untitledChi desidera per davvero conquistare uno spazio di libertà intellettuale, immune rispetto alle manipolazioni quotidiane veicolate dal mainstream controllato dal Grande Fratello, deve provare ad entrare nella testa dei padroni, deve cioè calarsi scientemente nei panni del torturatore che ragiona e sceglie abbracciando una prospettiva storica non influenzata dalla contingenza. Prima domanda: chi comanda per davvero in Europa? Wolfang Schaeuble e Mario Draghi, membri forti della “Der Ring”, superloggia violenta e pericolosa che vanta stretti legami con la “Hathor Pentalpha” fondata da Bush padre. Non a caso, sia il ministro delle finanze del governo Merkel che il banchiere centrale italiano hanno di fatto deciso di blindare “l’austerità” in Europa anche a costo di rompere il tabù dell’unione monetaria. Schaeuble spinge chiaramente per il “grexit” mentre Draghi, da perfetto ipocrita, impedisce al governo greco di rifinanziarsi. Domanda numero due: Perché le élite europee sono ora disposte a rinnegare la presunta “irreversibilità” dell’euro? Perché, come vi dico da anni, l’euro non è un fine ma un mezzo. Il fine è l’impoverimento generale dei popoli europei, da schiavizzare attraverso la creazione di finte crisi che legittimano dappertutto il varo di controriforme dal sapore medievale. I governanti nazionali complici di Bruxelles hanno bisogno di appellarsi continuamente ad un “vincolo esterno” (l’euro per l’appunto) per legittimare l’applicazione di misure altrimenti inspiegabili. Fino a  quando tutti recitano la stessa parte in commedia, leggendo cioè un identico copione fatto di “stabilità”, “conti in ordine” e “riforme strutturali”, è possibile ammantare di “nobile europeismo” una manovra in realtà pensata per decimare e violentare i ceti medi e proletari. Se uno solo degli interpreti esce fuori dal coro, però, la recita non può più andare in onda. Ecco perché adesso l’èlite europea può tranquillamente dimostrare al mondo di non avere affatto a cuore “l’unità europea”, maschera che serve solo a celare ben altri ignobili obiettivi. Terza domanda. Preso atto dell’impossibilità di proseguire ancora a lungo sulla strada del rigore, evidentemente rigettato nelle urne dai diversi popoli europei, cosa si inventeranno adesso i Maestri Venerabili che dirigono le officine latomistiche più reazionarie del Pianeta? Le classi dirigenti europee non sono affatto spiazzate dal corso degli eventi. Anzi, le cose stanno andando esattamente come i vari Schaeuble e Draghi avevano da tempo immaginato. Dopo anni passati a fomentare le pubbliche opinioni del nord contro le “cicale del sud” e, di converso, quelle del sud contro “gli egoisti del nord”, sono oggi presenti in Europa tutte le precondizioni necessarie per re-impiantare una sorta di nazismo 2.0. Il politburo di Bruxelles, affiancato sul piano globale dalle solite Ur-Lodges reazionarie, farà fallire l’esperimento Tsipras in Grecia al fine di aprire la strada ai fascisti di Alba Dorata. Si tratta di un esperimento da trasferire poi su tutto il Vecchio Continente. Il crescente malcontento popolare verrà sopito a manganellate, ordinate da forze intrinsecamente antidemocratiche arrivate al potere proprio cavalcando l’astio antieuro. Vi siete chiesti perché Salvini, ad esempio, difenda con tanta foga i macellai della scuola Diaz? Chiedetevelo. Domanda numero quattro. Non è illusorio pensare di instaurare nuovi regimi nazisti in Paesi che, come la Francia o l’Italia, vantano una lunga tradizione democratica? No. I massoni neonazisti che guidano la Ue non sono esaltati né sprovveduti. Il ritorno del nazismo nel cuore dell’Europa non sarà frutto di un colpo di teatro, ma il naturale epilogo di un percorso lento e paziente. Il terrorismo finanziario è servito per eliminare il welfare e svuotare la democrazia sostanziale. Per eliminare le libertà civili e politiche serve invece il terrorismo vero. Sull’onda dell’eccidio dell’undici settembre (pianificato dai vertici della “Hathor Pentalpha”) il governo americano varò il pessimo “Patriot Act”. Sulla scia della strage di “Charlie Hebdo” il governo Hollande pensa ora di restringere il perimetro dei diritti. L’Europa rischia oggi di essere attraversata da tensioni fortissime, create al riparo delle logge dai soliti apprendisti stregoni che odiano il concetto stesso di sovranità popolare. I vari Schaeuble e Draghi non consentiranno mai alla “plebe europea” di recuperare spazi decisionali. Alzeranno la posta fino all’inverosimile. Lo stanno già facendo.

    Francesco Maria Toscano

    17/04/2015

    Categorie: Editoriale

    7 Commenti

    1. La plebe europea, sarà plebe( giustamente) sino al risveglio di un nuovo manifesto politico, incentrato su valori, socialista liberali. D’altro canto, il connubio è la piattaforma politica di un primaverile risveglio.
      Lunga vita!

    2. davide scrive:

      anche io ho pensato la stessa cosa su salvini ed infatti rabbrividisco a pensare che la lega è l’opposizione di renzi ovvero è già stato pianificato su chi far convogliare il malcontento della gente…in ogni caso è interessante notare come siano al lavoro per le elezioni britanniche al fine di scongiurare un governo troppo a sinistra: http://www.telegraph.co.uk/news/politics/ed-miliband/11533902/Nicola-Sturgeon-will-force-Ed-Miliband-to-the-left-Deutsche-Bank-warns.html

    3. Luigi scrive:

      Alcune domande se è possibile.

      Pensate che se la Grecia uscisse dall’euro la fine della moneta unica sarebbe inevitabile?

      Come interpretate l’endorsement di Obama a Renzi?

      Grazie

    4. allora la situazione è irreversibile, visto le risorse umane ed economiche di questi economicnazi- urlodges , ma spero di sbagliarmi.

    5. Andrea Franco scrive:

      …e intanto Puti anticipa qualche soldinoa Tsipri per il gasdotto..e Mosca ed Atene si avvicinano un altro po’ alla faccia della NATO e degli europidi servi sciocchi di Obi..che nel frattempo sta avenndo qualche problemino con Bibi ..o che bel teatrino,ladies and gentlemen…

      • Fabrizio scrive:

        Chissà potremmo un giorno vedere un nuovo piano Marshall firmato Putin, con le truppe che irromperanno oltre confine per liberarci dal neo nazi.

    6. Purezza D'animo scrive:

      Ho scritto un messaggio al Moralista senza ricevere alcuna risposta. Ci riprovo. Vorrei tanto aderire al movimento roosevelt ma leggendo il libro di Magaldi mi sono venuti dei dubbi. I massoni progressisti hanno siglato una pax con i neoaristocratici e hanno attivamente concorso al processo di globalizzazione attuale. In cosa sono diversi rispetto ai loro fratelli reazionari? Non hanno impedito i nefasti sviluppi della globalizzazione. Perchè ora dovremmo dar loro fiducia? I promotori del MR dicono di voler mettere mano alla Costituzione italiana con un articolo in cui si istituisce un’autorità che dia a tutti un lavoro. Però si dice anche che ogni datore di lavoro può licenziare i dipendenti anche solo per incompatibilità caratteriale. Se ho ben capito si vorrebbe scrivere nella Costituzione italiana che chiunque può essere licenziato senza alcun giustificato motivo però poi una fantomatica autorità provvederà a dargli un lavoro. Cioè ci metteranno a scavare le buche di keynesiana memoria, suppongo. Sono dubbi ovvi che possono venire in mente a qualsiasi bestia umana come me. Mi scuso della mia puerilità,ma come si fa a considerare “fratelli” gente che ha provocato la distruzione di milioni di vite e fare con loro una pace per portare avanti un qualsivoglia progetto? E come si può credere ora che i progressisti faranno la guerra ai fratelli aristoi se il libro di Magaldi ci informa che tutti sono in realtà il contrario di ciò che dicono di essere? Se otterrò in risposta di essere sbeffeggiata sarà comunque per me un’ottima risposta. Il silenzio invece in questo momento in cui le nostre vite vengono spazzate via per un sì o per un no, è sempre colpevole.

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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