untitledIl 31 marzo del 2014 pubblicai sulle pagine de “Il Moralista” un articolo titolato “Le quattro fasi del neonazismo tecnocratico (clicca per leggere). Invito i miei lettori a rileggere adesso l’analisi fatta allora valutandone ex post l’efficacia. Rivolgo un simile invito non tanto per titillare il mio ego o inseguire vani apprezzamenti (“quando qualcuno di mi dà ragione mi domando dove ho sbagliato”, diceva l’insuperato Oscar Wilde), quanto per rendere evidente  la smaccata coerenza di un progetto razionale, pianificato nell’ombra da personaggi alla Mario Draghi, che non può produrre risultati diversi da quelli che effettivamente produce. Per compenetrate in profondità il significato della sintesi testé proposta, è utilissimo rievocare il mito- caro alla cosmogonia orfica- rappresentato dalla dea “Ananke”. Chi è “Ananke”? Non è facile tradurre in italiano il senso più profondo del significato che il termine originario è in grado di veicolare. In ogni caso, la migliore traduzione di  “Ananke” è “Necessità”, forza misteriosa e temuta contro la quale perfino Zeus, padre degli dei, poteva poco o nulla. Questa idea di “Necessità”, secondo l’umile e modesta interpretazione di chi scrive, non va confusa con il dozzinale concetto di “Fato”o “Destino”, più consono quest’ultimo a trasmettere negli umani un senso di passiva e rassegnata  accettazione degli eventi, tutti presuntivamente determinati da una specie di capricciosa dea bendata che premia i fortunati e castiga gli sfigati. Ananke non è il croupier che dà le carte al tavolo da gioco, tanto per capirci. O perlomeno non è solo questo. Ananke è invece più simile ad una “necessità logica”, posta quale fondamento “magico” di un processo che, pur nutrendosi del libero arbitrio di tanti singoli uomini, è infine di tipo “deterministico”. Ananke è cioè il lievito che trasforma “necessariamente” gli elementi già “liberamente” lavorati da mani esperte e consapevoli. Abbracciata quest’ottica, è possibile leggere in anticipo il progressivo annichilimento della civiltà occidentale pur non facendo uso di arti “divinatorie”, a patto di  possedere però “occhi per vedere” ed “orecchie per sentire”. L’esercizio del potere, per quanto reso volutamente di difficile comprensione da chi “complica” per mestiere, risponde sempre a leggi semplici e riconoscibili. In estrema sintesi le masse possono essere governate o tramite il consenso o per mezzo della paura. Ma mentre chi sceglie la prima strada si preoccuperà del miglioramento materiale e spirituale dei cittadini che pro-tempore rappresenta, sapendo di raccoglierne comunque in prospettiva perlopiù l’indifferenza o persino il disprezzo, quelli che scelgono la seconda strada si troveranno invece sempre costretti ad alzare di continuo la posta, affannati nel costruire scenari via via più terrificanti e mostruosi al fine tenere alta la soglia di “attenzione”  di molti spettatori resi manipolabili e docili proprio per mezzo della crescente suggestione.  Il terrorismo economico, “spread”, “debito pubblico”, “riforme strutturali”, è l’altra faccia della medaglia del terrorismo politico ammantato di fanatismo, “jihad”, “nemici della fede”, “scontro di civiltà”, fenomeni in verità unitari fatti uscire dallo stesso cilindro dai soliti “stregoni” a seconda delle “necessità” (con la “n” minuscola) dettate dalla stretta contingenza. Ecco perché, probabilmente, “i signori della borsa” avvertono spesso con un certo sorprendente anticipo il verificarsi di alcune immani tragedie (clicca per leggere). Come gli uccelli che migrano con l’approssimarsi dell’inverno anche loro probabilmente mettono in atto condotte automatiche suggerite dalla dea Ananke. Inutile fare domande o chiedere spiegazioni. La divinità, quando è tale per davvero, di norma non risponde.

    Francesco Maria Toscano

    21/11/2015

    Categorie: Editoriale

    3 Commenti

    1. bertoldo scrive:

      Apprezzo molto la sua analisi.
      Chi ha scelto la seconda strada, quella del dominio mediante il terrore, forse, per NECESSITA’, ha dimenticato il vecchio proverbio di chi gridava attenti al lupo ad ogni pie’ sospinto, quando venne il Lupo veramente, nessuno piu’ vi credette.
      Il Lupo si mangera’ tutti ( o…Buonaparte…)
      Siamo talmente rintronati dal bombardamento di pseudo notizie, che per sopravvivere siamo costretti a lasciar passare tutto attraverso le orecchie.
      Forse e’ Necessita’ che si diventi tutti citrulli ingovernabili…

    2. Ilfarmacista scrive:

      Katanka

    3. johns. jacks. scrive:

      mentre il popolo e alla fame, i giocabbini, massoni,
      fanno carrire e prendono titoli, e soldi??
      maghaldi promosso patriarca, come mai??
      missione compiuta? lavoro svolto? p.m. propaganda massonica??

    Commenta


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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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      Sito di approfondimento politico, storico e culturale. Si occupa di temi di attualità con uno sguardo libero e disincantato sulle cose. Il Moralista è un personaggio complesso, indeciso tra l'accettazione di una indigeribile realtà e il desiderio di contribuire alla creazione di una società capace di riscoprire sentimenti nobili. Ogni giorno il Moralista commenterà le notizie che la cronaca propone col piglio di chi non deve servire nessuno se non la ricerca della verità. Una ricerca naturalmente relativa e quindi soggettiva, ma onesta e leale.

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