MANIPOLAZIONEOra per il sistema è il “tempo della paura”. Dopo avere per anni inneggiato al totem della libertà di pensiero e di espressione, i nazisti tecnocratici oggi sembrano avere cambiato idea. Non passa giorno senza che qualche solone pagato profumatamente per mentire non verghi qualche ridicolo articolo per denunciare il pericolo delle “fake news”, ovvero delle notizie false che inquinerebbero il dorato mondo dell’informazione sempre gestito da una oligarchia chiusa che decideva nel buio di una redazione patinata cosa era vero e cosa era falso. Un breve preambolo. Una società “liberale” e “democratica”, specie ai nostri giorni, si differenzia da una dittatura vera e propria perché mentre la seconda impone con la forza e senza infingimenti una visione delle cose, la prima ottiene lo stesso risultato per mezzo di una più sofisticata manipolazione che rende univoco ciò che apparentemente è plurale. Nei fatti in Italia, e non in Arabia Saudita, non è possibile mettere in discussione le linee di indirizzo politico volute dalle élite per mezzo delle elezioni, simulacro di libertà che serve per fare contenti quelli che amano consolarsi con poco. Euro, Nato e austerità sono linee di condotta decise dal “pilota automatico” (copyright Venerabile Mario Draghi) che nessuna tornata elettorale potrà mai mettere in discussione. Perfino negli Stati Uniti, “patria della democrazia liberale”, Trump ha vinto raggirando di fatto i cittadini. Lo “Stato profondo” infatti- ovvero massonerie mondialiste e servizi segreti (mondi che spesso si sovrappongono)- ha subito gettato la maschera spiegando al Presidente neoeletto- nel caso non se ne fosse accorto- chi comanda per davvero. Trump è stato perciò costretto a rimangiarsi tutte le promesse fatte in campagna elettorale. Fin quando difendeva un briciolo di autonomia, tutti i giornali di regime dipingevano il biondo Donald come un “deficiente populista” sposato con un velina ante litteram; ora che Trump si è arreso consegnandosi al sistema è diventato improvvisamente presentabile. Come chiamereste voi queste interessate piroette informative? Fake news? Forse sarebbe più corretto parlare di “mafia con la penna”, perché di questo in fondo si tratta: di ricatti. Ricapitoliamo. La grande finanza controlla i grandi giornali che, a cascata, manipolano i cittadini costruendo il “pensiero prevalente”. La furbizia delle democrazie liberali consiste proprio in questo: nello schiavizzare il cittadino rendendolo inconsapevolmente felice di essere un schiavo. Pensate a tutti quei cittadini ebeti che sostengono felici la lotta alla “Casta e agli sprechi” che si traduce poi in politiche di consolidamento fiscale che significano meno servizi e più tasse. L’imprenditore che fallisce perché il settore pubblico non paga, o il malato che muore perché il reparto dell’ospedale vicino casa ha chiuso, è vittima in primo luogo della sua cretinaggine. Cosa succede però quando i “cretini”, stanchi di farsi trattare da “cretini”, cominciano a ragionare con la propria testa buttando nel cesso i giornali dei padroni e spegnendo la televisione? Succede che il “sistema” va nel panico. In fin dei conti sono fondamentalmente due le armi che permettono di tenere sottomesse le masse: il bastone e la manipolazione. E quando la “manipolazione” non funziona più che si fa? Non resta che rispolverare il “bastone”. Ecco spiegata l’improvvisa demonizzazione dell’informazione libera e non pilotata, capace di mobilitare le coscienze con una rapidità che i nazisti tecnocratici non avevano previsto. Da ora in avanti i padroni saranno costretti a mostrare il loro vero volto, feroce e violento, non potendo più sferrare pugni di ferro occultati da un manto di velluto. Ci aspettano quindi tempi duri e pericolosi. Ma non tutto il male viene per nuocere. A breve, cadute le ultime maschere, sarà palese a tutti la vera natura dello scontro in atto. Da una parte i nuovi nazisti che usano le istituzioni per rastrellare e perseguitare gli innocenti; dall’altra dei valorosi e sinceri democratici pronti a resistere ad ogni costo. Il destino di ogni nazista però, sia di quelli autentici che teorizzavano la purezza della razza, sia di quelli tecnocratici contemporanei che perseguono identici obiettivi di sterminio brandendo il mito della “purezza del bilancio”, è sempre quello di finire a Norimberga.  Per cui forza e coraggio!

    Francesco Maria Toscano

    22/04/2017

    Categorie: Editoriale

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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