untitledLa Camusso, riprendendo una frase dell’illuminato Marchionne, accusa Renzi di essere stato issato sul trono dai “poteri forti”. Bella scoperta. Susanna, dopo anni di lucido torpore, si è destata dal sonno. Verrebbe da chiedere al segretario generale del principale sindacato dei lavoratori italiani dove abbia vissuto in questi ultimi anni, caratterizzati da un incrudelimento di quelle politiche ossessionate dal “rigore nei conti” che hanno di fatto marginalizzato e impoverito quello che una volta era il famoso “ceto medio”. Sarebbe poi ora di smetterla di lanciare messaggi usando pateticamente immagini vecchie e sbiadite. Cosa significa “poteri forti”? Perché Camusso non dice chiaramente che Renzi è stato scelto e coltivato, non da fantomatici “poteri forti”, ma da quella stessa e concreta massoneria neonazista che ha già supervisionato la nascita dei governi Monti e Letta per il tramite di Giorgio Napolitano? Forse perché in tal caso Camusso sarebbe costretta a giustificare l’atteggiamento ipocrita e pilatesco sposato dalla Cgil ai tempi delle contro-rifrome firmate dalla famigerata coppia Monti-Fornero? Renzi, al pari d Monti e Letta, è un mero esecutore di scelte di indirizzo maturate all’interno di alcune Ur-Lodges che trovano in Mario Draghi una figura di equilibrio e di raccordo. Renzi è spregevole tanto quanto i suoi predecessori, dimostrandosi però nei fatti più abile nell’iniettare veleno nel corpo degli italiani spacciandolo per miele.  A ben vedere poi, questa risibile polemica finisce per aiutare più o meno consapevolmente lo spregiudicato pinocchietto fiorentino, felicissimo di poter occultare il sostanziale proseguimento delle politiche di austerità, incoraggiate anche dal suo governo, sotto un cumulo di idiozie agitate da un gruppo di reduci oramai invisi alla maggior parte degli italiani. La Legge di Stabilità approvata dal governo, infatti, a margine della sapiente messa in scena di un finto braccio di ferro vinto con l’Europa (maddeché?), si pone in realtà su un piano di perfetta e sadica continuità con le manovre già cucinate dai vari Grilli e Saccomanni, tutte naturalmente poi rivelatesi alla prova dei fatti fallimentari e recessive. L’anno prossimo staremo ancora qua a dirci che la crisi, guarda caso, non è finita, e che bisogna accelerare nella direzione dell’approvazione delle famigerate “riforme strutturale” per consentire al Paese di ripartire. Quanto potrà durare questo perverso giochino? Potenzialmente all’infinito, considerata anche la scarsa capacità dell’elettore medio nel cogliere le vere cause di un declino apparentemente inarrestabile. Certo, fino a quando gli oppositori di Renzi continueranno ad abbaiare contro gli sprechi e la Casta, la massoneria nazista del Venerabile Draghi potrà continuare a dormire sonni tranquilli. Su La Repubblica di oggi, a pagina 7, è presente una bella intervista del giornalista Eugenio Occorsio all’economista Fitoussi, preciso nell’evidenziare la sostanziale resa dei governi di Francia e ed Italia di fronte alla richieste avanzate da alcuni “funzionari europei poco intelligenti(clicca per leggere). Fitoussi non sa, o fa finta di non sapere, che la dialettica intercorrente fra i singoli rappresentati di governi democraticamente eletti e gli occhialuti commissari europei è falsa come una banconota da tre euro. Come ha candidamente ammesso quel masnadiero di Barroso, la Ue è solo un’unione collettiva dei governi nazionali. Solo un deciso, radicale e coraggioso ripudio delle ricette neoliberte, cristallizzate all’interno dei Trattati, potrà impedire all’Italia di incamminarsi verso un lugubre futuro fatto di povertà e depressione. In conclusione, vorrei dire a tutti quei commentatori che provano senza successo a dipingere il nascente Movimento Roosevelt alla stregua di una formazione surrettiziamente protesa nella difesa dell’esistente che sono completamente fuori strada. Quelli in buona fede si ricrederanno in fretta, mentre quelli in malafede saranno presto costretti ad assumere dosi crescenti di Maalox. Nessuno di noi intende difendere l’euro per partito preso. Abbiamo sempre detto che, alle condizioni date, rompere questa unione monetaria non è una eresia nella misura in cui tale evenienza possa incidentalmente determinare l’inizio di un nuovo processo di integrazione autenticamente politico e democratico. Sappiamo anche che il desiderio dei padroni del vapore è quello di fomentare uno scontro primitivo in grado di ridurre il dibattito al lumicino, soffocando cioè sul nascere qualsiasi posizione articolata. Non cadremo nel tranello, nella convinzione che sia giusto e sacrosanto rappresentare al cittadino la complessità dei problemi senza attizzare inutili tifoserie. La strada che conduce alla consapevolezza è stretta e impervia. Ma vale sempre la pena di percorrerla.

    Francesco Maria Toscano

    29/10/2014

    Categorie: Politica

    2 Commenti

    1. Gianluca scrive:

      Perché anche una vera Unione Europea, non funzionerebbe (soffocherebbe ancora di più, la libertà di autodeterminazione dei popoli…).
      Il sud Italia è un ottimo esempio:
      Investimenti pubblici, il clamoroso caso ferrovie: 98,8% di fondi al Nord. Al Meridione solo le briciole
      http://www.ilmattino.it/economia/investimenti_nord_ferrovie/notizie/977087.shtml

    2. Grande Francesco. Come scrisse Curzio Malaparte nel libro Tecnica del Colpo di Stato; La rivoluzione è come una macchina ci vogliono i tecnici per accenderla e altresì per spegnerla.

      Lunga vita, a noi tutti!

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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