keynesPer incidere in profondità sui processi politici, non basta organizzare una rete di supporto che corra il rischio di scivolare più o meno consapevolmente nel girone dell’ autoreferenzialità e, di conseguenza, della sostanziale irrilevanza. Non serve nemmeno utilizzare una retorica di tipo ridondante, buona per suggestionare i semplici ma alla lunga controproducente, sterile e  respingente. Serve invece mantenere quella lucidità che consente di scegliere, di volta in volta, gli obiettivi possibili da individuare e poi realizzare, stando sempre bene attenti a non confondere realtà e velleità. L’idea di costruire un partito veramente keynesiano, federale e democratico risponde ad una esigenza storica. Per questo trovo  giusto e lungimirante abbracciare con entusiasmo un simile progetto, pensato anche per coprire un vuoto politico ora sotto gli occhi di tutti. Che fare? Come già anticipato in alcuni articoli precedenti, credo sia opportuno lavorare su diversi livelli all’interno di una logica coerente e di insieme. La fretta, la frenesia e la logorrea sono nemiche della dea che sovraintende l’agire politico, solitamente tanto benevola con chi ne rispetta i tempi, quanto ostile nei confronti di chi presuntuosamente si ostina a forzarne il naturale corso. Più ancora del risultato finale in sé -la vittoria o la sconfitta dipendono spesso infatti da questioni indipendenti rispetto alla condotta dell’Uomo- è importantissimo definire con chiarezza il percorso che si intende intraprendere, per poi seguire in concreto il sentiero tracciato in astratto con  costanza, scrupolo ed incrollabile fiducia ed impegno. Quali sono quindi gli strumenti concettuali indispensabili per affrontare una simile sfida?

    1)       Comprendere con precisione genesi, natura e inclinazioni del potere oggi dominante, espressione di un nazismo tecnocratico che affonda le sue radici nel buio di una spiritualità anti-umana e perversa;

    Per centrare questo primo decisivo obiettivo, è indispensabile avviare un serio e demistificante progetto editoriale. A tal proposito ho appena iniziato la stesura di un libro, titolato per l’appunto “Il Nazismo Tecnocratico”,  volto a palesare le tante affinità che intercorrono fra i nostri tempi e l’epopea hitleriana, anch’essa notoriamente edificata sui pilastri putridi di una dottrina nascosta, la “Ariosofia”, che legittimava e rendeva necessario il sacrificio rituale di massa  (l’odierno “Olocausto greco” può essere compreso appieno solo in questa prospettiva).

    2)      Creare un nuovo spirito di appartenenza, figlio dell’acquisita consapevolezza di vivere adesso sotto il tallone invisibile di un manipolo di tecno-nazisti nemici della democrazia e della sovranità popolare;

    3)      Trasformare lo sdegno, di per sé inconcludente, in capacità di azione politica, soprattutto favorendo la costruzione di un contenitore partitico vasto, forte però di una identità precisa e non ambigua;

    4)      Avviare una serie di battaglie specifiche su temi molto sentiti dalla pubblica opinione, a partire da politiche economiche, scuola e sanità, spiegando la vera quanto dissimulata ratio che accompagna alcuni provvedimenti di legge ora promossi da Renzi, sulla scia di un indirizzo in netta continuità con i nefasti governi Monti e Letta.

    I quattro punti appena cristallizzati, in ordine di importanza, rappresentano gli obiettivi-fine, da perseguire razionalmente attraverso la contestuale previsione e predisposizione dei mezzi allo scopo necessari. Quali, dal punto di vista procedurale/organizzativo, le priorità pratiche da affrontare?

    A)    Monopolizzare l’attenzione dei cittadini partecipando, dove possibile, ad ogni tornata elettorale a qualsiasi livello. A tal proposito siamo già pronti a misurarci in vista delle elezioni comunali che si svolgeranno prossimamente in alcuni importanti comuni del reggino, a partire da Taurianova e da Rosarno, paese quest’ultimo dove il nostro candidato di riferimento, l’avvocato Giuseppe Idà, sta già lavorando per la definizione di un “Libro Bianco” da sottoporre ai suoi concittadini. Identico ragionamento è stato già avviato con riferimento alla città di Cosenza;

    B)     Favorire la nascita sincronizzata, dovunque possibile, dei gruppi consiliari ricadenti sotto la denominazione “keynesiani e democratici”, anche al fine di determinare un possibile e auspicabile “effetto domino”;

    C)    Divenire protagonisti, insieme ai 97 sindaci di Reggio Calabria e provincia, del percorso che condurrà alla creazione della “città metropolitana”, nuovo e complesso ente istituzionale dotato di ampie prerogative e capacità di spesa. In questo senso, il pressing esercitato da molti sindaci importanti al fine di convincere il primo cittadino di Gioia Tauro, Giuseppe Pedà, ad accettare  il ruolo di “coordinatore” del gruppo formatosi a Gioia Tauro martedì 4 agosto è oltremodo incoraggiante (clicca per guardare);

    D)    Coltivare poi rapporti di collaborazione con le altre realtà metropolitane, a partire da Milano e Napoli, città dove alcuni nostri amici si sono già attivati in tal senso con encomiabile impegno. Francesco Scala, in particolare, ha già avviato dei contatti con alcuni esponenti della giunta metropolitana di Napoli interessati ad intraprendere con noi un dialogo stringente, rispettoso, paritario e proficuo.

    Ecco, queste mi sembrano le  priorità da affrontare. Completando e presentando infine al più presto la Carta dei Valori e degli Obiettivi, nonché lo Statuto del nostro Movimento, contenente esclusivamente le regole di funzionamento pensate per garantire le esigenze di un partito che la democrazia “la pratica e non la predica”. Ad Ottobre, infine, grazie all’impegno del Presidente del Consiglio Provinciale Antonio Eroi, farà ritorno in Calabria, questa volta proprio a Gioia Tauro, uno dei più importanti e discussi player della politica internazionale. Un personaggio controverso e affascinante, interessato ad approfondire le potenzialità di una realtà che esprime uno dei Porti più importanti d’Europa…

    Francesco Maria Toscano

    7/08/2015

    Categorie: Editoriale

    13 Commenti

    1. Junius scrive:

      Keynesiano? Democratico? Federale?

      Trova l’intruso :o)

      Azzardo un’analisi:

      1 – Keynesiano? Cosa significa? Un modo per non prendere posizione tra socialismo e liberalismo? Tipo socialismo liberal? Per coprire il nome Warburg con quello di Spinelli? La spennellata di rosso a becere politiche reazionarie?

      2 – Democratico? Beh… è vero che oramai non manifestarsi monarchico o oligarchico è rivoluzionario, ma di “totalitaristi” PD direi che ne basta uno.

      3 – Federalista? E qui mettiamo mano alla fondina: do you speak english? (O chi ha suggerito di suggerire a te questa iniziativa…)

      Perché mi vengono in mente le atrocità dell’impero britannico?

      Perché mi viene in mente la Lega Nord? Perché non mi viene in mente la gestione provinciale e regionale dei territori di un movimento, ma penso al progetto americano di balcanizzazione dell’Europa mediterranea?

      Perché quando penso a Gioia Tauro penso agli interessi della finanza angloamericana tra il “triangolo d’oro”, il “sud america” e il circuito bancario?

      (Lo sapevi che le basi NATO sono i più grandi HUB per il traffico degli stupefacenti? Hai presente cosa è passato da Sigonella e ora dal Kosovo? Sai che relazione c’è tra Soros, il Kosovo e l’Afghanistan?)

      D’altronde, per esportare democrazia ci si dovrà pur finanziare…

      Ovviamente è solo un flusso di pensiero, non c’entra nulla con le iniziative movimentiste del buon Francesco.

      Però, per aver la certezza che questa iniziativa non sia de facto negli interessi dell’occupante, la cui Cupola, è la cupola di tutte le cupole, è necessario far chiarezza sulla propaganda che verrà riservata agli elettori.

      La Cupola sta completando il suo progetta mondialista e orwelliano e si appoggia di nuovo al nazismo teutonico, in funzione anti-europea e anti-russa.

      Quindi:

      rigettate l’europeismo? Rigettate l’euro? Rigettate le cessioni della sovranità per l’imposizione del superstato mondialista?

      Avete finalmente compreso che nazismo ed europeismo sono figli della stessa Mamma? I cui proverbiali costumi le hanno dato modo di avere tanti padri nobili?

      Perché, mi sia concesso, io lo supporterei un “poltronio” (copyright FCdV), anche dei più cinici, ma che faccia corretta informazione nelle piazze…

        • Junius scrive:

          Speriamo: dalle mie parti si è piuttosto sconfortati.

          Fare informazione democratica in un Paese di nuovo nazificato è dura: formichine contro titani.

          Se, come ho sempre creduto dall’inizio, si condivide l’ethos e, a quanto pare, si è tornati a remare nella stessa direzione, mi permetto di sconsigliare l’uso del termine “federalismo”: è necessario annientare la neolingua e ricordare il senso politico e storico del sostantivo.

          Se questa tua risposta, ribadendo già un apprezzatissimo post, è un SÌ pieno e consapevole, di chi conosce la profonda solitudine dell’essere democratico, mi congedo con un sincero “in bocca al lupo”. Anzi, al “wolf”.

          Un abbraccio.

          • il Moralista scrive:

            Il termine “federale” si riferisce alla struttura interna del movimento che vogliamo creare; un sistema, per l’appunto, che immaginiamo perfezionato in virtù dell’alleanza, paritaria e libera, fra diversi movimenti politici regionali uniti dal comune riconoscimento di alcune ineludibili priorità (e, al punto in cui siamo, l’uscita dall’euro è una di queste). L’alternativa sarebbe sennò quella di riporre fede e speranza in un qualsiasi leader- presuntivamente infallibile, semi-divino e dalle capacità taumaturgiche e potenzialmente paragnostiche- da vivere e trattare quale indispensabile fattore unificante. Non so a te, ma a me la seconda ipotesi non piace affatto. E poi in Italia abbiamo già dato…

            • Junius scrive:

              Mi hai fatto sganasciare…

              Vabbè, se non ci sono turpi omini che segretamente macchinano per la balcanizzazione della nostra amata Repubblica, sai che puoi contare su tutto il supporto per la divulgazione dei principi democratici.

              Se si è riusciti a far bene con Borghi e Salvini, si è ottimisti che possiate fare altrettanto bene – o omeglio ;-) – voi.

              (Non è che poi vi affratellate con i Padani e mi dividete le fatiche di Mazzini e Garibaldi in feudi ad amministrazione estero-controllata? Per la gioia Denis de Rougemont e di Renato Protti Miracca? :o)

              Un caro saluto.

              • Gianluca scrive:

                Io guardo alla mia Sicilia, e non trovo motivi validi per insistere con questa “Italia” se non con un atteggiamento rivoluzionario. Così non funziona.

    2. Grazie per avermi citato. A Francesco gli voglio bene ma credo che per attuare il suo progetto a bisogno del Movimento Roosevelt come M.R, a bisogno dell’acume politico di Francesco. Io, auspico una collaborazione stretta tra Magaldi e Toscano, in visione degli Stati Uniti d’Europa con lo scopo di prendere a calci in culo il fallito Mario Draghi. In politica, gli opposti si attraggono, dopodiché si amano. Caro Francesco, Caro Gioele ( sono consapevole che leggi e apprezzi) collaborate invece di combattervi, poiché state facendo il gioco di Mario Draghi…
      Lunga vita e ad maiora!

      • Gianluca scrive:

        Draghi è un pupazzo, gli stessi interessi che spingono per gli Stati Uniti D’Europa, hanno messo Draghi in quel posto di rilievo.
        Quindi, perché ancora insistere con un progetto reazionario e di potere?

      • Gianluca scrive:

        p.s. Siamo talmente in ritardo, che tra un po’ ci rifileranno la moneta occidentale… dopo il TTIP.
        Il progetto globalista è buon punto, la distruzione del lavoro per una parte della società quasi completa.
        Nel frattempo, una certa borghesia ammanicata può bellamente cincischiare con sogni e utopie… loro non ci finiranno sotto i ponti (forse).

    3. Gianluca scrive:

      Io non ho ancora capito se sarà il solito partito che spera in qualche obolo europeo, o uno veramente rivoluzionario, di sinistra di tipo socialista e moderatamente liberale dove serve (eliminare burocrazie assurde per le PMI) e sopratutto SOVRANISTA.

    4. Sarà parte di una area rivoluzionaria “META” ove esistono paletti inamovibili, già succitati. A mio avviso sia il MR, sia il nascente partito, evidenziato con saggezza da Francesco manca, in modo capillare, sia l’atto amministrativo sia l’atto governativo dei futuri Stati Uniti d’Europa. Siamo in balia di un cambiamento epocale che solo tra qualche annetto capiremmo, analizzeremo ( con la dovuta serenità), ciò che stiamo discutendo. Usando un termine caro a Bauman “TRIBALE” in versione Euro-regio! D’altro canto, è evidente il fallimento governativo della economia e il ritorno della logica politica in ogni istanza dello Stato. Auspico in una nuova classe politica ” PNEUMATICA” in versione Stato Minimo.
      Lunga vita.

    5. Ovidio G scrive:

      Qualcuno e’ in grado di spiegarmi quali dinamiche stanno avendo luogo circa la candidatura di Corbyn come leader del partito Laburista britannico?

      Era stato accennato qualcosa su questo sito circa il ritiro di Umunna dalla gara e che la convention, stabilita per il 12 settembre, era appunto in una data simbolica. Le continue ingerenze di Blair – simili a quelle di Napolitano in Italia – oramai sono palesi quanto irritanti.

      Potrebbe Toscano o anche lo stesso Magaldi, chiarire se effettivamente qualcosa si sta muovendo nel versante progressista massonico globale? Grazie

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    • Chi è il moralista

      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

    • Cos’è il moralista

      Sito di approfondimento politico, storico e culturale. Si occupa di temi di attualità con uno sguardo libero e disincantato sulle cose. Il Moralista è un personaggio complesso, indeciso tra l'accettazione di una indigeribile realtà e il desiderio di contribuire alla creazione di una società capace di riscoprire sentimenti nobili. Ogni giorno il Moralista commenterà le notizie che la cronaca propone col piglio di chi non deve servire nessuno se non la ricerca della verità. Una ricerca naturalmente relativa e quindi soggettiva, ma onesta e leale.

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