PutinI leader dei Paesi presuntivamente “liberi” continuano a fare la morale alla Russia di Putin. Con quale coraggio Merkel e company riescano ancora oggi ad ergersi a difensori di un mondo giusto rimane un mistero. La Russia non sarà perfetta, ma la Ue di oggi è la plastica riedizione del nazismo hitleriano, un agglomerato mostruoso che tortura i popoli per mezzo dello “spread” e delle “riforme strutturali”. Passato quasi un decennio dallo scoppio di una crisi preparata a tavolino i risultati delle politiche di austerity imposte da pochi padroni sono evidenti a tutti, perfino a Renzi che si è riscoperto più lucido una volta uscito dalle stanze del potere. Noi europei dovremmo guardare alla Russia con speranza e non con diffidenza. I russi, dopo averci liberati dal nazismo hitleriano, potrebbero oggi mandare in soffitta anche il tecno-nazismo di Merkel. Una generazione intera di europei è stata già disintegrata, quante altre vittime innocenti dovranno finire fagocitate dal capitale finanziario internazionale prima che qualcuno intervenga? Da soli non riusciremo a ribaltare gli equilibri. Merkel, Draghi e Schaeuble controllano in maniera ferrea e capillare le leve del potere. L’informazione è completamente eterodiretta dai soliti noti, mentre gli apparati schedano e processano con una certa disinvoltura tutti quelli che osano mettere in discussione i capisaldi del sistema hitleriano dominante. Fateci caso. Quelli che si dichiarano “europeisti” la fanno sovente franca, mentre i “populisti” sono quasi sempre inondati da avvisi di garanzia accompagnati da calunnie a mezzo stampa. Bossi, per esempio, fino a ieri occupava i media solo in relazione a vicende volgari come i diamanti di Belsito e le finte lauree del “Trota”; oggi, invece, pur di smontare le velleità nazionaliste di un già di per sé confuso e mediocre Salvini, il vecchio leader padano viene riesumato dal sistema e rappresentato al popolo bue come una specie di “padre della Patria”. Le insidie del potere sono difficili da riconoscere e smascherare. Anche perché l’informazione è così rapida e veloce che non consente quasi mai un approfondimento nel merito delle cose. Tutto si consuma a livello epidermico, e gli slogan si attaccano alla corteccia cerebrale di una maggioranza composta da cittadini oramai disabituati al ragionamento e al pensiero critico. Se così non fosse, dopo tutto quello che è successo, alcuni cinici lestofanti non potrebbero ancora adesso proporre una ulteriore manovra correttiva per rimettere a posto i conti. E invece, come vittima di un malefico incantesimo, l’Italia è paralizzata dalla solita narrazione fasulla, quella cucinata dai nazisti moderni che non si stancano mai di infliggere colpi mortali sulle spalle delle classe più povere e disperate; nazisti che veicolano messaggi falsi e infami utili per agitare all’infinito lo spettro del default pur di togliere alle classi subalterne i pochi diritti rimasti. Per capire di cosa stiamo parlando basta leggere un articolo pubblicato oggi sul Corriere della Sera da Michele Salvati, rappresentazione fedele e preziosa di cosa significhi comunicare sul solco tracciato da Goebbels. Le vittime di questo nuovo nazismo, che neppure Papa Francesco intende denunciare con chiarezza (il Papa si limita a chiedere più “solidarietà”. Capirai che coraggio…), sono troppo disorganizzate per attuare una Resistenza degna di questo nome. Solo l’aiuto dei russi potrebbe trasformare il velleitarismo attuale  in reale capacità di cambiamento. Per questo è utile e importante il lavoro di raccordo che Putin sta facendo con alcuni leader europei come Marine Le Pen, nemica giurata di una Ue assassina a guida germanica. Il sistema mondialista avverte la minaccia che incombe e prova a reagire costruendo “eroi” di cartapesta alla Navalny. Si tratta del solito giochino che abbiamo già visto all’opera nel recente passato, quando le sedicenti rivoluzioni colorate destabilizzavano aree intere su impulso di usurai come George Soros. Gli Stati Uniti insieme alla Russia potrebbero mettere fine a questo inferno di Ue, dando vita ad un nuovo ordine mondiale fondato sul rispetto della dignità umana e del lavoro, ora mercificato da un capitale finanziario apolide e senza volto che circola indisturbato per il globo lasciandosi dietro una scia di lutti e sofferenze. Proprio come Attila, altro barbaro che deve avere ispirato Angela Merkel.

    Francesco Maria Toscano

    27/03/2017

    Categorie: Esteri

    2 Commenti

    1. Er fijo de Azucena scrive:

      Che si può dire di più?
      Condivido tutto quello che è stato scritto in questo articolo eppure…questo blog langue…perché langue?
      Non si sa…
      Attendono qualcuno…qualcosa…
      Stanno in sonno o sono in estinzione?
      Mah…
      Chissà…

      • il Moralista scrive:

        Cercherò di tornare a scrivere con cadenza quotidiana. Speravo, dopo anni di divulgazione, di poter passare ad una fase diversa. Di organizzare cioè nei diversi territori dei presidi di democrazia fatti da persone in carne ed ossa. Ma i tempi probabilmente non sono ancora maturi. Saluti

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    1 Commento

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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