images-1Dopo le elezioni americane saranno quelle francesi a determinare il definitivo superamento dell’attuale (infame) equilibrio di potere globale. Lo scenario transalpino è già abbondantemente definito. Il presidente Hollande insieme al suo “apprendista” Valls è responsabile della sostanziale e prossima scomparsa del partito socialista francese, svuotato dalla permanenza all’Eliseo di un ignobile personaggio che continua impunemente ad applicare politiche improntate al più feroce darwinismo sociale usurpando storia e simboli di una sinistra concretamente tradita e vilipesa. A destra il paventato ritorno di Sarkozy, infimo personaggio già da tempo finito nel pattume della storia, si è dissolto come neve al sole, spalancando le porte del successo a beneficio di Francois Fillon, mediocre figuro che pensa di ripercorrere fuori tempo massimo le orme della pessima Margaret Thatcher. Fuori dai due poli tradizionali si staglia imperiosa la sagoma di Marine Le Pen, unica vera alternativa di sistema rispetto allo stanco alternarsi di due coalizioni che, pur dividendosi formalmente, garantiscono in sostanza la prosecuzione di quelle politiche liberiste che hanno in pochi anni disintegrato dalle fondamenta la civiltà occidentale. E siamo arrivati al punto. Dimenticate i concetti di destra e sinistra, veri e propri pezzi di antiquariato che non servono per capire le dinamiche contemporanee. Da una parte ci sono i cosiddetti “liberali”, ovvero i servi del capitale finanziario internazionale: quelli che bisogna varare il Jobs Act, bisogna favorire la creazione di aree di libero scambio e bisogna difendere questo mostro di Ue e i suoi insensati e disumani vincoli; dall’altra ci sono i “populisti”, ovvero coloro i quali provano a difendere i ceti medi impoveriti, a restituire dignità ai proletari schiavizzati e a salvaguardare parte di quello stato sociale recentemente colpito da un manipolo di nazisti tecnocratici che si autodefiniscono “responsabili” sui giornali di regime. Tutti hanno capito che, poiché viviamo nel mondo ossimorico già immaginato da Orwell (“La guerra è pace”), in verità i populisti sono “buoni” e i responsabili sono “cattivi”. E Fillon cos’è? Di sicuro è meno peggio sia di Sarkozy che di Juppè, quest’ultimo non a caso osannato oltremisura dalla grande stampa massonica che già lo aveva incoronato Presidente. Ma Fillon, a parte qualche coraggiosa apertura nei confronti di Putin, non è votabile. Fillon infatti è un liberista in economia e nessun uomo razionale può pensare di affidare ad un politico che sbandiera simili convinzioni il governo di un Paese importante come la Francia. L’Europa di oggi ha bisogno di poche ma chiare cose: rompere la moneta unica, riscoprire una politica protezionista, abbandonare il liberismo e sottoporre i mercati al rigido controllo di uno Stato che garantisca piena occupazione e lotta alle disuguaglianze sostanziali. Tutto il resto è “sovrastruttura” (“fuffa”, ndm) direbbe Marx. Solo Marine Le Pen, che non a caso ha interiorizzato la lezione di Jacques Sapir, può tracciare una via di vera discontinuità e rottura con il passato. Il consociativismo fra i poli cosiddetti tradizionali, oramai divenuto regola in Germania, rappresenta un fatto acclarato e incontrovertibile. Tutti quelli che continuano a credere alle menzogne di regime votino pure per i soliti burattini nascostamente manipolati dalle grandi banche d’affari e fondi d’investimento. Chi ha il coraggio di pretendere un cambiamento vero, invece, non si faccia impressionare dalle menzogne interessate veicolate dai tanti “Napolitano” che intendono blindare gli attuali assetti di potere per mezzo della paura. Niente è peggio di quello che accade ora e adesso. Generazioni intere in ogni angolo del Continente vivono una vita di stenti  mentre pochi avvoltoi sguazzano nel lusso più sfrenato e immorale. I mercati, lasciati a briglie sciolte, danno vita ai demoni della povertà, della disoccupazione e dell’esclusione sociale. Solo i pubblici poteri possono fermarne la furia distruttrice. E in Francia l’unica che sembra potenzialmente in grado di riuscirci (con le buone o con le cattive) è proprio Marine Le Pen.

    Francesco Maria Toscano

    22/11/2016

    Categorie: Esteri

    7 Commenti

    1. Sonorobbertocarlino scrive:

      Cari ragazzi, concordo con il Moralista.
      Il 2017 sarà un anno storico e aggiungo che la transizione dal male al bene non sarà indolore ma è una fase che non ci si può esimere dall’attraversare.

      Non sono sicuro che verrà eletta la Le Pen.
      L’obiettivo in cui dobbiamo sperare però è che lei faccia il trenta per cento alle primarie.
      Quel risultato sarebbe il segnale che il popolo si sta di nuovo incazzando, dopo ben quaranta anni di letargo.

      MA PRIMA DI TUTTO VOTIAMO NO IL QUATTRO DICEMBRE.

      E confidiamo in Hofer.

    2. Anita scrive:

      Se questo sondaggio è corretto , siamo persi come popolo, vuol dire che non c’è nulla da fare.

      http://www.libreidee.org/2016/11/sondaggio-choc-2-italiani-su-3-vogliono-tenersi-euro-e-ue/

      o forse è stato fatto di proposito prima del referendum, ed è un sondaggio falsato . Ormai è prassi, come prima del referendum Brexit o delle elezioni in America.

      • Sonorobbertocarlino scrive:

        Noente drammi.
        Cosa pretendi se l’informazione è scorretta e la gente ha da lavorare, i figli, il mutuo, le rogne col capufficio…
        Qualcosa è successo invece, c’è stata la Brexit, hanno eletto Trump, forse vincerà il no, Hofer in Austria…
        La gente sta facendo il lrimo passo, ritrovare il gusto di dire no.
        Poi vedrai che le cose cominceranno a procedere in maniera più spedita.

        A chi piace leggere consiglio per l’occasione La Linea d’Ombra di Conrad.
        C’è un lungo capitolo che sembra l’immagine di questa congiuntura storica: la nave mercantile, al largo ddi un oceano orientale, resta prigioniera per vari giorni di una immobile bonaccia sfibrante, non un alito di vento, la nave non procede, i viveri scarseggiano, iniziano le prime malattie, si diffonde lo sconforto.
        Poi finalmente si alza un vento gagliardo che spazza via tutti gli oscuri umori del cielo e dei cuori, rompendo paratie, strappando vele, colpendo i marinai…ma è tornata la vita e tutti ne gioiscono nonostante i danni e le ferite.
        È una splendida descrizione che raplresenta molto bene quello che ci aspetta nel 2017 e di cui avremo un ricco assaggio il 4 dicembre.

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    • Chi è il moralista

      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

    • Cos’è il moralista

      Sito di approfondimento politico, storico e culturale. Si occupa di temi di attualità con uno sguardo libero e disincantato sulle cose. Il Moralista è un personaggio complesso, indeciso tra l'accettazione di una indigeribile realtà e il desiderio di contribuire alla creazione di una società capace di riscoprire sentimenti nobili. Ogni giorno il Moralista commenterà le notizie che la cronaca propone col piglio di chi non deve servire nessuno se non la ricerca della verità. Una ricerca naturalmente relativa e quindi soggettiva, ma onesta e leale.

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