GRANDE FRATELLOSembrerebbe paradossale e invece non lo è. Un popolo esasperato e impoverito come quello francese, tenuto al guinzaglio dalla signora Merkel e assillato da un terrorismo che non dà tregua, si è affidato a Emmanuel Macron, banchiere Rothschild e amico dei sauditi (clicca per leggere). Quindi per uscire fuori da una condizione di emergenza che riguarda in particolare il versante economico e quello della sicurezza, l’elettorato transalpino ha riposto fiducia in un uomo che risponde direttamente al capo del terrorismo economico continentale, ovvero Angela Merkel, passando per giunta le giornate “lingua in bocca”  con i riconosciuti finanziatori globali dell’estremismo di matrice islamica. E’ come se un paziente desideroso di abbassare il colesterolo decidesse di mangiare sei cornetti al giorno, se un animalista si iscrivesse ad un corso di “Corrida” o se Renzi dicesse (pure per sbaglio) qualche verità. Insomma siamo in presenza di un tragico ossimoro. Un ossimoro che però condizionerà la vita di milioni di europei per gli anni a venire. Con Macron all’Eliseo, infatti, la prosecuzione del progetto di scientifico annichilimento della civiltà occidentale- già in fase avanzata- proseguirà spedito, frustrando le residue speranze di una generazione intera finita per sempre ai margini della Storia. Come è potuto accadere tutto questo? Come ha potuto un emerito sconosciuto con il carisma di un ghiacciolo alla menta conquistare il voto di otto milioni di persone? La risposta, come al solito, ce la dà Orwell, genio visionario che vide e descrisse (leggere “1984” è imprescindibile) in anticipo la “società del paradosso” che oggi governa i processi di potere. Il mondo contemporaneo seleziona le classi dirigenti con le stesse regole con le quali sceglie i concorrenti di un reality. I media presentano diversi pretendenti al trono affidando ad un ognuno di loro un’ etichetta preconfezionata. Il “Grande Fratello” decide perciò in solitudine chi è “populista”, chi è “demagogico”, chi “spaventa i mercati” e chi invece è “responsabile perché sceglie la speranza e non la rabbia”. Naturalmente le scelte del Grande Fratello sono insindacabili perché espressione della “libertà di stampa” (“la schiavitù è libertà”) e non abbisognano di nessuna verifica empirica. Anche se Marine Le Pen rinnega il passato del padre, se fa esplicito riferimento al generale De Gaulle che il nazismo lo sconfisse e presenta un programma chiaramente proteso alla difesa dei lavoratori non importa. Marine resta fascista sempre e comunque. E siccome è fascista, tutti i “democratici” devono unirsi per impedirle di vincere. Semplice no? Questa narrazione, meramente suggestiva, fa presa sulle masse non perché vera ma perché ripetuta da tutti ossessivamente. A proposito di realtà orwelliana, non era forse il nazista Goebbels a spiegare che “una bugia ripetuta all’infinito diventa verità”? Come che sia, la suggestione scientifica indirizza il voto di masse che, non avendo ancora maturato anticorpi per demistificare le menzogne, prendono per buoni racconti demenziali manco fossero bambini da impaurire con lo spauracchio del “lupo nero” ( il “lupo nero” adattato al mondo degli adulti rimasti bambinoni sarebbe “lo spread, il default e la reazione dei mercati contro i tre porcellini”). Gli argomenti che spiegano invece perché Macron peggiorerà le condizioni di vita di vita di tutti- perché è un uomo dell’Alta finanza, perché è amico dei sauditi, perché è stato costruito in provetta, perché ha già detto che i sacrifici continueranno, perché i suoi consulenti economici somigliano tutti a tipi come a Monti, perché è stato già ministro dell’economia di Hollande facendo danni, perché è amato dall’establishment, perché piace al Pd italiano, perché piace a Merkel e ai “mercati”, perché demonizza il debito pubblico e santifica la “flessibilità” (ovvero la schiavitù per i più poveri), perché risponde ad un massone mondialista spregiudicato come pochi di nome Jacques Attali eccetera eccetera (potremmo andare avanti all’infinito)- sono al contrario tutti razionali, provati o quantomeno provabili. Ma nonostante ciò non fanno presa fino in fondo. Perché? Perché se al bambino spieghi il “teorema di Pitagora”, per quanto vero, l’infante non lo capirà (mentre l’evocazione di un irreale “lupo nero” provocherà in lui stupore e turbamento). Allo stesso modo fino a quando l’elettore medio non sarà munito di strumenti culturali buoni per riconoscere al volo il vaniloquio dei soliti pagliacci che evocano (per malafede o ignoranza)  l’arma del “disastro economico imminente che va sventato con i sacrifici” (degli altri naturalmente), non faremo un solo passo in avanti. Ecco perché la Rivoluzione Culturale è l’unica strada possibile. E non ci sono scorciatoie.

    Francesco Maria Toscano

    26/04/2017

    Categorie: Editoriale, Esteri, Politica

    3 Commenti

    1. Superbiker69 scrive:

      Ovunque i nazionalisti e sovanisti crescono come è ovvio che sia ma ogni tornata elettorale la vincono i mondialisti globalisti.

      Le votazioni servono solo x evitare che le masse si rivoltino dal momento che in teoria si scelgono da soli i propri leader.

      In verita è tutto deciso a tavolino.

      Probabilmente il sig macron in realta sarebbe al 10%.

    2. roberto scrive:

      Non sarei certo sconvolto se i cugini d’oltralpe votassero al ballottaggio per il loro carnefice. E’ già successo in Argentina e in Venezuela, per esempio.

    3. Brab scrive:

      Ma stavolta il sistema non vincerà.

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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