forum-generazioni-700x467Crescono in maniera esponenziale le iscrizioni al Movimento Roosevelt in vista del primo congresso nazionale che si terrà a Perugia il prossimo 21 di Marzo. E’ bello constatare il crescente entusiasmo di una parte notevole di cittadini italiani nei confronti di una iniziativa che intende preservare alcuni capisaldi di democrazia e progresso, ora minacciati da una perversa élite che ha occupato surrettiziamente tutti i gangli vitali del potere continentale. E’ bene precisare di continuo natura e scopi del Movimento Roosevelt, anche al fine di aiutare gli organi di informazione a veicolare correttamente  gli obiettivi che intendiamo perseguire. Il Movimento Roosevelt non è un think tank, non è un centro studi, e non è nemmeno una associazione composta da eterei pensatori annoiati che ogni tanto discutono pubblicamente sull’universo-mondo. Il Movimento Roosevelt è un soggetto politico ideologicamente orientato che si pone il primario obiettivo di modificare e migliorare i partiti attualmente esistenti, collettivamente responsabili di una vera e propria catastrofe economica e sociale abbattutasi sull’Italia a causa della sciagurata adozione delle famigerate politiche dell’austerità, non a caso sponsorizzate e imposte da uomini organici alle Ur-Lodges più oligarchiche e reazionarie dell’intero pianeta. Nel caso in cui i partiti tradizionali dovessero continuare a promuovere ed approvare leggi e decreti chiaramente incompatibili con l’interesse generale, il Movimento Roosevelt si trasformerà in partito chiedendo direttamente il consenso al popolo sovrano. Se, invece, anche grazie alla moral suasion da noi costantemente esercitata, le forze politiche attuali dovessero improvvisamente “rinsavire”, il Movimento Roosevelt conserverà la sua primigenia natura di entità meta-partitica, in grado cioè di offrire a tutti indistintamente ottime relazioni, buone idee e pregiate soluzioni. Il Movimento Roosevelt, inoltre, si caratterizza per la peculiare adozione di un modus operandi che potremmo definire “glocale”, capace cioè di applicare in ogni angolo della Terra la stessa idea di progresso e di giustizia sociale astrattamente formulata. Per questo tutti i rooseveltiani ovunque operanti dovranno far sentire la loro voce ad ogni livello: locale, provinciale, regionale, nazionale e sovranazionale. In concreto questo significa che gli iscritti al Movimento Roosevelt saranno protagonisti di tutte le prossime tornate elettorali che si svolgeranno su territorio italiano o in regioni extra-italiane dove siano presenti nostri aderenti o simpatizzanti. Allo stato la Calabria rappresenta una oggettiva avanguardia, potendo contare già da tempo sul lavoro preparatorio egregiamente espletato dall’Associazione “New Deal per la Calabria” in perfetta sintonia con i principi e le finalità del nascente Movimento Roosevelt. In molti paesi calabresi, già alle prossime amministrative di Maggio, gareggeranno candidati sindaci espressione di una “coalizione Roosevelt” appositamente costruita intorno agli ideali già cristallizzati all’interno del nostro Manifesto (clicca per leggere). In particolare, a Gioia Tauro,  importante cittadina che ospita uno dei porti più importanti d’Europa, la coalizione Roosevelt è in già in piena campagna elettorale a sostegno di Giuseppe Pedà (clicca per leggere), giovane e lungimirante candidato che ha scelto di sottoscrivere senza riserve l’impianto concettuale proposto dal Movimento Roosevelt, lanciando contestualmente un “New Deal per Gioia Tauro” da sottoporre a breve all’attenzione dell’intero corpo elettorale gioiese. Pedà, quindi, non parlerà solo agli elettori di “centrodestra”, come ipotizzato da alcuni articoli di stampa recentemente pubblicati (clicca per leggere), presentandosi semmai quale legittimo e coerente rappresentante di tutti i progressisti gioiesi, tanto di quelli temporaneamente appartenenti a partiti di destra quanto a quelli iscritti a partiti formalmente di centro o di sinistra. In un tempo in cui il “partito unico dell’austerità” si ritrova compatto a sostegno di governi schiavisti ed eterodiretti dall’esterno, ha ancora senso credere nella distinzione destra/sinistra? E’ infatti impossibile non riconoscere come oggi la distopia orwelliana si sia tristemente avverata. In conclusione voglio rilanciare e chiosare un articolo pubblicato oggi dal bravo giornalista Agostino Pantano sulle pagine del “Garantista”, giornale diretto da Piero Sansonetti (clicca per leggere). Scrive Pantano nel suo articolo complessivamente brillante e acuto: “Il candidato di centrodestra punta su una comunicazione politica moderna, crea un think tank e lo affida ad uno spin doctor…”. Ecco, le cose non stanno affatto così. Pedà non è il candidato del “centrodestra” ma il candidato della coalizione Roosevelt, entità politica dotata di una chiara e precisa piattaforma programmatica che si pone su un piano di discontinuità assoluta con le politiche “rigoriste” votate indistintamente da parlamentari di destra, centro o sinistra. Io, poi, non sono lo “spin doctor” di nessuno. In questa fase la mia priorità è quella di costruire il Movimento nazionale insieme a Gioele Magaldi, affinché i congressisti che interverranno a Perugia il 21 di Marzo possano eleggere una classe dirigente pronta ad interpretare al meglio esigenze e bisogni collettivi. Tale precisazione, che riguarda esclusivamente la mia personale traiettoria, non sminuisce per niente l’importanza delle prossime elezioni amministrative di Gioia Tauro, obiettivamente assurte al ruolo di archetipo che anticipa e realizza una lunga e straordinaria stagione di successi in difesa della democrazia sostanziale.

    P.s. Invito tutti i lettori de Il Moralista ad iscriversi al “Movimento Roosevelt” in vista del primo congresso nazionale che si terrà a Perugia in data 21 marzo 2015. Il modulo per aderire lo trovate in alto a destra

    Francesco Maria Toscano

    20/01/2015

    Categorie: Politica

    69 Commenti

    1. Gianluca scrive:

      In questi giorni, ho ascoltato alcune interviste al Maestro Magaldi, che apprezzo sempre per la sua visione fortemente progressista e laica.
      Quello che mi ha dato un po’ fastidio, e che forse andrebbe approfondito, è il suo atteggiamento “semplicistico/pressapochista” verso l’euro.
      Spero che possa leggere almeno questo articolo fino in fondo:
      http://goofynomics.blogspot.it/2015/01/la-svalutazione-deprime-la-quota-salari.html
      Penso possa essere un ottimo spunto di riflessione e di partenza.
      Io posso anche capire che chi ha una visione ultra-politica delle cose, possa non approfondire gli strumenti che poi questa politica produce… ma credo che non possa negare che certi meccanismi, hanno un funzione intrinseca, difficile poi da correggere con strumenti politici (e impossibile senza la cooperazione delle élite industriali e finanziarie).
      Non può continuare a dire “uscire dall’euro per andare dove?”, mi sembra un’affermazione da talk show, non degna di una persona della sua caratura e profondità intellettuale.

      • Cromo scrive:

        Magaldi non è pressapochista e vuole una moneta sovrana,
        possibilmente l’euro.
        Ma se non è sovrana allora è serva, lo capisci vero?

        • Gianluca scrive:

          Certo che lo capisco, tanto lo capisco… che penso che non ci potrà mai esser un Euro sovrano, disperso da interessi TROPPO divergenti. Quindi restare nell’Euro è garanzia che non ci sarà mai una “cura” degli interessi italiani e peggio ancora per il sud Italia.
          Siete tutti così ansiosi di imparare il tedesco? Io sinceramente ne farei a meno, e farei a meno anche di prendere milioni di persone, metterle sui vagoni, e spostarle in Germania come i dettami delle AVO spiegano ampiamente (aree valutarie ottimali, mobilità dei fattori produttivi) solo perché qualche grosso industriale possa fare più profitto.
          L’italia diverrebbe un sud 2.0.
          A volte si deve fare un passo indietro per poterne fare in avanti, e credo sia questo il caso.
          Una cooperazione più stretta con Francia, Spagna, Portogallo, Grecia, e i paesi più “affini” non sarebbe affatto male. Ma mettendo al primo punto il miglioramento della qualità di vita degli europei, e non regole assurde o monete eretti a Dei da venerare. Un progressista che fa il contrario, a mio parere, non è un vero progressista. Possiamo usare il tallero o il franco, quello che importa è la qualità della vita che riusciamo a dare agli europei, alla sanità, alla istruzione, fondamentale, dalla filosofia alla storia. Creiamo DONNE e UOMINI, non “consumatori”, soggetti passivi del marketing.

          • Rosario scrive:

            Gianluca, Gioele Magaldi non è un pressapochista. Magari non lo segui da molto, ma ha parlato spesso di Euro e ha anche fatto un convegno dove c’era Bagnai, che ha relazionato prima di lui. Magaldi apprezza l’impianto complessivo di Bagnai, ma ne rifiuta la sua impostazione anti-euro a prescindere. Per Bagnai l’Euro questo è e questo rimane, non c’è possibilità che le cose cambino, perché ci sono interessi divergenti. A questo punto io mi chiedo: hai aderito al Movimento Roosevelt? Non dico con la quota d’iscrizione, ma ideologicamente. Se aderisci ideologicamente ai principi a cui il MR si ispira, noterai subito che alcuni di questi sono davvero difficili da perseguire: ad esempio, inserire la PIENA OCCUPAZIONE come valore costituzionale, ovunque nel Mondo. E che facciamo? Ci arrendiamo? Stessa cosa per l’Euro, che è da riformare. E attenzione, perché tornare a una moneta sovrana non vuol dire uscire dalla crisi. Non vuol dire che il governo che si troverà a gestirla, poi adotterà una politica economica neo-keynesiana. Potremmo trovarci, magari, con un governo che, con la Lira, deciderà di seguire le linee del Washington Consensus: e lì, piccoli come siamo, faremo una brutta fine.
            Il punto è che c’è la terza opzione, che Bagnai non vuole vedere o dice che è impossibile: tra l’essere favorevoli a QUESTO Euro ed esserne contrari, c’è l’essere per UN ALTRO TIPO DI Euro. Dire che questo non si può fare perché ci sono interessi divergenti, è sviare il discorso. A te andrebbe bene? Ti andrebbe bene se l’UE venisse radicalmente democratizzata, dal livello locale a quello europeo? In tal caso, un Parlamento eletto dal popolo, con vere funzioni di Assemblea Legislativa, deciderà democraticamente come gestire la politica economica, sulla base di una moneta finalmente sovrana.
            Se tutto questo non dovesse succedere, allora, almeno temporaneamente, tornerei alla Lira, per iniziare daccapo un processo di integrazione diversa. Essere europeisti non vuol dire essere conservatori, anzi..Dipende da come interpreti l’europeismo.
            Ma, tra le altre cose, quello che sfugge a Bagnai (perché giustamente lui si basa su analisi tecniche, economiche) sono le dinamiche di potere, quelle reali, quelle, cioè, descritte nel libro “Massoni”. L’UE si è sviluppata in questo modo, perché si sono volute seguire le orme di Jean Monnet, costui ispirato alle dottrine di Kalergi. Determinati ambienti massonici sovranazionali, conservatori e reazionari, hanno deciso che la strada da seguire dovesse essere tracciata sul solco del neo-liberismo. Gli ambienti, invece, progressisti, si sono svegliati dal letargo in cui sono piombati, per attuare una controffensiva. Quindi tutto può succedere. Niente è permanente, nè l’Euro, nè gli interessi divergenti, nè le politiche economiche adottate finora.

            Intanto, giusto per dimostrare che Magaldi non è un pressapochista sull’Euro, ti posto questo video, che fa parte del convegno dove ha partecipato anche Bagnai.
            Guardatelo, che è molto interessante.

            https://www.youtube.com/watch?v=7o-VqxqEPTk

            • Claudio scrive:

              D’accordo al cento per cento e penso che sia descritto in dettaglio nello statuto del MR. Un po’ troppo spesso si confonde una moneta di scambio come l’EURO con l’Europa Unita e il suo programma. Al momento è il programma neoliberista ad essere negativo e spero non letale per la realizzazione degli USE.

            • Gianluca scrive:

              C’è un problema di fondo, che riguarda la logica delle cose, che voi omettete sempre. Cerco di spiegarmi meglio.

              È un po’ come se dicessi: io voglio che i mobili a casa mia siano decisi a livello condominiale, e non capisco perché tu voglia deciderli per conto tuo; anziché ognuno decidere secondo LIBERTA’, perché non fare in modo che TUTTI siano d’accordo con me?
              Senza tra l’altro dire come fare a raggiungere una cosa del genere e presupponendo, in modo sovietico e TOTALITARIO, che la soluzione che vada bene per me, vada bene anche per te.

              Puoi avere le idee migliori del mondo, ma come pensate di convincerli? Schiererete i tank intorno a Berlino? Nessuno è stato MAI in grado di rispondermi. Inoltre, perché pensate, in modo totalitario, che “grande” è meglio? Un conto è confederare, e usare la forza dell’unità dove serve (investimenti privati e pubblici, o i rapporti con l’estero), un altro è fare un carrozzone enorme che per forza di cose verrà guidato dal paese e dagli interessi più forti a scapito di tutti gli altri. Trovo più fascista questo atteggiamento, che una atteggiamento di ritorno alla sovranità nazionale e perché no, anche una ristrutturazione in macro regioni più autonome e RESPONSABILI all’interno dell’unità nazionale.
              Io penso che non ci possa essere progresso, senza coinvolgimento e libertà dei popoli. L’accentramento, tanto caro ai politici, non è esattamente sinonimo di libertà. Piuttosto unirei i popoli europei sotto una bandiera e costituzione di fratellanza di valori, da diffondere, coniugandoli in modo rispettoso delle differenze. La pluralità contro l’omologazione.

              Per ritornare all’euro, non capisco come questo possa essere un problema. Il superamento dell’Euro può essere solo un bene, perché renderebbe meno dolorosi e automatici degli equilibri all’interno dell’eurozona (l’alternativa è la deflazione dei salari: principio progressista?).

              A meno che, per voi, una forte immigrazione delle fasce lavoratrici più povere, è il giusto prezzo da pagare per l’accentramento di potere ed economico.

              p.s. uso il maiuscolo per sottolineare/grassettare le parole, non potendo fare altrimenti, e quindi non sono da intendere come “urlate”.

              • Cromo scrive:

                Gli Stati Uniti e il Dollaro sono forse un carrozzone enorme che non funziona?
                Euro MONETA SOVRANA come il Dollaro, questo si vuole realizzare.
                Ci vuole molto coraggio
                ma se non ora, quando?

            • Gianluca scrive:

              p.s.2. Io non ho detto che Magaldi è pressapochista, ma che dimostra a volte quando risponde sull’Euro, un atteggiamento davvero poco “profondo”, come SE non conoscesse il tema.
              L’Euro ha profonde ripercussioni politiche, non è un aspetto marginale e nemmeno un discorso semplicistico “euro buono vs euro cattivo”, altrimenti le letture “tecniche” di Bagnai, non sono servite a nulla o sono state davvero messe da parte.
              Detto per chi ci legge: se uno non capisce che l’Euro è un cambio fisso, tra paesi diversi, che serve a favorire la stabilità FINANZIARIA, che a sua volte serve a creare bolle PRIVATE, non capisce tutto il resto.
              Con l’idea che ho del progresso, e della libertà e della democrazia, questo, non c’entra nulla.
              Vogliamo che gli imprenditori siano liberi da “lacci e lacciuoli”, come Silvio ripete dal ’94, e poi invece vogliamo una RIGIDITA’ che costringe il paese più DEBOLE, sotto schiaffo perché DISARMATO, non avendo più politica monetaria INTERNA (la BCE può svalutare SOLO VERSO i paesi fuori dall’Eurozona, non può cambiare il cambio fisso interno, i rapporti interni!!!), a ridurre i salari!

              • Spartaco scrive:

                D’Alema :….Un continente che sta invecchiando come l’Europa, se vuole mantenere un equilibrio demografico, ha bisogno di un certo numero di giovani che continuerà a venire (dai paesi extracomunitari)….

                Le Pen :…..Mi chiedo sempre una cosa, perché quelli che parlano così fanno politica……se volete che ci siano bambini allora bisogna applicare politiche per aumentare la natalità e non andare a cercare lavoro a basso costo con i lavoratori stranieri….

                D’Alema: la buon’anima faceva le politiche di natalità.

                Prima dice che l’Europa è vecchia e poi critica le politiche di natalità. Ditemi se il fallimento dell’Europa Unita è dipeso dall’Euro o da politici come D’Alema che ripetono a pappagallo frasi scritte dai veri padroni che già hanno capito che il progetto non è più sostenibile.

              • Gio scrive:

                Occorre:Unione bancaria e unione fiscale.Un diritto privato europeo, un diritto del lavoro europeo, un diritto penale europeo. Regole cioè identiche sul tutto il territorio dell’Unione. Questo occorre!

                Tutto ciò dovrebbe avvenire solo dopo una riforma dei trattati (una Costituente Europea) che, tra le prime cose, conferisca sovranità al Parlamento europeo. Altrimenti tali riforme (che prima o poi comunque saranno realizzate perchè il processo di integrazione comunitaria è irreversibile) saranno scritte da chi oggi continua a fare danni: tecnocrati e burocrati non eletti dai cittadini europei.

                Si è deciso di partire dalla fine. Dall’unione monetaria pur conoscendo i disastri a cui si sarebbe andati in contro. “Ciò avrebbe facilitato la nascita di uno stato europeo”, questo si sente ripetere. “Uno stato fondato su una vera e propria macelleria sociale”, questo si sono dimenticati di aggiungere.

              • Rosario scrive:

                Gianluca:

                N.1 evidentemente non hai ancora visto quel video dove Magaldi parla dell’Euro. Cosa che ti consiglierei caldamente, oltre che di accantonare il Dio Bagnai ogni tanto.

                N.2 la frase che tu scrivi:

                “Il superamento dell’Euro può essere solo un bene, perché renderebbe meno dolorosi e automatici degli equilibri all’interno dell’eurozona (l’alternativa è la deflazione dei salari: principio progressista?)”

                …non ha senso nell’ottica mia e di chi vuole un’Europa diversa, poiché in un’Europa diversa, l’Eurozona poggerebbe su tutt’altre basi e verrebbero annullati tutti quei trattati come il Patto di Stabilità e il Fiscal Compact, per far posto a principi keynesiani magari. Caro Gianluca, ma hai mai studiato il Diritto dell’UE, o la Storia dell’integrazione europea, o l’economia dell’integrazione europea, ecc ecc? Non te lo chiedo con senso di superiorità, non mi fraintendere. Però, devi sapere, qualora tu non lo sappia, che la BCE, nel suo statuto, ha il compito di mantenere basso il livello dei prezzi (cioè l’inflazione). Quindi non si può svalutare la moneta e se non si può svalutare la moneta, poi gli Stati devono svalutare il lavoro (come giustamente dici tu). Questo non è un principio progressista, però si potrebbe cambiare, tanto per iniziare, lo statuto della BCE, inserendo, tra i suoi compiti, quello di favorire la PIENA OCCUPAZIONE: eccolo il principio progressista.

                N.3. Nessuno vuole imporre nulla a nessun altro Stato, perché occorre, tanto per cominciare, recuperare la democrazia a tutti i livelli, come stabilito dallo Statuto del Movimento Roosevelt, a cui non mi hai detto se aderisci ideologicamente o meno.
                Gli eventuali Stati Uniti d’Europa avranno base democratica.
                E non ti dimenticare che certe dinamiche di potere, purtroppo, ci sfuggono e fanno capo a determinati circuiti massonici neo-aristocratici e neo-oligarchici.

                N.4. “Grande è totalitario”. Sbagliato, perché evidentemente non hai in mente la nozione di Federalismo. Il Federalismo è quella forma di organizzazione politica che unisce diversi Stati Sovrani sotto un’unica Costituzione (oltre a quella di tali Stati) e, per “unica Costituzione” si intende una serie di principi base sui quali siamo tutti d’accordo e in cui tutti ci riconosciamo (per esempio il rispetto dei Diritti Umani, del principio della Democrazia e dello Stato di Diritto e una serie di altri valori rintracciabili nella Carta delle Nazioni Unite e nella Dichiarazione UNiversale dei Diritti Umani). Dopodiché, il Federalismo funziona secondo il principio delle competenze d’attribuzione: al livello Europeo sovranazionale tu dai ALCUNE FUNZIONI: per esempio, Politica Estera, Politica Economica e Monetaria, decise con metodo democratico (dialettica Parlamento Europeo e Governo Europeo).
                Però per te, evidentemente, esiste solo questo tipo d’Europa, solo questa è possibile, non altre. Io, e altri qua (ma non solo qua) immaginiamo anche altri tipi d’Europa.
                E, caro Gianluca, con tutto il rispetto per te e per le tue opinioni (che, però, non condivido) a me sembra che quando ti scrivo, scrivo a un muro, perché perseveri nell’argomentare i tuoi pensieri, senza leggere i miei con attenzione (e non è la prima volta che capita).

                E, per quanto riguarda l’Euro, guarda: se si è riusciti a farla sta moneta unica – cosa che nessuno immaginava fino a 30 anni fa forse – la si riuscirebbe anche a cambiare.
                PERO’ una cosa c’è da dirla: l’errore è stato a monte: bisognava prima fare l’unione politica, poi l’unione economica, questo sì.
                Per il resto, niente di autoritario: la dittatura ce l’abbiamo con questo tipo di UE e con questo tipo di Euro, che entrambi qui rigettiamo. Se l’Euro potesse essere svalutato, fidati che le cose andrebbero diversamente.
                Mentre tu forse pensi che, a prescindere, la moneta unica sia una cosa sbagliata. Questo sarebbe anche il pensiero di Bagnai e Bagnai, per quanto talentuoso come economista, è pur sempre…..un economista! E tanti economisti, finora, hanno detto un sacco di stronzate: o meglio, hanno teorizzato cose che si sono rivelate tali (guarda Milton Friedmann, premio Nobel).
                Però aspetto che tu guardi il video che ti ho postato prima, così ti puoi fare un’idea migliore dell’opinione di chi la pensa diversamente da te. Io la tua l’ho capita benissimo.

              • Rosario scrive:

                Volevo aggiungere un’altra cosa. Con la volontà politica, si possono fare una serie di cose, perché la politica deve tornare ad essere più importante dell’economia. Nel caso si immagina una zona euro diversa, poi, i meccanismi di compensazione degli squilibri tra i vari Stati, si possono trovare. Si possono trovare modi per sostenere economicamente le aree più svantaggiate (ma non con quelle briciole dei fondi strutturali, bensì con investimenti di ben altro calibro).

              • Rosario scrive:

                E se ti chiedi come convincere gli altri Stati, bene: prima di tutto vai dalla Merkel e dille che se le cose non cambiano e ci mettiamo a un tavolo a parlarne, fai un referendum di uscita dall’Euro. Noi non siamo la Grecia, ricordatelo (con tutto il rispetto per i poveri Greci, ma l’economia italiana è tutt’altra cosa). Questo dovrebbe bastare per far venire la tremarella a mezzo mondo. Ma nessuno lo fa perché, appunto, ci sono dinamiche di potere a livello di Ur Lodge conservatrici-reazionarie, che lo impediscono. E, caro Gianluca, questo è un argomento che non si può tralasciare, perché non è possibile parlare della crisi in atto facendo mere analisi tecnicistiche ed economicistiche. Poi bisogna arrivare a capire anche chi è che ha voluto questo stato di cose e PERCHE’. Cosa che a Bagnai sfugge. E forse pure a te. Quindi, ti suggerisco di riflettere anche su questo livello del discorso, troppo trascurato, che va al di là di goofynomics.

              • Gianluca scrive:

                Cromo scrive:
                21 gennaio 2015 alle 18:13
                Gli Stati Uniti e il Dollaro sono forse un carrozzone enorme che non funziona?

                Se a te piace il paese delle diseguaglianze, forse abbiamo un idea diversa del progressismo.

    2. pietro esposito scrive:

      Verrebbe da dire che Toscano abbia scoperto l’acqua calda.Coloro che seguono con la necessaria attenzione il MR sa benissimo cosa sia e quali sono le finalita’,per il momento,stimolatrici di una certa visione economica,visione che presuppone un retroterra esoterico,filosofico,antropologico e politico; discutere di filosofia o altro non si tratta quindi di “eterea contemplaziome”ma stabilire il necessario paradigma per un’ azione.Comprendo che la sua natura “mercuriale”conduca Toscano a privilegiare l’ azione ma tutto e’ utile,anche “inutili”discussioni.Poi la distinzione di destra e sinistra c’è sempre,solo che appartiene ad una dimensione metapolitica,per cui puo’ esistere uno di centro-destra ma di sinistra su un altro livello e viceversa.

      • ampul scrive:

        Si anche la supercazzola se é per quello ha perso i contatti come se fosse antani anche quello come vicesindaco, capisci…

      • il Moralista scrive:

        Esposito, forse non ci siamo capiti. Io non parlo solo a chi “segue già con attenzione il Movimento Roosevelt”. Io parlo a tutti, specie ai giornalisti che devono scrivere di un Movimento di cui capiscono poco. Se leggessi meglio l’articolo che ho scritto, ti accorgeresti che alcune precisazioni sono indispensabili per non lasciar passare l’impressione di essere una specie di centro studi o un surrogato del centrodestra o del centrosinistra. Stendo un velo pietoso sia sul “retroterra esoterico”, niente affatto indispensabile per divenire protagonisti di un Movimento non massonico come il nostro, sia sulla natura “mercuriale”, questione che mi pare più adatta ad una barzelletta. Un ultimo consiglio: non imiti Giannuli. Scriva cioè solo dopo essere sicuro di avere compreso il senso di quello che ha letto. Saluti.

    3. Domanda uscire dall’euro e ritornare alla lira. Bene! Toc toc, qualcuno vuole spiegarmi chi sarà il nuovo titolare della nuova LIRA. La banca d’italia oppure lo Stato che ci governa?
      Sarà un’altra filiale di Mario Draghi?
      Lunga vita

      • Gianluca scrive:

        Se volessi uscire dall’euro per lasciare la nuova BC a un élite, sarei un folle.
        La BC deve tornare in mano al governo, non esiste in democrazia, una BC controllata da dei “privati”.

    4. pietro esposito scrive:

      sanno benissimo etc..

    5. Cromo scrive:

      Rosario, concordo in pieno, ti faccio i complimenti.
      Un sforzo intellettuale notevole che meritava di
      essere almeno discusso e parzialmente compreso….
      Ma ci sono milioni di persone la fuori, milioni!
      Non sprecare il tuo bell’intelletto ed il tuo tempo
      prezioso con chi non vuol capire.
      Concentriamoci, a mio parere, su tutti gli altri.
      Avresti convinto una piazza, credimi.

      • Rosario scrive:

        Cromo, ti ringrazio per le tue parole di stima, ma penso che sia stato uno “sforzo intellettuale” fino a un certo punto. Bisognerebbe conoscerli certi argomenti, molto semplice. Io queste materie le ho approfondite sia in Triennale (soprattutto) che in Magistrale e non sto dicendo che sono più bravo di un grande prof. come Bagnai, ma penso che sia condivisibile (e, per me, auspicabile) poter pensare che il tipo di unificazione europea che abbiamo avuto non sia la sola immaginabile e che il processo di integrazione possa essere “emendato” o riformato, anche (e soprattutto) col consenso popolare.
        Poi, a parte il non voler comprendere il punto di vista altrui, a me dispiace che si cada nella dinamica “euro vs no euro”, tertium non datur, che è il frutto di una manipolazione del ragionamento, voluta apposta da chi tiene le fila del potere: e i cosiddetti “anti-sistema”, in questo senso, finiscono (purtroppo) per diventare degli utili idioti (lo dico senza offendere, spero di non venire frainteso)…utili a perpetuare lo status quo.

        • Cromo scrive:

          Affrontiamo appunto l’argomento di grande attualità,
          quelli che pur intelligenti ed istruiti non capiscono.
          Mi trovo a cercare di spiegare a giovani laureati
          (non in economia ovviamente ma intelligenti)
          un concetto semplicissimo:
          -che uno stato stampa moneta- e loro recepiscono:
          clientelismo e spreco.
          E’ ovvio, non si vede spesa pubblica mirata al bene comune da decenni oramai (nel secolo scorso).
          Solo gli anziani oramai ne serbano il ricordo!
          Ci vorranno 10 anni per riavere economisti decenti.
          Speriamo formati alla Roosevelt, questa volta.
          Poi c’è la massa di quelli che non capiscono
          per interesse personale.
          Non ti curar di lor ma guarda e passa.

        • Cromo scrive:

          Dimenticavo, anche io rispetto Bagnai.
          Da Santoro, zittendo i giovani della Bocconi
          si è meritato il rispetto mio e di molti.

    6. Gio scrive:

      @ Rosario

      Aahhh una boccata d’aria fresca!Era ora. Uno dei pochi che ha davvero letto trattati e statuto.

      Il limite dei professori di economia è il continuare a credere che si tratti di una scienza esatta, mentre non è altro che una modesta filosofia utilitaristica, che scambia le proprie impressioni per rivelazioni, e i propri desideri (e ambizioni) per leggi universali. E i risultati si vedono: si capisce enormemente di più del mondo attuale da una qualunque pagina di Heidegger o Nietzsche, di Habermas o di Foucault, che dall’intero opus della (pseudo)scienza economica.
      Con tutto il rispetto per il prof. Bagnai di cui ho immensa stima.

      • Rosario scrive:

        Attenzione, non è che l’economia e la politica economica non siano utili. Però non sono sufficienti. L’Euro – per come è stato concepito e realizzato – è praticamente la vittoria del neo-liberismo, cioè la dottrina del “fondamentalismo del mercato”, che azzera quasi totalmente il ruolo della dello Stato e della politica: tant’è che non è moneta sovrana e non fa capo a nessuno, se non a una BCE che è indipendente da qualsiasi controllo democratico. E, inoltre, risponde a una determinata filosofia della società: una società fatta di diseguaglianze.
        Ma la storia poteva e potrà andare ancora diversamente.

        • Gio scrive:

          Affatto. Sono strumenti utilissimi (come tutte le scienze sociali del resto) per il concreto perseguimento dei fini e degli scopi cristallizzati (si spera) nella futura costituzione europea.

          Ciò che contesto è l’assoluta preminenza del puro calcolo aritmetico come criterio guida e regolatore di una comunità.

      • Gianluca scrive:

        A me sembra che la scienza economica moderna invece spieghi benissimo tante cose. Poi se uno prende quella antica, castrata, o va dietro a Confindustria, sono problemi suoi.
        Sta andando tutto come ampiamento previsto, al netto di fantasie politiche e irrealistiche, di chi ha ambizioni politiche/personali:
        Monti, ad esempio, in una sua intervista ad una TV americana, ha chiarito perfettamente lo scopo del suo operare. Salvare l’Euro, “destroying internal demand”, perché la Germania, state freschi che voglia cooperare facendo inflazione all’interno del suo paese. Ha proprio fatto il contrario con la mitica sinistra dell’SPD!

        Un medico che non conosce la biologia, ma tanto buono(ma se fosse buono non opererebbe senza conoscere), fa solo danni.

    7. Gio scrive:

      Articolo 10
      1. Il funzionamento dell’Unione si fonda sulla democrazia rappresentativa.
      2. I cittadini sono direttamente rappresentati, a livello dell’Unione, nel Parlamento europeo.
      Gli Stati membri sono rappresentati nel Consiglio europeo dai rispettivi capi di Stato o di governo e
      nel Consiglio dai rispettivi governi, a loro volta democraticamente responsabili dinanzi ai loro
      parlamenti nazionali o dinanzi ai loro cittadini.
      3. Ogni cittadino ha il diritto di partecipare alla vita democratica dell’Unione. Le decisioni sono
      prese nella maniera il più possibile aperta e vicina ai cittadini.
      4. I partiti politici a livello europeo contribuiscono a formare una coscienza politica europea e ad
      esprimere la volontà dei cittadini dell’Unione.

      Questo è l’attuale art. 10 del Trattato sull’unione europea (TUE).
      Se la situazione non fosse tragica ci sarebbe da sbellicarsi dalle risate.

      • Gianluca scrive:

        Un po’ come la nostra costituzione italiana, in totale anti-tesi a questa Unione Europea e che non prevede certo cessione di sovranità economica.

        • Gio scrive:

          Già. Secondo autorevole dottrina essa è saltata fuori, come per magia, dopo aver stuprato l’art.11 Cost. attraverso una serie di forzature ed interpretazioni “ad minchiam”.

    8. Rosario scrive; ” L’U:E,si è sviluppata in codesto modo, perché si sono volute seguire le orme di Jean Monnet, costui ispirato dalle dottrine di Kalergi”… e via dicendo.

      Renato scrive; quando leggo concetti inerenti a Monnet, mi altero leggermente e talune reminiscenze emergono in modo tale da citare uno dei più significativi libri che Denis De Rougemont, abbia scritto; LIBERTA’, RESPONSABILITA’, AMORE.
      Pag.43; Mi colpisce moltissimo il fatto che oggigiorno quasi tutti gli uomini politici che trenta, quaranta anni fa dicevano; ” BISOGNA FARE L’EUROPA SU DELLE REALTA’ CONCRETE, REALISTICHE, SULL’ECONOMIA”, hanno cambiato completamente idea. E’ stata spesso citata una frase di Jean Monnet, poco prima della sua morte. Egli era il classico esempio di uno che voleva creare l’Europa sull’economia. A volte, quando parlava con me delle mie attività, mi guardava con un sorrisetto di condiscendenza, aveva l’aria di dire; ” Ci sono dei tipi strambi che si occupano di cose come la cultura”. Bene gli si attribuisce questa frase, non so se sia mai stata scritta, ma è comunque enormemente citata in questi ultimi mesi ( IL libro è stato stampato nel 1990), La frase dice; ” Se potessi ricominciare da capo ( evidentemente si riferiva alla sua azione per l’Europa), ricomincerei dalla Cultura. Ecco che mi da completamente ragione dopo trent’anni!

      Mi capita spesso di leggerlo e dopo averlo letto, sgorga spontanea la domanda? L’euro è un oggetto amorfo mentre la Cultura è la coltivazione dell’anima. Cambiamo visione socio-politica- socioeconomica – geopolitica della Europa e avremmo creato il giusto habitat. In conclusione citare Monnet, senza citare Rougemont, appare assai riduttivo!

      Lunga vita!

      • Rosario scrive:

        Potrebbe essere anche riduttivo, ma le teorie dell’integrazione europea (mi riferisco al Funzionalismo e al Neo-Funzionalismo) e la pratica, il modo con cui l’integrazione è stata portata avanti, hanno come grande ispiratore Jean Monnet. Anche la Dichiarazione Schuman del 9 Maggio 1950 (data designata come Festa dell’Europa) ha come ideatore il caro Monnet. Quindi, ho ristretto il mio campo a come si sono effettivamente svolti i fatti storici, in questo caso.

      • Gio scrive:

        Contrario e fortemente critico nei confronti delle teorie neofunzionaliste, A. Spinelli sosteneva che fosse impensabile la creazione di un’unificazione economica senza uno Stato federale democratico.

        Per chi volesse approfondire l’analisi storica di quel periodo ed il pensiero di Spinelli.

        http://www.altierospinelli.it/interventi/2010/Molnar.pdf

    9. Gianluca scrive:

      “Se l’Euro potesse essere svalutato, fidati che le cose andrebbero diversamente.”

      Qui capisco che ignorate totalmente (volutamente?) gli squilibri INTERNI all’EZ e non avete la minima idea dei problemi di fondo dell’UEM e delle unioni monetarie in generale.
      L’Euro ha svalutato del 15% in questo ultimo periodo, ma non cambia nulla.

      Comunque ripartendo da capo:
      N.1 Lo guarderò.

      “N.2 la frase che tu scrivi:
      “Il superamento dell’Euro può essere solo un bene, perché renderebbe meno dolorosi e automatici degli equilibri all’interno dell’eurozona (l’alternativa è la deflazione dei salari: principio progressista?)”
      …non ha senso nell’ottica mia e di chi vuole un’Europa diversa, poiché in un’Europa diversa, l’Eurozona poggerebbe su tutt’altre basi e verrebbero annullati tutti quei trattati come il Patto di Stabilità e il Fiscal Compact, per far posto a principi keynesiani magari.”

      Ma non si tratta di un Europa diversa! Sei tu che la vuoi uguale con un cambio FISSO tra paesi DIVERSI in un sistema dinamico in cui i rapporti di forza COMMERCIALI e finanziari sono DINAMICI e non STABILI! Non si corre tutti alla stessa velocità, gioco forza, non è teoria ma pratica, si creano SQUILIBRI INTERNI!!!
      Questa cosa dell’Euro buono, è terribilmente semplicistica! Non si tratta di essere buoni o cattivi, si tratta che se decido una misura oggi per tutti, domani qualcuno potrebbe stare largo e qualcuno strappare i vestiti! Non so come altro spiegarlo…

      N.3. “Nessuno vuole imporre nulla a nessun altro Stato, perché occorre, tanto per cominciare, recuperare la democrazia a tutti i livelli”
      Fantastico, altra illusione. Pensi che se farai decidere agli operai tedeschi, loro accetteranno mai di redistribuire il loro surplus di 2000 MILIARDI!? Quando poi, alla fine, ha fruttato decisamente ad un élite ed è stato scarsamente redistribuito persino all’interno della stessa Germania?
      Fare un area così grande e frammentata, come insegna Von Hayek, è il modo migliore per NON costruire un welfare condiviso e imporre un sistema liberista. Interessi troppo diversi, nessuno spirito patriottico comune, lingue diverse e di conseguenza “mondi diversi”.
      Capisco pure che le dinamiche di potere, ma ignorare decenni di paranoia tedesca, quindi condivisa dal POPOLO tedesco, per l’inflazione e per le spese… significa vivere in un mondo a parte. Provate ad andare in Germania e parlate con la gente comune… fate un bagno nella realtà, e poi ditemi se il problema è solo l’élite cattivona che ci governa.

      N.4. Hai concluso con un pensiero davvero qualunquista. Ti do una notizia: 2000 miliardi di surplus, 7% di sforamento ogni anno della Germania, non sono un invenzione di Bagnai.
      Inoltre spostare su argomenti ad personam, sinceramente, mi sembra un modo per non guardare i dati, che non sono suscettibili alle opinioni.
      La politica con il su delirio di onnipotenza, prima crea i problemi, e poi vorrebbe(?) metterci le pezze… tutto questo per accentrare il potere non curante delle conseguenze (ripassare teoria AVO).

      • Gio scrive:

        Nemmeno il sud Italia corre alla stessa velocità del “ricco” nord. Eppure…

        • Gianluca scrive:

          Eppure c’è (c’era) una forte redistribuzione dal nord al sud, con relativo clientelismo per giunta e le camicie verdi al nord che trovavano ingiusti quei 4 soldi che finivano al sud.
          Se pensi che i tedeschi vogliano mai fare una cosa del genere (che non risolve i problemi, ma li ammortizza…), prego, sognate pure. Intanto, mi preme ricordare, che nonostante una forte unione “italiana”, l’area italiana si è contraddistinta per una forte polarizzazione nord sud e una forte emigrazione delle persone nate nell’area più debole verso quella più forte.
          Corso di tedesco per tutti+sogno che Angela ci apra il portafogli e redistribuisca.

      • Rosario scrive:

        Quindi, caro Gianluca, estremizzando il tuo ragionamento, anche l’Italia dovrebbe essere divisa e avere più monete, con cambi flessibili, giusto?
        Il punto che proprio non arrivi a capire è che invece ci sono diverse idee d’Europa e di Euro, che tu accomuni sulla base del fatto che, avendo una moneta unica, siamo in un regime di cambi fissi tra paesi diversi.
        E qui ti sbagli, secondo me. Perché anche tu cadi nella trappola delle analisi meramente economicistiche e tecnicistiche. Con questo modo di ragionare non fai altro che legittimare la “filosofia della tecnocrazia”, svalutando il ruolo della politica. La Politica (quella con la P) se ne può fregare degli squilibri che dici tu e di tutte le teorie a cui accenni; con la volontà politica, si possono fare tante cose e la scienza economica diventa solo un mezzo. Come ad esempio trovare “meccanismi di compensazione” a quelli squilibri: ad esempio, sussidi nei confronti dei lavoratori, politiche di piena occupazione, eurobond, lancio di investimenti pubblici a livello europeo (a seconda del bisogno di ogni Stato), potenziamento welfare…insomma, un New Deal europeo. Così come fecero negli USA, che per tanto tempo non è stato affatto il paese delle diseguaglianze: compra “La coscienza di un Liberal” di Paul Krugman e lascia stare Bagnai per almeno due secondi.
        E, tornando all’Euro, bene: è stato concepito così, in questo esatto modo, per produrre questi risultati. E qui c’è il discorso delle dinamiche di potere occulto, che proprio non ti va di vedere. Cioè, per dire, proprio non di va di capire che una svolta al processo d’integrazione europea (in questi termini) era stata pensata nel 1981 con il programma “United Freemasons for Globalization”…
        Poi, se mi chiedi come fare a convincere i tedeschi: bene, intanto ti annuncio che la locomotiva tedesca si è fermata, anche per colpa delle loro scelte economiche. Quindi forse dovrebbero cominciare a capire che la strada percorsa finora è sbagliata. Dopodiché, lascia fare anche a noi del Movimento Roosevelt, con la nostra azione meta-politica.
        Se ti vuoi iscrivere, sei il benvenuto.

        • Gianluca scrive:

          Il sud è in uno Stato tale, che dopo l’abbandono dell’Euro, dovrebbe avere attenzioni particolare. Non credo possa camminare sulle proprie gambe, se non con enormi sacrifici… e penso che un briciolo di spirito patriottico, in italia, ancora ci sia… e quindi un ITALIA sovrana, potrebbe permettersi forti investimenti… ma è tutto da vedere. Fin’ora, le soluzioni adottate, non hanno risolto i problemi, proprio perché ragionate come degli architetti che si vantano di ignorare la fisica del capitalismo che voi però sostenete!

        • Gianluca scrive:

          p.s. Intanto che voi sognatori convincete i tedeschi(!!!), con un brainwashing degno di una coospirazione fantascientifica, noi moriamo di fame e senza lavoro…
          Ormai persino Brancaccio parla di ragionare su come uscire dall’euro.
          Inoltre continuo a farti notare che ragioni in modo sovietico e totalitario: investimenti centralizzati, pensati dal “centro”.
          La locomotiva tedesca si sarà fermata, o sarà ripartita, ma loro i denari se li tengono stretti… (anche perché li scialacquiamo!) quindi l’unica è la guerra. Sinceramente ne farei a meno, e preferisco un atteggiamento più libero. Sarò anche socialista, ma questo deve fare rima con libertà e non con costrizione.

          Ti ricordo anche, che dall’inizio dell’euro sono arrivati montagne di capitali, anche a paesi che non se li potevano permettere… quindi state facendo solo il favore della finanza globalista, che crea bolle e che fa deragliare i paesi più deboli (capitali > acquisti di beni esteri > pressione inflattiva e deindustrializzazione). Ciclo di Frenkel, che poi spiega come talvolta mandiamo in malora tanti paesi in via di sviluppo con il mitico cambio fisso.

          • Rosario scrive:

            Senti Gianluca, capisco le diverse opinioni, ma ti prego di smetterla con questa storia secondo cui ragiono in modo sovietico e totalitario.
            Poi ti voglio informare del fatto che io sono un disoccupato (con due lauree), quindi, non è che tu muori di fame e rimani senza lavoro: questo problema ce l’ho anche io. E dovresti avere più rispetto per un’opinione diversa dalla tua.
            Capisco le diverse visioni, ma dovresti leggere più attentamente ciò che scrivo: ho parlato di Federalismo e ho spiegato anche cos’è. Cos’è che ti sfugge di tutto ciò? E’ chiaro che, eventualmente, gli investimenti vengono decisi a livello europeo, secondo i bisogni degli Stati, e poi gestiti al livello nazionale in maniera autonoma, sovrana e democratica. Forse ti sfugge che negli Stati Federali, ogni Stato membro ha un Governo e un Parlamento. Inoltre, altro aspetto fondamentale, che tu ignori, è la questione del decentramento delle funzioni: dunque, al livello centrale sarebbero affidate determinate funzioni, non tutto.
            Ti sfugge, inoltre, che io non sono per il “super-Stato” Europa, che governa in modo totalitario, ANNULLANDO le patrie. No, Gianluca.
            Inoltre ti voglio ricordare che ho aderito al Movimento Roosevelt anche perché uno dei primi punti del programma è quello di recuperare e potenziare la democrazia dal livello locale a quello europeo, passando per quello regionale e nazionale: totalitario e sovietico a chi scusa?
            E poi forse sarà la milionesima volta (ma questa è anche l’ultima) che mi costringi a ripeterti che, qualora i leader europei (Germania in primis) non capiscano che bisogna cambiare rotta, allora sarebbe meglio uscire dall’Euro.
            Mentre tu e Bagnai, in testa vostra, non ammettete la possibilità di un altro tipo di Europa, fondata su una zona euro diversa (ecco, cancella i Parametri di Maastricht per esempio), su un Euro sovrano, sugli Eurobond, su una BCE direttamente dipendente da un Ministero del Tesoro Europeo, sulla democrazia SOSTANZIALE a tutti i livelli (come dicevo poc’anzi)…beh io sì, l’ammetto. E ti dirò di più, non sono solo, anzi..
            Intanto, però, vedo che continui a fare ragionamenti economicistici, che continui a porre l’economia sopra la politica, che quando non parli di economia dici solo “voglio vedere come convinci i tedeschi”.
            Ancora, però, non hai messo da parte i libri di economia, non hai messo da parte per un secondo Bagnai, non hai letto, evidentemente, “Massoni – Società a responsabilità illimitata, non hai visto quel video, ecc ecc ecc.

            • Rosario scrive:

              Insomma, caro Gianluca, io contesto le tue opinioni non solo nel merito, ma anche nel metodo: penso proprio che per capirci qualcosa da tutto ciò, bisogna utilizzare un metodo “multidimensionale”, che si serva della politologia, dell’economia, della filosofia, della storia, ecc. L’economia può spiegare, in quanto scienza sociale, i comportamenti dell’uomo, ma tu sembri un “fondamentalista economico”: non è una scienza esatta e tu la prendi quasi per tale. E qui credo che tu ti sbagli di grosso.

              • Gianluca scrive:

                Ti sbagli, e anche molto.
                È questa idea tutta vostra, di ignorare i meccanismi economici, ad averci portato al disastro… e se guardo a quello che è stato fatto in Italia, con tanti proclami politici, vedo solo la conferma che “per vincere in F1 prima bisogna saper guidare”…
                Io non sono affatto un fondamentalista economico, ma sono un “fondamentalista dell’onestà”, per cui un progetto fallato, basato su logiche fantasiose, non lo potrei mai prendere in considerazione. Detto in sintesi, o teniamo conto delle logiche CAPITALISTICHE dell’economia e del commercio, o stiamo parlando di fuffa che ci ricadrà in testa come il sogno comunista. La passione politica non mi manca, ma senza conoscenza economica, diventa persino pericolosa. Le due cose vanno a braccetto.

      • Gio scrive:

        il cambio di paradigma auspicato dal M.R. necessita di una riorganizzazione ideologica della scienza (compresa quella economica) e della tecnica.

    10. La cosa più semplice è governare il POPOLO, tramite sia carezze sia coccole, solo allora il medesimo rende! Sono consapevole (come esternò il filosofo Spinoza); la parola SEMPLICITA’; spaventa!
      Un grande POPOLO in uno stato piccolo e gli economisti, facessero gli economisti coi propri capitali. Vorrei vedere se s’avverasse il mio sogno di vivere in uno Stato Minimo che fine farebbero i parassiti ( definiti economisti).
      Lunga vita!

      • Gianluca scrive:

        Scuola austriaca?

        • No, faccio il libraio e mi diletto ad esporre la merce nei mercatini dell’antiquariato…ma sopratutto ascolto la gente. Diciamo che politicamente, oltre a leggere libri che trattano di Euroregio e altresì Stato minimo, ho studiato ” Vita da Strada” e, di fatto, viaggio senza SCORTA! Anche il miglior manifesto Socialista, se non è condiviso dal Popolo; vale zero.

          Lunga vita!

      • Gio scrive:

        Ci sarebbe però da constatare come la “semplicità” nella comunicazione politica sia diventata ormai la regola. Gli slogan ed i vaffa si sprecano. Quanto ha contribuito la semplificazione della narrazione politica a rendere il popolo (noi tutti) ignari della reale portata delle scelte fatte da chi ci governa?

        Lei potrà obiettare che forse confondo la semplicità con il semplicismo. Può la semplicità essere una risposta adeguata a fronte della complessità dei fenomeni contemporanei?

        • Gianluca scrive:

          “Lo Stato deve fare come una famiglia…” e buona notte a decenni di lotte per l’uguaglianza.

          • No, caro Gianluca. Personalmente sostengo che lo Stato è paragonabile a una famiglia allargata. Ribadisco se una famiglia si batte per il proprio futuro, la medesima famiglia dovrebbe battersi anche per il futuro del proprio Stato. Perché siamo a codesta situazione? Perché il POPOLO a permesso che ciò accadesse e, di fatto, ora si trova in condizioni disagiate per propria negligenza.
            Lunga vita!

            • Gianluca scrive:

              Solo che la logica “familista”, tramutata in logica “economica” e ciò che di più miope e distorsivo che ci sia.

    11. Si, la semplicità è sinonimo di vita. Basta comprendere la vita che anche i più complessi fenomeni diventano iniqui se partiamo dal concetto che siamo noi, il problema esistenziale.

      Chicchessia disse; la società e malata, ma la società è composta da uomini!
      Ribadisco, governare un POPOLO è la cosa più SEMPLICE che ci sia. Basta lavorare per la sua dignità. E’ logico, talmente SEMPLICE che fossi in malafede, avrò un POPOLO, incentrato sul malcostume.
      Lunga Vita.

    12. Rosario scrive:

      @ Gianluca:

      Quando scrivi:

      “È questa idea tutta vostra, di ignorare i meccanismi economici, ad averci portato al disastro… ”

      Gianluca, ma “tutta vostra” di chi!?!?
      Forse non hai capito che io (così come altri qui) non siamo assimilabili a coloro che hanno portato avanti l’integrazione europea in questo specifico modo e che questo non è l’unico modo possibile (mi riferisco soprattutto all’Europa costruita a Maastricht e portata avanti da Amsterdam, Nizza, Lisbona…con vari trattati al seguito).
      E, inoltre, non ho affatto detto che bisogna ignorare i meccanismi economici: sto dicendo che occorre un approccio “multidimensionale”, facendo uso della scienza economica, della politologia, della storia, della filosofia, per capire questa crisi e poterla risolverla. Tu, invece, fondi tutte le analisi ESCLUSIVAMENTE sull’economia, ecco perché sei un “fondamentalista economico”.
      Se Roosevelt avesse dovuto tenere conto delle logiche del capitalismo negli anni 30, non avrebbe fatto il New Deal, caro Gianluca.
      Ma qui c’è un errore tuo logico a monte: accomunare il mio europeismo – ispirato ad Altiero Spinelli – con il processo d’integrazione europea che è effettivamente avvenuto – ispirato a Jean Monnet, Kalergi e alla tradizione neo-liberista in generale. Il tutto sulla base del fatto che ci sono i cambi fissi.

      • Rosario scrive:

        Mi correggo su una frase:

        Se Roosevelt avesse dovuto tenere conto ESCLUSIVAMENTE delle logiche del capitalismo negli anni 30, non avrebbe portato avanti quell’ambizioso programma, che è il New Deal, caro Gianluca. Un programma di politica economica mirato alla costruzione di una società più equa, giusta, con meno diseguaglianze e con più benessere per tutti.
        Per me, questo New Deal, si potrebbe realizzare a livello europeo e non c’è alcuna logica economica che lo possa impedire.
        Se poi mi vieni a parlare di volontà politica, allora quello è tutt’altro discorso.

        • Gianluca scrive:

          Non mi sembra che John Maynard Keynes, sia in contrasto con quello che dice Bagnai. Anzi…
          Invece andare a ripescare logiche economiche “distorsive” e che io considero mozzate rispetto all’analisi più semplice dell’economia, non sono un bell’esempio.

          Comunque, se volevano cooperare, non c’era bisogno nemmeno del New Deal, non dovevano fare le riforme Hartz, e fare inflazione nel loro paese.

          Ah le riforme Hartz…! Dal Sole24ore:

          Hartz ammette di avere corrotto i sindacalisti Vw ed evita 10 anni di carcere
          Se la dovrebbe cavare con 300 mila euro di multa e una mite condanna a due anni sospesa l’ex top manager di Volkswagen Peter Hartz, 65 anni, architetto della più grande riforma del lavoro del dopoguerra, ma anche del più incredibile scandalo che abbia coinvolto la prima casa costruttrice di automobili in Europa: circa 2 milioni e mezzo in bustarelle e prostitute, viaggi in Brasile compresi. L’ex capo del personale di Wolfsburg ha affrontato mercoledì a Braunschweig la prima udienza del processo per i fatti emersi nel 2005 e fonte di non pochi problemi per l’immagine del gruppo. Attraverso le parole del suo avvocato Egon Müller, l’ex manager, ha ammesso le responsabilità sulle attività illegali (67 gli episodi contestati dall’accusa) svolte tra il 1995 e il 2004, che consistevano nel rendere meno monotone le giornate al consiglio di fabbrica, la rappresentanza sindacale interna, soprattutto per l’ex capo del sindacato in Volkswagen, Klaus Volkert. La “nota spese” finale è stata di 1,9 milioni di euro. Altri 400 mila euro hanno contribuito a migliorare la qualità della vita dell’amante di Volkert. Müller ha sostenuto che il suo clinete corrompeva per promuovere buoni rapporti tra management e lavoratori. Grazie all’ammissione Hartz potrebbe evitare una condanna a 10 anni di carcere. Al suo arrivo in aula l’ex manager è stato accolto (dopo essere sceso dall’ammiraglia Vw, una Phaeton di rappresentanza) con insulti da una piccola folla che lo ha chiamato «traditore dei lavoratori» e «mascalzone». Alcuni dei presenti hanno anche protestato contro la riforma del mercato del lavoro, a cui Hartz ha collaborato (e che ha preso il suo nome) quando era consulente per il lavoro dell’ex cancelliere socialdemocratico Gerhard Schroeder. La seconda e ultima udienza è stata fissata il 25 gennaio.

          http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2007/01/Hartz_Volkswagen_18gen.shtml

        • Nausea scrive:

          Il punto è che Spinelli era un neoliberista.

          Se tu avessi letto i suoi scritti sapresti che si rifaceva alla scuola neoclassica, marginalista, non sicuramente al post-keynesismo.

          In una lettera all’ordoliberista Ropke (con cui è sempre rimasto in contatto) confidava “il grande contributo al suo pensiero economico da parte del ‘professor Rossi’”: Ernesto Rossi che nei Diari (1984: 301) veniva da lui stesso definito “…un liberale, dunque di certo un conservatore in materia economica e sociale”.

          Quindi, caro Rosario, farnetichi. Come del resto Toscano e l’allegra confraternita.

          Ma alla fine mi fai compassione, perché so come è difficile senza lavore riuscire a non farsi manipolare dai ciarlatani.

          Il problema è che se dai retta a sti invasati, il lavoro non lo troverai mai, se non come portaborse dei nostri prossimi padroni.

          Affronta la realtà, questi spacciano messaggi psicotropi.

          Fatti una lettura come questa e poi capisci a chi ti sei affidato:

          http://vocidallestero.it/2015/01/23/il-carro-funebre-di-troia-le-elezioni-greche-e-il-lazzaretto-delleuro/

          “Il Padre dell’Euro Descrive il suo Piccolo Bastardo

          Alexis Tsipras, il leader di Syriza, vorrebbe farci credere che l’austerity e l’euro siano due cose diverse, che è un po’ come voler sposare la sorella carina senza invitare la sorella brutta al matrimonio. Evidentemente il capo di Syriza ignora beatamente la storia dell’euro. L’orrore dell’austerity non è una conseguenza della prodigalità greca, ma è stato previsto fin dall’inizio nel progetto dell’euro.”

          • Caro “Nausea” e consociati Conati di Vomito, cito un passaggio del manifesto di Ventotene; Sono conservate le colossali fortune dei pochi e la miseria delle grandi masse, escluse dalle possibilità di godere i frutti della moderna cultura. E’ salvato, nelle sue linee sostanziali, un regime economico in cui le risorse materiali e le forze del lavoro, che dovrebbero essere rivolte a SODDISFARE I BISOGNI FONDAMENTALI PER LO SVILUPPO DELLE ENERGIE UMANE, VENGONO INVECE INDIRIZZATE ALLA SODDISFAZIONE DEI DESIDERI PIù FUTILI DI COLORO CHE SONO IN GRADO DI PAGARE I PREZZI PIù ALTI; UN REGIME ECONOMICO IN CUI, COL DIRITTO DI SUCCESSIONE, LA POTENZA DEL DENARO SI PERPETUA NELLO STESSO CETO.
            Detto ciò le consiglio di non leggere più e di frequentarci più assiduamente! E gradito il suo vero nome; se tiene ci coglioni!
            Lunga vita e tanti saluti al Piccolo Bastardo!

          • Rosario scrive:

            Nausea (nickname alquanto azzeccato), Spinelli era un socialista liberale, progressista. Essere liberali non vuol dire essere ordoliberisti. Keynes e Beveridge avevano aderito al Liberal Party britannico: stai farneticando tu, semmai. SVEGLIA!
            Dopodiché, Euro e neo-liberismo sono la stessa cosa fintanto ché le cose stanno in questo modo. Ma non necessariamente Euro e neo-liberismo sono sinonimi. Semplicemente, chi ha deciso di arrivare alla moneta unica, ha seguito quella strada. Vai a leggere il funzionamento della nostra Unione Economica e Monetaria.

            • Nausea scrive:

              Povero Rosario…

              Ma tu quanti socialisti credi che avessero rapporti epistolari con Ropke?

              Spinelli fu espulso dal partito comunista proprio per le sue idee reazionarie e liberiste: tanto che i socialisti della sinistra non comunista, in una missiva, gli rinfacciavano la sua posizione di becero conservatorismo reazionario proprio perché si rifaceva a idee economiche di cinquant’anni prima (ed erano gli anni 30…).

              Infatti Spinelli non si rifà a Keynes, ma agli insegnamenti di suo zio, che era un noto professore antisindacalista reazionario che lo fece studiare sui testi di Alfred Marshall, padre dei naoclassici. Un marginalista.

              Poi a Ventotene, tramite Rossi che gli passava i libri che gli spediva il suo professore e mentore, il neoliberista Einaudi. (vero padre del manifesto di Ventotene)

              Spinelli non studierà Keynes e post-keynesiani, ma squisitamente autori neoliberisti. Infatti fu promotore di un progetto neoliberista.

              Queste non sono opinioni.

              Tutti i progetti monetari, ripeti con me, TUTTI, sono falliti miseramente con dolore e sofferenza sociali. Ci sono centinaia di tragedie da studiare nell’ultimo secolo.

              Una moneta unica è una moneta unica: non esiste un altro “euro”. Questo è una possibilità che può esistere solo nella testa dei soliti sociopatici.

              Poi confondi il liberalismo sociale inglese (che culmina con keynes e Beneridge) che ha portato il socialismo in gran parte d’Europa, con il socialismo liberale che ha ammantato di socialismo bieche idee reazionarie: soprattutto nel secondo dopoguerra, tanto che il socialismo liberal è stato l’omologo italiano dell’economia sociale di mercato: ovvero l’ordoliberalismo tedesco.

              Spinelli era figlio di un banchiere.

              Il fratello, invece, anch’egli “progressista” a modo suo, si sposò un illuminato filantropo: un certo Warburg…

              Ora chi dovrebbe svegliarsi?

      • Gianluca scrive:

        Questa critica non l’accetto. A me sembra che invece sia tu che voglia ignorare le dinamiche capitalistiche, pensando di risolvere tutto con la politica. Ripeto, sarebbe già un bell’esperimento, risolvere i problemi dell’unità italiana (tanto lavoro pubblico, pochissime infrastrutture, pochissime industrie, ecc)… senza ignorarli possibilmente.

        • Rosario scrive:

          No, non voglio ignorare le dinamiche capitalistiche. Te lo ripeto per l’ennesima volta: approccio multi-dimensionale. Non ci si può basare soltanto sull’economia, stop. Soprattutto in tempo di crisi. Una società più giusta si può teorizzare e portare in pratica al di là di ogni logica meramente economicistica. Ripeto, prima che ti dimentichi: non taglio l”analisi economica dal discorso. E’ che bisogna affiancarla ad altre materie. Altrimenti, caro Gianluca, perché non mandiamo i tecnici al potere? Sei d’accordo? Io no.
          Dopodiché, so che Bagnai non dice cose in contrasto con Keynes. Il punto è che, dimensione a parte di un’economia, una società più giusta si può creare anche in contesti più “grandi”. Con politiche keynesiane.

        • Gio scrive:

          Interventi discrezionali di politica economica non sarebbero sufficienti per tentare un riequilibrio tra zone meridionalizzate (come lei sostiene) e zone “teutoniche”? Redistribuzione del reddito, un sano principio democratico.

    13. Giuseppe scrive:

      stiamo ancora parlando di euro o non euro , quando non si vuol digerire il fatto che il DEBITO è una truffa , quindi una menzogna , per farci arrivare a questo punto .
      è come la storia del peccato originale , oggi ognuno nasce col suo peccato , oggi ognuno nasce col suo debito .
      il Federal reserve act , è un ottimo approccio per capire l’attuale incantesimo del debito .

    14. Gianluca scrive:

      Una parentesi tragi-comica sulla fattibilità di un partito europeo:
      https://www.youtube.com/watch?v=cy-JdPKp21A

    15. Gianluca scrive:

      La vera rivoluzione: stampare euro per cancellare il debito

      Mettiamola in questi termini: la Bce stampa più moneta per permettere alle Banche centrali nazionali di comprare titoli di Stato, ovvero debito pubblico, con lo scopo dichiarato di rilanciare l’economia (crescita del Pil) e lo scopo effettivo immediato di sgravare i bilanci delle banche private.

      In termini economici, il Quantitative Easing è un’aberrazione in quanto viola le leggi di mercato basate sulla domanda e sull’offerta. Un’aberrazione che però lascia intatta la vera catena che imprigiona le asfittiche economie occidentali: quella del debito.

      Mi spiego: se la Ue e la Bce e la volessero davvero rilanciare l’economia, dovrebbero avere il coraggio di andare fino in fondo ovvero non di stampare moneta per comprare debito ma di stampare moneta per CANCELLARE IL DEBITO, accompagnando questo passo da misure altrettanto rivoluzionarie e benefiche come la simultanea riduzione delle imposte sia sulle imprese che sulle persone fisiche e magari varando investimenti infrastrutturali.

      (continua)

      http://blog.ilgiornale.it/foa/2015/01/25/e-ora-di-cancellare-il-debito-pubblico/

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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