untitledChi è abituato a leggere la politica con le lenti ingrigite del passato ha trovato incoerente l’accordo di governo appena siglato dal premier greco Tsipras con Panos Kammenos, leader del partito “Greci Indipendenti”. “Ma perché il compagno Tsipras”, si chiedono sgomenti i soliti puristi de sinistra, “si è scelto come alleato proprio il rappresentante di un movimento di destra”? “Non era meglio”, continuano sottovoce le solite anime belle, “cercare una convergenza con Stavros Theodorakis, leader di un partito nuovo di zecca e sedicente progressista (To Potami) che tanto sbraita contro la Casta, gli sprechi e la corruzione”? Oggettivamente tale circostanza ha spiazzato gran parte della (finta) intellighenzia italiana, costretta ora a spiegare alla pubblica opinione come mai un partito già bollato come di “estrema sinistra” possa invece trovare convergenze privilegiate con i rappresentanti di un partito presuntivamente di destra. Il caso ellenico offre un ottimo spunto per tornare a ragionare intorno alla validità di alcune categorie politiche, usate allegramente e senza costrutto da un manipolo di scribacchini che, in mancanza di altri talenti, hanno preferito darsi alla politologia da strapazzo. Le categorie di “destra” e “sinistra” sono figlie della rivoluzione francese. Gli elementi più progressisti ed egualitari presenti all’interno dell’Assemblea generale erano soliti sedersi infatti alla sinistra del Presidente, lasciando il lato destro dell’emiciclo a quei politici che, al contrario, mantenevano sovente un profilo oligarchico e/o filo-aristocratico. Voglio ora precisare un concetto apparentemente scontato, perché in tempi di manipolazione di massa il puntiglio non è mai troppo. Non è che si diventava di sinistra una volta raggiunto casualmente uno scranno anziché un altro; si  sedevano volutamente a sinistra tutti quegli uomini che, a monte, avevano deciso di lottare insieme nel nome di un’idea di giustizia e di progresso. Quindi, la scriminante che distingueva i diversi schieramenti era dettata, sul piano sostanziale, dal fatto che alcuni, a differenza di altri, volevano aumentare i diritti ed estendere la democrazia; posizione che, sul piano formale, trovava plastica rappresentazione nella comune occupazione di alcuni ben definiti spazi all’interno del Parlamento. Quando però, come ben insegnava quel genio di Orwell, l’utilizzo dei termini è strumentalmente slegato dalla logica e dalla razionalità, le parole smettono giocoforza di avere un senso compiuto. Facciamoci ora insieme una domanda: cosa significa “sinistra”? Significa, oggi come ieri, salvaguardia di interessi diffusi e difesa del principio di uguaglianza fra tutti gli uomini? Nel caso in cui fossimo d’accordo nell’assegnare convenzionalmente simile significato al temine “sinistra”, chiediamoci dipoi: “Quali partiti italiani o europei possono coerentemente essere ancora riconosciti come forze “di sinistra”? Il Pd italiano, ad esempio, che ha sostenuto i governi Monti, Letta e Renzi, attua politiche volte a soddisfare interessi pubblici o a garantire il soddisfacimento di bramosie private? Lo stesso interrogativo vale per analogia anche per il Ps francese, il Pasok greco, il Pse spagnolo o per la socialdemocrazia tedesca. Tutte queste forze politiche, automaticamente raccontate e percepite come legittime eredi di una tradizione “di sinistra”, combattono per davvero le crescenti disuguaglianze sociali nel nome del popolo sovrano? Io dico di no. I partiti che utilizzano il panico da debito per abbattere il welfare, creare disoccupazione e cancellare i diritti negano nei fatti dignità alle classi popolari. Eppure c’è chi si ostina a definirli comunque “di sinistra”, utilizzando per conformismo o con dolo la stessa retorica del Grande Fratello, mostro che ripete di continuo frasi apparentemente sconnesse coma “la guerra è pace”. Per resistere alla melliflue sirene del Grande Fratello che pure oggi ci disorienta è indispensabile ripartire dalla riscoperta, individuale e collettiva, del senso critico. Arma micidiale che consente ad ognuno di noi di riconoscere e smascherare i tranelli orditi dal potere, sempre bravo nell’alzare cortine fumogene a beneficio dei manovratori. A questo punto, siamo in possesso di tutti gli strumenti ermeneutici necessari per demistificare l’apparente incongruenza insita nell’alleanza Tsipras/Kammenos. Usando il nostro senso critico, definiremo “progressiste” tutte quelle forze politiche che non riconoscono legittimità decisionale ad un organismo non rappresentativo come la Troika, bollando conseguentemente come reazionari e tecno-nazisti tutti quei partiti che ritengono la democrazia sacrificabile nel nome degli interessi del mercato speculativo privato. Traducendo in concreto tale assunto possiamo quindi ora affermare che tanto i partiti greci che hanno attuato il famigerato “memorandum” (Nuova Democrazia e Pasok in testa), quanto i partiti italiani che si sono riconosciuti intorno alla leadership di Mario Monti (Pdl, Pd e Udc), rappresentano intrinsecamente delle avanguardie di tipo tecno-nazista che raggirano gli ingenui al riparo di una finta e svuotata dialettica destra/sinistra. L’unica dialettica esistente nella realtà empiricamente verificabile è riscontrabile fra chi difende il malefico equilibrio esistente e chi invece lo combatte. Resistenza di popolo contro neonazismo tecnocratico. I prodromi di tale evoluzione erano già perfettamente visibili due anni addietro (clicca per leggere). Si è pienamente affermato un nuovo collante ideologico che permette adesso alleanze e convergenze prima impossibili.

    P.s. Invito tutti i lettori de Il Moralista ad iscriversi al “Movimento Roosevelt” in vista del primo congresso nazionale che si terrà a Perugia in data 21 marzo 2015. Il modulo per aderire lo trovate in alto a destra

    Francesco Maria Toscano

    27/01/2015

    Categorie: Editoriale, Esteri, Politica

    8 Commenti

    1. pietro esposito scrive:

      molte, in verita’, sono le convergenze tra queste due forze, Syriza e Greci indipendenti,convergenze oltreche’ su un piano filosofico, anche, soprattutto su un piano occulto.L’ estrema destra in Grecia ha una funzione,come del resto in molte altre parti, fondamentalmente evocativa.Il neo-paganesimo di cui e’ portatrice e quando non lo e’ dichiaratamente come Alba dorata(golden dawn), lo e’ sottilmente come Greci indipendenti, attrarverso i progetti cristianisti, favorendo la tribalizzazione del demos(contro l’ immigrazione).La destra, quindi nell’ ellade, deve evocare antiche divinita’ pagane che vincolano necessariamente l’ uomo alla terra, in un progetto arimanico; syriza rende speculativo tale progetto, attraverso le tesi rinnovate, mutatis mutandis,del materialismo dialettico, sicche’ queste due forze sono similari con funzioni diverse, trasformando la resistenza antitecnocratica in bisogni aderenti ai progetti della massoneria reazionaria.

    2. Di fatto, e altresì semplificando il discorso in modo tale da andare incontro al POPOLO – in modo semplice- abbiamo due pensieri che si stanno combattendo.

      A- PROGRESSISTI; tutte le forze politiche che non riconoscono legittimità decisionale a un organismo non rappresentativo come la TROIKA.

      B- REAZIONARI E TECNO-NAZISTI; tutti quei partiti che ritengono la Democrazia sacrificabile nel nome degli interessi del mercato speculativo privato.

      La Vittoria, giunti a ciò, spetterà a quel pensiero che diverrà TITOLARE del concetto di UGUAGLIANZA- SOCIALE!
      Lunga Vita!

      • Gio scrive:

        No invece! La semplificazione, in questo caso, ci fotte!

        A- PROGRESSISTI” tutte le forze politiche che non riconoscono legittimità decisionale a un organismo non rappresentativo come la TROIKA.” ??????????????

        Io non considero Salvini un progressista. Non considero la Le Pen una progressista. Non considero progressisti quelli di Alba Dorata…e potrei continuare ancore.

        la realtà… è molto più complessa

    3. ampul scrive:

      Ottimo articolo! Preferisco questa direzione critica, per così dire antropologica…

    4. Ovidio G scrive:

      Anche in Regno Unito per fare maggioranza i LibDem (a sinistra dei Labour) si sono alleati con i Conservatori per portare avanti politiche comunque tatcheriane e di allargamento del divario ricchi/poveri. Infatti io credo che alle elezioni di Maggio spariranno.

    5. Giuseppe scrive:

      i partiti o movimenti , che assecondano nei loro programmi , la veridicità del DEBITO ,
      consapevolmente o no , aderiscono alle ideologie oligarchiche dominanti .

      • Gio scrive:

        Anche partiti euro-scettici (vedi Lega) guiderebbero un’uscita dall’euro assecondando ideologie oligarchiche. Esempio: uscita dall’euro e svalutazione senza misure protezionistiche = shopping in italy. Ci comprano i cinesi e non solo…

      • Gio scrive:

        e vorrei aggiungere per Gianluca, non ci sarà nemmeno bisogno di imparare il tedesco ed emigrare in Germania per lavorare come schiavi (tesi Krugman ripresa da Bagnai) ma la Germania comprerà aziende direttamente in Italia. I disavanzi tedeschi di oggi si trasformeranno in acquisizione estere domani (tesi Passarella-Brancaccio).

        La guerra ideologica si combatte e si vince in europa… anche se, il tempo che abbiamo è poco!

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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