epicNelle società contemporanee, dove la democrazia ha trionfato e si è avuto un aumento delle libertà positive di tutti gli individui (dove con il termine libertà si intende sia la “libertà da” che la “libertà di”) assume un ruolo importante l’informazione, che i cittadini hanno a disposizione per potersi orientare nelle scelte di tutti i giorni e nell’applicazione dei diritti e dei doveri che la democrazia richiede. L’insieme di informazioni a disposizione che vengono assemblate in vari modi creano quello che da alcuni filosofi e psicologi sociali è stato definito come Discorso. Il Discorso è una narrazione della realtà, una sua descrizione, ma allo stesso tempo, per chi si trova fuori dai meccanismi di assemblaggio e di produzione degli stessi esso diviene la Realtà, non una possibile visione o una possibile analisi di ciò che avviene, ma ciò che avviene. Si viene quindi a formare una asimmetria tra chi produce Discorsi e chi semplicemente li consuma, tale asimmetria copre molto spesso relazioni di potere, tra governanti e governati, e può essere definita come un metodo di governo.

    Per portare l’argomento più a contatto con la realtà che viviamo tutti i giorni possiamo prendere in considerazione l’attuale narrazione sui paesi europei  economicamente “responsabili” ed “irresponsabili”. In una recente intervista il ministro delle finanze tedesco Schäuble ha definito con quest’ultimo aggettivo il governo greco, e si tratta solo dell’ultimo di una serie di attacchi fatti dai governi centro europei ai loro corrispettivi del sud (i famosi Piigs) tesi ad esaltare i loro modelli di sviluppo, Germania in testa, e a mettere sotto accusa quelli della periferia, restii ad adeguarsi alla regolamentazione comunitaria in termini di bilancio governativo e riforme istituzionali. Proseguendo in questa narrazione la Germania avrebbe negli anni adeguato il suo sistema produttivo grazie a riforme innovative, avrebbe mantenuto il bilancio statale ad un livello sostenibile e in sostanza sarebbe divenuta la prima della classe nel seguire le direttive comunitarie. La sua bravura sarebbe comprovata dai grandi risultati economici in termini di crescita del prodotto interno lordo e dell’occupazione. I paesi del sud invece farebbero fatica a crescere proprio per l’elevato debito accumulato durante gli anni, l’eccessiva spesa sostenuta e la mancanza di riforme strutturali. In definitiva, quindi, i paesi della periferia dovrebbero prendere spunto dal modello tedesco che è l’unico che può garantire crescita e prosperità nel lungo periodo.

    Quello che dovremmo chiederci a questo punto è se questa storia corrisponde a ciò che realmente accade giorno dopo giorno nel vecchio continente. La Germania è il vero modello “austero e riformista” da seguire, o c’è qualche trucco dietro al successo dei teutonici nell’affrontare la crisi economica?

    Nelle righe che seguono cercheremo di evidenziare alcune politiche messe in atto dai governi tedeschi che per chi è stato nutrito solo ed esclusivamente con la narrazione precedentemente riportata sicuramente saranno una novità.

    Trucco numero uno: La Banca Pubblica.

    La Kreditanstalt für Wiederaufbau  ( istituto di credito per la ricostruzione) è stata fondata nel 1948 come istituto di credito per facilitare la ricostruzione delle infrastrutture della  Germania durante il piano Marshall. Il capitale nominale della KFW ammonta a 3 miliardi e 750 milioni di euro. La repubblica Federale (Bund) partecipa al capitale per 3 miliardi e gli stati federali (Lander) per la restante parte. Tutte le obbligazioni erogate dalla KFW sono garantite dal Bund. Perciò le possibilità che questa banca possa fallire sono estremamente ridotte, visto che il governo tedesco ne garantisce la solvibilità. Essa può emettere titoli e può prendere a prestito. Ha un comitato esecutivo che è nominato da un consiglio di sorveglianza. Il presidente del consiglio di Sorveglianza è niente di meno che il ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schäuble. L’intero consiglio è pieno di ministri del governo teutonico, il che è normale visto che si tratta di una banca pubblica che agisce sotto le volontà del governo.

    La KFW ha avuto un doppio ruolo molto importante dalla nascita dell’euro e dallo scoppio della crisi: ha agito in modo anticiclico concedendo ampie linee di credito (spendendo per il governo) al settore produttivo tedesco, principalmente le industrie dell’export, piccole e medie imprese, il business delle start-up,  e ha permesso al governo di portare avanti “politiche fiscali” senza che esse andassero a pesare sul deficit governativo che è controllato dai trattati europei. Questa banca pubblica sta fornendo “capitale paziente” alle industrie esportatrici tedesche e alle piccole e medie imprese, a tassi d’interesse molto bassi per progetti a lungo periodo. Siffatto tipo di politiche, in un momento di crisi economica dove le banche diventano restie a concedere prestiti vista la sfiducia nel sistema produttivo, è di cruciale importanza e ha dato un grande aiuto al governo nella risposta alla crisi economica. Ciò però ci porta ad una considerazione importante: la Germania è più brava perché più austera degli altri paesi europei o perché ha solo trovato un altro modo di attuare spesa governativa con l’aiuto della sua banca pubblica?

    Trucco numero due: la Bundesbank

    La Bundesbank è la banca centrale tedesca nonché parte integrante del Sistema Europeo delle Banche Centrali (come lo sono le banche centrali di tutti i paesi membri), e la sua azione si conforma agli indirizzi e alle istruzioni della BCE e dei trattai europei. Una delle normative più importanti legate al ruolo delle banche nazionali è quella che vieta l’acquisizione di titoli di debito pubblico dei paesi membri sul mercato primario, ovvero sia quando questi contratti vengono emessi per la prima volta nel mercato tramite le aste apposite. Mentre a questo tipo di operazioni hanno accesso solo particolari categorie di investitori, a questi istituti è lasciata la possibilità di intervenire sul cosiddetto mercato secondario, dove è possibile scambiarsi i titoli che sono già stati collocati. Sennonché la Bundesbank è riuscita di fatto ad aggirare questa norma apparentemente molto stringente; infatti essa agisce per conto dell’agenzia responsabile dell’emissione di bund, la Finanzgentur, con lo scopo di eliminare le eccedenze invendute nelle aste del debito pubblico tedesco.

    La sottile differenza che separa questa manovra con una vera e propria “monetizzazione” sta nel fatto che tale agenzia non acquista ma conserva i titoli non richiesti, per collocarli nel mercato secondario in un momento successivo. Tutto ciò è stato giustificato con la necessità di evitare che turbolenze temporanee nel giorno dell’emissione influenzino negativamente le vendite, spingendo al rialzo i rendimenti e rendendo più oneroso il debito ed il suo servizio; ma questo intervento lascia spazio nuovamente all’azione della Bundesbank, che come da trattato è libera di effettuare compravendite proprio sul mercato secondario. Come alcuni importanti commentatori hanno osservato, grazie a questo complicato meccanismo l’istituto monetario del paese che è stato più fortemente ostile al varo del Quantitative easing ha agito di fatto come prestatore di ultima istanza in maniera sistematica nel momento in cui sembrava che il mercato dovesse penalizzarlo per l’assenza di domanda per le sue securities, evitando la trappola dello spread in cui sono caduti invece Grecia, Spagna e Italia. Pertanto sorge spontanea una questione; davvero questi differenziali che dovevano descrivere i rischi del paese potevano essere abbattuti solo tramite profonde riforme strutturali al fine di accrescere la fiducia degli shareholders? O tale fiducia poteva essere influenzata da una banca centrale che si fosse assunta impegni anticiclici stabilizzando il valore dei suoi rendimenti e di quelli della sua economia?

    Trucco numero tre: un bilancio “eterogeneo

    Nel 2009 anche la Germania ha introdotto il pareggio di bilancio in costituzione, così come è avvenuto in Italia ed in Grecia. Tuttavia mentre per paesi come il nostro l’introduzione dell’obbligo di pareggiare entrate e uscite deve essere applicato a livello sia nazionale che locale, coinvolgendo sia regione che comuni, la Germania grazie alla sua struttura federale può differenziare quest’obbligo per i suoi livelli governativi; così per il governo federale i conti pubblici dovranno essere gestiti in questa maniera dal 2016, mentre per i vari lander l’introduzione verrà procrastinata addirittura al 2020. In più per gli enti locali non ci sarà obbligo di perseguirlo e quindi essi potranno continuare ad aumentare il peso delle proprie passività finanziarie, diversamente dai bilanci dei comuni italiani, molti dei quali dal 2012 hanno incontrato crescenti difficoltà a gestire l’ordinaria amministrazione, in nome del rispetto del principio di equilibrio dei conti.

    Trucco numero quattro: surplus eccessivo della bilancia dei pagamenti

    Negli accordi che prevedono le soglie di controllo del debito pubblico (60% del Pil) e del deficit (il 3% del suo Pil) è prevista anche un tetto agli avanzi commerciali, che non dovrebbero superare più del 6% della produzione nazionale. Uno sforamento per tre anni consecutivi di quest’ultimo parametro comporterebbe l’attivazione di una procedura simile a quella a cui sono stati sottoposti i paesi che avevano superato le soglie di indebitamento e di disavanzo. Tuttavia la Germania nel 2014 ha fatto segnare il record nel surplus commerciale, toccando quota 217 miliardi, e questo per l’ottavo anno consecutivo. Tale squilibrio macroeconomico sembra però non ricevere la stessa attenzione da parte dei membri della commissione europea, rispecchiando forse un “bias” verso i paesi con spese più alte, considerati forse un pericolo maggiore per la tenuta dell’eurozona. Tuttavia, come ha fatto notare Vito Lops sul Sole 24 Ore: questo è:  “Un atteggiamento che pone la Germania in una posizione opposta all’appellativo che spesso riceve, ovvero quello di locomotiva d’Europa. Una locomotiva dovrebbe, infatti stando alla definizione, trainare dei vagoni (nella metafora, quindi, altri Paesi). Invece esportando più del consentito la Germania tecnicamente sottrae ricchezza agli altri Paesi anziché darla, incrementando così i forti squilibri tra i Paesi dell’Eurozona che sono uno dei motivi, se non il più importante, per cui alcune economie (comprese quella italiana) non sono ancora riuscite a reagire convintamente alla shock esterno generato dalla crisi finanziaria globale e di debito privato dell’Eurozona originata nel 2008.” Squilibri che, come ha scritto recentemente Sergio de Nardis, capo economista di Nomisma, sono tanto ampi quanto quelli di quattro anni fa.

    Questa situazione si è verificata anche perché la Germania ha deciso di percorrere una strada di compressione della domanda interna. Così, invece di favorire l’allineamento dei prezzi e dei salari ha continuato ha spostare li proprio benchmark di riferimento, riducendo i salari per addetto del 2,5%. Ciò è stato possibile grazie alle riforme portate avanti dal ministro Peter Hartz sotto il governo Schröder il quale nel Gennaio del 2005 al forum di Davos dichiarò:Dobbiamo e abbiamo già liberalizzato il nostro mercato del lavoro. Abbiamo dato vita ad uno dei migliori settori a basso salario in Europa. Il settore in questione conta salari da 450 euro per 15 ore di lavoro settimanali e sono molto appetibili per i datori di lavoro perché consentivano fino al 2013 di non pagare i contributi. Ad oggi invece è il lavoratore che può scegliere se il datore di lavoro debba versare i contributi, tuttavia sembra che la maggior parte dei lavoratori non stia chiedendo che ciò venga fatto. La quota di minijob è impennata drasticamente dal 2003 al 2011, passando da 5,5 milioni a 7,5 milioni di lavoratori. Questo pacchetto di riforme ha creato in Germania un mercato del lavoro che può essere definito duale, con i lavoratori della grande industria tedesca che percepiscono salari molto alti e lavoratori assunti nei mini-jobs che devono ricorrere ad un secondo lavoro o ai sussidi governativi per sopravvivere. Nel 2012  ben 8,4 milioni di lavoratori tedeschi percepivano un salario lordo inferiore ai 9,30 all’ora.

    Marcel Fratzscher, presidente del German Institute for Economic Research (DIW), ha dichiarato che l’eredità delle riforme Hartz è stato quello di creare un “sotto-proletariato” di più di 7 milioni di persone che ricevono paghe da fame. L’introduzione di tali riforme ha colpito anche chi si trovava a fare lavori con un contratto “normale”, poiché si è avuto un effetto sostituzione. Le imprese hanno sempre più preferito impiegare lavoratori tramite un minijob ; ciò è avvenuto principalmente nel terzo settore.

    Grazie a questa serie di riforme la Germania è riuscita a comprimere la domanda interna, poiché una diminuzione dei salari si trasforma in una diminuzione dei consumi. In questo modo la quota delle importazioni è calata, vista la correlazione positiva tra crescita dei salari e aumenti dei beni acquistati dall’estero. La continua diminuzione delle importazioni rispetto alle esportazioni ha permesso alla Germania di crescere con maggiore intensità, in più la diminuzione del costo del lavoro ha permesso anche di giocare sulla diminuzione dei prezzi in alcuni settori; aumentando in questo modo la competitività dei beni tedeschi rispetto ai competitor comunitari che non hanno seguito la dottrina della deflazione salariale.

    Così facendo la Germania ha costruito un modello vincente all’interno della zona euro, sia in termini di crescita del PIL che in termini di occupazione. Ma a quale costo?

    Le problematiche che si presentano sono due: per seguire il proprio modello la Germania sta minando la sua coesione sociale interna e la sua prosperità. Ciò è dimostrato dal continuo aumento di persone che si trovano vicino la soglia di povertà. Il coefficiente di Gini, che misura la disuguaglianza nella distribuzione del reddito e della ricchezza in Germania è aumentato notevolmente dall’inizio degli anni duemila a oggi. La seconda problematica si avverte a livello comunitario, il modello di export-led tedesco ha spinto gli squilibri di bilancia dei pagamenti a livelli mai visti in Europa. La Germania continua a succhiare denaro dagli altri paesi, i quali non potendo contare sulla possibilità di applicare politiche fiscali espansive per poter rilanciare il proprio settore produttivo non hanno altra strada da seguire se non la deflazione interna, con il conseguente aumento delle disuguaglianze, senza neanche essere sicuri di riuscire a “battere” la Germania nella corsa alle esportazioni, poiché la superiorità tedesca non è solo di prezzo ma anche di qualità del sistema produttivo (“drogata” grazie agli interventi delle KFW).

    Insomma la narrazione che ci viene riportata dai maggiori media nazionali e dai politici nostrani ed Europei sembra abbastanza distante dalla realtà. Emerge inoltre una differenza tra quella che utilizzando il termine di Noam Chomsky possiamo chiamare dottrina di mercato teorica e dottrina di mercato reale. La Germania nelle sedute europee spinge perché tutti i paesi della zona euro si adeguino a delle misure che possiamo definire influenzate dalla visione neoliberista dell’economia. Nello stesso momento però il governo tedesco a casa propria porta avanti politiche economiche in cui il governo interviene fortemente nell’economia, dando così la possibilità alla propria nazione di primeggiare mentre ad altri paesi viene imposto di applicare misure che stanno peggiorando sempre più la situazione europea.

    Le Elité tedesche si trovano ad un bivio: perseverare sulla linea odierna che conduce dritta verso la dissoluzione dell’Ue o decidere di accantonare l’approccio neomercantilista e “aggressivo” rispetto agli altri paesi della zona euro, consentendo l’aumento dei deficit governativi dei paesi del sud Europa. Tali politiche potranno prendere la forma di investimenti per rilanciare il sistema produttivo dei paesi periferici così da stimolare il recupero dei gap competitivo con i paesi del centro e nello stesso momento di poter raggiungere la piena occupazione tramite il lancio di programmi di occupazione garantita. Allo stesso tempo la Germania dovrà permettere ai suoi salari più bassi di crescere, così da ridurre gli squilibri commerciali intra-europei e consentire agli altri paesi di beneficiare delle importazioni di una delle aree geografiche più grandi e più popolose d’Europa.

    Se non si realizzeranno queste riforme l’Europa andrà in contro alla desertificazione industriale del sud Europa, alla formazione di sacche di povertà sempre più grandi e alla completa disgregazione dell’ancora esile senso di appartenenza al sogno europeo.

    Tertium non datur“, come dicevano i latini.

    Francesco RuggeriGiuliano Toshiro Yajima

    Fonte originale: http://www.criticaliberale.it/var/data/1611002/009_16mar15_SUE.pdf

    Categorie: Economia

    28 Commenti

    1. Junius scrive:

      Sorvolando sul Fogno e, a questo punto, sull’equilibrio psichico di quella esigua minoranza neurologicamente compromessa da mezzo secolo di propaganda oligarchica e ordoliberale.

      Possono argomentare i simpatici aspiranti economisti su come gestire gli squilibri della bilancia dei pagamenti RIMANENDO NELLA ZONA EURO senza desertificare i Paesi a più alta inflazione? Spiegano agli stremati lettori come invertire la causazione cumulativa con cui Fratello Gunnar spiegava la concentrazione di capitale e lavoro nelle aree a maggior industrializzazione a sfavore di quelle meno sviluppate? Ovvero la fottutissima spiegazione scientifica per cui il LIBERO (fottuto anche lui) MOVIMENTO delle merci, dei capitali e del lavoro (la migrazione del piagnisteo peloso dei piddoeuropeisti) porta alla progressiva cino-africanizzazione delle aree geografiche non protette da frontiere e dogane SOVRANE?

      Spiegano al pubblico impoverito e stremato da trent’anni di ordoliberismo europeista, di cambi fissi, di monete uniche, di ATTACCHI A INALIENABILI SOVRANITÀ così come sancite nelle Dichiarazioni Universali dei Diritti dell’Uomo e dei Popoli e della Costitituzione Italiana (questa sconosciuta!), come evitare la distruzione dell’Europa della Cultura e della Democrazia?

      Si ha il gentil vezzo di mettere a nota la letteratura di riferimento?

      Le “riforme” dovrebbero essere il risultato di studi e di modelli? Quali sono questi modelli? Quali sono gli studi di riferimento?

      O bisogna presumere che l’Economia Per I Cittadini è roba POP, confermando i sospetti sull’operazione MMT Italia?

      Divulgazione per grillizzare il keynesisimo?

      Fonti ed autori please, magari argomentando il background epistemologico delle teorie economiche abbracciate dagli autori in relazioni ai dati ufficiali disponibili per sviluppare i modelli.

      Non se ne può più.

      Grazie

      • il Moralista scrive:

        Prima di calarti nei panni del saputello che ha letto un paio di libri giusto per capire che la soluzione è votare Salvini, faresti bene a complimentarti con gli autori dell’articolo, bravissimi e precisi nello smontare il racconto dominante che dipinge una Germania virtuosa in grado di tenere a bada gli spreconi mediterranei. Dopodiché naturalmente, hai poi tutto il diritto di chiedere, con garbo, gli approfondimenti del caso.

        • Gianluca scrive:

          IMHO avete più in comune voi con Salvini (nonostante proviate sia voi che Salvini a nascondere un impianto fondamentalmente libero-scambista), che un socialista anti-eurista ;)

        • Junius scrive:

          Come mai un amante della lingua italiana come il Moralista sceglie “saputello” al posto di “saccente”?

          In entrambi i casi oserei sottolineare che non sono state vantate virtù sapienziali – che lascio ad altri “apprendisti” – ma sono state espresse domande chiare e dirette. Domande semplici, circostanziate e per cui i MMTers, sicuramente in buona fede e non obnubilati dalla fattanza ideologica, avranno cura di trovare adeguate risposte. Per amore della divulgazione e della Democrazia. Per amore della Dignità dell’Uomo.

          O disturba forse il “pathos”?

          (Quel pathos che tende a disturbare le anime belle politically correct. Quelle che a modino esprimono la loro opinioncina con cui garbatamente ci nettiamo le terghine: qelle che lo fanno mentre i Greci muoiono di cancro e i loro connazionali sono umiliati in fila alla Caritas)

          Senz’ombra di dubbio, lo stesso Moralista, in virtù del suo spirito liberal-libertario, provvederà egli stesso a fornire i bramati chiarimenti.

          D’altronde domandare è lecito.

          Rispondere è democratico.

          Tant’è che aggiornerei il gentil interlocutore che lo spin goebbelsiano dell’Impero è cambiato da un pezzo; è un po’ che i simpatici eurofascisti, di fronte a cotanto disonorevol sputtanamento, stanno iniziando ad addossare – leggiadri e fuggitivi – tutta la responsabilità del genocidio europeista al nazismo teutonico: loro figliol prodigo. (Ripudiato per l’ennesima volta).

          Si salvi(ni) chi può?

          Non sia mai, il coraggio è proverbiale virtù dei federalisti.

          Mi permetterei poi di ricordare che il supporto alle Europee è stato al prof. Borghi, non per Salvini. Non vorrei che si pensasse che il Moralista mistificasse il dissenso poiché non ha argomentazioni.

          Argomentazioni che non ci possono non essere date le verità sapienziali che illuminano il suo percorso.

          In fondo il buon Salvini ha un merito: quei “due libri”, a differenza di certi simpatici sprovveduti, li ha letti e studiati.

          Certo, certo… sono «quelli che provano a combattere una “stirpe nera” con le armi della sola macroeconomia» ad essere “sprovveduti” (o in malafede…). Chissà cosa ne penserebbe Fratello JMK – o Fra’ Gunnar! – dopo aver letto questo post di divulgazione diversamente macroeconomica?

          O l’una o l’altro.

          Sostiture AUT con ET. Sostituire ET con AUT.

          Contrapporre ciò che è complementare, rendere complementare ciò che confligge.

          Colui che ha portato la luce nell’epoca lemurica?

          • opsoR-Rospo scrive:

            Contrapporre ciò che è complementare, rendere complementare ciò che confligge.

            Colui che ha portato la luce nell’epoca lemurica?
            Citaz. Junius

            ——
            ——

            ascò…ascò…cosa ti dice rospo: io ho smesso di fumare canne quando avevo 17 anni……ti invito a seguire il mio esempio;-)

            non parli…elucubri patologicamente. La necessità di interloquire e manifestarti “sempre” in questo modo..è un disturbo psicotico della personalità (in questo caso ..fumatele le canne che ti rilassano )

            o forse sei caduto dal triciclo quando eri bambino e non ti sei…..ripreso!!!

            mah…boh…tutto può essere. Prova a tromb…di più ..magari ti passa e ritorni normale.

            noto anche un pizzico di esibizionismo…

            son preoccupato…mi preoccupi.

            aaaaaaaa rintronatoooooo …parla come magni…la semplicità è una virtù (virtù che a te manca..è evidente )

            • opsoR-Rospo scrive:

              come dire: “”" elucubro quindi sono”"”"

              se smetti di elucubrare non sei o ti senti letteralmente…un—>>> “..azz di niente”"”….e quindi elucubri. Il “distinguo” dialetico/patologico per sentirsi un qualcosa: T-R-I-S-T-E (eppure banale…)

              in tutti i forum..uno del genere c’è quasi sempre. Oibò pure qua.

          • Junius scrive:

            A Rospo! Piantala di leccarti!

            Non se ne può più di analfabetismo umano ed intellettuale.

            Per quest’ultimo un buon motore di ricerca ti può essere utile: la cultura è supplementare all’ignoranza.

            Per il primo, invece, ti è sufficiente il bacio di una principessa.

            Ognuno di noi a bisogno di una principessa: perché ci è complementare.

            • opsoR-Rospo scrive:

              bhee..stai facendo notevoli progressi..ti sei espresso in modo “normale”..

              bypasso l’autoslinguazzamento..e come se mi vedessi..leccandomi la mia pelle verdastra lucicante /umidiccia (come se ci avessero spalmato pus..bleahhh…)

              —>>> scambi le elucubrazioni forumistiche per “cultura” sono solo “masturbazioni mentali ” …le persone veramente colte non hanno bisogno di manifestarsi con arzigoli volutamente ricercati…(la semplicità di cui parlavo …) ..gli arzigogolii soprattutto nei forum spesse volte una patina che riveste “poca roba” sostanziale..(da qui la necessita di farli )

              —–>>> La cultura è supplementare all’ignoranza…oibò se non fosse un affermazione ovvia quasi banale..detto da un “presunto” colto (secondo me…molto ma molto presunto )…quasi ti ringrazierei per il banale suggerimento di una ricerca nell ‘web…(..azz..che suggerimentooo !!!! ahahaha…)

              —->> sul “consiglio” della principessina…son già felicemente (per ora ) accoppiato da tanto tempo…ma una in più non guasterebbe (grazie del suggerimento..;-)

              a proposito: io sono uno di quei “cialtroni” memmetari…ma dico : la hai almeno letta la “Teoria generale dell’occupazione dell’interesse e della moneta ” ..del nostro caro John Maynard Keynes ?…ci giurerei di no….

              insisto: non è che sei solo un …
              “”".( ?)azzaro..dialettico “”" da forum ..? (forum infestati da “colti” da sottoscala…)

              (non è un affermazione…è un dubbio ;-)

              adoro le persone semplici…che siano colte o meno…e detesto visceralmente…(……………….)e ancora (…………….)

              opsoR

              non ti importunerò più sotto i tuoi post psicoidi da Prozac ….(prometto)..

            • Junius scrive:

              Rospino bello, guarda che avevo lievemente capito che eri un memmetasuperpiù.

              Lascia stare per un nano secondo l’MMT: se avessi letto senza foga ideologica (anche tu? Perchééééééé?!) avresti dato attenzione a “operazione MMT Italia”. Lascio a Krugman discutere con Mosler sulle questioni scientifiche delle differenze tra MMT e maggiori autori post-keynesiani.

              Pongo dei DUBBI su come è stata presentata qua in Italia e sulla natura “religiosa” di questa “moderna” (???) teoria monetaria… il keynesismo è leggermente preesistente a Mosler.

              Quindi è il “come” dogmatico di “verità rivelata” che lascia perlesso chi l’economia l’ha studiata nelle Università italiane (per carità, anch’io mi son sorbito le supercazzole neoclassiche…).

              Va bene: studiati bene la Teoria Generale di Keynes e poi spiegacela.

              Vedi, sono consapevole della mia ignoranza e, purtroppo, non per motivi socratici.

              Ma ad interlocutore, la buona creanza vuole che si adegui il registro: solo qualche “calciatore” paranoico crede che gli utenti di un forum facciano “proseliti” (de che?).

              Chi dovrebbe parlare a “tutti”, almeno a livello divulgativo, sono i docenti o professionisti con particolari competenze: l’anonimo utente, dovrebbe tendenzialmente scegliere il registro più consono all’interlocutore, come “se gli altri non esistessero”.

              Compris?

              Altrimenti la risposta la sai: cerca su Google. Non è necessario recarsi alla biblioteca in centro al paese…

              Per il resto condivido tutto quello che scrivi: niente di personale.

              Passa una bella serata con la tua rospetta e non slinguazzatevi troppo… altrimenti avrete bisogno di uno sciamano che vi riporti indietro ;)

              • opsoR-Rospo scrive:

                ok letto e recepito..;-)

                guarda che io…sono ignorante per davvero..(in relazione a cio che si intende per “colto”.) Ho abbandonato la scuola a 14 anni (ero e son dislessico..dislessia in parte superata dopo lunga terapia /training psicologica ,..non riuscivo manco a leggere (saltavo sistematicamente le righe o cambiavo le parole lette..e poi non ritrovavo il filo.. quando scrivevo tanto per rendere l’idea..scrivevo prima le frasi (a modo mio.) e poi dopo finito mettevo la punteggiatura..tanto per render l’idea ;-)..a 18 anni me ne sono andato via di casa prima in Germania (che conosco bene..i maledetti krukki..mi son molto familiari ne conosco il carattere e il modus vivendi /operandi )..poi in Ighilterra ci ho passato metà della mia giovinezza poi nelle navi da crocera e poi negli Stati Uniti (metà famiglia vive stabilmente là )..un giorno preso da una forte nostalgia dell’Italia e anche della mia regione (Sardegna)..Italia che amo (è vivendo all’estero che si capisce quanto è bello il Nostro Paese anche se adesso sta andando seriamente e pericolosamente in malora..e se non reagiamo stavolta finiremo male per davvero…:-((((…una mattina mentre mi facevo la barba..di botto si è accesa una lucetta..e mi son detto : “ma io qui che cazzo ci sto a fare ???..cosi di botto..mi son licenziato ho chiuso tutte le faccende..e dopo 20 giorni ero nel mio amato Paese..e anche se qua guadagno di meno..non ho nessuna nostalgia ne del nord Europa ne dei grattaceli americani..(gli Stati Uniti tra parentesi non sono rose e fiori ..non son mica tanto da invidiare…la vita ordinaria delle persone comuni..soprattutto dei ceti bassi circa un 60 milioni di persone…non è da invidiare..è il neoliberismo alla Milton Friedman..ragazzi..;-)) quello che piace tanto a Zingales, Oscar Giannino (quello poi…) , Boldrin..e monnezza andando. Son rientrato..mi son organizzato ed ho fatto le superiori da privatista..ed adesso sono all’Università in economia..

                Non è certamente un curriculum vitae da grande spessore culturale..l’imput a tirarti delle frecciatine..è quel “cialtroni memmetari “..è un certo modo di interloquire che da l’impressione di uno che si mette “a prescindere “sopra un (fragile ) piedistallo…(è una impressione soggettiva a prima impressione..poi magari è un impressione errata.(ho promesso solennemente che non ti importunerò più..;-))…superati gli handicapp dislessici..mi son fatto un abbuffata di libri..senza metodo e a “casino”..ma me ne sono ruminati un bel po. Quindi cio che ho scritto non è perché suppongo di essere colto…tutt’altro (curriculum vitae prima esposto docet )..ma solo perché a istinto mi roteavano le cosiddette balls..e io nei formum mi sbrago un po..a volte ;-))

                detto questo : per carità..scrivi come ti pare..ci mancherebbe altro…ognuno ha il suo modus , i suoi aspetti caratteriali…ed è legittimo esprimersi e manifestarsi come meglio crede :-))

                detto questo tra parentesi: ho pure scritto che condivido molto (non tutto ) di cio che ho letto nei tuoi post ..mio post di ieri :

                al netto della pop MMT (con relativa cialtroneria annessa..),,,e dall’intercalare piuttosto antipatico e indigesto dello junious..con quel “piglio” che fa girare i rolls

                però condivido molti suoi interrogativi….(va detto )….non ha tutti i torti nelle sue considerazioni

                ciao ciao bye bye

                Rospo

                ps: sulla MMT…se ne ho voglia in un altro post (ripensala…non è cosi..anche io tempo fa mi son messo più o meno i tuoi stessi interrogativi..seguo costantemente il discorso dell’ ottimo Bagnai..e si sa cosa pensa della memmetììì..e dei memmetariii..ma non è proprio esattamente cosi: idem per il prima Ceseratto ..che poi si è ripensato..l’ultimo poi che prendo in considerazione come punto di riferimento è il Krugman…nobel permettendo..(magari ci ritornero ..che io sono a sbalzi..scrivo a manetta e istintamente…poi mi dileguo improvvisamente…)

                non ho piu voglia di scrivere…

                bye..

                non rileggo ne correggo..e invio (chissà che azz avrò scritto..siamo proprio all’ opposto tu spigoloso e io sbragato..;-)

              • opsoR-Rospo scrive:

                Pongo dei DUBBI su come è stata presentata qua in Italia e sulla natura “religiosa” di questa “moderna” (???) teoria monetaria… il keynesismo è leggermente preesistente a Mosler.

                CITAZIONE Junius

                —–
                —–

                Questa affermazione la sento spesso…in particolare dai followers di Bagnai (ottimo economista ..avercene..lo sottolineo..al netto della sua opinione non esattamente positiva sulla MMT ,,)…. e dai Signoraggisti vari seguaci delle teorie Auritiane .

                allora:

                Modern Monetary Theory..è una denominazione che si è inventato un professore/ricercatore australiano..docente all’Università di Newcastle, in Australia. E’ una denominazione che gli ha dato sto prof. “motu propru” ..denominazione che si è diffusa spontaneamente ma Mosler non c’entra nulla..

                di “Modern” dal punto di vista della teoria..non ha quasi nulla: è un amalgama del meglio delle teorie degli ultimi 100 anni..su base Keynesiana..da Marx a Knapp,Kalecky,,Minsky,,Lerner,Godley etc .. viene chiamata anche Neo-Cartalismo..perché Mosler la elaborata anche sulla base del Cartalismo..e resa ottimale per i sistemi economici attuali sulla base della sua profonda conoscenza dei meccanismi monetari e finanziari..essendo stato un trader a wall Street per 30 anni .

                Il tutto ha suscitato l’interesse dei Prof della University of Missouri-Kansas City Economics Department ove è nato un centro studi MMT..che in America è diventato oserei dire il centro neo-keynesiano in antitesi alla
                The University of Chicago Booth School of Business dell’Illinois..il tempio dei cosiddetti “Chicago Boys”..ispirato al neo liberismo di Milton Friedman..ove insegna quel pirla di Zingales..

                Il Barnard..trovando il termine MMT piuttosto discutibile ma non potendolo sostituire perché ormai conosciuta e divulgata con questa denominazione ..un termine che non rendeva onore a Mosler ci ha aggiunto Mosler Economics…cioè ME-MMT. Sarebbe stato più appropriato definirla ME cioè Mosler Economics…ma ormai non era più possibile.

                Questo in sintesi è l’iter della memmt..e cosa ci sia di strano , dubbio..e opaco non lo so proprio..anzi mi sembra che decisamente sia fondata su SOLIDE basi economiche..

                Non capisco neanche il senso dell’affermazione di “GateKeeping ” attribuito alla mmt..introdotta in Italia…

                come è stata introdotta in Italia al prossimo post (non c’è nulla di opaco e discutibile..nel modo e nel metodo…)

                Paolo Barnard la scopri in internet..e incomincio ad interessarsene..ancor prima di conoscer Mosler..
                l’economista Giovanni Zibordi (quello che con Cattaneo ha elaborato i CCF certificati di credito fiscale ) conosceva Mosler..e lo ha invitato ad un meeting in Italia..Barnard lo ha saputo ed ha voluto incontrare Mosler….ha voluto approfondire studiando con Randal Wray prof alla Kansas University ..e quindi poi ha fatto di tutto per diffonderla..da qui la conferenza di Rimini e poi Cagliari …

                al che il nostro caro Bagnai vedendo consenso intorno alla mmt ..ha incominciato a tuonare (impropriamente ) nel suo Goofinomics…

                cosa ci sia di opaco di operazione “gatekeeping” (sia nella Teoria in se che nel metodo di introduzione e divulgazione in Italia ) in tutto cio non lo so proprio…

                Chi lo ha detto che un “non addetto ai lavori ” cioè un non economista (e Barnard è preparato come giornalista economico ma è ben lontano da essere un economista..perché semplicemente non ne ha il back ground professionale e il titolo di studio ) non puo divulgare e fare proseliti ..posto che ha divulgato non a nome suo ma a nome della mmt e di Mosler (quindi ne ha fatto conoscere il referente..)

                chi lo ha detto ?….e perché no?? perchèèè nooo ??

                la verità? tutte fregnacce.

                Ma il marxismo..non è stato divulgato per un secolo..sopratutto in italia..da non economisti…o addirittura da gente che marx non lo aveva mai letto ???…qualcuno ha detto mai qualcosa ??? …

                si puo divulgare e fare cosiddetti “proseliti”..poi il dibattito e l’elaborazione teorica la devono fare “solo” gli addetti ai lavori cioè gli economisti (questo si )

                Mosler molto correttamente sentite le critiche..aveva tramite Barnard fatto sapere di essere DISPONIBILISSIMO in qualsiasi momento con chiunque in Italia (sottinteso con Bagnai :-)..non si è fatto vivo nessuno (se non molto tempo dopo..ma non Bagnai )

                Bagnai a tirato le frecce …e non ha MAI e dico voluto confrontarsi.pubblicamente con Mosler,,,(ahi ahi ahi…ce qualcosa che non va e di profondamente scorretto ) però ha continuato a tuonare…

                cio che è discutibile se mai è al netto della me-mmt ..il carattere e la personalità del Paolo Barnard…che a mio avviso..è fuori di cocomero un giorno si e l’altro pure…(ha praticamente e sistematicamente litigato con tutti…fuori e dentro la me-mmt ..) ma questo è un altro discorso…attinente alla personalità piuttosto contorta (oserei dire carattere da incubo ) e non alla teoria economica da lui divulgata.

                bye bye

                opsoR

            • opsoR-Rospo scrive:

              l’economista Ceseratto..come Bagnai ha in un primo momento tuonato contro la ME-MMT (quante volte nei forum..si son sentito dire..vai a leggere cosa dice Ceseratto etc etc )…e poi …e poi ..guarda cosa è successo :

              https://www.youtube.com/watch?v=LyDlGVLLYF8

              un altro po…e si baciavano in bocca…oi oi oi…

              l’economista Claudio Borghi..e cici/cocò con Bagnai..sono in perfetta sintonia come impostazione di pensiero economico..oltreché molto amici

              il Borghi..si è confrontato con Mosler…

              https://www.youtube.com/watch?v=XTPo2Q4QTFw

              ops…anche qua un altro po e non si baciavano : il Borghi che a un certo punto dice—>>> ” tutto cio che Mosler ha detto…è giustissimo…”….ohh cazzo…non mi tornano i conti…

              e il Bagnai ???

              Se non erro…i un meeting..forse quando Mosler ha tenuto un audizione nell’aula/conferenze del Parlamento Italiano…non so in quale circostanza..pare che ci fosse pure il Bagnai…e pare che fosse molto ma molto imbarazzato e….silente!!!

              C’è qualcosa che non va…..non tornano i conti

              la verità ? ..l’ottimo (e lo sottolineo ) Bagnai…è stato di una scorrettezza unica.

              Lecito criticare..ma poi..è obbligo confrontarsi (non con Barnard che non è un economista…ma con Mosler )

              e la divulgazione …con schemi teorici estremamente semplificati spaghetti economia mmt..la ha definita il Bagnai con sarcasmo..facendo finta di non capire che era un metodo per render il tutto accessibile alla persona comune a digiuno totale di economia…(ma dietro quella semplificazione fatta dal Barnard c’era l’ideatore della Teoria MMT..con ben e più complesse elaborazioni teoriche…)…

              Posso dirlo ? lo dico….

              Bagnai è in questo frangente (e solo in questo frangente lo sottolineo ) è stato un gran cialtrone..(succede a tutti nella vita…nessuno è perfetto )m

              Gli dava fastidio il consenso attorno alla mmt..che disturbava il suo percorso.Tutto qua

              bye
              Rospo

              almeno questa è la mia opinione…

              • opsoR-Rospo scrive:

                e ora domando :

                se è vero cio che ho prima detto (ed è vero )…PERCHE’ CHI DIVULGA LA ME-MMT E RELATIVI FOLLOWERS..DOVREBBERO ESSERE DEI “”"” CIALTRONI”"” ????!!!!!!! (affermazione tua in un post )….percheeeeeeeeee ??? si può condividere o non condividere la teoria..questo è normale..ma cialtroni assolutamente no.

                Religioso consenso ???..c’è condivisione (magari anche entusiasmo..)…ma “settario” religioso consenso non ne vedo…e se ci fosse in alcune frange..è ne più ne meno ..della “religiosità ” dei followers del Bagnai/goofynomics….(è normale..piace il discorso..e lo si enfatizza..ma è N-O-R-M-A-L-I-S-S-I-M-O…succede per i neoliberisti..per i keynesiani…per i marxisti (su questi ultimi fortunatamente in via di estinzione…è che religioso consenso !!!! con relativo disastro/tragedia …il dogma economico..più dogma del piu viscerale dogma religioso..)per i bianchi , rossi, gialli, blu a pois a cubetti e a pallini….succede sempre …)

                Rospo

      • opsoR-Rospo scrive:

        O bisogna presumere che l’Economia Per I Cittadini è roba POP, confermando i sospetti sull’operazione MMT Italia?

        Citazione junius

        —–
        —-

        io ho la vaga impressione che di pop…ci sia la tua struttura mentale… Andy Warhol..che di pop art se ne intendeva…sul tuo cervello ci avrebbe fatto un bel quadro trash….

        ti dedico di cuore sta banana…fanne l’uso che vuoi…(non necessariamente la devi mangiare…il resto non lo dico…ma…ecco…;-))..

        con annessa decadente ma sublime canzone art pop..heroin dei Velvet Underground…

        ecco uno di quei “contorti” con il piglio del saccente…e il linguaggio funambolico/ricercato …convinto di darsi un “tono” e un “piglio” originale…..

        rock decadente e banana tutta per te….fanne un buon uso. In perfetto stile pop (MMT permettendo…)

        opsoR

        (orgogliosamente cialtrone simpatizzante memmetaro…spaghetti/mmt direbbe il bravo Bagnai….;-))

        aaaa rintronatoooooooooooooo parla normale come tutti….senza fare il contorto….e il “particolare”

        ciauuuuuuuuuuuuuuuuuu

        Rospo

        (“scolaro” in economia….che quando sente certi pseudo dotti con il piglio sufficiente/pop …gli vien la …aimè..diarrea…..mannaggia ..fossi almeno stitico…)

      • Gio scrive:

        Non esistono!
        O meglio, mancano i presupposti: volontà politica e convergenza di interessi.
        (mia opinione)

        Se invece sostieni l’impossibilità teorica dell’esistenza degli Stati Uniti D’ Europa in una logica di contrasto al “mondialismo”…

        Qui per l’assetto macroeconomico

        http://keynesblog.com/2013/02/21/sette-punti-per-gli-stati-uniti-deuropa/

        Qui per l’assetto costituzionale con specifico riferimento alla tutela dei diritti sociali.

        http://www.gruppodipisa.it/wp-content/uploads/2012/08/RazzanoDEF.pdf

      • Gio scrive:

        in risposta alla tua domanda
        Non esistono!
        O meglio, mancano i presupposti: volontà politica e convergenza di interessi. (Mia opinione)

        Se invece sostieni l’impossibilità teorica dell’esistenza degli Stati Uniti D’ Europa in una logica di contrasto al “mondialismo”…
        Qui per l’assetto macroeconomico
        http://keynesblog.com/2013/02/21/sette-punti-per-gli-stati-uniti-deuropa/
        Qui per l’assetto costituzionale con specifico riferimento alla tutela dei diritti sociali.
        http://www.gruppodipisa.it/wp-content/uploads/2012/08/RazzanoDEF.pdf

        per una lettura storica corretta in tema di federalismo (da pag. 42)
        https://books.google.it/books?id=gnTYuh2E4OsC&pg=PA48&lpg=PA48&dq=Gianni+ferrara+federalismo&source=bl&ots=QZOw3VyXrK&sig

      • opsoR-Rospo scrive:

        al netto della pop MMT (con relativa cialtroneria annessa..),,,e dall’intercalare piuttosto antipatico e indigesto dello junious..con quel “piglio” che fa girare i rolls

        però condivido molti suoi interrogativi….(va detto )….non ha tutti i torti nelle sue considerazioni

    2. Andrea Franco scrive:

      Buon giorno a tutti.
      Per chi vuole cominciare a rendersi conto della visione steineriana dei problemi sociali ed economici , qui c’è un sito, utile per “dare un’occhiata”www.tripartizione.it .
      Il link è utile anche sia perchè mette brevemente a confronto la visione steineriana con quelle ideologiche correnti sia perchè presenta traduzioni di articoli esteri. SE conosciamo bene la “peggiore Germania”, quella che bara (OTTIMO ARTICOLO), usando dirigismo per sè e imponendo agli altri le ganasce liberiste (ma la questione dei bassi salari ai giovani “boches” è indice di una rapacità “sovranazionale”) , uno sguardo ad una “migliore Germania” non fa male . (spero che gli steineriani, ben consci della natura “puramente umana” e sovranazionale della Scienza dello Spirito lo siano anche per capire in che senso affermo questa “teutonicità” della Dreigliederung..).

    3. Sazzizzoide scrive:

      Salute a tutti! In Germania i media sono nelle mani di 2 famiglie che guarda caso sono le stesss che possiedono tutte le banche mondiali (sotto vari nomi e ragioni sociali). Inoltre, l’unificazione l’ha pagata l’Europa con il suo “biglietto” di solo entrata e con il cambio a favore della Germania e non per noi. Nel frattempo i collusi Draghi, Ciampi e Napolitano deindustrializzavo il nostro paese per le 2 famiglie. Infine, con il furto del fondo monetario europeo, i paesi ricevono un prestito connesso con titoli di stato DeutschBond: quindi più sei indebitato più paghi gli interessi alla banca centrale tedesca. È un metodo escogitato da queste 2 famiglie per rubare soldi agli europei! In cambio per l’appoggio dato, la Merkel e il suo popolo disinformato ricevono una parte di denaro indietro. In Germania, il filtro mediatico è forte e non fa trapelare notizie che stabilizzano il governo anzi, pagano Schültz, Monti/Letta/Renzi per destabilizzare il nostro. Conseguenza: colonizzazione economica tedesca, benzina più cara, privatizzazione di aziende nazionali core per aziende tedesche. La Grecia paga la corruzione dei suoi politici fatta da dirigenti delle aziende tedesche.. ma la Germania non è mafiosa! Il debito greco fatto via banche krukke è stato firmato per acquistare da aziende tedesche armi! Anzi si chiede alla grecia di tagliare stipendi e pensioni! I tedeschi sono i veri nazi assassini: come i loro nonni, non fanno nulla per fermare i crimini (finanziari) contro l’umanità anzi si permettono pure di dare lezioni. Io non voglio fare parte di un’europa sanguinaria nazi che pone il mercato finanziario prima dell’essere umano. Forse, in Italia dobbiamo informare il popolo bue che un piano criminale e sanguinario è appena iniziato e che non devono votare per una scheda ricaricabile e telefonino. Il voto deve andare a favore di uno statista (parola ormai arcaica) e non al politico di turno miope e prestanome.

    4. Gianluca scrive:

      Paolo Savona:
      L’attuale politica economica tedesca e’ come quella della Germania di Hitler
      L’economista, Professore Universitario, ex ministro ed anche autore di questo blog Paolo Savona a TG2 Mizar, la rubrica culturale del Tg2, ha paragonato l’attuale politica economica tedesca a quella della Germania di Hitler elaborata da Funk nel 1936.

      Il modello di economia, e quindi di societa’, attualmente applicato e lo stesso del 1936: Germania paese d’ordine ed industriale, altri paesi con cambi vincolati alla Germania, ed il resto dei paesi dedicati ad agricoltura, turismo e con economie funzionali a quelle tedesche.

      L’Euro s’e’ rilevato un’errore, perche’ ha seguito le logiche tedesche. L’Europa latina ha forti contenuti ideali (errando) ed hanno pensato che l’euro potesse creare l’unione politica.

      L’Europa non e’ in condizioni democratiche: conta solo il capitale e la forza economica.

      Nel Video Savona spiega in modo estremamente lucido il perche’ della crisi, una crisi da cambio fisso e squilibri da bilancia dei pagamenti.

      Se non si cambiano le istituzioni europee, i ricchi diventeranno piu’ ricchi, ed i poveri piu’ poveri, e tutto si sfaldera’.

      Fonte Scenari economici e Rai TG2 Mizar.

      • opsoR-Rospo scrive:

        molte grazie per la segnalazione…ieri notte ho visionato il video rai tg2 mizar..con Paolo Savona. Illuminante…

        ciauuuu

        Rospu Sardu

    5. opsoR-Rospo scrive:

      Marcel Fratzscher, presidente del German Institute for Economic Research (DIW), ha dichiarato che l’eredità delle riforme Hartz è stato quello di creare un “sotto-proletariato” di più di 7 milioni di persone che ricevono paghe da fame. L’introduzione di tali riforme ha colpito anche chi si trovava a fare lavori con un contratto “normale”, poiché si è avuto un effetto sostituzione. Le imprese hanno sempre più preferito impiegare lavoratori tramite un minijob ; ciò è avvenuto principalmente nel terzo settore.

      Citazione Articolo CHI DICE UNVERANTWORTLICH. L’ECONOMIA TEUTONICA E LA SUA NARRAZIONE.

      ————–
      ————-

      Lo stesso Marcel Fratzscher, economista piuttosto quotato in Germania…qualche mese fa ha fatto un interessante articolo…ove descrive come è la REALE situazione della “virtuosa” Germania..l’articolo è stato pubblicato in prima pagina del prestigioso settimanale tedesco DER SPIEGEL ..sia in tedesco che in inglese nel Der Spiegel International (Der Spiegel è tra i più citati e letti settimanali tedeschi sia in Germania che all’estero )

      NE ESCE FUORI UNA GERMANIA..CHE NON è QUELLA CHE GENERALMENTE CI FANNO APPARIRE NEI NOSTRI MASS MEDIA.

      Der Spiegel titola l’articolo:

      “IL PAESE IN ROVINA. COME SPRECHIAMO RICCHEZZA E FUTURO “

      http://vocidallestero.blogspot.it/2014/09/der-spiegel-la-germania-un-paese-in.html

      Dall’articolo estrapolo :

      —->>>A dispetto della sua luccicante facciata, l’economia tedesca si sta sbriciolando al proprio interno. Così, quantomeno, la pensa Marcel Fratzscher. Con le infrastrutture del paese che diventano obsolete e le aziende che preferiscono investire all’estero, il consulente del governo sostiene che la prosperità della Germania sta vacillando

      —–>>>la produttività è cresciuta solo di poco, e dove due lavoratori su tre guadagnano oggi meno di quanto guadagnavano nel 2000.

      —–>>>. L’industria tedesca vende automobili di alta qualità e macchinari in tutto il mondo, ma quando l’intonaco comincia a scrostarsi dai muri di una scuola elementare sono i genitori a dover raccogliere il denaro per pagare l’imbianchino.

      ——>>>>I tedeschi vedono il proprio paese come un motore di occupazione e un modello per le riforme per tutta l’Europa, dice Fratzscher, e tuttavia la Germania si è a malapena risollevata dalla recessione causata dalla crisi finanziaria. La Germania secondo Fratzscher sembra un gigante quando è vista da lontano, ma diventa sempre più piccola quanto più ci si avvicina. Il paese sta percorrendo “un sentiero in discesa”, scrive il presidente del DIW, e sta vivendo “delle proprie riserve”.

      —–>>>la caduta degli investimenti tra il 1999 e il 2012 ammonta a circa il 3% del PIL, ed è il più grande “divario degli investimenti” di tutta l’Europa.

      —->>>L’economia tedesca evita da anni gli investimenti. (….)Molti economisti concludono che le aziende sono preoccupate non solo per le strade che si sbriciolano, ma anche per la mancanza di lavoratori qualificati, le condizioni dell’eurozona, e i crescenti costi dell’energia. E questa paura, a sua volta, sta ostacolando i progetti per il futuro della Germania.

      —–>>>ma anche le infrastrutture industriali stanno crollando, per esempio, nei settori dell’ingegneria meccanica e dell’elettronica.
      Ma le aziende non hanno smesso del tutto di investire — semplicemente non stanno più investendo in Germania.

      —–
      —–

      Questo articolo pubblicato dallo Spiegel International circa 5 mesi fa in prima pagina…conferma cio che rinfacciava il giornalista economico Paolo Barnard (della MMT/PoP direbbe lo psicoide/dialettico Junius.) ) in uno scontro televisivo di circa un anno e mezzo fa con il noto giornalista tedesco UDO GUMPEL (residente in italia e corrispondente dall’Italia per alcuni giornali tedeschi…molto conosciuto perché insieme ad un altro giornalista tedesco Tobias Piller…è sempre presente nelle televisioni italiane…)
      In questo breve video…il Paolo Barnard non sbaglia nulla…è perfetto.
      https://www.youtube.com/watch?v=voHYcaEY5tY
      aveva ragione il Paolo Barnard si o no ??? direi decisamente di si….(infatti paralizza il “supponente “ Udo Gumpel..che non risponde e cerca di cambiare discorso….

      Bye Bye

      opsoR

      (cialtronazzo memmetaro pop ;-)

    Commenta a Junius


    "nella mia vita ho conosciuto farabutti che non erano moralisti ma raramente dei moralisti che non erano farabutti." (Indro Montanelli)


    IL PRIMO CONGRESSO DEL...

    Scritto il 18 - giu - 2019

    0 Commenti

    IL CASO DUGIN. COME...

    Scritto il 12 - giu - 2019

    0 Commenti

    LO STRANO CASO DI...

    Scritto il 10 - giu - 2019

    0 Commenti

    MARIO DRAGHI E’ IL...

    Scritto il 7 - giu - 2019

    2 Commenti

    UNA ANALISI SERENA, RAZIONALE...

    Scritto il 1 - giu - 2019

    0 Commenti

    PRESSO QUALE UR-LODGE SARA’...

    Scritto il 31 - gen - 2015

    34 Comment1

    PROVE DI STERMINIO SOCIALE

    Scritto il 4 - lug - 2012

    2 Comment1

    E’ TEMPO DI CAMBIARE

    Scritto il 10 - gen - 2014

    4 Comment1

    EUROPA, DA SOGNO AD...

    Scritto il 12 - set - 2013

    5 Comment1

    E’ ORA DI COSTRUIRE...

    Scritto il 4 - gen - 2016

    32 Comment1

    • Chi è il moralista

      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

    • Cos’è il moralista

      Sito di approfondimento politico, storico e culturale. Si occupa di temi di attualità con uno sguardo libero e disincantato sulle cose. Il Moralista è un personaggio complesso, indeciso tra l'accettazione di una indigeribile realtà e il desiderio di contribuire alla creazione di una società capace di riscoprire sentimenti nobili. Ogni giorno il Moralista commenterà le notizie che la cronaca propone col piglio di chi non deve servire nessuno se non la ricerca della verità. Una ricerca naturalmente relativa e quindi soggettiva, ma onesta e leale.

    • Disclaimer

      ilmoralista.it è un sito web con aggiornamenti aperiodici non a scopo di lucro, non rientrante nella categoria di Prodotto Editoriale secondo la Legge n.62 del 7 marzo 2001. Tutti i contenuti appartengono ai relativi proprietari, qualora voleste richiedere la rimozione di un contenuto a voi appartenente siete pregati di contattarci tramite la apposita pagina.