imagesCA76QUDTTemo che negli ultimi anni sia stato sottovalutato da molti, me per primo, il forte legame sussistente fra il concetto stesso di Stato e quello di Democrazia. Abbiamo depotenziato il ruolo dello Stato per favorire la nascita e il rafforzamento di organismi sovranazionali presuntivamente illuminati; abbiamo destrutturato un equilibrio rispettabile, basato per l’appunto sul rispetto della sovranità dei singoli Stati, nella speranza di favorire così facendo la nascita dei mitologici “Stati Uniti d’Europa”; e abbiamo infine affidato le speranze e la vita di intere generazioni nelle mani di burocrati da strapazzo, emissari e difensori degli interessi di quello che una volta sarebbe stato chiamato “denaro organizzato”.  Abbiamo fatto bene? No, abbiamo fatto male. Malissimo. Prima di avventurarci in questioni di contorno, è giusto ribadire un assioma cardine: nel buio del potere pubblico detta legge la forza economica del privato. Solo la politica, legittimata dal voto, ha il potere di intervenire sui reali rapporti di forza che una qualsiasi società esprime, per il tramite di leggi e regolamenti pensate per aggredire le disuguaglianze materiali. La nostra Costituzione, non a caso invisa a colossi bancari come Jp Morgan, relativizza la natura della proprietà, prevedendo esplicitamente la possibilità di esproprio per ragioni di pubblico interesse (art. 42, comma 3). Morto lo Stato, inteso quale forza capace di esercitare un potere esclusivo all’interno di un definito contesto territoriale e geografico, chi potrà mai intervenire per garantire il cristallizzarsi di un sistema conformato secondo i dettami della giustizia sociale? Nessuno. I soloni che paventano il ritorno del “nazionalismo”, padre di ogni guerra e disgrazia, lavorano in realtà per perpetuare all’infinito la supremazia degli oligarchi privati. Lo Stato è vissuto come un ostacolo dai plutocrati, perché potenzialmente in grado di porre un freno alla bramosia isterica di un manipolo di avari apolidi cementati da occulte e perverse appartenenze. In sintesi: senza una cornice pubblica di riferimento, la politica scade a teatrino, stanco e inutile rituale. La massoneria contemporanea (come provato da diverse e coincidenti fonti da approfondire in seguito), non a caso, ha individuato nello Stato il suo principale nemico. La strategia volta a creare nuovi equilibri attraverso la creazione artificiale di continui shock è evidentemente impregnata di esoterismo (“solve et coagula”). Questo tipo di approccio assume caratteristiche diverse per luoghi geograficamente diversi, ma la filosofia unitaria che sottende certe scelte rimane comunque leggibile in filigrana. Quelli che in Europa scelgono la strada del terrorismo economico per uccidere gli Stati, impoverire le masse e consegnare il potere nelle mani dei banchieri centrali, sono gli stessi che in Medio Oriente puntano sul terrorismo sanguinario dell’Isis per ottenere risultati altrettanto destabilizzanti. In questa ottica le cosiddette “primavere arabe” sono simili alle cosiddette “crisi del debito” dei paesi occidentali, fenomeni eterodiretti da menti raffinatissime che sul caos edificano nuovi quanto meschini sistemi di potere (“ordo ab chao”). Questo schema ha prosperato fino ad oggi al sicuro grazie soprattutto ad una provvidenziale coltre di impermeabilità ora fortunatamente declinante. Alcuni flussi informativi, per quanto tacitati, alla lunga produrranno effetti dirompenti, indispensabili per promuovere un radicale e globale cambio di paradigma. Per quel giorno sarà bene che ognuno di noi si faccia trovare dalla parte giusta della Storia.

    Francesco Maria Toscano

    14/08/2014

    Categorie: Editoriale

    27 Commenti

    1. ilcosmista scrive:

      Post spettacolare: uno schiaffo alla presunzione degli architetti di cimiteri.

      Il caos è parte dell’ordine così come l’ordine è parte del caos.

      Così come la vita è parte della morte e la morte è parte della vita.

      Noi siamo per la vita: chi vuole distruggere per creare è nemico dello spirito dell’Uomo.

      La vita è lotta contro l’entropia.

      http://bit.ly/1JXOWLW

    2. Vela Vevo Detto scrive:

      Se questa fosse davvero la posizione che sta facendosi strada nella massoneria si tratterebbe di un articolo molto importante.
      Certo che dopo quello che è successo di dubbi ce ne sono molti.

      • il Moralista scrive:

        Io non sono massone, né portavoce della posizione di nessuna occulta congrega. Il mio ragionamento è semplicemente frutto di una meditata analisi personale. Saluti

        • Adri scrive:

          Occulta congrega…questo dice tutto.
          Ma che diavolo è successo?
          E Fra Cazzo da Velletri, poveraccio, è rimasto senza parole.
          Comunque il signor Toscano senza i clown a intralciarlo ha molte potenzialità nel suo ambito calabrese.
          L’altro soggetto invece lo vedo sul viale del tramonto.
          Ancora qualche colpo di coda forse, qualche starnazzamento altisonante…e poi non ne sentiremo più parlare. Meno male. :)

        • Gianluca scrive:

          Sono lieto che finalmente hai maturato l’assurdità della strategia kamikaze di rinunciare a uno Stato in cambio di un non-Stato privatizzato nei diritti e nelle istituzioni.

        • Antonio Banderuolas scrive:

          Che dire…sembra quasi che il nostro toscano sia rinsavito…quello che non convince è la velocita’ alla quale questa guarigione psicogeopolitica sia avvenuta.
          Comunque ogni tanto ce la faremo una sbirciatina posologica per controllare eventuali ricadute viral-massoniche…cosi tanto per farci anche noi due risate ahahhahahaha

          • il Moralista scrive:

            Nessun inspiegabile mistero. Semplicemente la crisi greca, con annessa sconfessione di un preciso referendum popolare, ha dimostrato al di là di qualsiasi ragionevole dubbio che questa Ue è irriformabile, nonché nemica giurata della democrazia e dello stato di diritto.

    3. ” Morto lo Stato”…

      Condivido pienamente il concetto e rilancio citando un passaggio leggibile a pg. 47 de Globalizzazione e Glocalizzazione di Zygmunt Bauman edito nel 2005.

      ” Il fenomeno più importante, nell’Europa d’oggi, è il lento affievolirsi del concetto di Stato-Nazione. Lo Stato-Nazione ha rappresentato un’istituzione straordinaria nella storia, che ha unito gestione economica, autorità politica ed egemonia culturale. Oggi, la questione economica si sta spostando dallo Stato-Nazione a causa della globalizzazione dell’economa. Lo Stato -Nazione non è più un sistema economico, autonomo o autosufficiente per quanto riguarda l’egemonia culturale, essa si sta muovendo verso il basso, verso movimenti sociali, comunità, gruppi etnici ecc. Ciò che rimane dello Stato-Nazione è soltanto una pura autorità politica non sostenuta da gestione economica ed egemonia culturale”

      Cosa vuol dire? Vuol dire che lo Stato-Nazione è da riformare partendo dal basso in una nuova visione degli Stati Uniti d’Europa, affinché lo Stato ridiventi Stato, mettendosi al riparo dal potere economico. Indi, concordato di non interferenza tra Potere Politico e potere economico-finanza.
      Lo Stato di Natura, colui che ci governa ci sta insegnando il viatico per dare serenità a ogni singolo cittadino, spetta a noi percepire il cambiamento e creare una adeguata società basata sulla serenità di ogni singolo cittadino. A Francesco, oserei consigliargli ( considerando la stima) di creare altresì una area META, ove ogni singola sfumatura venga valutata, analizzata in visione della nuova casa Europea che andremo a edificare.

      UN GRANDE POPOLO IN UNO STATO PICCOLO!

      Lunga vita e ad maiora!

      • Gianluca scrive:

        Lo Stato Europeo NON esiste nemmeno nelle menti delle élite europee. La strategia kamikaze e perdente dimostra solo malafede o fanatismo. Unica soluzione praticabile è tornare agli Stati keynesiani e costituzionali.

      • Gianluca scrive:

        Tra l’altro senza un analisi storica, economica e culturale del sentimento tedesco e nord europeo, non si capirebbe la logica mercantilista ed economicamente guerrafondaia dei tedeschi, che NON hanno avuto pietà nemmeno dei loro fratelli dell’est.

    4. Cesco scrive:

      Spero che vi vogliate avviare sulla strada del sovranismo democratico.

    5. aleale scrive:

      Complimenti al Moralista, davvero un grandissimo post. Attendiamo a questo punto un intervento del Magnifico Fraccazzo!

      Resta indubbio che quando si ha la libertà di ragionare al di fuori di binari prestabiliti le conclusioni a cui perveniamo sono quasi scontate. In questo caso la schiacciate evidenza di quanto la democrazia sia inconciliabile con qualsiasi forma di universalismo imposto dall’alto. Con buona pace degli ordini mondiali a cui lavorano i banchieri e i loro servi massoni da almeno tre secoli.

    6. Gianluca scrive:

      Vivissimi complimenti, finalmente uno sguardo realistico della politica europea e sulle ingenuità(?) “europeiste”.

    7. alessandro scrive:

      Ottimo articolo! Aggiungo che la cessione di quote sempre più consistenti di sovranità nazionali ad entità ed organismi sovranazionali si è perpetrato senza nessuna condivisione e partecipazione democratica dei cittadini, anche mediante forzatura delle costituzioni. Basti pensare al famigerato divorzio fra il Tesoro e la banca d’Italia nel ’81 o all’adesione all’euro. Per non parlare dei trattati di Lisbona e Maastricht. Attualmente in gran segreto si svolgono le trattative sui famigerati accordi sul TTIP. Non si può continuare a permettere lo svuotamento dei poteri sovrani sanciti dalla costituzione a colpi di decreti legge o leggi approvate con maggioranze risicate da burattini al servizio di non meglio precisati interessi privati. Non c’è alcuna nota stonata o nessun rigurgito nazionalista di ritorno nel voler riacquistare la propria sovranità e controllo della politica economica, fiscale e monetaria. Semmai è bene diffidare di quella politica “nazionalista” che in maniera scomposta cerca di accalappiarsi voti facendo leva sul problema dell’immigrazione, senza conoscerne le ragioni e senza offrire adeguate e concrete soluzioni. Oltretutto sviando l’attenzione dei cittadini (o delle anime semplici) su categorie che non hanno colpa dell’attuale crisi economica e sociale. L’articolo suggerisce una fondamentale priorità che dovrebbe essere al centro di qualsiasi piattaforma politica in Italia e ovunque, ovvero il rafforzamento delle costituzioni, affinché le cessioni di sovranità ad entità sovranazionali possano concretizzarsi, in condizioni di parità con altri stati, solo a seguito di un dibattito nazionale che coinvolga adeguatamente l’opinione pubblica (occorre un attento monitoraggio sulla qualità dell’informazione… pareggio di bilancio in costituzione docet…) e con maggioranze qualificate degli organi di rappresentanza popolare. Chiunque vada a governare in futuro l’Italia dovrebbe pertanto promuovere: l’uscita dell’Italia dall’euro e fare dei trattati europei e del “pareggio di bilancio in costituzione” carta da… bagno; la modifica della costituzione affinché preveda il rifiuto del principio di autonomia della banca centrale dal dicastero del Tesoro, sovranità monetaria, fiscale ed economica esercitata dallo stato, espressione della sovranità popolare e qualsiasi cessione ad entità/organismi sovranazionali deve essere approvata con legge costituzionale.

    8. raffaella c. scrive:

      POPOLO=STATO=DEMOCRAZIA=GIUSTIZIA
      Grazie Francesco.

    9. roberto scrive:

      Parole condivisibili, caro Toscano. Il problema, o uno dei problemi, è che questa gente illuminata se la canta e sa la suona solo al suo interno, tra confratelli. Nel segreto hanno nei decenni tessuto una tela che li vede ai vertici di qualsiasi istituzione. Il popolo sempre distratto è stato accuratamente tenuto all’oscuro delle loro manovre. Bisogna allora ammirare le loro menti raffinatissime o essere costernati dal livello infimo del popolo bue, becero e semianalfabeta?

    10. L’apoteosi di codesto articolo è che la parola POPOLO; compare per prima! Una unione cerebrale al punto tale da immaginare un filo rosso, invisibile, che ci unisce a favore del POPOLO.

      Ad maiora e lunga vita!

    11. raffaella cozzo scrive:

      C’è popolo e popolo….
      La corretta informazione è alla base di tutto.
      Se quei signori, che di illuminato non hanno proprio niente (sfido chiunque a
      ritenersi tale..), avessero a che fare col popolo veramente più coeso e informato, non riuscirebbero a fare più nulla ai vertici di qualsiasi istituzione.
      Fanno solo accoliti sul popolo semi becero è vero…ma alla lunga sparirebbero.
      Si sedes non is
      si non sedes is

    12. Ovidio G scrive:

      Qualcuno mi potrebbe spiegare le dinamiche dietro la possibile elezione di Corbyn come leader del partito Laburista britannico per cortesia?

      E’ un altro reazionario travestito da “socialista”? A me non sembra…pero’…

      Siccome qua sta succedendo il finimondo, con continue ingerenze della vecchia guardia, mi chiedo se la vera risposta alle logge reazionarie non stia partendo proprio dal Regno Unito.

    13. tonino b scrive:

      francesco,
      non vedo più i miei post?
      ma, che fai… censuri?
      non pare un comportamento da calabrese illuminato…!!!
      un saluto bakuniniano

    14. […] (Francesco Maria Toscano, “Abbiamo criminalizzato il concetto di Stato-nazione, e abbiamo fatto male”, dal blog “Il Moralista”). […]

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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