images5XM6P0NIIn questi giorni, con alcuni cari amici, abbiamo instaurato un intenso e positivo dibattito su tutta una serie di questioni che riguardano la contemporaneità. In particolare, sotto il profilo più strettamente filosofico, alcuni mi contestavano una deriva di preconcetta ostilità verso alcune forme sapienziali tramandate perlopiù da istituzioni misteriosofiche come la massoneria. Mi piacerebbe che gli amici in questione, alcuni dei quali appartenenti ad alcune storiche e prestigiose obbedienze massoniche italiane, volessero accettare il mio invito a trasferire su un piano pubblico questa dialettica confinata  al momento su un livello solo intimo e riservato, magari prevedendo e organizzando insieme degli appositi seminari di approfondimento e di confronto. Il mio invito non scade. Vorrei però precisare meglio i contorni del mio ragionamento, figlio di una evoluzione ponderata che mi ha portato a consolidare alcuni convincimenti che, naturalmente, valgono fino a prova contraria. Tutti quelli che si sforzano di capire genesi e ratio di una contemporaneità così tragica e infame, fatta di povertà insostenibili e soprusi inenarrabili, finiscono quasi sempre per sbattere contro il muro di menzogne eretto dagli alfieri del politicamente corretto. Ma come si fa a credere ancora che le guerre in Medio Oriente mirino al perseguimento dell’interesse delle popolazioni indigene, o che le disumane politiche del rigore applicate in Europa servano per preparare il terreno ad una imminente “ripresa economica”? Le risposte che il circuito ufficiale propone, magari accettabili da una maggioranza composta da cittadini capaci di accontentarsi di una risposta qualunque, risultano semplicemente irricevibili agli occhi di chi ancora conserva il gusto di valutare i fatti al lume di un personale senso critico non ancora mandato al macero. E se la risposta visibile alla luce non soddisfa, non rimane altro da fare che cercarne una migliore nei meandri di ciò che è costitutivamente ammantato- per parafrasare un celebre aforisma di Churchill dedicato alla Russia- da una “coltre di mistero avvolto in un enigma”. E’ sbagliato credere alle parole di chi, come Paolo Mieli, sostiene che “nei periodi di crisi il popolo ha bisogno di aggrapparsi a cospirazioni che semplificano”. E’ vero l’esatto contrario: “quando il livello di menzogne veicolate dal circuito informativo ufficiale supera il limite della decenza, le analisi offerte da commentatori “di nicchiadiventano giocoforza e in automatico più credibili e degne di attenzione”. Negli ultimi tempi diverse accattivanti pubblicazioni, alcune delle quali non a caso tacitate con fastidio dall’establishment, hanno provato ad offrire delle chiavi di lettura per permettere a chiunque di immaginare le possibili cause che hanno determinato l’ascesa al potere su scala pressoché globale di una nuova genia di nazisti tecnocratici. Una delle teorie più affascinanti fra quelle circolanti addebita una simile responsabilità proprio alla massoneria. Quelli che sposano un impianto concettuale in radice massonofobico tenderanno a fare di tutta l’erba un fascio, lanciando indistintamente scomuniche e anatemi contro gli assidui e impenitenti frequentatori della “Sinagoga di Satana”; quelli che invece trovano conveniente sul piano spirituale il predominio di una filosofia ecumenica e sincretista (che a cascata si riverbera inerzialmente sul mondo materiale determinandone quindi in maniera felpata anche i reali rapporti di forza) tenderanno a puntare il dito solo contro una “parte” della massoneria, anelando conseguentemente il rapido riemergere di quelle componenti interne reputate più degne, nobili e luminose. Ora, sulle ragioni che mi inducono a dubitare circa la possibilità di indossare proficuamente le lenti manichee per cogliere l’essenza più recondita di un fenomeno che affonda le radici proprio nella metabolizzazione del concetto di “unità nella diversità”, mi sono già espresso in passato e non è il caso di tornarci sopra. (clicca per leggere). E poi, a ben vedere, una eventuale e ontologica dicotomia interna alla massoneria potrebbe appassionare perlopiù gli “addetti ai lavori”, ovvero tutti quei massoni che- giocando la partita dall’interno- coltivano in concreto la possibilità di modificare con il proprio posizionamento gli equilibri complessivi. Il “profano” invece, che mai potrà avere una contezza diretta e non filtrata delle logiche in argomento, fa già molto nella misura in cui sceglie di  prodigarsi per capire quali forze si celino dietro gli eventi più tragici – dal terrorismo economico in Europa a quello politico in Medio Oriente- che avvelenano i nostri tempi. A questo punto le risposte che restano sul tappeto si riducono essenzialmente a due: o la colpa è del “destino cinico e baro”- come nei fatti sostiene il circuito informativo ufficiale- o è della “massoneria” ( quasi sempre evocata in un modo o nell’altro dalla maggior parte degli Autori che il Sistema bolla sbrigativamente alla voce “complottismo”); nel suo insieme secondo le correnti genericamente antimassoniche, o in una sua parte soltanto a sentire coloro i quali sposano e conservano al contrario un approccio filo-massonico. Ma, alla fine della fiera, di quali massonerie stiamo parlando? Non certo di quelle che osservano le leggi, depositano i nomi degli iscritti presso le rispettive prefetture ed eleggono i propri rappresentanti per mezzo di competizioni visibili, prassi queste in genere rispettate dalla Comunioni massoniche tradizionali più serie, antiche e numerose. Il problema semmai è rappresentato da quei consessi occulti- massonici o paramassonici- che vivono nell’ombra e nell’anonimato, cedendo di tanto in tanto alla tentazione di ricorrere all’utilizzo di una simbologia esoterica per condizionare le dinamiche di potere del mondo “profano”. Questo fenomeno, poco conosciuto e per nulla dibattuto, merita di essere seriamente approfondito e non sottovalutato. (continua)

    Francesco Maria Toscano

    23/04/2016

    Categorie: Editoriale

    15 Commenti

    1. Ivan Stronzoski scrive:

      A Francè hai pensato che si potrebbe anche fare parte contemporaneamente di un “massoneria in linea con la legge” e di una come la definisci tu “occulta e anonima”?
      Mi spiego meglio: suddividere “concettualmente” la massoneria in buona e cattiva,non piu’ sulla base dell’orientamento(progressismo vs. conservatorismo),ma sulla base della “visibilità-invisibilita’” ,è altrettanto una visione manichea.
      Non esiste una massoneria buona e una cattiva.Esistono gruppi di uomini,cordate piu’ ampie e correnti ancora piu’estese di individui, che condividono un metodo-pratico(la massoneria) di azione sul mondo,i cui(del metodo) sottomoduli operativi sono: gestione totalizzante dell’ambiente sociale,controllo delle risorse umane operanti su di un territorio,formazione cognitivo-comportamentale degli affiliati…se no perche’ mai dovrebbero usare un “linguaggio caricato”(tu lo chiami esoterico) per trasferire conoscenza,rappresentazioni rituali-simboliche per aumentare il coefficiente di coesione del gruppo(settarizzazione) e tracciare la linea discriminatoria profano-iniziato?
      Lo Stato dovrebbe bastare e avanzare per il controllo di un territorio,qualsiasi sovrastruttura(come la massoneria) piu’ che superflua è quanto meno sospetta?

      • il Moralista scrive:

        La tua riflessione contiene spunti interessanti. Però, credo che potrai convenire con me, una cosa è agire rispettando perlomeno le regole “formali”; un’altra è muoversi in assoluto spregio della legge, operando al riparo di simboli e sigle “esoteriche” (e quindi usate con l’obiettivo di “suggestionare”) per tentare di condizionare/deviare scelte libere di articolazioni visibili di quello Stato che tu, giustamente, intendi difendere sia nella forma che nella sostanza.

        • Ivan Stronzoski scrive:

          Si convengo,infatti quello che intendevo sottolineare è che se è vero che da una parte c’è una sin troppo semplificata demonizzazione della massoneria,magari cavalcata(la semplificazione) doppiogiochisticamente proprio da specifici circuiti essi stessi massonici,d’altra parte c’è una altrettanto fuorviante riabilitazione della stessa giocando su di una supposta legalitaria “trasparente-discrezione” (Orwell santo subito), che farebbe la differenza dirimente con quella occulta.
          Se dovessimo invece considerare lo Stato nella sua forma moderna come invenzione e dono dato al mondo profano da parte della massoneria stessa,allora dovremmo chiederci se tale dono era un vero dono, consacratorio della liberta’ del popolo(una sorta di dono rituale per il passaggio alla maturita’ civile), o se lo dobbiamo meramente prendere per un cavallo di troia…ti ho regalato lo Stato ma lo usi solo se a mio vantaggio.
          Come chiunque abbia capito qualcosina(grazie al buon senso) di massoneria, si puo’ rendere conto che esistono “manovre di costruzione” e “manovre di demolizione”, cosi alla luce di questa tipizzazione dell’operare massonico potremmo renderci conto che l’attuale crisi mondiale è una lotta tra chi vuole demolire lo Stato dal di fuori(immigrazione come arma non convenzionale) e chi lo vuole demolire dal di dentro(nazionalismi estremizzati).Quindi è semplice rendersi conto che le due anime della massoneria sono d’accordo sul fine e utilizzando per il raggiungimento di tale scopo due mezzi differenti e opposti,ottengono operativamente un mutuo rinforzamento secondo il principio di causalita’ circolare di Watzlawick.

          • il Moralista scrive:

            Sai però è un po’ dura da seguire…”l’immigrazione è l’arma usata dai massoni mondialisti mentre il nazionalismo è usato come arma dagli stessi circuiti che vogliono destrutturare lo Stato”…per carirà…sarà pure plausibile. Però messa così sembra più che altro un ghirigori…

            • Ivan Stronzoski scrive:

              Forse non mi sono spiegato,ho parlato di due anime massoniche che perseguono lo stesso fine con mezzi(estremi)opposti,che mutuamente si rinforzano l’un l’altro secondo principi di tattica ben noti.Altresi si puo’ essere nemici su di un quadrante ed alleati in un altro,come le piu’ banali analisi storico-geopolitiche illustrano.In ogni caso il diktat dei top-players massonici è distruggere lo Stato,con mano destra o mano sinistra che sia.
              Chiamali pure ghirigori ,anzi “principio di causalita’ circolare” del noto ghirigorista Watzlawick.
              Il diktat delle massonerie dominanti è estremizzare.

              • il Moralista scrive:

                Se perseguono lo stesso fine (a proposito: quale?) non sono due “anime diverse” ma la stessa anima che di volta in volta cambia strumento. Il discorso sull’Ucraina è chiaro e condivisibile. Gli stessi che in Siria finanziano Al Baghdadi, in Europa cianciano di società “aperta e accogliente”, in Ucraina armano i nazisti in funzione anti-Putin. Fin qui ci arrivo pure io. Non tutti però sono servi di questo gruppo di potere. E per stare dalla parte giusta basta scegliere quelli che nei fatti ne ostacolano il cammino. Ti viene in mente qualche nome a tal proposito?

              • Ivan Stronzoski scrive:

                Quando parlo di due anime diverse mi riferisco ad un’analisi-concetto conosciuta dagli storici della massoneria(e massoni essi stessi) che stabilisce come,a livello ideologico,esistono due grandi tronconi gia’ dai tempi del congresso di vienna,fazioni con due immagini esoteriche e geopolitche molto diverse,una a fedelta’ inglese e l’altra che sposta ad oriente le sue attenzioni.In fin dei conti atlantismo vs eurasiatismo.Ma attenzione questo eurasiatismo non ha nulla a che vedere con la politica di Putin.
                Questo estratto tratto dalla rivista Erasmo sintetizza cosi: “In
                linea di massima, per capire la geopolitica
                della Massoneria moderna bisogna immaginare
                una Obbedienza, o più Orienti, che gestiscono progetti strategici e politici diversificati
                e che, in casi particolari, possono
                raggiungere un temporaneo
                accordo.”
                Questi articoli sono scritti molto prima che uscissero libri che trattano lo stesso argomento ma che fanno confusione tacendo volutamente molte cose.
                Sul fine mi pare che era chiaro da quello che avevo scritto: nell’immediato è distruggere lo strumeto di governo Stato,con mano destra o con mano sinistra che sia.
                In Italia,da sempre laboratorio di ricerca di simili manovre,siamo sempre purtroppo all’avanguardia.

              • il Moralista scrive:

                Interessante. Se ho ben capito tu suggerisci una lettura della contemporaneità partendo da una biforcazione interna, giusto per semplificare, del tipo “Maria Carolina contro Gioacchino Murat”. Va bene, ma per arrivare ad una sintesi hegeliana dobbiamo però prima decidere con precisione tesi e antitesi…Perché non scrivi un articolo sul tema “atlantismo/eurasiatismo”? Si tratta di chiavi di lettura che meritano un approfondimento. Ciao

            • Ivan Stronzoski scrive:

              Se poi vuoi un esempio pratico di come operatori massonici possano essere progressisti su certi scacchieri spingendo per l’accoglienza indiscriminata di profughi e nazi-etnoestremisti su altri scenari geopolitici,basta che ti rivolgi all’Ucraina e troverai sempre gli stessi top-player a fare da sponsor.

              • il Moralista scrive:

                Quanto poi alla distinzione massoneria visibile/massoneria occulta non si tratta di lana caprina. La forma in certi casi è sostanza. Una cosa è rapportarsi con una Obbedienza che rispetta la legge e deposita le liste degli iscritti presso le rispettive prefetture; un’altra è consentire a consessi minacciosi, anonimi e occulti di provare a condizionare lo Stato e le sue articolazioni per mezzo della forza suggestiva che promana dalla comune appartenenza esoterica. Ti pare?

          • Fabio scrive:

            Perché quelli di destra vorrebbero distruggere lo Stato come quelli di sinistra ? A me pare lo difendano

    2. ” Lo stato dovrebbe bastare e avanzare per il controllo di un territorio…”

      Come può controllare il territorio se la Stato è talmente invadente, e per giunta Imprenditore, da divenire contenitore del malcostume politico?

      Lunga vita!

    3. Spartaco scrive:

      Che credi tu? Ch’a le rivoluzioni
      Fussero carbonari per davero,
      Cor sacco su le spalle e er grugno nero?
      Ma che! È lo stesso de li frammassoni.

      So’ muratori, si, ma mica è vero
      Che te vengheno a mette’ li mattoni!
      Loro so’ muratori d’opinioni,
      Cianno la puzzolana ner pensiero.

      Tutta la mano d’opera se basa
      Ner demolì li preti, cor proggetto
      De fabbricaje sopra un’antra casa.

      Pe’ questo so’ chiamati muratori
      E er loro Dio lo chiameno Architetto…
      Ma poco più j’assiste a li lavori!

      II.

      E siccome er Dio loro è libberale,
      Ma gira gira è sempre er Padreterno,
      Ne viè’ ch’er frammassone va ar governo,
      Ce trova er prete e ce rimane eguale.

      Se sa, l’ambizzioncella personale
      je strozza spesso er sentimento interno:
      È un modo de pensà’ tutto moderno
      E in questo nun ce trovo ’sto gran male;

      Se er frammassone cià li tre puntini,
      Er prete cià er treppizzi, e m’hai da ammette’
      Che armeno in questo qui je s’avvicini;

      Vedrai che troveranno la maniera
      De sarvà capra e cavoli cor mette’
      Un puntino per pizzo e… bona sera!

      Carlo Alberto Salustri

      P.S. Vedere e rivedere il film di Monicelli
      “Un Borghese piccolo piccolo” fino a scoprire chi ha ucciso veramente il ragionier Mario Vivaldi. Forse solo allora si capirà che non esiste una Chiesa buona e una cattiva come non esiste una Massoneria buona e una cattiva.

      Un Saluto al Toscano

      • Andrea scrive:

        C’è un’ampia ( ma continua ad ingrandirsi ) fascia di popolazione che sempre più ha bisogno di un capro espiatorio per giustificare ( soprattutto a se stessa ) i propri fallimenti o la propria scontentezza ( o addirittura disperazione, in certi casi ). E’ sempre stato così e sempre permarrà questo stato di cose. Poi c’è chi ha tutto l’interesse ad offrire, a quella fascia di popolazione ma non solo, un facile capro espiatorio per dirottare su bersagli di comodo l’insofferenza generale. Da sempre la massoneria ( insieme con gli ebrei, i maghi, le streghe, i diversi, i ‘matti’, ecc. ) ha rivestito questa funzione, importante per la ‘salute mentale’ dei più indifesi e dei più ‘semplici’. Tutto ciò è poi molto facilitato dall’uso generalizzato della rete, anzi sono certo che questo stato di cose è destinato ad allargarsi a macchia d’olio. Il tutto è poi agevolato dal fatto che noi italiani siamo un paese in gran parte di ignoranti, come dimostrano la classifiche di lettura di giornali e riviste in Europa.

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    "nella mia vita ho conosciuto farabutti che non erano moralisti ma raramente dei moralisti che non erano farabutti." (Indro Montanelli)


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    • Chi è il moralista

      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

    • Cos’è il moralista

      Sito di approfondimento politico, storico e culturale. Si occupa di temi di attualità con uno sguardo libero e disincantato sulle cose. Il Moralista è un personaggio complesso, indeciso tra l'accettazione di una indigeribile realtà e il desiderio di contribuire alla creazione di una società capace di riscoprire sentimenti nobili. Ogni giorno il Moralista commenterà le notizie che la cronaca propone col piglio di chi non deve servire nessuno se non la ricerca della verità. Una ricerca naturalmente relativa e quindi soggettiva, ma onesta e leale.

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