DraghiBisogna sgombrare il campo da un equivoco che avvelena la comunicazione politica in ogni angolo del Continente: chi sono gli “antieuropeisti”? Molti cittadini, manipolati dalla propaganda incessante, sono portati a credere che gli “antieuropeisti” sono quelli che si rivolgono  ai “partiti populisti”, masse plebee che votano con la “pancia” anziché con la “testa”. Gli “intelligenti”, a leggere gli editoriali di giornalisti “prestigiosi” come l’ex direttore del Sole24Ore Roberto Napoletano, sarebbero invece quelli che confidano nella “spending review”  proposta da tipi alla Carlo Cottarelli, quelli che si aspettano un “aggiustamento dei conti”, combattano la “spesa pubblica improduttiva” e lodano le politiche “responsabili” imposte dagli sherpa della Commissione europea. Questa favola, assolutamente falsa, diventa vera solo perché ripetuta all’infinito dai megafoni di regime che hanno introiettato a dovere la lezione del nazista Joseph Goebbels (“una bugia ripetuta all’infinito diventa una mezza verità”). Quelli che non hanno ancora buttato il cervello all’ammasso possono facilmente demistificare le bugie interessate veicolate dolosamente dall’élite finanziaria che loda di continuo il venerabile maestro Mario Draghi, smascherando le oscure trame dei veri nemici di tutti i popoli europei. La prospettiva protesa alla costruzione di un’Europa libera, unita, prospera e pacifica non è stata uccisa dai vari Marine Le Pen, Matteo Salvini, Geert Wilders e compagnia bella. Nessuno di loro ha mai, fino ad oggi, ricoperto infatti incarichi di governo. Quindi le responsabilità vanno ricercate altrove. E dove? Ci vuole molto a capire come i veri “antieuropeisti”, tessitori di una trama che prevede la finale implementazione di un “nazismo” adeguato ai tempi (ovvero il “nazismo tecnocratico” oggetto del mio libro di prossima uscita), siano quelli che gestiscono ora e adesso il potere nel Vecchio Continente? Come si fa a non vedere come i vari Merkel, Schaeuble, Moscovici, Juncker, Rutte e Draghi lavorino consapevolmente per favorire il dilagare di un legittimo sentimento di odio verso una sovrastruttura comunitaria lontana dai bisogni dei cittadini, cinica, fredda, idiota e assassina? Come altro definire infatti una congrega di “sfaccendati”, buoni solo a mandare ordini assurdi ai diversi rappresentanti di governi democraticamente eletti, pronti poi a farsi assumere a peso d’oro (vedi il caso “Barroso”) dalle solite banche d’affari una volta finito il lavoro sporco a Bruxelles? In questi giorni, nonostante la condizione della nostra economia risulti in continuo peggioramento, filtrano notizie di stampa che palesano la volontà della Ue di imporre all’Italia una ulteriore manovra recessiva al fine di garantire il “rispetto delle regole” (clicca per leggere). Questa continua e sadica pressione esercitata contro di noi dai soliti potentati massonici sovranazionali è possibile solo perché in Italia esiste un nutrito gruppo di pressione, composto anche da giornalisti e politicanti “assoldati” dal nemico, pronti cioè a barattare l’interesse nazionale per riceverne in cambio vantaggi in termini di denaro o di carriera. Altrimenti, se così non fosse, di fronte alla richiesta scriteriata di una Commissione europea che chiede ancora oggi manovre di “austerità per risanare i conti”,  i grandi giornali- anziché spargere timori interessati brandendo lo spettro di un possibile arrivo della Troika in Italia- titolerebbero: “Basta con le imposizioni di Bruxelles che fomentano i sentimenti antieuropei”. E i ministri alla Padoan, che pur avendo giurato sulla Costituzione italiana di fatto la tradiscono- anziché blaterare scuse ridicole (“c’è stato il terremoto”, “la crisi non passa…”)- farebbero intendere ai colleghi europei di non esagerare, perché l’Italia è una repubblica libera, democratica, autonoma e sovrana che non si fa “commissariare” da nessuna potenza occupante. Allertando inoltre le forze armate nel caso di un eventuale aumento delle ostilità da parte di personaggi alla Schaeuble che, per mezzo di “burocrati al servizio del capitale finanziario internazionale”, pensassero di potere impunemente organizzare in Italia lo stesso olocausto già pianificato e realizzato in Grecia. Questo farebbero…ma non lo fanno. Chissà perché?

    Francesco Maria Toscano

    14/03/2017

    Categorie: Editoriale

    3 Commenti

    1. Renato Protti Miracca scrive:

      Presente!

    2. rena protti miracca scrive:

      Personalmente, ho nostalgia di Fra Cazzo da Velletri!

      Lunga vita!

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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