untitledNon è semplice raccapezzarsi tra le mille notizie, spesso tra loro inconciliabili, che il circuito mainstream veicola. Paradossalmente l’ignoranza che oggi opprime e depotenzia gran parte della popolazione occidentale non è frutto della censura ma dell’eccessivo numero di fonti informative nel tempo specializzatesi in tecniche di manipolazione, contraffazione e mistificazione. Per cui il compito di chi volesse provare a servire la pubblica opinione guardando e raccontando la realtà con occhi disincantati e onesti non potrebbe essere quello di svelare a beneficio dei più nessun segreto fino ad oggi tenuto pervicacemente occulto. Tutto è infatti potenzialmente visibile sul bancone dei grandi media, anche le verità più o meno grandi che passano inosservate proprio perché scientificamente rese indistinguibili dalle troppe interessate bugie. Per cui compito del buon analista è semmai quello di distinguere il grano dal loglio, unendo poi i diversi puntini di un mosaico che diventa percepibile solo una volta ultimato un faticoso quanto indispensabile lavoro di cesello. Ora, quali sono a modesto avviso di chi scrive i tratti salienti di una contemporaneità impazzita? A questo interrogativo proverò a rispondere compiutamente per mezzo della prossima pubblicazione di un saggio che è chiaro fin dal titolo: “Il Nazismo Tecnocratico, genesi, sviluppo e agonia di un mostro mai raccontato”. Il libro coltiva l’ambizione di offrire al lettore una chiave interpretativa della realtà tenendo insieme i diversi aspetti di un fenomeno fondamentalmente unitario. Il Nazismo Tecnocratico cela al suo interno tutti i germi che avvelenano i nostri tempi sotto i profili più disparati. Il genocidio economico promosso in Occidente (con la Grecia nel ruolo di vittima paradigmatica di un più sofisticato e moderno Olocausto), in questa ottica, diventa complementare rispetto al genocidio sanguinario avallato da troppo tempo in Medio Oriente dalle potenze atlantiche con la scusa di dover esportare la democrazia e fermare il dilagare del terrorismo di matrice islamica. Questi due fenomeni principali, ovvero terrorismo economico in Europa e terrorismo politico in Medio Oriente, rappresentano poi su un piano materiale nient’altro che la coerente applicazione di un modello prima immaginato e voluto da chi – su un piano strettamente spirituale- è in grado di legittimare le diverse scelte compiute o da compiere. Chi decide che la globalizzazione è un totem di fede che non può essere discusso? Chi decide che l’austerità in Europa è l’unica soluzione possibile? Chi decide che la relativizzazione sul piano etico e religioso rappresenti l’unica strada possibile sulla via di un malinteso concetto di progresso? Ecco, queste sono le domande prime che un uomo desideroso di investigare gli abissi dovrebbe porsi, scansando con fastidio e disprezzo le soluzioni semplicistiche che attribuiscono alla sempreverde “casta” la causa di tutti i mali. Il mio libro è un quindi un tentativo, umile ma impegnato, di fornire una panoramica vasta in grado di consentire al lettore di mettere insieme notizie e fatti prima valutati  in una ottica atomizzata. D’altronde, l’utilizzo delle facoltà logiche ci costringe a ritenere che, se esiste una globalizzazione, necessariamente deve esistere anche una cabina di regia globale. Perché non esiste sceneggiatura che, pur prevedendo ruoli e attori diversi, non contempli necessariamente la presenza di un copione e di uno o più registi. Vi prego, non fraintendetemi. Non sto vaneggiando circa l’esistenza del “complotto mondiale” ordito da pochi incappucciati protetti dalle tenebre dei templi più elitari. Sto dicendo una cosa diversa e, a  parer mio, razionale. Esistono diversi livelli di potere, siano essi di tipo politico, economico, informativo, militare o di intelligence. Questi poteri, per quanto magari tra loro contingentemente concorrenti, sono sempre costretti a trovare tra di loro una sintesi che rispecchi i diversi rapporti di forza. E’ un po’, per fare un esempio banale, come organizzare un campionato di calcio. Venti squadre giocano in serie A competendo una contro l’altra. Per poter però dare avvio al campionato è necessario che un organismo terzo, ad esempio la lega calcio, provveda a scrivere le regole di base valide per tutti. Chi governa la globalizzazione affamante che inquina oggi il mondo è simile a quel presidente che sovraintende la stesura del calendario e delle regole generali. I diversi attori poi si sfidano davvero sul terreno di gioco conseguendo risultati certamente altalenanti, ma tutti già ipoteticamente previsti all’interno del quadro di insieme prima imposto. Mettere in discussione una simile base di partenza, se ci pensate bene, presuppone una sola alternativa: quella di elevare il caso, e quindi il caos, al ruolo di unico re di questo mondo.  

    Francesco Maria Toscano

    7/11/2016

    Categorie: Editoriale

    2 Commenti

    1. roberto scrive:

      Molte grazie per quanto contenuto nel libro. Tuttavia devo dire che la manipolazione delle notizie e il ferreo controllo dei media da parte del potere è cosa nota da decenni.

    2. rosetta scrive:

      D’accordo che non intendi vaneggiare su un ipotetico “complotto mondiale” fatto da piccoli lavandai col grembiulino… a mio avviso poco cambia dal momento che i protagonisti che rappresentano il potere politico, economico, finanziario, militare, mediatico etc etc…e da lì che vengono..(o almeno la maggior parte)
      Che poi se la giochino tra i vari strati della piramide la fonte primaria rimane.
      Un abbraccio..;-))

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    2 Comment1

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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      Sito di approfondimento politico, storico e culturale. Si occupa di temi di attualità con uno sguardo libero e disincantato sulle cose. Il Moralista è un personaggio complesso, indeciso tra l'accettazione di una indigeribile realtà e il desiderio di contribuire alla creazione di una società capace di riscoprire sentimenti nobili. Ogni giorno il Moralista commenterà le notizie che la cronaca propone col piglio di chi non deve servire nessuno se non la ricerca della verità. Una ricerca naturalmente relativa e quindi soggettiva, ma onesta e leale.

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