images6G8WIFOQPer gli amanti dell’horror il Corriere della Sera ha pubblicato oggi una surreale intervista al presidente uscente della Commissione Europea, l’aguzzino pallido Josè Manuel Barroso. In questi giorni il governo Renzi, impegnato nella definizione della Legge di Stabilità, pare aver ingaggiato un coraggioso braccio di ferro con i superfalchi europei che chiedono sempre austerità. I più accorti non si faranno ingannare facilmente dalla riproposizione meccanica di una nota pantomima che presenta ad uso e consumo dei soliti idioti la finta dialettica fra arcigni rigoristi del nord (poliziotti cattivi) e cicale flessibili del sud (poliziotti buoni). Il teatrino serve solo a far sembrare un po’ meno sadici e perversi quelli che, tipo Draghi e Renzi, fingono di resistere di fronte alle pulsioni sterminatrici di alcuni demoni tenebrosi e violenti come Schauble e Weidmann. Un piccolo truffatore di paese, se paragonato a Totò Riina, finirà con l’apparire ai più perlopiù innocuo e tranquillizzante. Viceversa, creando una surrettizia contrapposizione fra lo stesso truffatore di prima e una figura in odore di santità, il delinquentello oggetto della nostra metafora finirà invece col sembrare a tutti una figura riprovevole e da allontanare. Quindi, trasportando l’esempio appena fatto su un piano reale e concreto, ognuno di voi può facilmente comprendere come, una volta assegnato ai tedeschi più ottusi e malvagi il compito di recitare (bene) la parte di Satana, chiunque potrà a buon mercato e senza sforzo mostrarsi come minimo “meno peggio” degli altri. Queste poche righe spiegano sinteticamente e per davvero quali sono i veri rapporti che intercorrono fra l’Italia e la Istituzioni europee. Anche perche il kapò a contratto Barroso, tra una fesseria e l’altra regalata alla stampa estera, trova pure il tempo per ammettere involontariamente l’esistenza dell’appena descritto  gioco delle parti. Il noto massone lusitano e neonazista dichiara infatti apertis verbis: “Le regole che i governi devono seguire sono state scelte proprio da loro nel Consiglio dei ministri Ue. La Ue è un’ unione collettiva dei governi”. Quindi il nazista Barroso, oramai a fine mandato, si sente finalmente libero di gettare la maschera rivelando chiaramente al mondo l’essenza farlocca del suo finto potere. Per non rischiare di non essere capito il presidente uscente precisa: “Non può durare per sempre il vecchio concetto (leggasi “teatrino”): europeizzazione del fallimento, nazionalizzazione dei successi”. Il collaborazionista portoghese, traditore del suo stesso popolo affamato dall’applicazione di politiche ignobili da egli stesso avallate e coperte vuota quindi il sacco, non perché afflitto da un tardivo quanto apprezzabile ravvedimento (i nazisti non hanno morale né coscienza), ma perché timoroso di essere preso a pomodori e sputi in faccia una volta tornato a calcare le scene nella sua nazione di origine. Tutti quelli che confondono l’attuale Ue con l’Europa federale dovrebbero soffermarsi e riflettere sulle cose dette da Barroso, pronto a riconoscere perfino che “i sacrifici ci sono stati ma non è stata la Ue a causarli”.  Tradotto dal politichese il meschino Barroso sta dicendo di avere dovuto interpretare il ruolo, insieme ad altri tecnocrati miserabili inseriti nelle stanze del potere comunitario, dell’utile idiota, del parafulmine cioè usato (a pagamento si intende) sapientemente per occultare la pulsioni eugenetiche e omicidiarie pianificate nelle stanze dei singoli e diversi governi nazionali, veri detentori di un potere sovrano e decisionale mai per davvero delegato a nessuna struttura burocratica di respiro più ampio. Quando, tra non molto, verrà predisposto un nuovo processo di Norimberga, il nazista Barroso avrà tutto il tempo di difendersi sia recitando un vecchio adagio caro ai suoi predecessori autentici (“io eseguivo gli ordini”), sia spiegando che la decimazione fisica delle fasce deboli del Vecchio Continente poteva considerarsi ampiamente giustificata dalla presenza di un elevato debito pubblico. Luigi Offeddu, di fronte alla patetica difesa di un Barroso ridicolo nel ricordare che il debito pubblico italiano non “l’ha creato la Merkel”, avrebbe forse potuto ricordare che i debiti pubblici di quasi tutti i Paesi della cintura mediterranea dell’area euro non li ha fatti esplodere la Merkel ma proprio lo stesso Barroso, componente di quella famigerata Troika che ha seminato dappertutto lutti e miserie. Qualche esempio. Prima di venire a conoscenza dell’esistenza di tale Manuel Barroso, di professione lacchè tirato al laccio dalla massoneria reazionaria, il debito pubblico greco era poco meno del 104% del PIL, nel 2010 quando la Grecia chiese un aiuto all’UE era il 148,3% del PIL. Finita la cura Barroso il debito pubblico greco è schizzato ben oltre il 170% del PIL. Se in un’altra vita Offeddu dovesse realizzare il sogno di fare il giornalista, avrà sicuramente modo di chiedere ad uno come Barroso come mai le politiche di austerità adottate per contenere il debito pubblico abbiano invece sortito l’effetto esattamente contrario. Fare domande è una cosa giusta. Basta non pretendere che le facciano i giornalisti.  

    Francesco Maria Toscano

    15/10/2015

    Categorie: Editoriale

    2 Commenti

    1. Enzina Sirianni scrive:

      Condivido anche le virgole di questo magnifico ritratto della fetecchia portoghese. Confesso che avevo sperato in un gesto “inconsulto” di qualche nostro connazionale dopo le dichiarazioni sfrontate del lusitano. Ma sono finiti i tempi degli anarchici o nazionalisti attentatori. Non solo, il gregge italiota, pur sempre più affamato da codesti criminali, sono certa che se il pallido e tapiresco Barroso si candidasse, per assurdo, alle elezioni italiane, prenderebbe una valanga di voti. Il portoghese dimentica inoltre di dire che la Merkel con il nostro debito pubblico banchetta. Non ha bisogno di fare manovre da 36 miliardi la frau dell’ex Ddr. I nostri titoli di stato sono il suo bancomat.

    2. Diego scrive:

      Perdonate l’OT, a proposito di Gnosi e dei recenti contributi di GOD.

      Un recente scritto vergato da Magaldi senior sembra suggerire una corrispondenza tra hyle e cervello dei rettili (amigdala), psykhe e cervello dei mammiferi, pneuma e cervello umano. è corretta questa interpretazione?

      ed è possibile estenderla alle entità definite da Freud, ovvero es (ilico), Io(psichico) e super-Io (pneumatico)?

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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