untitledDevo dire che non sono affatto persuaso della bontà e genuinità dell’inchiesta “Panama Papers”. Uno dei finanziatori della poderosa inchiesta in questione parrebbe essere George Soros, noto e controverso personaggio (clicca per leggere). Per chi lo avesse dimenticato Soros è quel simpatico signore che nel 1992- per mezzo dei soliti magheggi speculativi- determinò il crollo della lira, preludio per una serie di investimenti italiani avviati bontà sua di lì a poco proprio dallo stesso finanziere di origine ungherese (clicca per leggere). Dall’iniziativa economica di un tipo così è difficile possa venire fuori una inchiesta animata da sentimenti di verità o giustizia; molto più semplice è invece immaginare la messa in moto di una serie di minacce e ricatti, materie nelle quali notoriamente primeggiano coloro i quali sono avvezzi a frequentare “certi mondi”. Più ancora del contenuto dell’inchiesta in sé, è significativo l’uso che ne hanno proposto i media controllati con mano ferrea da una élite mondialista che inizia a mostrare segni di insofferenza. I nomi più altisonanti subito venuti fuori dalle carte sono quelli di Putin (e ti pareva…) e Marine Le Pen (che fantasia…), guarda caso due nemici della disumana globalizzazione oggi dominante che utilizza con disinvoltura il terrorismo politico in Medio Oriente e quello economico in Occidente (fenomeni intrecciati che verranno minuziosamente tratteggiati nel libro il “Nazismo Tecnocratico” di prossima uscita). Putin è colpevole di avere inferto un colpo mortale all’Isis del sedicente califfo Al-Baghdadi, testa d’ariete di un progetto sanguinario elaborato nei migliori centri d’intelligence di Paesi come Stati Uniti, Turchia, Arabia Saudita e Qatar. Per di più, quello che viene spregiativamente bollato come “Czar” dai giornali europei e americani, ha avuto pure l’ardire di contenere e calmare i bollenti spiriti delle squadracce neonaziste ucraine di “Pravy Sector”. Decisamente “troppo” agli occhi dei governanti del cosiddetto “mondo libero”. Come facciano poi gli europei a puntare il dito contro Putin esprimendo contestualmente un capo della commissione europea come Juncker (clicca per leggere)- fra i massimi esperti al mondo in tema di elusione fiscale- rimane un mistero doloroso. La strumentalità politica dell’inchiesta in oggetto è quindi pressoché evidente. Il processo di disintegrazione dell’attuale unione europea avanza in maniera velocissima, prendendo in contropiede quei subdoli “architetti” che non avevano preventivato una così netta accelerazione degli eventi. La possibile (e auspicabile) uscita della Gran Bretagna dalla Ue, le contorsioni di una Grecia tuttora torturata dagli aguzzini del Fondo Monetario Internazionale (clicca per leggere) e l’avanzata impetuosa e inarrestabile delle forze “antisistema”-gonfiate da una crisi economica che continua a mordere- costituiscono un mix dirompente, potenzialmente in grado di mandare definitivamente in soffitta quell’infame equilibrio di potere che oggi condanna all’indigenza e all’esclusione sociale generazioni intere.  Constatato il fallimento dei tentativi (se mai ce ne siano stati di non effimeri e velleitari…) di “democratizzare” gli attuali assetti globali, preso atto dell’oblio calato finanche sul tema degli “eurobond”, prima brandito come un “mantra” specie da quel pagliaccio del presidente francese Hollande, le scelte sono adesso pressoché obbligate. Tutti i sinceri democratici, quelli che cioè non intendono morire schiavi della Troika o dei mercati, non possono fare altro se non puntare su un graduale recupero del ruolo e della dignità dei singoli Stati nazionali, troppo frettolosamente sacrificati sull’altare di una idea di “progresso” rivelatasi alla prova dei fatti disastrosa e foriera di lutti e miseria. Le Pen e Putin, insieme ai tanti che in ogni parte d’Europa contribuiscono ora alla crescita di un vero e proprio fronte di Resistenza contro la barbarie attuale, sono i bersagli naturali di tutte quelle forze che lavorano affinché nulla cambi. Il ritorno di un sano patriottismo, declinato in chiave difensiva e come arma di contenimento rispetto ai tentativi di una genia apolide di comandare ovunque per mezzo del danaro, può servire. L’importante è non scadere mai nella apologia di un nazionalismo sciovinista e aggressivo di cui nessuno obiettivamente sente la mancanza.

    Francesco Maria Toscano

    8/04/2016

    Categorie: Editoriale, Esteri, Politica

    14 Commenti

    1. Rosario scrive:

      A Francé, ma per piacere va! Non è che solo perché Junker e tutti gli euroburocrati europei fanno schifo, allora Putin e Le Pen diventano i buoni. Fanno schifo pure loro, altro che “Resistenza alle barbarie attuali”, ma che diavolo dici!? Ma stiamo scherzando davvero!? Non ti sei reso conto che qua il “migliore” va preso a pietrate in faccia?
      Mi divertirò un mondo, quando uscirà che Putin è in combutta con i suoi cosiddetti “nemici” neo-nazisti ucraini. Così la finite di difendere questo personaggio insulso.

      • Rosario scrive:

        Per non parlare della difesa nei confronti di Marine Le Pen…siamo alla follia qua! Ricordo di tuoi scritti molto più lucidi in passato.

        • Gianluca scrive:

          Intanto la brutta e cattiva Le Pen sembra l’unica in Europa davvero contraria al dio globalizzazione dei “fratelli” progressisti e neo-aristocratici… e al ripristino di un minimo di statualità.
          Perché è inutile che ce la cantano con “noi siamo i buoni, noi vogliamo la giungla liberista, ma addolcita da tanto bel welfare”… l’anima liberista esce fuori sempre, quando difendono un progetto anti-umano come quello globalizzante. Io credo che avevano abbastanza cultura e acume, da capire che aprire alla Cina dove i diritti umani non esistono, e il diritto del lavoro è schiavitù, e la cultura del “valore” della vita… quasi non esiste, non è esattamente una mossa geniale.
          Per non parlare degli Stati Uniti, tanto da loro glorificati… Quando in realtà, avevano (al passato) da imparare da noi Europei in quanto a economia sociale di mercato e diritti.
          Ho condiviso molte delle critiche illuministiche del GoD, rispetto a una deriva “conservatrice” di Francesco Toscano, ma loro sono come il bue che dice cornuto all’asino: hanno dei bei dei pagani al centro della stanza (l’Unione Europea, la globalizzazione, l’Euro, gli Stati Uniti, ecc), e anziché fare autocritica in modo illuminato e razionale su un progetto che mette in competizione mondi troppo diversi e in modo troppo brutale… e dire: ragazzi, abbiamo sbagliato, fermiamoci, torniamo ad avere un po’ di frontiere alle merci e ai CAPITALI, e vediamo di armonizzare l’unione europea con passi più lenti e meno distruttivi, perseverano nel fanatismo eurocratico più ASSOLUTISTA.

    2. Gengiss scrive:

      Rosario potresti argomentare oltre che esprimere indignazione? Putin e’ l’unico limite all’imperialismo atlantista o no?

      • Rosario scrive:

        A parte il fatto che “imperialismo atlantista” non significa nulla. Per me gli Stati Uniti (perché degli USA si parla in fondo in fondo) non sono un’entità unica e non sempre nella storia hanno portato avanti gli stessi interessi. Ma applichiamo pure, per un attimo, questa logica: se ci stanno sui coglioni gli USA e l’ “imperialismo atlantista” che facciamo? Ci affidiamo a Putin, alfiere di un altro imperialismo, quello russo, e nemmeno un campione di civiltà moderna, liberale e democratica? Se volete affidarvici, fate pure, ma quello che non accetto è farlo diventare un santo, un martire, dell’opposizione ai poteri forti. Questa è un’enorme fesseria, anche perché Putin fa soltanto i SUOI interessi ed è parte integrante di altri poteri forti (se non gli stessi). Ragà svegliatevi, non siamo ai tempi della Guerra Fredda, qui le contrapposizioni sono infra-nazionali e molto più subdole. La logica “il nemico del mio nemico è mio amico” non funziona qua.

        • Rosario scrive:

          Per non parlare, come detto prima, di Marine Le Pen. Se si vuole essere contro quest’Europa, non ci si deve schierare per forza con Marine Le Pen, perdendo di vista che è una conservatrice, quasi reazionaria, anche lei.
          Quando leggo questi ragionamenti, mi viene da fare un parallelismo con coloro che, negli anni 30, si schierarono finanche con i fascismi, per sostenere l’idea anti-comunista.

        • Ivan Stronzoski scrive:

          “Aho rega’ svejateve”,”er nemico der nemico de l’amico da sorella da sora lella quanto è bella a tarantella”,”l’imperialismo nun significa che a carbonara sa magnamo”,” e urlogge reazinario laziale der centrocampo romanista”… :D ahahahaha per favore toglieteli di mano i libri sulle urlogge…dategli un bel pallone e un prato soleggiato che forse è meglio :D ahahahah

        • Gianluca scrive:

          Per me progressismo è libertà, quindi l’esatto contrario della globalizzazione… troppo potere nelle mani di pochi? Bisogna smontare tutto. Aziende, Unioni più o meno imperialisti, ecc

          • Ivan Stronzoski scrive:

            Per te è libertà, ma non per gli altri…una cosa sono le opinioni personali e un’altra cosa è la realta’.La propaganda progressista non è differente da quella reazionaria.Imporre il progressismo smontando aziende e unioni è gesto non meno reazionario di quelli perpetrati dai conservatori.
            Vi fate prendere per il culo dalla retorica, che credete nuova, ma è sempre la stessa.
            Quando poi tutto questo gioco di illusioni è mischiato con il fumo dei fessoterismi massoneggianti di sedicenti alte scuole iniziatiche allora è chiaro il significato delle favolette come il mago di oz.
            Finte rivoluzioni organizzate da oligarchi della finanza che nel front office parlano di democrazie e progressismo e nel back office cosa fanno?
            Andate a giocare al pallone in mezzo ai prati quella si che è liberta’…non le fregnacce che ascoltate dai pifferai magici.

            • Gianluca scrive:

              C’è qualcosa che non quadra nella tua risposta: la propaganda progressista dice “uniamoci e saremo più belli, biondi e liberi” (anche il GoD), io sono ormai dell’idea contraria. Anche perché i rapporti di forza dimostrano storicamente che le unioni sono annessioni mascherate da tonnellate di fascismo e propaganda violenta. Quindi, come farei a seguire il pifferaio in questo?
              Ridurre le grandi concentrazione di potere è l’ABC della rivoluzione francese…
              Cominciamo ad smontare questa UE dei commissari e dell’euro anglotedesco (anche se il regno unito l’euro non ce l’ha, ha un bel seggio bella BCE se non erro).

              • Ivan Stronzoski scrive:

                Forse non hai letto bene o io non mi sono spiegato.I pifferai,progressisti o neoaristocratici che siano, a cui mi riferisco, possono lottare tra di loro in un campo e per un fine(leadership mondiale), ma essere uniti(alleati pro tempore) per combattere un unione emergente(i brics) che sta rimescolando e cambiando gli equilibri tanto faticosamente raggiunti dalle massonerie di qualsiasi indirizzo politologico.Anzi è proprio la “Resurrezione Cristiana” della Russia, che ha portato definitivamente ad una nuova guerra latomistica, proprio come quando in una nave che affonda quelli che erano stati colleghi nell’equipaggio ora invece si scannano a vicenda per accaparrarsi le ultime scialuppe rimaste.
                In questo scenario,c’è:

                1) chi tenta di ricompattare le pax massoniche perdute;

                2) chi come i grembiulini rossi che accusano i neoconservatori di aver costruito muri con troppi mattoni;

                3)chi come i cappuccetti neri che incolpano i progressisti di aver fatto muri troppo bassi;

                4) chi invece indossa grembiuli neri ma cappucci rossi e sono quelli che vorrebbero scendere temporaneamente a patti con la Russia,da qui l’insorgenza del fintofilorussismo di contenimento, convinti che prima o poi si presentera’ l’occasione propizia per sferrare un tradimento,come protocollo latomistico d’ordinanza prevede ai danni di Putin…e cosi via…

                Come vedi non si puo’ semplificare come fai tu con concetti del tipo smontiamo qui smontiamo su, perche’ la realta’ è sempre piu’ complessa di come la raccontano i pifferai magici di qualsiasi orientamento latomistico siano.

              • opsoR-Rospo scrive:

                interessanti le ultime considerazioni di Ivan Stronzoski …(secondo me c’è molto del vero : il reale “quadretto” è più o meno quello….)…

                non so se ci leggo quello che intendeva dire l’Ivan…ma sta frase è interessantissima:
                “….Anzi è proprio la “Resurrezione Cristiana” della Russia, che ha portato definitivamente ad una nuova guerra latomistica, ….”

                Forse non ne son coscienti manco i Russi…ma la Russia è destinata ad essere il faro del mondo.

    3. […] il Moralista Devo dire che non sono affatto persuaso della bontà e genuinità dell’inchiesta “Panama […]

    4. Gianluca scrive:

      @Ivan Stronzoski:

      Io non ho detto come, ma cosa… non c’entra la semplicità.
      Il tuo quadro non mi sembra lontano dalla realtà, semplicemente poi oltre al pilota c’è anche la meccanica dell’auto che nel frattempo è stata costruita… ed è quella a cui mi riferivo.

    Commenta a Rosario


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