images1VZH2U0CRicevo e volentieri pubblico

    Da almeno un paio d’anni, ho – diciamo così – l’onore e l’onere di evidenziare, anche a docenti universitari di Economia, la loro scarsa conoscenza dello statuto della BCE, della quale o ignorano o, quel che sarebbe peggio, fanno finta di ignorare (ma, in generale, propendo per la prima ipotesi) i reali poteri-doveri, che sono ignoti – sembra – a quasi tutti e che – nell’attuale, grave crisi economica, dalla quale dopo ben sette anni stentiamo ad uscire – tanta importanza rivestono per i popoli dell’Eurozona.

    Mi riferisco in particolare all’art. 2-Obiettivi, che già dalla denominazione (al plurale) attesta che la BCE ha non un solo obiettivo – la stabilità dei prezzi – ma due obiettivi. Il secondo obiettivo è stabilito nello stesso articolo 2 dello statuto: “Fatto salvo l’obiettivo della stabilità dei prezzi”, la Bce “sostiene le politiche economiche generali dell’Unione al fine di contribuire alla realizzazione degli obiettivi dell’Unione definiti nell’articolo 3 del Trattato sull’Unione europea”. Tra questi, “il raggiungimento e il mantenimento di un elevato livello di occupazione e di protezione sociale”; “una crescita sostenibile”; “la coesione economica e sociale”; “la solidarietà tra Stati membri”.

    Recentemente, ho scoperto che nel novero di coloro che non conoscono bene lo statuto della BCE, e che annovera premi Nobel e famosi docenti italiani di Economia, c’è anche il Prof. Sen. Mario Monti, insigne economista e cattedratico ed ex presidente del Consiglio (la prova la potete trovare in fondo all’elenco nel post allegato), il quale “si dice «non favorevole all’ inserimento dell’ obiettivo di crescita nella Banca centrale europea perché sarebbe un alibi per gli Stati membri per attribuirle le responsabilità»”. Il che, da una parte, dimostra che, poiché tale obiettivo è contemplato dallo statuto, il Prof. Sen. Monti o non conosce lo statuto della BCE – il che è preoccupante – o ha mentito all’opinione pubblica – il che è grave; dall’altra, conferma che la BCE è passibile di attribuzione di responsabilità; e, da un’altra ancora, rafforza l’ipotesi che, dato il rischio di incolpazione non soltanto mediatica ma anche giuridica del Consiglio direttivo della BCE e del suo presidente per omissione di obblighi statutari, che aver obliterato quasi del tutto questo secondo obiettivo nei siti dell’UE e della BCE (vedi Allegato alla petizione al Parlamento europeo) e completamente nei discorsi del presidente Draghi, non è casuale, ma risponde ad un intento scientemente portato avanti per disinformare l’opinione pubblica europea, disinformazione della quale restano vittime – come dicevo – anche docenti universitari di Economia e perfino premi Nobel.

    Oltre agli obiettivi, la scarsa conoscenza dello statuto riguarda: a) il potere di acquisto di titoli pubblici (art. 18), purché vengano effettuati sul mercato secondario; b) il divieto di finanziare gli Stati attraverso l’acquisto diretto (art. 21), cioè sul mercato primario; c) parallelamente al punto b), la convinzione quasi universale errata che la FED non abbia invece questo divieto; e d) che l’unica Autorità sovraordinata giurisdizionalmente alla BCE è la Corte di giustizia europea (CGUE) (art. 35).

    Andrebbe tenuto presente che lo statuto della BCE mutua, spesso letteralmente, tutte le disposizioni dei trattati di sua pertinenza, per cui, da una parte, è un’inutile complicazione riferirsi ai trattati quando si trattano i poteri-doveri della BCE; e, dall’altra, questa abitudine disincentiva la conoscenza dello statuto.

    Infine, elemento molto importante, va considerato che attualmente la BCE sta disattendendo entrambi gli obiettivi statutari, non soltanto quello secondario ma anche quello principale, e ciò discrimina doppiamente i Piigs (tra cui l’Italia), o perché Paesi debitori, o/e perché in recessione o stagnazione; e andrebbe perciò denunciata alla Corte di giustizia europea (CGUE). In aggiunta, il suo presidente, l’italiano Draghi, pur avendo la maggioranza del Consiglio direttivo favorevole all’unica misura efficace, il QE, cioè l’acquisto di titoli pubblici (le altre prese finora – come era stato previsto – hanno dimostrato di non esserlo), nonostante la gravità della situazione, tergiversa per non inimicarsi uno dei due membri tedeschi del Consiglio direttivo, il presidente della Deutsche Bundesbank Jens Weidmann, che avanza obiezioni speciose o false (v. la sua recente intervista a Repubblica), e andrebbe – Draghi – stigmatizzato per questo, non lodato come un salvatore o un baluardo al prepotere germanico.

    Riporto, qui di seguito, per gli approfondimenti documentali:

    - Allegato alla Petizione al Parlamento europeo: la Bce non rispetta il suo statuto

    -          1 – Motivazioni della petizione

    -          2 – Statuto BCE

    -          3 – Obiettivo inflazione sotto 2%, ma vicino

    -          4 – Federal Reserve Act (e divieto acquisto diretto titoli Tesoro USA)

    -          5 – Trattato di Lisbona

    -          6 – Trattato di Maastricht

    http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2821720.html

    - una selezione di articoli costituenti le prove della scarsa conoscenza dello statuto della BCE (Chi non conosce lo statuto della BCE (elenco in divenire) http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2825230.html ). 

    Vincesko

    Categorie: Economia

    8 Commenti

    1. Gianluca scrive:

      Wolfgang Munchau: design of Eurozone QE progamme negates single monetary policy principle http://www.ft.com/cms/s/0/4c8f569e-86ef-11e4-982e-00144feabdc0.html#axzz3OQFfUcaB

    2. Gianluca scrive:

      Asimmetrie… queste sconosciute. Alla base del progetto europeo, c’è un pensiero profondamente fascista, che vuole dare 20 litri di acqua a chi ne necessiterebbe 40, e altrettanti 20 a chi ne basterebbero 10…
      Questa non è uguaglianza.
      Ci sono centinaia di asimmetrie, politiche ed economiche, irrisolvibili e insanabili. Meglio uscire alla velocità della luce…
      Quando guardo alla Storia d’Italia, penso all’asimmetria politica del sud, davvero mal rappresentato e lasciato a se stesso con un po’ di assistenzialismo fino a se stesso e che ha distrutto l’etica diffusa e il giusto orgoglio che dovrebbe appartenere ad ogni persona. Unità dove? Solo apparente.

      Quindi quando si parla di BCE, si devono guardare i profondi squilibri interni, altrimenti si ragiona in termini semplicistici e mistificatori, del cambio ad es. con il dollaro, quando è l’ultimo dei problemi.

      Tornando all’articolo quindi, parlare di inflazione del 2% dell’eurozona, significa disconoscere completamente lo stato dell’economia dell’Eurozona e l’impossibilità dei tedeschi, a fare politiche davvero inflazionistiche… (forse nemmeno con dei tank riuscireste a convincerli…), ma solo loro, con FORTE spesa pubblica e redditi, hanno la possibilità di correggere le asimmetrie che LORO STESSI hanno fortemente contribuito a creare. Il che significa, spiegargli pure che hanno fatto male e ora devono fare l’opposto…
      Non so se mi spiego…

    3. Javier scrive:

      Interessante il tema del mandato BCE. In effetti non avevo mai sentito parlare di mandato duale.
      Divagando per un attimo da questo tema, mi hanno colpito le recenti dichiarazioni del Governatore alla stampa.

      http://www.corriere.it/politica/15_gennaio_02/quirinale-draghi-non-voglio-essere-politico-bce-fino-2019-d8495074-925f-11e4-aaf8-f7f9176948ef.shtml

      Non so a voi, ma a me hanno ricordato molto le dichiarazioni che Napolitano rilascio’ alle agenzie di stampa il 21 febbraio 2013, escludendo anche solo la eventualità’ di un suo secondo mandato.

      http://www1.adnkronos.com/IGN/News/Politica/Quirinale-Napolitano-Non-ipotizzabile-secondo-mandato_314206614530.html
      Dopo appena 2 mesi, con il Parlamento incapace di convergere su un nome condiviso, i maggiori leader di partito gli chiesero in ginocchio di accettare un secondo incarico, e Napolitano accetto’ di “sacrificarsi per il bene del Paese” ……
      Non vorrei che oggi come allora, con un Parlamento balcanizzato e con i maggiori partiti divisi ormai in bande, dopo l’ennesima votazione a vuoto, magari dopo aver bruciato nuovamente Prodi, i leader di partito vadano in ginocchio da Re Draghi a chiedergli di accettare l’incarico, che lui come a suo tempo Re Giorgio accetterà’ “per alto senso di responsabilità ……”
      che ne pensate?

    4. Gabry scrive:

      Purtroppo i link non si leggono…sarà un caso?

    5. Gio scrive:

      illuminante articolo del moralista che evidenzia ciò che è sotto gli occhi di tutti ma che in pochi riescono a vedere!
      Posso comunque assicurare che il nostro Prof. di diritto dell’unione europea ha più volte sottolineato durante le lezioni questo (ed altri) potere della BCE sebbene lo studio del suo statuto non rientri nel programma d’esame il prof, fervente europeista, ha piu’ volte sollecitato i cervelli atrofizzati di noi studenti euroscettici, a comprendere che politiche monetarie differenti al trend attuale possono essere legittimamente intraprese dalla Banca in questione anche da domani…

      Ci si vede a Perugia guys! ;)

    6. Sì, oggi tutto è sotto gli occhi di tutti, ma ancora in pochi riescono a vedere:

      come il simbolo del Copyright sulla carta moneta della BCE – così piccolo da non farsi vedere, pero c’è.
      Andate a controllare!

      Chi si è accorto infatti che l’Euro è stata l’unica moneta al mondo ad avere un diritto d’autore!

      Un’ulteriore mascalzonata a beneficio di quei pochissimi ignoti che beneficiano da anni di sontuose cifre, per il solo fatto che quella carta moneta è stata stampata e diffusa con il copyright.

      E’ chiaro il concetto?

      Oltre ai motivi macro-economici che tutti discutono, c’è già il fatto nascosto, ma sotto gli occhi di tutti, legato semplicemente alla facoltà della BCE di stampare il denaro. Tutti noi paghiamo i diritti ad una società privata, che essendo proprietaria del marchio “Euro”, ha per diritto una quota su ogni banconota stampata.

      Il proprietario del 75% della società è la B.C.E. (privata anch’essa), ma è invece impossibile sapere a chi appartiene il restante 25% poiché diviso in quote inferiori al 2% l’una, che per legge possono restare anonime!

    7. Gianluca scrive:

      Vi giro uno scritto di Alberto Bagnai, preso da FB:
      Quando nell’agosto del 2011 intervenni dichiarando fascista il regime di Bruxelles avevo un’intuizione piuttosto precisa, ma non ancora supportata dalla letteratura scientifica. Mi era chiaro che l’euro serviva a comprimere i salari, e mi era chiaro (perché confessato dai suoi fautori) che questo richiedeva una compressione di democrazia (altrimenti i salariati, che sono la maggioranza l’avrebbero impedito). Non sapevo però che l’uso della violenza economica come strumento per il raggiungimento di fini politici era stato teorizzato lucidamente fin dagli anni ’60 dai federalisti europei, e non sapevo che la letteratura scientifica esplicitamente indica il progetto di integrazione monetaria come uno strumento per sottrarre deliberatamente spazio ai politici (che, per quanto non vi rappresentino, sono eletti e devono essere rieletti da voi), ai tecnocrati (che nessuno elegge e che quindi sono dittatori a vita). Cito molte volte questo lavoro (https://www.qub.ac.uk/schools/SchoolofPoliticsInternationalStudiesandPhilosophy/FileStore/EuropeanisationFiles/Filetoupload,38432,en.pdf) che è uno dei più illuminanti in proposito.
      Ora però ho paura. Il partito degli oligarchi, che in Italia è il partito di Repubblica, ci dice in faccia che è disposto a passare sui nostri cadaveri per fare il nostro bene. I tweet di Zucconi che vedete qua sotto sono illuminanti. Invece di perder tempo a spiegare a quei quattro (o quaranta milioni) di imbecilli che non l’hanno ancora capito che se sono più poveri non è perché “li politichi se sò magnati tutto”, cercate di capire bene voi che qui non è (solo) un problema economico: è soprattutto un problema politico. Vogliono togliervi voce. Vogliono realizzare una uniformità di pensiero che non ha precedenti nella storia del nostro continente (e vogliono farlo mentre si dedicano al passatempo politicamente corretto della tutela – cosmetica – delle minoranze). Vogliono impedire un pensiero “altro”, a costo di uccidere chi ne è portatore. Questi sono loro. Ab uno disce omnes, e negli ultimi giorni ne abbiamo visti tre!

      L’immagine oscena, a cui si riferisce, che ritrae i tweet del semper fideles Zucconi:
      https://fbcdn-sphotos-b-a.akamaihd.net/hphotos-ak-xfp1/v/t1.0-9/10391432_1538686699735107_1598632375740290371_n.jpg?oh=95fa97cee9c788e0c77ae63768152f49&oe=55280242&__gda__=1429171986_f09b4d95e7320061bb6ddcb3d3f6d9e9

    8. Francesco scrive:

      Riappropriarsi della sovranità monetaria,

      La proprieta della moneta e la sua emissione deve essere degli stati, e non dele banche private, quindi o nazionalizziamo la BCE o usciamo dall’euro:

      https://www.youtube.com/watch?v=cUKNnj6tTcw

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    "nella mia vita ho conosciuto farabutti che non erano moralisti ma raramente dei moralisti che non erano farabutti." (Indro Montanelli)


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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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