ciaCosa succede nel mondo? Il 2016 ha lasciato in eredità alcuni importanti cambiamenti geopolitici che il 2017 necessariamente consoliderà. La vittoria dei sostenitori dell’uscita della Gran Bretagna dalla Ue e la sorprendente sconfitta del candidato dell’establishment Hillary Clinton a vantaggio dell’istrionico Donald Trump provano l’avvenuto mutamento di equilibri  che sembravano granitici. Il vecchio sistema, quello che ha costruito, diretto e pianificato una globalizzazione affamante e assassina è all’angolo, ma non ancora sconfitto. Troppi sono i segmenti di potere che resistono con le unghie e con i denti affinché nulla cambi. Il mondo di oggi, fondato su un libero commercio che alimenta diseguaglianze insostenibili, è perfettamente funzionale agli interessi di una élite apolide che controlla in maniera soffocante il sistema finanziario, il flusso delle notizie e i servizi segreti. A proposito, avete notato come la Cia abbia divulgato un risibile resoconto in grado di svelare le pressioni e le influenze degli hacker russi finalizzate a favorire l’elezione di Trump? La Cia, istituzione che da sempre fomenta in ogni angolo del pianeta insurrezioni contro i rappresentanti di Paesi che perseguono politiche contrarie agli interessi americani, ha il coraggio di puntare il dito contro qualche “smanettone” presuntivamente affascinato da Putin.  Ma vi rendete conto della spregiudicatezza di una operazione di bassa cucina partorita da una agenzia di intelligence che nel recente passato, in combutta con gli 007 inglesi, costruiva di sana pianta allarmi inesistenti riguardanti le famose “armi di distruzioni di massa” nella immaginaria disponibilità del pericolosissimo Saddam? Con buona pace del direttore della Cia John Brennan, non è Trump che “mette in pericolo la sicurezza degli Usa”; sono semmai alcuni riservati cenacoli massonici sovranazionali, legati a doppio filo proprio alle principali agenzie di intelligence, a minare la stabilità del mondo intero. Non sarà facile per Trump scardinare un sistema ben ramificato che da trenta anni colpisce a morte le classi medie e proletarie dell’intero Occidente per consegnare tutto il potere ad una oligarchia occulta che sguazza nel lusso e nell’impunità. In Europa la situazione è se possibile persino peggiore. La signora Merkel, demoniaca figura che disintegra la qualità della vita in tutto il Vecchio Continente su mandato dei soliti noti, è ancora in sella. Nel suo ultimo viaggio in Europa Barack Obama ha lasciato il testimone dell’infamia proprio nelle mani della Cancelliera tedesca, invitando quest’ultima a proseguire sulla strada tracciata facendo argine contro i “populismi”. Questo è il momento di profondere il massino sforzo per disarcionare dal trono il duo Merkel/Schaeuble, veri sicari della civiltà europea, fino ad oggi protetti oltremisura dallo Zio Sam. Senza l’ombrello a stelle e strisce, i tedeschi faranno fatica a tenere a bada da soli le pulsioni centrifughe che agitano tutti i Paesi rinchiusi nella gabbia dell’euro. Un eventuale e auspicabile accordo fra Trump e Putin limiterebbe all’infinito i margini di manovra dei tedeschi, non più legittimati oltreoceano nel ruolo di kapò e torturatori di tutte le nazioni mediterranee scientificamente impoverite per creare nuova massa schiavile da far lavorare sottocosto nelle principali aziende tedesche. Nel 2017 poi si voterà sicuramente in Francia, nazione umiliata da un presidente ebete e ridicolo come Francois Hollande, che aspira ora a riconquistare dignità e importanza nello scacchiere internazionale. Solo la vittoria di Marine Le Pen farebbe esplodere definitivamente la fragile impalcatura comunitaria, sancendo di fatto la fine della moneta unica. L’ Italia è troppo debole per alzare la voce, paralizzata da una classe politica che, da destra a sinistra, si dimostra vile perché compromessa oltremisura con l’ attuale agonizzante sistema di potere. Il Movimento 5 Stelle, invece se in buona fede, è guidato da perfetti idioti, capaci perfino di farsi sbeffeggiare in Europa dai liberali dell’Alde, fanatici pro Europa e pro austerity che annoverano al proprio interno elementi come Mario Monti. Del “descamisados” Salvini, infine, non si hanno notizie certe. Sarà forse in giro con i soliti amici celtici a intonare cori da stadio.

    Francesco Maria Toscano

    10/01/2017

    Categorie: Editoriale

    2 Commenti

    1. ugo scrive:

      Salvini, e mi spiace dirlo, non è abbastanza “estremo”. Inoltre, usa un linguaggio subdolamente bifido, tale da sembrar fare chissà quali affermazioni rivoluzionarie con formulazioni tali da lasciargli mani libere per capovolgere domani il significato apparente di quel che dice oggi. Un esempio? Quando si dichiara contro “questa” Europa. Soffermarsi, prego, sulle effettive necessità di quell’immancabile “questa”. O quando lancia fuoco e fiamme contro l’immigrazione, sempre apponendo gli attributi “clandestina” (il più usato), “incontrollata”, “eccessiva”. Pensateci bene: come risolsero, Lega e Forza Italia amorevolmente uniti, la questione dell’immigrazione “clandestina”? con due sanatorie a colpi di centinaia di migliaia di persone trasformate nel giro d’una giornata da “clandestini” a “regolari”. Che vuol dire “incontrollata”? Semplice, che non viene controllata. Ma “controllato” può significare tante cose, anche semplicemente “guardato”, “osservato”, “monitorato”; più probabilmente “controllato” vuol dire “fallo controllare da me”. Ed “eccessiva”? Un attributo del genere, non accompagnato da una quantità esatta non significa NULLA. Dove inizia e dove finisce l’eccesso? Quantificare, prego.

      Ecco, giusto per dire. Sicuramente tante cose mi sono sfuggite. Salvini è quello che è stato Grillo (o, meglio, chi gli prepara le linee guida) fino a sei o sette anni fa. Dopo tutto è a tutti gli effetti un membro delle dirigenze, no? Cos’altro aspettarsi?

    2. alessandro scrive:

      Curiosa la CIA dopo aver spiato per anni la Merkel…

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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