imagesMa voi credete che io non sappia che l’euro così per come è stato concepito altro non è se non uno strumento di morte usato a mo’ di bastone per colpire le classi più deboli? Ma voi per davvero credete che mi sfuggano i limiti di questa globalizzazione ipocrita e meschina che pretende di uniformarci tutti al ribasso? Ma credete per davvero che io non colga la sottile malvagità insita nella retorica di chi, facendo finta di combattere per i diritti civili, condanna generazioni intere alla fame e all’esclusione sociale nel nome di un malinteso concetto di “libero mercato e libera concorrenza”? Voglio dire con chiarezza a tutti i miei lettori, specie a quelli che in momenti di sconforto hanno voluto dipingere il nascente Movimento Roosevelt alla stregua di una operazione di “gatekeeping”, che non soffro di miopia né di ignavia. Ho più volte tentato di spiegare come il sistema costruisca dialettiche finte per conservare un controllo vero delle dinamiche di potere. “Comunisti/Berlusconi”, “Giustizialisti/Garantisti”, “Nuova Politica/Prima Repubblica”, “Debito Pubblico/Rigore nei conti” hanno costituito infatti  i pilastri intorno ai quali i padroni hanno recentemente blindato alcune linee di indirizzo infami. Naturalmente, poi, il concreto alternarsi al governo fra “Berlusconi e i comunisti” garantiva una continuità di indirizzo politico nascosta proprio da una pacchiana quanto recitata inimicizia mediatica. Per fare in pace le stesse cose nel buio bisogna infatti fingere di colpirsi alla luce. Ma poi, al fondo, l’ossessione per il “debito pubblico”, il bisogno di migliorare “la competitività” e la sottoscrizione di Trattati infami sul piano internazionale non hanno riguardato tanto la destra quanto la sinistra? Quindi, ad essere precisi, la costruzione di dialettiche finte ed epidermiche non permetteva di fatto la realizzazione di un disegno unitario coinvolgente tanto Berlusconi quanto D’Alema? Chiaramente sì. Oggi, evaporati i vecchi fantasmi, il sistema sente di nuovo il bisogno di occultare le questioni importanti sotto un mare di parole vuote. Quindi? Quindi i soliti architetti provvedono a sostituire le vecchie suggestioni con le nuove, affinando gli strumenti manipolatori di sempre. Quali sono ora le nuove finte contese obnubila-popolo preparate per togliere la vista e annebbiare la mente delle persone sane e in buona fede? Sono fondamentalmente due: “Nuova sinistra riformista” (Renzi) contro “Old labour dal sapore novecentesco (Fassina, Bersani)” e “Euro si (il sistema) contro Euro no (l’antisistema)”. Queste semplificazioni, efficacissime in tempi di comunicazione di massa, servono per attizzare le rispettive tifoserie ed impedire il diffondersi di un pensiero terzo articolato e serio in grado in prospettiva di contare politicamente. Se poi pensate che le posizioni della “sinistra estremista” vengono fatte recitare a personaggi del calibro di Stefano Fassina, già vice ministro all’Economia nel governo Letta, nonché a Pierluigi Bersani, già segretario di quel Pd che permise la nomina a premier di Mario Monti, schiavista reazionario come pochi al mondo, non vi sarà difficile smascherare il bluff. Allo stesso modo, i vari Salvini e Maroni, uniti alla Meloni e ad Alemanno, cercano adesso di intestarsi il dissenso anti-euro dopo avere per anni appoggiato il progressivo svuotamento della nostra democrazia nel nome del “mito europeo”.  Ma come fate a non vedere che questa gente mette in scena lo stesso teatrino interpretando ruoli differenti? Salvini, oggi all’opposizione, gioca a fare il rivoluzionario, salvo riscoprirsi improvvisamente “responsabile” una volta entrato a far parte di una futura squadra di governo. Non fece così pure il suo mentore Bossi, noto aizza-popolo acquietatosi insieme a tutta la famiglia una volta conquistato un briciolo di potere?  E che dire della Meloni e di Alemanno, già ministri di un governo fanaticamente pro-euro, oggi riscopertisi nemici implacabili della tecnocrazia globalizzata? Ma come fate a non cogliere la strumentalità di alcune piroette? Certi tipi, bravi a recitare tutte le parti in commedia, hanno capito che occorre occupare uno spazio politico per paralizzarlo. La contrapposizione semplicistica e primitiva (euro sì/euro no) è essenziale per consentire a tutti loro di poter cambiare posizione di continuo senza il fastidio di dover spiegare nulla. Ai tifosi infatti basta la fede. Il Movimento Roosevelt, invece, non vuole allevare pecore che belano ma uomini che pensano. Provando a convincere tutti del fatto che il marketing politico è nemico della verità. Una forza politica seria e credibile è sempre il risultato di un fermento culturale solido e attrezzato, e non delle estemporanee furbizie di qualche leader d’accatto. Il Movimento Roosevelt, sintesi sul piano politico di un pensiero strutturato che va da Keynes a Rawls, capace di conciliare la libertà del singolo con la costruzione di una società che crede nel valore dell’uguaglianza (non solo formale), e di riscoprire l’importanza di un potere pubblico in grado di arrestare la sbornia “mercatista” in atto, rifuggendo però le tentazioni di chi rimpiange vecchi modelli autoritari già condannati dalla storia, è quanto di meglio oggi la politica possa offrire.

    Francesco Maria Toscano

    2/11/2014

    Categorie: Editoriale

    8 Commenti

    1. pietro esposito scrive:

      ottimo articolo

    2. E’ quando di meglio la politica, oggi possa offrire!
      Lunga vita!

      • il Moralista scrive:

        Ne penso tutto il bene possibile. Resta la paura di vedere domani pubblicato sul blog di Grillo un pezzo dal sapore neoliberista a firma Guido Maria Brera. O di ascoltare una intervista in Tv di Casaleggio dove si spiega che una volta al governo il Movimento taglierà 200 miliardi spesa pubblica…

        • Gianluca scrive:

          C’è bisogno di un partito socialista. Non socialista, come certi socialisti che ho conosciuto negli ultimi decenni, ma nel vero senso della parola. Il m5s purtroppo non è all’altezza…

    3. Gianluca scrive:

      Articolo molto condivisibile. Le riforme (quell vere, che ci farebbero fare un salto in avanti dal punto di vista sociale), cominciano soltanto dall’€xit. È un po’ come la prima pietra, di una riscoperta della nostra costituzione, con articoli oserei dire utopici e futuristici.

    4. maurizio scrive:

      L’articolo va completato con le dichiarazioni di ieri del Fratello THREE EYES Giorgio Napolitano. “POLITICA e ANTI-POLITICA”: sempre gli opposti che si toccano, nell’interesse di.. QUALCUNO!

    5. creeper scrive:

      Ho solo paura che gli architetti siano gli stessi che a terreno pronto escono a mietere il grano.

    Commenta


    "nella mia vita ho conosciuto farabutti che non erano moralisti ma raramente dei moralisti che non erano farabutti." (Indro Montanelli)


    LA NOSTRA COSTITUZIONE E’...

    Scritto il 9 - nov - 2018

    1 Commento

    LA PARABOLA DI TRUMP,...

    Scritto il 7 - nov - 2018

    1 Commento

    NEL 2019 SCATTERA’ IL...

    Scritto il 2 - nov - 2018

    3 Commenti

    IL GOVERNO IGNORI IL...

    Scritto il 1 - nov - 2018

    1 Commento

    LA DISUMANITA’ DEL PROGETTO...

    Scritto il 15 - apr - 2012

    1 Commento

    “BENVENUTO IL CAOS, VISTO...

    Scritto il 4 - nov - 2014

    4 Comment1

    NON VOLTATEVI PER VEDERE...

    Scritto il 31 - mag - 2014

    12 Comment1

    MARTIN SCHULZ: KAPO’ O...

    Scritto il 25 - giu - 2012

    5 Comment1

    • Chi è il moralista

      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

    • Cos’è il moralista

      Sito di approfondimento politico, storico e culturale. Si occupa di temi di attualità con uno sguardo libero e disincantato sulle cose. Il Moralista è un personaggio complesso, indeciso tra l'accettazione di una indigeribile realtà e il desiderio di contribuire alla creazione di una società capace di riscoprire sentimenti nobili. Ogni giorno il Moralista commenterà le notizie che la cronaca propone col piglio di chi non deve servire nessuno se non la ricerca della verità. Una ricerca naturalmente relativa e quindi soggettiva, ma onesta e leale.

    • Disclaimer

      ilmoralista.it è un sito web con aggiornamenti aperiodici non a scopo di lucro, non rientrante nella categoria di Prodotto Editoriale secondo la Legge n.62 del 7 marzo 2001. Tutti i contenuti appartengono ai relativi proprietari, qualora voleste richiedere la rimozione di un contenuto a voi appartenente siete pregati di contattarci tramite la apposita pagina.