berlino-45010-1000x600Con il G7 di Taormina l’America di Trump ha dichiarato guerra alla Germania di Merkel. Si tratta di una circostanza che assume un valore storico, rinverdendo- fatti i dovuti distinguo storici- il mito dell’America di Roosevelt che libera i popoli europei dalle grinfie malefiche dei soliti tedeschi. In queste ore, molti esponenti di un establishment corrotto, invitano l’Italia a fare “squadra” con la Merkel per non permettere che nessuno mini la “solidarietà” europea. Quale solidarietà? Quella che nell’ultimo decennio ha visto la povertà aumentare a dismisura in tutti i Paesi del mediterraneo per assecondare il “desiderio di sangue” di un manipolo di nazisti tornati in auge sotto mentite spoglie? Non scherziamo. L’Italia, insieme a Portogallo, Spagna, Irlanda, Grecia e perfino Francia, deve approfittare del sostanziale isolamento tedesco per sferrare ora e adesso un attacco rapido, micidiale e decisivo. Stretta fra Putin e Trump la Germania è ora debolissima, pronta a capitolare definitivamente di fronte ad un attacco ben pianificato dai popoli fino ad oggi occupati finanziariamente dal reich teutonico. Le diplomazie dei Paesi schiavizzati e umiliati- Italia in testa- aprano perciò un riservato canale di dialogo con i russi e con gli americani, finalizzato solo alla cristallizzazione di un “progetto operativo” che abbia come obiettivo finale quello di riportare la Germania nel sottoscala della storia dove giustamente Roosevelt, Stalin e Churchill l’avevano lodevolmente adagiata-a furia di schiaffi e calci nel deretano- sul finire della seconda guerra mondiale. L’errore è stato quello di permettere alla Germania di riunificarsi, dando così vita nel cuore del Vecchio Continente ad un blocco di potere opprimente, ottuso e infame che capisce solo il valore della frusta e mai quello del dialogo e del buon senso. E’ sbagliato credere che l’attacco alla Germania equivalga ad un attacco all’Europa, semmai è vero l’esatto contrario. L’Europa unita sarà possibile solo quando e se i tedeschi saranno ridotti al ruolo di inanimato rimorchio e non guida di un processo federativo che non sanno, non vogliono e non possono esercitare. Dopo avere nuovamente diviso la Germania in quattro (due sono insufficienti) regioni autonome- Germania del Nord, del Sud, dell’Est e dell’Ovest- ognuna delle quali ricondotta sotto l’influenza di potenze sensate e ragionevoli, sarà possibile rilanciare il concetto stesso di “europeismo”, ora sporcato oltremisura e reso lurido dai vari Merkel, Schaeuble, Draghi e compagnia. La permanenza in vita dell’ideale europeo passa per lo smantellamento della Germania. Gentiloni non è in grado neppure di immaginare di poter fare dell’Italia un attore importante nel delicatissimo panorama geopolitico attuale. L’attuale premier italiano è poco più che un burocrate che sciorina banalità, preoccupato solo dall’idea che l’opinione pubblica colga gli scricchioli che preannunciano la fine dell’indegno ordine mondiale neoliberale imposto con la frode e con l’inganno dalle massonerie mondialiste sul finire del secolo scorso. Quindi il premier prima se ne va, meglio è. Il voto in autunno, sulla base di una legge elettorale finalmente proporzionale, è perciò una ottima idea. Si spera che dalle urne venga fuori una maggioranza parlamentare in grado di cogliere l’importanza della posta in gioco, una maggioranza fieramente anti-tedesca che dichiari senza ipocrisie di voler combattere in prima linea per recuperare, per se stessa e per le altre nazioni occupate, quella libertà subdolamente perduta. Sarà la politica internazionale, e non i vitalizi di Verdini, a decidere le sorti del nostro Paese e delle future generazioni per i decenni a venire. Per cui l’elettorato impari a votare in maniera sensata e consapevole, dando forza a quelle compagini politiche che diano prova di aver interiorizzato l’ineludibile priorità del nostro tempo: “Germania delenda est”.

    Francesco Maria Toscano

    29/05/2017

    Categorie: Editoriale

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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