allendeIl nazismo tecnocratico, fenomeno relativamente recente che punta alla decimazione del popolo europeo per il tramite di politiche dolosamente pensate ed attuate con l’obiettivo di aumentare malattie, fame e disperazione, comincia a mostrare la corda. Angela Merkel, massimo esponente visibile di questa nuova forma di nazismo, è stata costretta a cavalcare l’onda del povero bambino siriano annegato nella speranza di recuperare qualche punto di gradimento. Il Cancelliere tedesco, dopo avere ucciso la democrazia greca imponendo a Tsipras di tradire il chiaro risultato referendario del 5 luglio scorso, è oramai universalmente percepito come un nuovo fuhrer in gonnella, pronto a violare le regole basilari della democrazia pur di mantenere un saldo e feroce potere di veto e di controllo sull’intero Vecchio Continente. Ad Angela non basterà versare qualche lacrima di coccodrillo in stile Elsa Fornero per riguadagnare una verginità definitivamente perduta in occasione del vile ricatto utilizzato per piegare la resistenza ellenica. La Germania, nonostante i recenti spot amplificati dai media di regime, è tornata ad essere il problema principale per il mondo intero. Alcuni, comprensibilmente, mi accusano di utilizzare una retorica troppo forte per definire gli equilibri interni di un Paese- la Germania per l’appunto-che esprime comunque istituzioni solide e certamente democratiche. “Non è spregevole paragonare la Germania odierna, ospitale e rispettosa dello stato di diritto,”- spiegano i soliti ottusi soloni- “con quella vergognosa e miserabile che caratterizzò l’orrida  epopea hitleriana”? No, e vi spiego il perché. Le potenzialità sanguinarie insite nell’attuale governance teutonica sono evidenti agli occhi di tutti quelli che non hanno ancora portato il cervello all’ammasso. Come è possibile spiegare razionalmente la piroetta di Alexis Tsipras, il quale prima trova il coraggio di indire un referendum per resistere alle pressioni germaniche, salvo poi arrendersi senza condizioni giusto all’indomani della grande vittoria referendaria? O Tsipras è pazzo e schizofrenico o qualcosa non torna. Io penso che la seconda ipotesi sia decisamente più probabile. Fino a quando i diversi capi di governo si limitano a fare un po’ di propaganda dal sapore elettorale, i nazisti tecnocratici capitanati dal violento massone Wolfang Schaeuble lasciano fare. Quando poi, però, le decisioni si fanno serie, ecco che gli uomini delle tenebre entrano sapientemente in azione facendo intravedere ai malcapitati interlocutori scenari apocalittici. Quando Varoufakis dichiara che “Tsipras è stato forzato a capitolare”, cosa intende dire? “Forzato” in che modo? Io credo intenda dire minacciato, minacciato di morte da parte di chi possiede curriculum, crudeltà, cinismo, fama e carisma per rendere credibili le proprie promesse. Non è da tutti far tremare un capo di Stato, e se Tsipras si è inginocchiato in un battibaleno deve avere vissuto come reale la possibilità di poter fare la fine di Allende. Questo per dire che i nazisti tecnocratici che oggi governano l’Europa non eliminano fisicamente i dissidenti solo perché non ne hanno ancora bisogno. Perché ottenere con il sangue ed il terrore ciò che si può avere in maniera meno cruenta? Quando però, un giorno, i nazisti tecnocratici dovessero trovarsi putacaso di fronte al pervicace coraggio di un capo di stato qualunque, pronto a mandare in soffitta l’austerità anche a costo di ignorare reiterate “diffide” e “ bonari ammonimenti”, come si comporteranno simili galantuomini? Io credo non si faranno scrupolo alcuno ad utilizzare l’omicidio politico quale estrema ratio per il mantenimento del potere, mettendo così in bella mostra quella croce uncinata ora furbescamente occultata sotto i panni di un ecumenismo recitato ed infernale. Chi guarda la crisalide senza affidarsi soltanto ai sensi-  bensì usando l’anima razionale che esiste nel cuore di ogni uomo- sa già di trovarsi di fronte ad una farfalla. Lo stesso vale con riferimento alle gesta dei vari Schaeuble, Draghi, Merkel e Dijsselbloem, la cui furia potenziale sfugge all’attenzione soltanto di chi non vuole vedere nè capire.

    Francesco Maria Toscano

    9/09/2015

    Categorie: Politica

    9 Commenti

    1. Ovidio G scrive:

      E Hollande? Non aveva pure lui fatto inversione a U sull’economia non appena eletto?

    2. bertoldo scrive:

      Anche Berlusconi (al di la’ delle simpatie politiche) e’ stato “forzato” a dimettersi ed a votare a favore dei vari Monti-Letta-Renzi a danno del popolo italiano.
      (probabilmente pensera’ di aver salvato qualcosa…)
      Il trafugamento della salma di Mike Bongiorno, a mio avviso, fu un primo forte segnale diretto a Berlusconi per indurlo alla guerra di Libya contro il caro amico Gheddafy.
      Tuttavia questi poteri forti che ci stanno soggiogando, non hanno piu’ un grande margine di tempo, in quanto sta loro scoppiando tra le mani qualcosa di molto grosso che pensavano di aver calcolato fino all’ultima mossa.
      Nemesi storica ineluttabile.
      Hanno voluto una vittoria troppo piena.

    3. andrea z. scrive:

      Basta leggere il libro: “Confessioni di un sicario dell’economia” di John Perkins per capire in che modo le elites dirigenti transnazionali controllano i grandi Paesi e ricattano i piccoli.
      In questo passo tratto da Wikipedia viene descritto il ruolo differente dei sicari e degli sciacalli dell’economia:

      I sicari, gli sciacalli, l’esercito

      Racconta Perkins che il ruolo del sicario dell’economia nasce con i lavori di Kermit Roosevelt jr, funzionario della CIA che ebbe un ruolo predominante nella risoluzione della questione iraniana nel 1951, quando il leader iraniano Mohammad Mossadeq si ribellò allo sfruttamento del petrolio nazionale da parte della precursore dell’attuale BP, nazionalizzandone il patrimonio.

      Per rispondere alla sua azione, e per paura di un intervento dell’URSS, il Regno Unito chiese aiuto agli USA, che inviarono sul luogo Roosevelt, che minacciò e corruppe un manipolo di persone per generare rivolte violente e far cadere Mossadeq, facendo salire al trono il dittatore Mohammad Reza Pahlavi, alleato con gli USA.

      Da allora un sicario dell’economia è un professionista il cui lavoro consiste nel convincere paesi strategicamente importanti per il suo datore di lavoro (spesso gli USA) a contrarre significativi impegni finanziari con la banca Mondiale, con l’agenzia statunitense per lo sviluppo internazionale (USAID)e con altre organizzazioni umanitarie.

      I prestiti che questi organi internazionali si vedono richiedere vengono giustificati in base a straordinarie previsioni di sviluppo economico, spesso inventate, che vengono stilate dagli stessi sicari.

      In base al contratto degli impegni finanziari, i prestiti vengono poi reinvestiti in opere pubbliche commissionate a multinazionali del mondo occidentale, e nel rimpinguare le casse delle poche famiglie che detengono il potere reale delle risorse naturali del paese protagonista.

      I problemi per la nazione sorgono quando si tratta di ripagare il debito verso le associazioni di credito internazionali.

      Il contratto viene stipulato in maniera tale che questo debito sia fondamentalmente ingestibile, così che la nazione soggetta diventi di fatto controllabile da parte delle organizzazioni internazionali, e, in definitiva, da parte degli Stati Uniti.

      Il decollo industriale basato su previsioni economiche gonfiate tarda a venire, così che il paese si ritrova con un debito insanabile, e con la possibilità di una minaccia di black out economico nel caso in cui il creditore internazionale dovesse chiedere indietro i fondi versati.

      In questa maniera gli USA si assicurano un nuovo paese soggetto al proprio controllo, che può sfruttare, ad esempio, come voto favorevole all’interno dell’ONU.

      Fattore fondamentale è l’accondiscendenza dei governatori e delle famiglie influenti del paese, che vengono sostanzialmente pagati per lasciar fare. Tutto il sistema si basa sulla corruttibilità delle persone al comando.

      Altra figura centrale del sistema è lo sciacallo dell’economia, che entra in azione qualora fallisca il sicario. Nel caso in cui, per esempio, si scopra che il governatore del paese non è corruttibile, o che altri fattori esterni hanno bloccato l’opera dei sicari, gli sciacalli organizzano un attentato al presidente, così da togliere di mezzo il problema.

      Una volta tolto di mezzo la persona non corruttibile, viene messo al governo del paese un governatore fantoccio pronto a firmare contratti miliardari con le multinazionali interessate.

      Se falliscono anche gli sciacalli, e tutti gli attentati non vanno a buon fine, allora entra in gioco l’esercito, che attacca la nazione così da destabilizzarne il governo e sostituirlo con uno assoggettato.

    4. Junius scrive:

      Allende era un noto massone.

      Trova le differenze tra i vaniloqui dei mondialisti cialtroni per cui “non esiste la lotta di classe”, e l’imperialismo del capitalismo USA è solo una “presunzione”, e le parale di colui che è stato un Uomo prima che utile idiota del capitalismo finanziario: per Allende, guarda un po’, non c’è stato “scudo” che tenesse.

      https://www.marxists.org/archive/allende/1973/september/11.htm

      Al sondaggio del Moralista, manca l’unica risposta a cui avrebbe risposto affermativamente Allende: le “massonerie”, come tutti i portatori più o meno sani di sovrastrutture, non sono né la soluzione, né il problema.

      Esiste solo la lotta di classe: in particolare, chi crede di poter custodire segreti sapienziali nel terzo millennio, non crede alla democrazia sostanziale.

      È nemico di classe.

      Vanno distinti gli attori nella Storia dagli strumenti che usano: chi fa di tutto per dribblare Hegel e Marx, è guardiano del potere. Che sia massone o meno.

        • Gio scrive:

          ciao Junius

          Qualsiasi interpretazione del “nazionalismo di sinistra” in termini esclusivamente marxisti è parziale, e dunque infondata.
          Se pretendi onestà intellettuale devi riconoscerlo.
          Così come devi riconoscere che, la soluzione marxiana al “conflitto di classe” non può essere compresa e dunque spiegata se non in una prospettiva rigorosamente anti-nazionalistica.
          Altrimenti non citarlo Marx.
          Altrimenti la sostanza delle tue argomentazioni rischia di essere non dissimile dal quella di alcuni commentatori che , ad oggi, ancora pensano che la soluzione di tutti i mali sia esclusivamente rappresentata dal ritorno alla forma dello Stato-Nazione, dimenticando, o meglio, IGNORANDO, che gli USA tanto e giustamente criticati , sono una NAZIONE (tra lo stato confederato dell’800′ e lo stato federale attuale c’è una differenza sostanziale tale da configurare gli USA come vera e propria NAZIONE. la letteratura scientifica sull’argomento te la risparmio). Anche perchè la conosci meglio di me!!! Ed è questo che non capisco.
          Quando spieghi il fenomeno dei flussi migratori di massa come diretta conseguenza delle logiche libero-scambiste, del freed trade, dici una ovvietà! Scusa se te lo dico. Ma c è ancora qualcuno che non lo sa? Eppure la letteratura scientifica parla chiaro, sono gli stessi teorici della mobilita dei fattori produttivo che lo scrivono candidamente, nero su bianco.
          Non ho mai letto una tua critica nei confronti di coloro che scrivono grossolanamente qui e altrove nel web, ormai è una moda, che la soluzione TECNICA (lo ripeto 2 volte: TECNICA!) a tutti i mali sia stampare piu moneta (sic)!!! Ma se ne siamo già inondati!?
          Ma se è proprio la centralizzazione dei capitali in zone con scarse tutele dei lavoratori, in primis, a creare danni!?
          ps
          non ho alcuna intenzione di dar vita ad inutili polemiche. Voglio solo capire.

          • Junius scrive:

            Ciao Gio,

            Marx è contraddittorio rispetto al nazionalismo: si mette di traverso a List in una certa fase della sua riflessione, mentre, sempre lui ed Engels, nel Manifesto danno per scontato che la lotta di classe passi prima per la via nazionale.

            Ti faccio notare che la logica del “tanto peggio tanto meglio” che argomenta contro List non è conforme a quella che si presuppone l’etica fondante del socialismo che tanto faceva incazzare Nietzsche: molti comunisti del XX secolo l’hanno adottata, pensa solo alla guerra civile spagnola. La versione “cosmopolita” di “proletari di tutto il mondo unitevi” è recente, invece: si afferma a cavallo tra i ’60 e i ’70… con la controrivoluzione neoliberista.

            Cercati per piacere le argomentazioni di Lenin sia relativamente al patriottismo sia l’analisi per cui denuncia l’implicita natura reazionaria di un tentativo di federare l’Europa. Ripeto: leggiti l’analisi che fa e come deduce che l’esito non potesse che essere reazionario un secolo prima che si verificasse.

            Gli stati federali come gli USA, l’Australia, il Canada, ecc. nascono dal colonialismo e dall’imperialismo: prima si sterminano gli autoctoni, quindi si procede a ripopolare “melting pot” tramite l’immigrazione/deportazione.

            Free trade (Hayek) e politiche razziali (Kalergi) sono due facce della stessa medaglia: questo ti assicuro che non è chiaro.

            In Europa stai assistendo al più grande genocidio mai concepito: non a caso nella culla della cultura e della democrazia.

    Commenta a Junius


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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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