untitledFacciamo un po’ di ordine nella speranza di capire meglio cosa sta succedendo tra il governo italiano di Matteo Renzi e la commissione europea guidata dal nazista tecnocratico Juncker. Dopo anni passati ad accettare in maniera supina e con il capo coperto di cenere gli ordini impartiti da una serie di nipotini di Hitler asserragliati tra Bruxelles, Berlino e Francoforte, l’Italia di Renzi sembra (perlomeno a parole) avere riscoperto il piacere di conservare un briciolo di dignità. Chi attribuisce ai vari Juncker, Merkel, Draghi, Weber e Moscovici l’autorità per dire agli italiani cosa devono o non devono fare? Nessuno di noi ha mai conferito a lorsignori un mandato democratico in grado di legittimarne le scelte, onde per cui le richieste perentorie provenienti  da chi palesemente non ha titolo per avanzarle vanno vissute alla stregua di insopportabili ingerenze, per giunta violente e dai connotati palesemente dittatoriali. La storia insegna quale fine facciano in genere i dittatori di ogni risma una volta cambiato il vento. Ma questo è un problema che a tempo debito (presto) saranno chiamati ad affrontare proprio i “galantuomini” che fino ad oggi hanno ingenuamente pensato di poter congelare la democrazia in Europa senza pagarne infine un prezzo amaro e salatissimo. Fatta la dovuta premessa, verrebbe quindi da lodare l’operato di Matteuccio Renzi, in apparenza coraggioso fino al punto da rispedire al mittente le vili minacce profferite per conto terzi da qualche burocrate di terz’ordine. L’Italia non si fa ricattare caro Juncker, e chi pensa di trattare il nostro popolo come la serva di Cenerentola rischia in prospettiva di farsi molto male. In ogni caso non è questo il punto. Juncker è un nemico della Patria e su questo non c’è altro da aggiungere. Il punto vero riguarda invece la “tenuta” di Renzi. Il nostro premier sta solo alzando il prezzo per garantirsi uno spazio autonomo di manovra, oppure intende difendere per davvero il decoro e l’onorabilità degli italiani agli occhi del mondo? A leggere l’intervista rilasciata oggi al Corriere della Sera da Yoram Gutgeld, pessimo consigliere economico di Renzi, non c’è da stare affatto tranquilli. Gutgeld, già uomo di Mckinsey (clicca per leggere), è espressione diretta di quei poteri che lavorano senza sosta per annullare i diritti dei lavoratori, aumentare le disuguaglianze e sacrificare la democrazia nel nome del predomino dei mercati finanziari privati e globalizzati. Infatti, nello spiegare lo scontro in atto tra Renzi e Juncker, Gutgeld si preoccupa di derubricare la contesa a questione di metodo (“su qualche dossier l’approccio della Commissione nei confronti dell’Italia è rigido”), rivendicando con orgoglio lo zelo con il quale il governo Renzi si sta nei fatti preoccupando di obbedire ai diktat europei. In particolare, non contento dello sfacelo in tema di sanità provocato dai continui e insensati tagli (si gioca con la vita delle persone), Gutgeld anticipa per conto del governo Renzi l’applicazione di ulteriori limiti di spesa, pensati per annullare completamente il diritto alla Salute sancito nella nostra Costituzione. Renzi non pensi di avere a che fare con gente che “ha l’anello al naso”; se la posizione del governo dovesse risultare quella chiarita da Gutgled a Federico Fubini (clicca per approfondire), la diatriba con l’Europa assumerebbe i contorni di mero “scontro tra banditi”, lasciandoci quindi del tutto neutrali e indifferenti. Se invece, e sottolineo se, Renzi troverà in concreto il coraggio di sposare una battaglia di principio- per amore di giustizia prima che per calcolo strumentale e contingente interesse- di certo troverà cammin facendo al suo fianco un esercito, finora silente, composto da resistenti motivati e incorruttibili. Renzi scelga: o con il popolo italiano o con i danti causa di Gutgeld (clicca per leggere). Tertium non datur. Il tempo è quasi scaduto.

    Francesco Maria Toscano

    20/01/2016

    Categorie: Politica

    6 Commenti

    1. […] Source:: RENZI SCELGA: O CON GUTGELD, MCKINSEY E LA FINANZA MASSONICA GLOBALIZZATA, O CON IL POPOLO SOVRANO […]

    2. ” il punto vero riguarda invece la tenuta di Renzi. Il nostro PREMIER ( VOTATO DA CHI?) sta solo alzando il prezzo per garantirsi uno spazio autonomo di manovra, oppure intende difendere per davvero il decoro e l’onorabilità degli Italiani agli occhi del mondo”. Renzi, è passato, è assurto a Presidente del Consiglio in nessuna tornata elettorale, anzi è stato imposto da Mario Draghi. Voglio dire dare fiducia ad un essere simile è divenire compiacente. Caro Moralista, tocca a te. Personalmente una simile figura la butterei dalla torre… vossia che fa… oppure che farà?
      Lunga vita e ad maiora

    3. Daniele scrive:

      Renzi ha già scelto e di certo non ha scelto di stare con il popolo sovrano. Probabilmente sta solo cercando di recuperare la credibilità di molti Italiani che iniziano a non sopportarlo più e allora finge di fare il duro con l’Europa ma all’atto pratico non mi sembra faccia qualcosa per andarle contro seriamente. Credo che i nazisti tecnocrati lo vogliano spingere ad andarci giù ancora più pesantemente nelle riforme volte alla distruzione dello stato italiano altrimenti già pensano di sostituirlo con qualcun’altro disposto a toglierci le ultime briciole di democrazia e di stato sociale che ci restano.

    4. Ma noi, ormai avvezzi, lo sbeffeggiamo e rimandiamo al mittente il ciarpame umano propugnatoci come il nuovo Conduttore. Adoro la carta ” dell’appeso”! Lunga vita; Daniele!

    5. gengiss scrive:

      Renzi è stato messo lì dall’Oligarchia per fare due o tre cose gradite a loro: Jobact, riforma costituzionale ecc. Una volta completate queste “riforme”, diverrà inutile e potrà essere sostituito da qualche nuova promessa o direttamente dalla Troika

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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