untitledLa presa di posizione russa in Siria è benvenuta e produrrà effetti positivi. Da quando è caduto l’impero sovietico e il mondo è diventato a guida “unipolare”, tutto è cambiato in peggio. Qualsiasi potere, sentendosi incontrastato, tende a dare il peggio di sé, legittimando per il tramite della forza anche le scelte più oscene e disgustose. Il crollo dell’Urss ha fatto più male ad Ovest che ad Est, liberando negli Stati Uniti istinti malefici e incontrollati che hanno finito  con il distruggere nel giro di un ventennio l’autorità morale che gli americani si erano guadagnati sul campo in Europa e nel mondo. La guerra fredda fu vinta dalle parte giusta senza bisogno di sparare neppure un colpo di cannone. Come poteva finire altrimenti uno scontro fra un sistema illiberale e violento, popolato da sudditi che non vedevano l’ora di fuggire, e un mondo libero, fatto di prosperità, civiltà e democrazia? Con buona pace di Marx fu proprio il comunismo-e non il capitalismo keynesiano- a cadere su se stesso “vittima delle proprie intrinseche e insanabili contraddizioni”. Da allora però tanta acqua sotto i ponti è passata. Gli Stati Uniti di oggi, per una incredibile nemesi della storia, somigliano troppo ai torturatori di un tempo. Dall’Afghanistan all’Iraq, dalla Libia alla Siria, fino all’Ucraina, le élite a stelle e strisce creano dappertutto “eggregore” perverse, mostri eterodiretti che servono solo a giustificare interessati interventi militari ovunque nel mondo. Sempre nel nome dei diritti umani e della democrazia naturalmente. D’altronde per risolvere un problema bisogna prima prendersi la briga di crearlo. Dietro la nascita dell’Isis, oramai lo ammettono pure le pietre, ci sono le manine in guanti bianchi di alcuni perversi e occulti cenacoli a prevalenza occidentale; dietro le rivolte “colorate” nell’Europa dell’est, appaltate a squadracce naziste sul modello “Pravy Sector”, si intravedono le sagome degli stessi identici grembiulini; e persino alle spalle e al fianco del nazista tecnocratico Wolfang Schaeuble, una specie di Al Baghdadi incravattato specializzato nella tortura scientifica dei Paesi dell’Europa del sud, si stagliano i cappucci neri dei soliti noti. Se all’interno delle diverse pubbliche opinioni occidentali comincia a sorgere il dubbio sulla veridicità di alcune ricostruzioni proposte dal circuito informativo mainstream è anche e soprattutto per merito di Putin. Mentre i russi combattono per davvero per disintergrare i tagliagole dell’Isis, Obama balbetta, evidentemente spiazzato dalla scelte di un leader che ha trovato finalmente il coraggio di squarciare quel putrido velo di Maya che trasfigura gli assassini in liberatori a beneficio di telecamera. Assad non sarà un santo, ma non è certamente peggiore dei tantissimi dittatori sparsi in giro per il mondo che continuano a dormire sonni tranquilli. A partire dalla sanguinaria dinastia saudita cara agli americani per intenderci. Cosa hanno prodotto gli interventi in Iraq e Libia? Caos e violenza. Ma la disintegrazione dell’autorità statuale non è il frutto casuale delle scelte imporvvisate di alcuni appredisti stregoni, rispondendo al contrario ad un preciso progetto geopolitco che trae giovamento, linfa e forza dal dilagare del disordine. Lo stesso dicasi per il terrorismo economico imperante in Europa, con la Germania di Merkel chiamata a recitare la parte dell’Isis, fino a quando i padroni veri- fino ad oggi complici e mandanti dei tedeschi- non decideranno che è arrivato il momento di bastonare a sangue i crucchi per riacquistare il plauso e la gratitudine di tutti quei popoli (a partire dai greci) fino ad oggi vessati dalla furia teutonica. Il caso Volkswagen suggerisce che quel tempo è vicino (anzi, è già arrivato). Come si dice “utile idiota” in tedesco?

    Francesco Maria Toscano

    30/09/2015

    P.s. invito chi volesse ricevere maggiori informazioni sul Movimento Federale Keynesiano che stiamo costruendo ad inviare una mail al seguente indirizzo: f.toscano79@libero.it

    Categorie: Editoriale

    22 Commenti

    1. Ovidio G scrive:

      Intervento molto bello e azzeccato.

    2. davide scrive:

      sono d’accordo su tutto tranne che su un punto ovvero la differenza tra est e ovest; ricordo che in una puntata di un programma francese in onda in italia con il nome ” posso dormire da voi?” il giornalista si recava in un paese sperduto dell’ex unione sovietica e, dopo aver fatto conoscenza con alcuni abitanti del luogo, si è recato a casa di alcuni di questi e gli ha fatto delle domande su com’era l’unione sovietica: il russo ha si detto che si sentivano in gabbia ma ha anche detto che non c’era tutta questa povertà di adesso ovvero non si era ne troppo ricchi ne troppo poveri infatti tutti avevano il minimo indispensabile tipo la casa, il lavoro; successivamente il russo ha aggiunto che loro pensavano che l’occidente fosse la terra promessa ma la loro speranza si è rivelata un’illusione poichè non credevano che le cose sarebero cambiate in peggio…quindi dire che ha vinto la parte migliore mi sembra leggermente impreciso: direi piuttosto che ha vinto la parte più furba ed infatti si sta rivelando per quello che è una tirannia che sta impoverendo i popoli in nome del capitalismo e del mercato…

      • Klaus scrive:

        l’URSS era un disastro ragazzi. Nessuno sulla terra può realmente rimpiangerla se non per la nostalgia di quel momento di “gloria” imperiale.
        Lasciate perdere le interviste agli sperduti abitanti, la realtà è che nessuno di quelli che era riuscito a scappare in occidente era mai tornato indietro.
        Come disse lo stesso Putin anni fa: “Chi non ha nostalgia dell’URSS è senza cuore. Chi davvero vorrebbe tornare indietro è senza cervello”

    3. Il distacco tra Gioele Magaldi e Francesco Maria Toscano, ha fatto bene all’area Meta – andare oltre la destra e la sinistra- Voglio dire che Gioele ( a mio avviso) è tornato a essere l’intellettuale che ho conosciuto e altresì Francesco il rivoluzionario che seppe catturarmi intellettualmente. Tutti uniti per una Europa dei POPOLI. Codesta divisione, mi è assai gradita!

    4. Anna scrive:

      Alla buona ora e finalmente il Toscano strizza l’occhietti all’amico Putin ma rovina tutto inserendo quell’insopportabile espressione “squarciare il velo di maya”…peccato
      Parla di oscure elite a stalle e striscie e grazie al cielo non ci rifila il solito ritornello delle urlodge ma ecco che poi cj spiattella un bel “eggregore” che ci sta alla geopolitica(di base o avanzata che sia) come il formaggio sulla pasta e vongole…
      Riabilita parzialmente Assad e ci parla del mercenariato nazistoide operante in ucraina…tutto sommato ci possiamo accontentare anche se si percepiscono ancora certe influenze esterne esotericheggianti il cui unico ruolo è produrre derealizzazione cognitiva.
      L’importante comunque caro Toscano che poi un giorno non te ne esci con quella grande minchiata che il consigliere personale di Putin in tema di geopolitica è quel Dugin personaggio marginale della scena politica russa ma non si sa per quale motivo dipinto qui in Italia come il guru del Kremlino.
      Questa è un piccola dritta sulla quale dover riflettere…
      Mi aspetto adesso un po’ di troll fintoputinisti…eh si caro Toscano ora ti tocchera’ avere a che fare anche con quelli….
      Ciao Moralì e buon lavoro :)

    5. Paropurelirigoris Grigoriou scrive:

      Dugin colpisce la fantasia perché evoca pretese pan russe che al tempo stesso spaventano e affascinano come un favoloso ritorno dei tempi degli Zar. Tempipiù tumultuosi ma meno prosaici dei nostri e che in fondo rimpiangiamo tutti.

      Su Obama vorrei far notare che in politica estera è stato il migliore degli ultimi presidenti USA e accanto alle critiche gli si deve un minimo di riconoscimento per la disponibilità ad andare verso un mondo un po’ più multipolare.

      • Anna scrive:

        No…i push-agents che utilizzano la figura di Dugin non lo fanno con intento romantico e dire che in fondo un po’ tutti rimpiangiamo tempi piu’ tumultuosi e meno prosaici è un a “cornice di senso fuorviante”.

        Il “duginismo italico” è un pezzo ben preciso a ruolo determinato della disinformazione antirussa.
        La tua affermazione è nella migliore delle ipotesi una semplificazione.

        Su obama invece non si ravvisa nessuna disponbilita’ alla multipolarità in quanto l’agenda usa non ha cambiato di un virgola nel corso degli anni…quello che è cambiato è proprio il fatto che adesso gli stati non proprio piu’ uniti d’america si ritrovano gia’ ad operare in un teatro politico multipolare…ed è proprio questo cambio geopolitico che ha generato le crisi di ue,ucraina e siria.

        Siamo gia’ in un mondo multipolare.

        • Paropurelirigoris Grigoriou scrive:

          Sì, ora respira e rilassati.
          Intanto non siamo in un mondo multipolare se non nei tuoi sogni; poi non ho detto che si parla di Dugin con intento romantico ma che il pubblico è disposto a credere al fatto che sia importante per quei motivi che ho elencato.
          Nella migliore delle ipotesi ti devi prendere un paio di Lexotan ma temo che ci voglia qualcosa di più.

          • Il Cucchiaio scrive:

            Andare ad personam con il lexotan,che evidentemente conosci bene :D , rivela quello che sei un nervoso portiere di serie b greca…Non rigirare le frittate…erano stati invocati i trolletti di periferia e voila’ dal cilindro guarda cosa è uscito :D ahahahaha
            Ti piacerebbe che il mondo multipolare odierno fosse un sogno eh?

            • Esicastico scrive:

              Proliferano i poveretti in cerca di rivincita esistenziale.
              Obama sta cominciando ad accettare la necessità di un mondo multipolare. Prima di lui il mondo non era univocamente dominato dagli USA ma si cercava di fare in modo che lo fosse rifiutando l’opzione pluralista.
              Forse le cose cominciano a cambiare ma certamente i complessati esaltati sniffatori incalliti non lo possono comprendere.

      • Il Cucchiaio scrive:

        La logica e il buon senso affermano che per poter rimpiangere qualcosa è necessario averla esperita.
        A meno che oggi non ci siano persone che abbiano piu’ di duecento anni questo ipotetico rimpianto arbitrariamente assegnato a “tutti noi” è frutto di un ragionamento a totale mancanza di logica.

        • Esicastico scrive:

          Cito.

          “La logica e il buon senso affermano che per poter rimpiangere qualcosa è necessario averla esperita”

          Ti renderai conto spero dell’idiozia che hai scritto.

          • Esicastico scrive:

            Una piccola nota sul significato di nostalgia per gli ignorantelli frustrati e rancorosi.

            “Portuguese scholar Aubrey Bell attempts to distill this complex concept [la "saudade"] in his 1912 book “In Portugal”, describing saudade as “a vague and constant desire for something that does not and probably cannot exist, for something other than the present”

            L’ignoranza non è una colpa ma coprirla con l’arroganza e la stupidità impedisce di uscirne fuori. Povero amico mio.

            • Mezzo minuto di raccoglimento scrive:

              Eh si non saranno le citazioni in porteghese che ti riabiliteranno caro Gingol Bell che ti senti cosi AcCulTurato tutte le volte che hai a che fare con noi… :D ahahaha capito il giochetto di parole ;) ? Arrampicandoti sugli specchi della saudagi ,che ci posti con tanta autoreferenziale erudizione, non fai altro che stimolarci quello che ti meriti..un gran sonoro pernacchione:https://www.youtube.com/watch?v=-T-yGGagQt0

          • Cita la scimmia di sempre scrive:

            Stocastico è proprio un buontempone…ma non è che sei amico di Braquette?

    6. alessandro scrive:

      In una sola parola: realpolitik… giusto per non avventurarmi in considerazioni circa il se e quando potremo iniziare a dire di aver scontato definitivamente il debito di riconoscenza verso gli USA, semprechè abbiamo mai maturato un debito con essi o con altre entità, semprechè esistano o siano mai esistiti gli USA o che questi siano espressione di poteri altri. Quale che sia la verità storica, personalmente mi ritengo fortunato ad esser nato nel blocco giusto, dalla parte giusta e non condivido appieno l’affermazione “…distruggere nel giro di un ventennio l’autorità morale che gli americani si erano guadagnati sul campo in Europa e nel mondo…”. Proverò piuttosto ad interpretare alcuni aspetti partendo dagli spunti critici dell’ottimo Moralista.
      L’aver deposto Gheddafi (almeno in quel modo e con quella tempistica…) è stato un errore e lo sarebbe anche deporre ora Assad. Assumendo come priorità la lotta al fondamentalismo, se non si hanno contingentemente alternative alla dittatura al potere, sostituire in questo momento un governo totalitario e sanguinario con il disordine e l’instabilità politica sarebbe un regalo all’ISIS. D’altro canto ne è pieno il mondo di dittatori. In questo senso Putin ha ragione a chiedere agli USA prudenza nel pressare sulla deposizione di Assad. Ma credo che gli USA temano, a ragion veduta, che Putin getti una bomba sull’IS e una sui ribelli schierati contro il governo siriano in carica, nella prospettiva di consolidare il potere di Assad. Nel mentre, mi auguro che i francesi (o Hollande …per guadagnare un po’ di visibilità e credibilità ormai sotto le scarpe…) abbiano il buon senso di non creare altri casini come in Libia… Altra questione sollevata nell’articolo sulla presunta guerra ai crucchi che avrebbero terminato il loro tempo a disposizione per fare la guida nazione kapò, credo che dipenda non tanto dalla decisione di qualche oscuro consesso… Il fatto è che è già la seconda volta che da parte degli USA arrivano messaggi obliqui alla Germania (da ultimo aver fatto scoppiare lo scandalo Volkswagen, guarda caso proprio dall’America… e con un tempismo alquanto sospetto rispetto alla decisione della FED di aumentare i tassi d’interesse…. diciamo che le carte erano pronte per essere tirate in ballo al momento più opportuno). Gli USA si sono definitivamente rotti di tirare la carretta dell’economia mondiale, di fare da locomotiva all’economia mondiale, utilizzando ed assumendosi le responsabilità dell’utilizzo di propri mezzi di politica fiscale e monetaria (altrochè Germania locomotiva d’Europa…), nel mentre che in Europa si deprime la domanda interna di beni e servizi. Anche la Cina credo inizi a rompersi degli esperimenti sociali di deflazione condotti in Europa. Per completare il quadro gli USA spingono in gran segreto per chiudere con il TTIP per imbrigliare la “potenza” tedesca. Io la vedo così. In ogni caso né Obama né Putin stanno facendo una gran figura in tutto questo complicato scenario.

      • Jkxcy/bis scrive:

        Ma secondo te,a differenza di Obama e Putin, tu pensi di aver fatto una gran figura co sta pappardella che ci hai rifilato?

        • alessandro scrive:

          non avevo niente da fare… e a quanto pare neanche tu con quel nick che pare un codice fiscale e i tuoi compari dediti ore al trolleraggio… cercati un lavoro e non mi rompere i cojoni

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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