americaVa bene, ok, Putin è cattivo perché ha mandato la polizia ad interrompere la luminosa manifestazione organizzata da tale Nalvalny che protesta contro la “corruzione”. Invece le autorità occidentali che vietano ai turchi di parlare in Olanda e reprimono dappertutto le manifestazioni dei “populisti” che si scagliano contro la schiavitù imposta dall’euro sono illuminate, democratiche e irreprensibili. L’Occidente, considerandosi creatore della civiltà, vive una dimensione perennemente ipocrita, ostaggio di una doppia morale disgustosa e maligna. Il problema vero è rappresentato dall’ “universalismo” di importazione americana, una concezione aberrante della vita e del mondo che pretende di omologare tutti intorno a pochi capisaldi. Dal punto di vista spirituale i vertici delle massonerie mondialiste, moderni farisei, hanno già provveduto a smantellare le diverse religioni imponendo la supremazia di un sincretismo pagano buono ad ogni latitudine; sul piano materiale tale mutamento “culturale” ha determinato il rapido diffondersi della mistica dei “diritti dell’Uomo” ora avvertiti e raccontati alla stregua delle nuove “tavole di Mosè”. Se tutti gli uomini vivono sotto lo stesso cielo, in conformità con le leggi immutabili imposte da un non meglio precisato “dio ordinatore” (per gli amici “Il Grande Architetto dell’Universo”), portatori di identici diritti, allora- se così è- la globalizzazione alienante che conosciamo oggi va accettata quasi fosse un “fatto naturale”, una obbligata rispondenza tra un volere “alto” e “divino” che diventa un dovere per gli “uomini” e i “profani”. Così si spiega l’isteria di quanti sputano bile e veleno contro quelli che mettono in discussione la “globalizzazione”. I vari Giavazzi, Alesina e compagnia bella, proprio come i farisei autentici, “si stracciano le vesti” nell’ascoltare letture della contemporaneità inconciliabili con il loro “credo”. E come tutti gli invasati, anche i moderni sacerdoti in giacca e cravatta, che stanno dentro le Università anziché presso il Tempio di biblica memoria, colpiscono con relativa “fatwa” laica quelli che si macchiano del reato di “scandalo” ed “eresia”. Mettete in discussione il “vitello d’oro”, ovvero il dio-euro? “Irresponsabili”, “populisti”, “demagoghi” e via insultando. Come se ne esce? Intanto cominciando a comprendere i meccanismi che il potere usa per perpetuare se stesso. Demistificando il racconto falso e surreale che ne legittima le pratiche e oscene condotte. Si tratta di una battaglia che, pur apparendo incentrata intorno a questioni di interessi, è in fondo prevalentemente spirituale. E’ l’eterna lotta fra “Dio” e “Mammona” con quest’ultimo per ora temporaneamente in vantaggio. Un mondo unificato dalla libera circolazione delle merci rappresenta la traduzione materiale di un relativismo spirituale che accetta tutto perché di fatto non crede in nulla. Non a caso la Russia di Putin, che da sola eroicamente resiste contro l’asse del “male” (quello vero, non quello ridicolo denunciato a suo tempo da Bush junior), cerca e trova nella chiesa ortodossa un indispensabile puntello. La chiesa cattolica, invece e purtroppo, dal concilio vaticano secondo in avanti sembra avere ammainato le bandiere, accettando tristemente di sciogliersi dentro il mare torbido di un “ecumenismo indistinto”. Per non perdere poi completamente la sua ragion d’essere, la chiesa di Roma si limita di tanto in tanto a predicare qualche “buon sentimento”, per cui se Merkel tortura l’Europa scristianizzata a colpi di rating e competitività, Papa Francesco spende una parolina buona per “gli ultimi” e “gli emarginati”. Basta per lavarsi la coscienza, ma di sicuro non per salvare l’Europa e il mondo.

    Francesco Maria Toscano

    28/03/2017

    Categorie: Editoriale

    3 Commenti

    1. Er fijo de Azucena (da adesso: Manrico) scrive:

      La questione dell’universalismo fu affrontata da Carl Schmitt in “Il nomos della terra”, lobro che rischia di diventare clamorosamente profetico, in cui si descrivono i due “nomoi”, quello universalista tipico dei popoli del mare (superficie “liscia e indistinta”) e quello del mondo “corrugato” della terra ossia in cui il nomos trova le sue ragioni di validità non in principi astratti ma nei concreti e “umani” legami di ogni particolare società.

      Grande libro ma anche mattone da ottocento concettosissime pagine quindi per chi volesse un riassunto di grande qualità segnalo questo eccellente video di una comferenza di Carlo Galli che parla di Schmitt in generale e poi affronta nel dettaglio le tematiche del libro.

      https://m.youtube.com/watch?v=5Zv_VFxaDPo

      • Ivan Stronzoski scrive:

        Ah si si tellurocrazia contro thalassocrazia…i soliti fessoterismi irretenti.Non a caso Schmitt è stato influenzato anche da quel De Maistre altro grande fessoterista apprendista stregone.

    2. Manrico scrive:

      Precisazione: ottocento pagine su Ipad, su libro fisico poco più di trecento.
      Ormai su carta non leggo più…

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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      Sito di approfondimento politico, storico e culturale. Si occupa di temi di attualità con uno sguardo libero e disincantato sulle cose. Il Moralista è un personaggio complesso, indeciso tra l'accettazione di una indigeribile realtà e il desiderio di contribuire alla creazione di una società capace di riscoprire sentimenti nobili. Ogni giorno il Moralista commenterà le notizie che la cronaca propone col piglio di chi non deve servire nessuno se non la ricerca della verità. Una ricerca naturalmente relativa e quindi soggettiva, ma onesta e leale.

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