consiglioIn questo ultimo mese ho preferito non alimentare la surreale gazzarra scaturita da una mia intervista pubblicata su Gazzetta del Sud. Ho taciuto perché i termini del dibattito, oltre ad essere del tutto strumentali, avevano assunto toni degni di un suk, scadendo in un profluvio di volgarità, calunnie e ingiurie personali che non meritavano e non meritano risposta alcuna. Ma oggi, per il rispetto che porto all’istituzione comunale e al popolo gioiese, intendo ripercorrere brevemente le tappe di questa triste pagina della storia politica locale affinché ne rimanga pubblica traccia. Ripongo nel sindaco Giuseppe Pedà una enorme fiducia, sentimento che mi ha spinto ad impegnarmi direttamente nell’amministrazione della nostra città pur non avendo mai preventivato una simile ipotesi. Il mio obiettivo era in prima battuta quello di riuscire a costruire un contenitore culturale, politico e in prospettiva anche partitico in grado di migliorare complessivamente l’offerta politica esistente, contribuendo alla formazione di future classi dirigenti che, da nord a sud, avrebbero avuto il compito di ricostruire un tessuto democratico sfilacciato da trenta anni di cattiva gestione. Il nostro New Deal, partendo dalla straordinaria vittoria di Gioia Tauro, avrebbe infine dovuto attecchire ovunque. Sfortunatamente la passione iniziale e la comunione d’intenti fra i diversi promotori di un così ambizioso progetto sfiorì presto, costringendoci per il momento ad abbandonare i propositi volti alla capillare diffusione della nostra proposta. Il nostro progetto non è stato accantonato, ha solo subito un temporaneo rallentamento che la prossima fondazione del movimento “Italia Unita” tenderà a colmare. Questa premessa è indispensabile per capire la ragioni che mi hanno spinto il 17 settembre scorso ad imprimere un pubblico scossone al fine di preparare le condizioni per una immediata ripartenza. Ho parlato non in qualità di assessore alla Cultura della giunta Pedà, ma di promotore e garante fra gli altri di un progetto politico- il New Deal per l’appunto- che abbiamo proposto con forza in campagna elettorale. Un progetto politico che, lo ricordo per i tanti che magari ieri sbandieravano il nostro programma senza avere fatto neppure la fatica di leggerlo, toccava fin dal principio temi nazionali e sovranazionali, partendo dal presupposto che in un mondo globalizzato e interconnesso ciò che succede a Bruxelles o a Washington si ripercuote anche in Calabria e a Gioia Tauro. Per cui sono fuori luogo i ragionamenti di quei consiglieri che prima facevano campagna elettorale con il “New Deal” sotto braccio e oggi fanno spirito di patata. In pratica stanno deridendo se stessi. Confermo in pieno la validità dell’analisi svolta allora, quando invitai pubblicamente il sindaco ad azzerare la giunta o a provare ad incentivare i singoli per migliorarne la resa. Non mi pare di avere proferito un’eresia meritevole di abiura, ed in ogni caso non vedo in questa sala nessuno in grado di entrare nei panni del cardinal Bellarmino. E’ poi molto strano che Peda’, unico destinatario delle mie critiche, non abbia avuto nulla da ridire, mentre sette consiglieri comunali- da me mai citati né pensati- si siano presi la briga di coprirsi pubblicamente di ridicolo protocollando in data 19 09 2016 una delirante richiesta di revoca delle mie deleghe avanzata per iscritto al sindaco stesso. Quali terribili accuse sostenevano tale risibile richiesta respinta non a caso al mittente con tanto di pernacchia dal sindaco stesso? Queste: “I sottoscritti consiglieri ritengono grave e irrispettoso del lavoro di questa amministrazione il contenuto del comunicato stampa con cui l’assessore Toscano ha ritenuto di denunciare pubblicamente presunte incapacità e inadempienze imputabili al sindaco stesso, alla sua giunta, e indirettamente a tutta l’amministrazione comunale e ancora più l’uso dei social network ed in generale dei mass media per amplificare notizie, attenzionare in negativo la politica cittadina o peggio ridicolizzare e screditare singoli consiglieri comunali. I toni e i modi usati nel comunicato, il fatto che le accuse mosse all’amministrazione non siano state preventivamente oggetto di un dibattito all’interno della compagine politica dell’Ente, ma soprattutto che le stesse siano risultate palesemente generiche e oggettivamente inconsistenti fa ritenere che l’atto di accusa sia volutamente ed esclusivamente predeterminato a montare un caso mediatico, più che a affrontare o aprire un dibattito politico realmente necessario. Tale condotta- l’ennesima se posta in successione temporale con i numerosi diversi altri scoop giornalistici dell’assessore esterno- non ci caratterizzano e non possono caratterizzare il sindaco e la sua sindacatura…”.  Se fosse un testo scritto da Benny Hill potremmo farci due risate e chiuderla lì. Siccome però una lettera dal tenore così tragicomico è sottoscritta da chi, probabilmente a sua insaputa, rappresenta una istituzione, il problema si fa serio. Oltre ad essere comico, il contenuto della missiva recapitata sulla scrivania del sindaco è per molti aspetti palesemente falso, non avendo mai io alimentato né sui giornali né in rete una discussione di così basso profilo che per necessità prendo in considerazione solo oggi. Alcuni consiglieri, rimasti fino a ieri muti e silenti, hanno improvvisamente trovato la parola, non per offrire soluzioni utili a risolvere le emergenze che attanagliano il Paese, ma per rinfocolare una faccenda grottesca. Non c’è nulla di politico in quello che sta accadendo, trattandosi palesemente di scuse puerili che mascherano certamente motivazioni diverse e dissimulate. Per questo invito tutte le istituzioni, non solo politiche, a tenere alta la guardia, perché questa è l’ultima speranza per Gioia Tauro di lasciarsi definitivamente alle spalle un passato opaco ed aprire una nuova stagione fatta di progresso, libertà e prosperità per tutti.

    ASPETTI MERITEVOLI DI APPROFONDIMENTO POLITICO

    Alle ingiurie e alle isterie dei singoli, specie di quelli che puntano il dito contro l’esecutivo pur esprimendo parenti stretti in posizione apicale all’interno della giunta,  preferisco non rispondere perché questo è un consiglio comunale e non una puntata di “Tra moglie e marito”, fortunato programma condotto da Marco Columbro negli anni ’90. E’ giusto invece approfondire gli aspetti politici che ci hanno portato a fare alcune scelte in merito alle recenti elezioni per la città metropolitana e alla nostra politica di forte e motivata critica al monopolista tedesco- MCT- che gestisce con risultati non sempre lusinghieri il Porto di Gioia Tauro. Partiamo dal primo punto. In prossimità delle elezioni dei consiglieri metropolitani sono giunte a maturazione alcune inchieste condotte con coraggio e lucidità dalla Procura di Reggio Calabria guidata dal procuratore Cafiero de Raho. Lo spaccato che emerge dalle carte è a dir poco inquietante. Un sistema trasversale ai partiti, legato da cointeressenze occulte, sembrerebbe governare i processi di potere a Reggio e in provincia da tempo immemore. Molti uomini del centrodestra reggino sono finiti nelle maglie di una inchiesta che smaschera la capacità di alcuni mondi di penetrare all’interno della politica. Anche per queste ragioni noi abbiamo deciso di lanciare autonomamente una nostra proposta tematica, chiaramente antisistema, rivolta a tutti gli uomini liberi in grado di capirne la vera portata. La nostra offerta non era né di destra né di sinistra ma di semplice buon senso. Solo alcuni, partire dal Pci di Michelangelo Tripodi, hanno riconosciuto la giustezza della nostra impostazione, facendo proprie e difendendo le priorità che noi avevamo individuato e offerto a tutte le forze politiche presenti sul territorio. Non è importante l’etichetta. E’ importante perseguire l’obiettivo della nazionalizzazione del Porto di Gioia Tauro, il rilancio dell’Aeroporto dello Stretto e il potenziamento delle ferrovie joniche. Arrivare allo scopo da destra piuttosto che da sinistra in questa ottica può risultare pressoché indifferente. Vorrei inoltre precisare che sbagliano quelli che parlano con malizia di fallimento della nostra lista. La nostra lista ha avuto un risultato brillante, perdendo il seggio solo perché sono infine venuti meno un paio di voti a sostegno del candidato gioiese Domenico Pirrotta, non sostenuto da quei consiglieri che, per diverse e comprensibili ragioni, sono più sensibili agli input che provengono da alcuni consiglieri regionali piuttosto che dal loro sindaco. L’arroganza con la quale MCT continua a minacciare un numero spropositato di esuberi conferma la giustezza della nostra analisi. Il privato non può o non vuole garantire e aumentare gli attuali livelli occupazionali. L’unica vera soluzione  è quella di un ritorno dello Stato nell’economia perché il liberismo sfrenato vale solo per i deboli e per i poveri e mai per i colossi. Non a caso mentre i tedeschi predicano le virtù del libero mercato in  Calabria, a casa loro si blindano permettendo a grandi imprese a maggioranza pubblica di fare shopping in giro per l’Europa. Pochi sanno, per esempio, che la Fraport, che controlla anche lo scalo di Francoforte, è una società a controllo pubblico tedesco che in nome del libero mercato ha comprato a prezzi stracciati gli aeroporti della Grecia dissestata proprio dalle politiche imposte dalla Germania. Noi non siamo e non ci sentiamo una colonia tedesca, per cui le menzogne sulla necessità di privatizzare- dopo venti anni di fallimenti- li respingiamo fieramente al mittente. Lo Stato recuperi la sua dignità e la smetta di farsi ricattare da chi non ha alcun interesse a favorire lo sviluppo economico di un territorio che deve trovare al suo interno la forza di rialzarsi.

    p.s. qui il link con il video dei lavori svolti (clicca per ascoltare)

    Francesco Maria Toscano

    18/10/2016

     

    Categorie: Politica

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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      Sito di approfondimento politico, storico e culturale. Si occupa di temi di attualità con uno sguardo libero e disincantato sulle cose. Il Moralista è un personaggio complesso, indeciso tra l'accettazione di una indigeribile realtà e il desiderio di contribuire alla creazione di una società capace di riscoprire sentimenti nobili. Ogni giorno il Moralista commenterà le notizie che la cronaca propone col piglio di chi non deve servire nessuno se non la ricerca della verità. Una ricerca naturalmente relativa e quindi soggettiva, ma onesta e leale.

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