image567-1000x600Un altro tabù da rompere riguarda l’intangibilità del sistema parlamentare quale unico modello possibile per regolare la vita di un Paese. In linea di principio, l’idea di costruire un luogo che risulti essere lo specchio fedele della volontà popolare è sacrosanta. Fino a poco tempo fa il concetto di democrazia camminava di pari passo con il desiderio di “parlamentarizzare” il dissenso, diffondendosi nel Paese un processo volto ad affidare responsabilità di governo anche a partiti e gruppi storicamente esclusi dai processi decisionali. La vittoria finale del socialismo riformista su quello più marcatamente rivoluzionario è il frutto più evidente di una prassi dimostratasi capace di assorbire progressivamente i fermenti “antisistemici”, prima depotenziati per il tramite di crescenti ed interessate concessioni, poi completamente annichiliti all’indomani della caduta del Muro di Berlino e della fine in Europa dello spauracchio bolscevico. Una volta disarticolati a dovere i nemici di classe, i padroni hanno potuto tranquillamente mostrare il loro vero volto- famelico, cinico, ipocrita e violento- restaurando quello stesso modello classista ed elitario di fine Ottocento, sempre pronto  ad auto-legittimarsi ricorrendo all’occorrenza alle baionette brandite da macellai e carnefici come Bava Beccaris. Cosa è, a parte la retorica, oggi il Parlamento? Un luogo di bivacco, popolato da mediocri, idioti, saltimbanchi e opportunisti, pronti a passare da un partito all’altro per mero calcolo ed interesse contingente, sostenuti e facilitati nel prostituirsi dalla assoluta mancanza di una qualsivoglia idea di società. In nome e per conto di chi parlano i tanti nullafacenti che, alleggeriti dalla responsabilità di dover rappresentare gli interessi legittimi di gruppi organizzati, si dimenano senza costrutto a Montecitorio? In nome di niente e di nessuno, difesi solo da una valanga di consuetudini e luoghi comuni tenuti in vita dalla altrui pigrizia e indolenza, essendo evidente e innegabile il carattere profondamente autoritario ed eversivo di un modello di comando che, non avendo mai avuto rispetto per la sostanza, non si preoccupa ora neppure di salvare le forme. Se il parlamentarismo è oggettivamente agonizzante, non meno ridicolo sarebbe riproporre al giorno d’oggi il mito della dittatura del proletariato. A parte il fallimento storico del socialismo reale, rivelatosi nei fatti uguale e peggiore dei sistemi capitalisti e liberisti, è il caso di prendere atto  della scomparsa in radice del concetto stesso di “proletariato”, suggestione divenuta oggi più che mai oltremodo evanescente. Chi sono gli “ultimi” contemporanei? Gli operai? Non credo. Conosco realtà dove molti giovani farebbero a pugni pur di ottenere un posto da metalmeccanico retribuito con poche centinaia di euro al mese. La situazione è così disperata da trasfigurare persino l’immagine di quelle che una volta erano considerate e avvertite quali “classi subalterne”, adesso guardate quasi con invidia da una miriade di disoccupati, piccoli commercianti falliti, partite Iva senza una lira e senza prospettiva, tutti ridotti in una condizione così pietosa da far apparire “privilegiati” quelli che fino a ieri avremmo a buon diritto definito “sfruttati” . Non a caso sono proprio le organizzazioni tipiche del proletariato novecentesco, a partire dalla Cgil, quelle che si ergono a bastione e sentinelle di un sistema che usa i penultimi per bastonare gli ultimi, dando vita ad un sorta di corporativismo politico e sindacale che trova la sua perfetta e malefica sintesi in governi di sedicente sinistra come quelli di Monti, Letta e Renzi, tutti non a caso benedetti da un ex comunista senza scrupoli come Giorgio Napolitano. Per queste ragioni non dobbiamo da soli limitare il nostro potenziale spazio di manovra e di intervento, rivolgendo il nostro appello all’unità non soltanto alla classe lavoratrice, tradita e venduta dai capi di quelle stesse organizzazioni sindacali che banchettavano allegramente con Monti e Fornero, ma più in generale a tutti i nuovi poveri e non garantiti. Non ha più senso chiedere di espropriare i mezzi di produzione. Ha senso invece spostare la battaglia dal piano dell’economia reale a quello più specificatamente finanziario, riconsegnando nelle mani del popolo i principali centri speculativi bancari e assicurativi, divenuti al tempo stesso strumento di controllo, comando e sopraffazione. Strumenti pericolosi e invasivi proprio perché “riservati” e di fatto disconosciuti.

    Francesco Maria Toscano

    5/01/2016

    Categorie: Politica

    10 Commenti

    1. gio scrive:

      Hanno hackerato il blog?

    2. gio scrive:

      Criticare il “parlamentarismo” e auspicarne addirittura il superamento perché in Camera e Senato siedono (anche) cialtroni e personaggi mediocri, non rende giustizia alla tua intelligenza.

      • Abraxas scrive:

        Preso atto che i soggetti politici tutti che occupano gli scanni del Parlamento sono nel migliore dei casi degli inetti, nel peggiore delle consapevoli marionette, superare l’attualità potrebbe essere doveroso, oltreché auspicabile. Le istituzioni come le conosciamo, e il Parlamento ne è il primo rappresentante, sono un enorme unico buco nero che attrae a sé e inghiotte tutto ciò che gli è diverso e avverso, anche; che vorrebbe ma non può. L’istituzionalizzazione del dissenso (M5S?), la “parlamentarizzazione” di forze e movimenti politici alternativi, sono lo strumento più “pulito” che il sistema possa adottare per disinnescare qualsiasi pericolo di destabilizzazione che venga dal basso. Tuttavia, al momento, io non sono in grado di vedere un’alternativa possibile che non abbia in sé il rischio di una deriva autoritaria, ammesso e non concesso che le nostre istituzioni già non siano di tipo dittatoriale, seppure i forma “dolce”.

    3. […] Source:: L’AGONIA DEL PARLAMENTARISMO […]

    4. […] Di fronte alle violente inquisizioni sul M5S mi cadono proprio le braccia. Ma soprattutto mi cadono su una stampa allineata ferocemente sul caso di Quarto per distogliere l’attenzione dal piano malefico che sta cadendo sull’Italia, perpetrato dalle banche maggiori USA e Ue, sotto ordine di Schauble. Io capisco che i piddini o sono ormai immersi in una collusione senza scampo col peggio, da difendere fino alla morte, o sono degli idioti che non capiscono nulla di criminalità finanziaria, ma ci sono dei limiti anche all’idiozia e non è accettabile che continuino a osannare un Renzi, un Padoan, un Visco, che non hanno mai mosso un dito per difendere i loro risparmi o i loro diritti tutelati dalla stessa Costituzione, con un Governo succube alla Troika e complice di organi di non-controllo bancario delinquenziali che ora mettono a rischio i risparmi dei cittadini senza battere ciglio, mentre il governo Pd difende a spada tratta i banchieri gangster e le loro figlie passate alla politica. Ma sembra che il grande scandalo di cui tutti parlano sia l’infiltrazione della camorra a Quarto (40.000 abitanti), mentre si stanno perpetrando delitti ben più atroci sull’intero Paese (60 milioni di abitanti). E anche Salvini, invece di pensare solo ai furti dei migranti, mettesse qualche felpa per attaccare i furti dei Bankster non sarebbe male, salvo che la Lega, tra le porcherie della Banca di Lodi, le rapine sulle casse di partito e i fondi neri esportati all’estero non è che ci faccia una bella figura, per non parlare di Berlusconi, le sue mega evasioni fiscali, i suoi acquisti parlamentari da suk arabo, i magistrati comprati, le sue assicurazioni rapinose e i sequel di leggi ad personam. Per cui ci sono tutti dentro fino al collo e fanno tutti egualmente schifo. C’è proprio poco da osannare!! Renzi, per primo è sotto accusa, come un Giuda traditore. E Padoan e Visco a ruota, come gli assassini di questo Paese! Altro che fare processi alla Capuozzo!! Per questo fa più gioco riempire le pagine dei giornali con lo scandalo di Quarto e tacere sul capestro Ue che ci rapinerà i risparmi di una vita e manderà nel burrone l’Italia. Altro che aumento dello 0,7 vagheggiato da Renzi! Il ladruncolo extracomunitario o lo stupratore di Colonia diventano sulla stampa più importanti della grande rapina della Bce e della Germania sui conti di 28 Paesi, perché così va il mondo. I citrulli guardano le cose inferiori e si distraggono da quelle superiori, a prova di quanto deboli siano le teste e di quanto poco funzioni l’intelligenza umana. . L’AGONIA DEL PARLAMENTARISMO Francesco Maria Toscano http://www.ilmoralista.it/2016/01/05/lagonia-del-parlamentarismo/ […]

    5. […] Di fronte alle violente inquisizioni sul M5S mi cadono proprio le braccia. Ma soprattutto mi cadono su una stampa allineata ferocemente sul caso di Quarto per distogliere l’attenzione dal piano malefico che sta cadendo sull’Italia, perpetrato dalle banche maggiori USA e Ue, sotto ordine di Schauble. Io capisco che i piddini o sono ormai immersi in una collusione senza scampo col peggio, da difendere fino alla morte, o sono degli idioti che non capiscono nulla di criminalità finanziaria, ma ci sono dei limiti anche all’idiozia e non è accettabile che continuino a osannare un Renzi, un Padoan, un Visco, che non hanno mai mosso un dito per difendere i loro risparmi o i loro diritti tutelati dalla stessa Costituzione, con un Governo succube alla Troika e complice di organi di non-controllo bancario delinquenziali che ora mettono a rischio i risparmi dei cittadini senza battere ciglio, mentre il governo Pd difende a spada tratta i banchieri gangster e le loro figlie passate alla politica. Ma sembra che il grande scandalo di cui tutti parlano sia l’infiltrazione della camorra a Quarto (40.000 abitanti), mentre si stanno perpetrando delitti ben più atroci sull’intero Paese (60 milioni di abitanti). E anche Salvini, invece di pensare solo ai furti dei migranti, mettesse qualche felpa per attaccare i furti dei Bankster non sarebbe male, salvo che la Lega, tra le porcherie della Banca di Lodi, le rapine sulle casse di partito e i fondi neri esportati all’estero non è che ci faccia una bella figura, per non parlare di Berlusconi, le sue mega evasioni fiscali, i suoi acquisti parlamentari da suk arabo, i magistrati comprati, le sue assicurazioni rapinose e i sequel di leggi ad personam. Per cui ci sono tutti dentro fino al collo e fanno tutti egualmente schifo. C’è proprio poco da osannare!! Renzi, per primo è sotto accusa, come un Giuda traditore. E Padoan e Visco a ruota, come gli assassini di questo Paese! Altro che fare processi alla Capuozzo!! Per questo fa più gioco riempire le pagine dei giornali con lo scandalo di Quarto e tacere sul capestro Ue che ci rapinerà i risparmi di una vita e manderà nel burrone l’Italia. Altro che aumento dello 0,7 vagheggiato da Renzi! Il ladruncolo extracomunitario o lo stupratore di Colonia diventano sulla stampa più importanti della grande rapina della Bce e della Germania sui conti di 28 Paesi, perché così va il mondo. I citrulli guardano le cose inferiori e si distraggono da quelle superiori, a prova di quanto deboli siano le teste e di quanto poco funzioni l’intelligenza umana. . L’AGONIA DEL PARLAMENTARISMO Francesco Maria Toscano http://www.ilmoralista.it/2016/01/05/lagonia-del-parlamentarismo/ […]

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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