untitledA pagina 42 del Corriere della Sera di oggi è pubblicato un lungo articolo di Paolo Mieli che, prendendo a pretesto l’uscita di un saggio di Vladimiro Satta, cerca maldestramente di “smontare” alcune ricostruzioni storiche proditoriamente definite “dietrologiche” proprio dal figlio del “capitano Meryll”. La sortita di Mieli ha tutta l’aria di essere una “excusatio non petita”, essendo il nostro un noto tessitore di trame lavorate quasi sempre al riparo di occhi indiscreti. Quelli come Mieli, abituati da anni a manovrare masse rese idiote da una disinformazione scientifica, tremano all’idea che una nuova ondata  di consapevolezza possa far crollare il vergognoso castello di menzogne costruito nel tempo da uomini “cerniera” fra mondo dei servizi e sistema mediatico. Fortunatamente, però, grazie all’esplosione di internet, molti cittadini hanno ora strumenti utili per demistificare e denunciare le manipolazioni interessate che il modello “mainstream”, per conto di una oligarchia finanziaria feroce, continuamente promuove. Nel suo lungo e noioso pezzo Mieli vorrebbe darci a bere che gli avvenimenti che hanno segnato il corso dell’Italia degli ultimi 50 anni siano stati in realtà frutto di dinamiche esclusivamente localistiche e impulsive, non etero-dirette cioè da nessuna manina straniera o servizio di intelligence. Ma non è meraviglioso il mondo di Paolo Mieli? Da Piazza Fontana fino alla nomina di Mario Monti sul trono d’Italia nel 2011 è tutto un susseguirsi di eventi limpidi, chiari e spiegati in tempo reale da giornalisti intellettualmente onesti che servono solo i rispettivi lettori. Come sono brutti invece quelli che vedono il male dappertutto, quelli cioè che pensano esistano per davvero uomini legati da cointeressenze spesso inconfessabili. Ma perché non bisognerebbe credere alla buona fede di Paolo Mieli? Chi di voi, ad esempio, dubita del fatto che Saddam avesse per davvero le armi di distruzioni di massa così come sosteneva un giorno sì e l’altro pure un altro protomartire della libertà di espressione come Angelo Panebianco nel tentativo nobile di rianimare la vis guerresca della fiacca gens italica? E come negare che, grazie alle riforme coraggiose di Monti e compagnia, l’Italia vive oggi una solida ripresa economica? E anche nel caso in cui qualche monello avesse l’impudenza di confutare simili ovvietà, chi mai potrebbe non riconoscere l’onestà intellettuale di personaggi al di sopra di ogni sospetto come Mieli e Panebianco? Ora, fra i personaggi citati da Mieli, presuntivamente adusi ad accreditare teorie “complottiste”, ci sarebbe pure Giovanni Fasanella, autore de “Il Golpe Inglese” e “Colonia Italia”, libri molto documentati che ricostruiscono la rete di rapporti spesso incestuosi fra giornalisti e “barbe finte”. Sfortunatamente Mieli, anche nel pezzo odierno, non confuta nel merito le ricostruzioni di Fasanella, limitandosi a lanciare un generale anatema contro tutti i “profeti” del dubbio che osano smentire le versioni ufficiali proposte dal Grande Fratello di via Solferino e non solo. Qualcuno chieda a Mieli in versione “Alice nel Paese delle meraviglie” se è a conoscenza del fatto che è esistito un organismo chiamato “Psychological Warfare Branch”, Pwb per gli amici, creato sul finire della seconda guerra mondiale  con il preciso obiettivo di combattere una vera e propria “guerra psicologica” in Italia a vantaggio degli interessi inglesi.  E qualcuno chieda pure all’anti-complottista per eccellenza se ha mai sentito parlare di un giornale fondato a Napoli (“Il Risorgimento”) il 4 ottobre del 1943 da un certo “capitano Meryll”, al secolo Renato Mieli. Il capitano Meryll svolgeva all’epoca il ruolo di “press officer” presso il Pwb insieme ad Hubert Howard, perseguendo in particolare l’obiettivo di “normalizzare” la stampa nelle zone liberate (“Colonia Italia, pag 92). Evidentemente alcuni talenti devono essere ereditari… In ogni caso il fatto che Renato Mieli/Capitano Meryll- la cui figura per come emerge dalle carte desecretate dal governo inglese merita di essere appositamente approfondita- fosse un uomo al centro di un circuito di potere molto articolato non prova di per sé nulla di particolare. Magari per davvero Paolo Mieli, figlio del capitano Meryll, non ha mai respirato nella sua vita atmosfere che lo inducessero a pensare che è possibile immaginare la presenza di dinamiche sotterranee che sfuggono di norma ad occhio profano. La “purezza” di Mieli in questo senso incanta e commuove, suscitando erga omnes quel senso di innata e naturale empatia che chiunque  prova nel trovarsi di fronte personaggi che ricordano il  “fanciullino” caro a Giovanni Pascoli. Certo l’ossessione di Paolo Mieli nel combattere l’irrompere del “complottismo” appare un tantino esagerata e sospetta. D’altronde, penseranno i più maliziosi, che gusto c’è ad assistere allo spettacolo dei burattini se in controluce si vede già la sagoma del burattinaio?

    Francesco Maria Toscano

    1/03/2016

    Categorie: Editoriale

    5 Commenti

    1. […] il Moralista A pagina 42 del Corriere della Sera di oggi è pubblicato un lungo articolo di Paolo Mieli che, […]

    2. Alter ego scrive:

      A proposito di complotti vorrei sottoporvi un interessante articolo sugli avvenimenti italiani degli ultimi anni:

      http://federicodezzani.altervista.org/golpe-2011-una-minestra-riscaldata-servita-quando-fa-comodo-parte-ii/

    3. Care/i; dopo ciò, non volere bene a Francesco: è un atto insensato!
      Lunga vita!

    4. Ivan Stronzoski scrive:

      Toscano scrive:
      “…il vergognoso castello di menzogne costruito nel tempo da uomini “cerniera” fra mondo dei servizi e sistema mediatico”.
      Bravo…finalmente si parla di qualcosa di concreto.

      Ancora piu’ interessante sarebbe da analizzare:

      1 le congiunture tra servizi ,aziende di asset strategici e media;

      2 l’infiltrazione e la creazione di zone d’influenza “estera” nei boards delle aziende strategiche e relative pressioni sulla politica interna;

      3 occultamento ,da parte dei media ,di eventuali guerre “fratricide” tra aziende strategiche nazionali, fatte passare e schermate al grande pubblico sotto la piu’ rassicurante etichetta di polemica politica.

      4 individuazione delle cause di simili “guerre economiche interne”,presentate come normale tensione politica, come espressione delle guerre operate sul piano internazionale.

      Tutto cio’ che invece tende a semplificare e unificare,a risolvere i problemi con chiamate alle rivoluzioni,a utilizzare risoluzioni unidisciplinari come il sovranismo monetario..è il “vero,quindi falso, complottismo” ,la cui produzione e sua contestuale e irridente stigmatizzazione non provengono altro che dallo stesso laboratorio di ingegneria sociale.

    5. antonio scrive:

      Paolo Mieli è un ” signorino ” garbato che dirige ed orchestra le ” sue verità “. E’ un ospite abituale direi ormai ” di casa ” nelle cosi tante trasmissioni di approfondimento politico che noiosamente infestano a tutte le ore le “loro ” televisioni: di ” signorini ” ven’è a iosa pagati profumatamente chi con il canone TV chi con risorse pubblicitarie. Pensate se a condurre un format di approfondimento mettessero Paolo Barnard o F. M. Toscano. Li ne vedremmo delle belle vero caro Mieli, Gruber, Fazio e quant’altri ” Di martedì “?!

    Commenta a antonio


    "nella mia vita ho conosciuto farabutti che non erano moralisti ma raramente dei moralisti che non erano farabutti." (Indro Montanelli)


    A FURIA DI USARE...

    Scritto il 10 - ott - 2019

    0 Commenti

    VOX ITALIAE. PARTE IL...

    Scritto il 3 - ott - 2019

    1 Commento

    E’ IN ATTO UNA...

    Scritto il 19 - lug - 2019

    2 Commenti

    IL GOVERNO TECNICO C’E’...

    Scritto il 15 - lug - 2019

    0 Commenti

    LA MISERIA E’ RICCHEZZA....

    Scritto il 8 - ott - 2013

    22 Comment1

    I NAZISTI DI OGGI...

    Scritto il 24 - mar - 2014

    10 Comment1

    IL FIGLIO DEL CAPITANO...

    Scritto il 1 - mar - 2016

    5 Comment1

    LA TERZA VIA CHE...

    Scritto il 6 - mar - 2014

    10 Comment1

    TONY BLAIR DEVE ESSERE...

    Scritto il 5 - lug - 2016

    17 Comment1

    • Chi è il moralista

      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

    • Cos’è il moralista

      Sito di approfondimento politico, storico e culturale. Si occupa di temi di attualità con uno sguardo libero e disincantato sulle cose. Il Moralista è un personaggio complesso, indeciso tra l'accettazione di una indigeribile realtà e il desiderio di contribuire alla creazione di una società capace di riscoprire sentimenti nobili. Ogni giorno il Moralista commenterà le notizie che la cronaca propone col piglio di chi non deve servire nessuno se non la ricerca della verità. Una ricerca naturalmente relativa e quindi soggettiva, ma onesta e leale.

    • Disclaimer

      ilmoralista.it è un sito web con aggiornamenti aperiodici non a scopo di lucro, non rientrante nella categoria di Prodotto Editoriale secondo la Legge n.62 del 7 marzo 2001. Tutti i contenuti appartengono ai relativi proprietari, qualora voleste richiedere la rimozione di un contenuto a voi appartenente siete pregati di contattarci tramite la apposita pagina.