13151497_1153725197994234_8455730716841058104_nGrazie alla generosa intercessione di alcuni amici comuni, un paio di giorni fa ho avuto modo di scambiare due chiacchiere con Matteo Salvini, Segretario della Lega Nord oramai proiettato nel grande gioco nazionale. Sul piano umano sono rimasto molto sorpreso nel constatare il profilo decisamente gentile di Salvini, perfino delicato oserei dire, distante anni luce dal ritratto truce e kitsch di continuo proposto dal sistema mediatico cosiddetto mainstream. Tale evenienza a dire il vero non mi stupisce affatto, avendo letto e introiettato bene la lezione di George Orwell, riconosco le tecniche di manipolazione usate dal sistema con l’obiettivo di convincere i cittadini che “la guerra è pace”. Al di là dell’aspetto caratteriale, importante ma mai decisivo, quello che conta però è il dato politico. Esistono margini per immaginare una futura e organica collaborazione politica fra la Lega di Salvini e il nostro Movimento Federale Keynesiano, contenitore non ancora ufficialmente strutturato ma già al governo in importanti città del Mezzogiorno come Gioia Tauro? Io credo di sì, a patto però di definire bene, con chiarezza e con largo anticipo la linea di marcia. Fino ad oggi abbiamo volutamente e giustamente rallentato il processo costituente del nostro partito, considerando il quadro politico nel suo complesso troppo fragile e confuso. Il rischio di scivolare nel girone della marginalità e dell’ autoreferenzialità va scongiurato in radice come la peste, così come quello di declinare l’impegno politico in chiave narcisistica e personalistica, mali che hanno già ammorbato e tenuto in ostaggio l’Italia della oramai declinante “seconda Repubblica”. Per queste ragioni siamo disponibili in linea di principio a lavorare insieme ad altri per edificare una casa dalle fondamenta solide in grado di ricostruire una società oramai palesemente sventrata e disarticolata da una globalizzazione affamante e assassina che uccide nel nome dell’euro e dei mercati. Naturalmente non abbiamo neppure la presunzione di dover “dare le carte” nella definizione degli equilibri di potere del partito che verrà, rispettando le regole auree delle democrazia secondo le quali la guida dei processi politici è legittima quando si accompagna alla forza dei numeri e del consenso. Noi siamo ben radicati territorialmente (in Calabria ma non solo) e riteniamo di essere culturalmente attrezzati per spiegare alla pubblica opinione la bontà dei nostri argomenti, ma peccheremmo di arroganza e di ingenuità nel dipingerci alla stregua di  “fenomeno  potenzialmente autosufficiente”, pronto cioè ad incidere in “splendida solitudine” sui tavoli della politica romana che conta. Negare che la politica sia anche “lotta per il potere” è pura ipocrisia; ridurre però la politica a mera “lotta per il potere” è un crimine vero e proprio. Più che alla individuazione di futuribili nomine, incarichi e ruoli, siamo interessati a portare un contributo di pensiero che agevoli la cristallizzazione di una proposta politica lucida, accattivante e non ambigua. In questo senso la nostra “Carta dei Valori e degli Obiettivi” (clicca per leggere)  offre evidenti margini di confronto e di approfondimento. Riecheggiano forti le assonanze con Salvini circa il condiviso sdegno rispetto alle pratiche infami e usuraie in voga nella Ue di oggi, realtà maligna, antidemocratica e violenta che colpisce ovunque con insensato sadismo le categorie più deboli e indifese. Certo, il nostro impianto keynesiano, affezionato ad una idea di tassazione progressiva funzionale alla realizzazione di una società mai permeata da inaccettabili diseguaglianze economiche, ci impedisce di guardare con troppo entusiasmo alla ipotesi della “flat tax”, elaborazione teorica partorita dall’economista Alvin Rabushka, già allievo del liberista Milton Friedman, che prevede una aliquota secca per tutti al 15%.  Così come non sempre ci appassiona la difesa acritica e ad oltranza di alcuni uomini in divisa macchiatisi di comportamenti violenti (penso anche a Genova 2001), linea che in passato ha contagiato anche i vertici della Lega Nord. Una cosa è la difesa della legalità e il ripristino dell’ordine presuntivamente violato; un’altra è l’abbandono a pratiche di pura, gratuita e sproporzionata cattiveria. Un buon politico deve sempre conservare la lucidità di distinguere i due momenti. Ma queste sono cose che, al momento opportuno, saranno semmai oggetto di dibattito congressuale. Salvini è un uomo troppo intelligente per sapere che sotto il vessillo della “Lega Nord” non riuscirà a conquistare quote rilevanti di consenso in molte indispensabili aree del sud che non hanno mai dimenticato né digerito alcune “smargiassate” del passato- vagamente razziste e palesemente antimeridionaliste- usuali al tempo in cui comandava la carovana di Bossi, con annessi riti celtici e pellegrinaggi dalle parti del dio-Po. Il tempo del folklore è finito per sempre. Se Salvini, a breve, si dimostrerà pronto, lungimirante e risoluto nel buttare a mare senza rimpianti tutto il vecchio ed oramai inservibile armamentario ideologico tipico del Carroccio delle origini, per puntare con decisione alla formazione di un partito nazionale, identitario e votato alla giustizia sociale, troverà di fronte a sé praterie sterminate. Nel qual caso anche noi, con umiltà, spirito di servizio e nei limiti delle nostre possibilità, faremo fino in fondo la nostra parte.  

    Francesco Maria Toscano

    14/05/2016

    Categorie: Editoriale, Politica

    16 Commenti

    1. Ivan Stronzoski scrive:

      E vai con le felpeeee…A France’ io me ce renno conto che avecce na sponna de ‘ncerto peso mediatico en politica è na cosa normale…ma mo basta che nun te ce metti pure te e felpette :D ahahahahah…nun me pare che e felpette je la messe er circo mediatico ar gentile salvini.
      Ah Francè tu devi anna’ a chiede consijo en Russia si voi fa quarcosa de respiro nazionale e ce devi annà co n’idea tutta tua…senza intercessioni de santi…che poi passata a festa passa pure er santo dicheno a Roma :D ahahahahah
      Dasvidania Francescu’

    2. domenico scrive:

      il modello di flat tax che ha proposto la lega qualche mese fa rispetta il requisito della progressività, grazie alle detrazioni. Se non fosse progressiva sarebbe incostituzionale (art. 53)

    3. Gio scrive:

      L’identitarismo, come ideologia politica, si afferma compiutamente alle soglie del XXI secolo con la perdita dei confini identitari nell’epoca della post-modernità e l’affermazione delle identità fluide transnazionali; contrapponendo a queste ultime la riscoperta e la difesa di un’ identità nazionale che è pensata scioccamente come statica ed immutabile.

      In poche parole, conservatorismo politico e di riflesso scarsa tutele delle minoranze, esattamente l’opposto di quanto sancito a livello costituzionale dalla nostra Carta, che disciplinando compiutamente la parlamentarizzazione del processo legislativo ha voluto rimarcare l’importanza della ponderazione delle leggi, della tutela degli interessi e delle identità minoritarie e della rappresentatività del corpo politico.

      Comprendo che l’utilizzo nel dibattito politico di categorie antropologiche come quella di “identità” (utilizzata oltretutto in modo errato),ed altre amenità, quali: sovranità monetaria (inesistente in letteratura) e via discorrendo, produca un immediato riscontro di consensi facendo leva sul malcontento generale (pienamente giustificato). Ma è una strada, a mio avviso, sbagliata da percorrere.

      Si difendono “i valori” non l’identità. L’identità non è un valore, è un mero fenomeno, storicamente dato e mutevole.

      L’ente Stato, come elaborato da rilevante dottrina, è, ad oggi, l’unico strumento esistente per la tutela, la difesa e l’ implementazione di quei valori, costituzionalmente riconosciuti. L’intervento statuale in economia, e di riflesso nella vita del corpo sociale, non solo è previsto , voluto e disciplinato dalla nostra Costituzione ma è un elemento imprescindibile per ottenere concretamente giustizia sociale.

      Chi non riconosce il ruolo primario che svolge, e che deve necessariamente svolgere, lo Stato non parla di giustizia sociale ma di elemosina! Non per niente gli artefici della dissoluzione degli stati nazione sono i fautori e promotori di proposte di reddito minimo.

      • Caino scrive:

        ed altre amenità, quali: sovranità monetaria (inesistente in letteratura)

        cosaaaaaaaaaa
        !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!????????????????????????????
        ma di che parla ???ma stai scherzandoooo ? ….ma si , si scherza: non può essere diversamente…;-))

        • Gio scrive:

          Perdonami rospetto, mi sono espresso in modo inappropriato ;) mi riferivo semplicemente all’irrilevanza (in letteratura) delle quote di proprietà di una banca centrale. In poche parole, la proprietà (privata o pubblica) dell’istituto di emissione di per sé è irrilevante. Fermo restando il diritto di ciascuno Stato sovrano di utilizzare gli strumenti di politica monetaria ai fini di stabilizzazione interna dell’economia.

        • Abele scrive:

          ma questa affermazione/obbrobrio è una tua personale opinione o un pensiero espresso da altri condiviso da te ? in questo secondo caso, chi è il “genio” che ha partorito una tal scemenza ???

          La “sovranità monetaria ” in uno Stato è F-O-N-D-A-M-E-N-T-A-L-E…senza di essa non è più uno Stato : lo dice proprio TUTTA la letteratura scientifico /economica . infatti si parla di “anomalia” Euro proprio perché nella storia monetaria dal post baratto in poi cioè da sempre non è MAI esistita una moneta con le caratteristiche tecniche dell’Euro. Al contrario NON ESISTE una produzione letteraria scientifico/economica che ne promuova la validità in senso tecnico .Infatti la validità tecnica dell’Euro non finirà MAI nei testi scientifici .Non esiste e non è mai esistito un Paese indipendente e sovrano senza la “sovranità monetaria”. Nel caso europeo…la “sovranità monetaria” persa dai singoli Stati facenti parte dell’UE dovrebbe essere sostituita con una “sovranità monetaria” uguale e identica a quella ceduta..ma riformulata a livello Europeo . E’ indiscutibile l’importanza fondamentale della “sovranità monetaria”. Ma per realizzarla ci vogliono i presupposti tecnici: nel caso dell’UE non ci sono…e attualmente ci troviamo con i singoli Stati che hanno perso la loro sovranità monetaria..e con un agglomerato macroeconomico che non ha una realtà statuale vera e propria dietro (come gli USA ad esempio ) ma è un obbrobrio geopolitico/economico a mo di Frankenstein: da qui il disastro economico che è sotto gli occhi di tutti—->>> moneta anomala e BCE anomala che non ha precedenti ne nella storia passata ne in altre realtà geoeconomiche attuali .Realtà attuale quella dell’UE non supportata dalla letteratura economica scientifica—->>> tutti i tentativi fatti in passato e attuali hanno sempre portato al fallimento : sia l’agganciarsi di una moneta ad un altra moneta..rispettivamente di paesi con economie notevolmente diverse (es: Argentina /USA ) sia il tentativo di introdurre una moneta unica tra paesi con caratteristiche strutturali notevolmente diversi come appunto l’Euro (lo SME degli anni 80 era una ” prova euro” e permetteva un certo grado di flessibilità eppure falli miseramente , a maggior ragione l’Euro che non ha nessun margine di flessibilità —>> avrebbe dovuto far riflettere…). La Sovranità Monetaria è indispensabile, fondamentale—->>> se non funziona o non riescono a crearne le condizioni per esercitarla a livello Europeo con le caratteristiche richieste tecnicamente, per forza di cosa bisogna ritornare alla “sovranità monetaria ” precedente.Chi afferma il contrario o non capisce nulla oppure è un falsario in mala fede.

          • Abele scrive:

            per gio:

            scusa…questo ultimo post lo ho scritto senza aver letto la tua risposta (probabilmente mentre scrivevo tu scrivevi a tua volta la risposta ) . Ciao

    4. Eli scrive:

      Da anni seguivo questo blog, ben scritto e di cui condivido parecchie idee.
      Ma Salvini no, non si può proprio condividere.
      Dopo Salvini vi resta solo Casa Pound.
      Grazie per quanto fin qui pubblicato, non leggerò oltre.

      • il Moralista scrive:

        Di sicuro non abbiamo intenzione di entrare nella Lega Nord. Nel pezzo vengono indicati precisi paletti per ipotizzare una futura collaborazione. Ti conviene restare nel blog. Se non altro per vedere come va a finire.

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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