greciaCari amici, la capitolazione di Tsipras ha oggettivamente cambiato il quadro geopolitico. Prima del tradimento del volere del popolo greco, espresso in maniera inequivocabile tramite referendum, era ancora possibile comprendere la posizione di tutti quelli che, pur non negando le storture insite nell’attuale costruzione comunitaria, continuavano a dirsi convinti di vivere all’interno di una cornice istituzionale improntata al rispetto delle regole democratiche e dello stato di diritto. Oggi, chiarito che il volere del popolo deve piegarsi di fronte agli interessi degli speculatori privati, chi può ancora sostenere senza scadere nel ridicolo di vivere in democrazia? C’è poco da filosofare. Ai cittadini greci è stato chiesto di esprimersi con un si o con un no rispetto all’accettazione o meno di un nuovo memorandum fatto di tagli e sacrifici. Il popolo ha detto no ma i nazisti tecnocratici posti a tutela degli interessi (opachi) del più forte hanno agito come se avesse vinto il si. E’ bene che tutti comprendano la gravità di quanto accaduto, bollando definitivamente e globalmente come potenzialmente nazista l’attuale governance europea. Non è improprio, né si tratta di iperbole retorica, definire quarto reich il sistema di potere imposto dalla Germania merkeliana. Il nazismo tecnocratico moderno, come insegna il caso greco, nega ai cittadini il diritto di autodeterminarsi, pretendendo rispetto e reverenza da parte di nuovi sudditi chiamati ad ubbidire tacendo. Meglio guardare in faccia una realtà terribile, anziché ripararsi per quieto vivere dietro ragionamenti arzigogolati studiati al fine di salvare capra e cavoli. Tanto premesso, assodato cioè una volta per tutte di vivere adesso ed ora sotto il tallone di una dittatura gestita e diretta da un manipolo di nazisti tecnocratici che rispondono ai nomi di Draghi, Schaeuble, Merkel, Juncker, Dijsselbloem e compagnia, con Tsipras appena calatosi con nonchalance nei panni di un Quisling qualunque, è doveroso provare ad imbastire immediatamente una adeguata Resistenza. I nazisti tecnocratici, a differenza dei nazisti classici, non predispongono camere di tortura né fanno sparire nel nulla gli avversari. Per ora. I nazisti tecnocratici usano tecniche più sottili, lasciando obtorto collo agli oppositori un residuale potere di contrasto. E’ ancora possibile manifestare dissenso ed è ancora possibile partecipare a libere elezioni. Per queste ragioni la Resistenza che siamo chiamati ad organizzare deve essere pacifica e deve rifuggire qualsiasi tipo di violenza. I nazisti tecnocratici- questo è il mio ferreo convincimento- ricorreranno solo in extremis a rimedi di tipo sudamericano sul modello di Videla o Pinochet. La storia non si fa con i se, ma ho buone ragioni di ritenere che, nel caso in cui Tsipras avesse tenuto il punto, i nazisti tecnocratici avrebbero alzato il tiro facendo vivere ad Atene atmosfere di tipo ucraino. In ogni caso, ove mai qualcuno pensasse di azzerare i diritti di libertà costituzionalmente garantiti, sguinzagliando cioè in giro per l’Italia e per l’Europa squadracce parafasciste alle quali affidare il compito di reprimere il dissenso con il terrore, non ci faremo sopraffare. Per il momento, augurandoci che la situazione non degeneri rapidamente in termini gravi, è però opportuno lavorare per dare rappresentanza politica a tanti cittadini che oggi non sanno a chi rivolgersi. Come già anticipato qualche giorno fa (clicca per leggere), credo sia giunto il momento di dare vita ad un vero e proprio partito di stampo federale, democratico e keynesiano. La nostra idea è quella di favorire, a partire da Settembre, lo svolgimento di un processo costituente unitario, coerente ma fortemente decentrato, gestito perciò in autonomia dai diversi protagonisti che operano sui territori. Dopo aver aggregato consenso intorno ad alcuni concetti basilari, da cristallizzare in maniera chiara e snella all’interno di una sintetica Carta dei Valori e degli Obiettivi, daremo il via ad una serie di congressi regionali che dovranno infine interessare l’Italia intera. Ultimato il lavoro dal basso, sarà quindi possibile indire una convention generale per eleggere un delegato nazionale che, senza mai poter direttamente interferire nelle scelte politiche liberamente deliberate dai legittimi esponenti locali, rappresenti però l’unitarietà del progetto, garantendo contestualmente il rispetto dei principi fondativi che a breve offriremo all’attenzione della pubblica opinione.

    Francesco Maria Toscano

    23/07/2015

    Categorie: Editoriale

    6 Commenti

    1. Caro Francesco, sei un fuoriclasse…Lunga vita!

    2. stefano scrive:

      …Draghi, Schaeuble, Merkel, Juncker, Dijsselbloem…
      Ma sono costoro che cospargono i cieli europei di letame chimico? Se la risposta è no, allora sono anch’essi marionette, non contano proprio niente. Possono solo permettersi, giustamente, di ridere di noi itagliani e dei nostri premier-s

    3. bertoldo scrive:

      A mio avviso bisogna far riflettere le persone su questa domanda:
      - Come mai non ci sono piu’ soldi nelle banche greche?
      Se si scopre la verita’ (piano piano) si capisce che tutta l’Europa e’ nella medesima condizione!
      Da qui dovrebbe nascere l’unica e sola protesta che possiamo ancora fare:
      Tenere il contante sotto il materasso !
      Dobbiamo cominciare subito a farlo, prima che mettano altri limiti ai bancomat.
      Una volta che tutti i cittadini (o almeno quelli che ci sono riusciti) avranno il loro contante in tasca, qualcuno scoprira’ l’acqua calda.
      Non dimentichiamo che ci sono rimaste pochissime liberta’
      Bisogna reagire fintantoche’ si hanno ancora le energie
      saluti Bertoldo

    4. Ovidio G scrive:

      Daccordo che la Grecia non é sovrana – ma l’Italia allora?

    Commenta


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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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