregevoli prodotti nell’italico suolo, ha detto da tempo che in Italia è stato inserito il pilota automatico. Vedremo la fantasia del vampiro dove si spingerà e quali nuovi servetti ci propineranno.

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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