DI MAIOIl Movimento 5 Stelle ha preso una batosta alle amministrative, per quanto Grillo provi a sminuire la portata della sconfitta. Alcuni commentatori sottolineano come i grillini fatichino sempre nelle competizioni locali, esprimendo obiettivamente una classe dirigente territoriale degna di un circo equestre. Questa analisi è vera solo in parte. I grillini, con Raggi e Appendino (non con Kennedy e Olaf Palme), hanno recentemente vinto in città fondamentali come Roma e Torino, espugnando in precedenza Parma guidati dall’inespressivo e inutilmente sorridente Pizzarotti (alias “capitan Pizza”). Come si spiega l’arretramento odierno dei pentastellati? Escluso in partenza un riavvicinamento tra l’elettorato e la nomenklatura del Pd, vero bastione della reazione massonica in atto, non resta che  provare ad individuare i motivi che hanno indotto molti cittadini a maturare un senso di legittima disillusione nei confronti della eccentrica galassia uscita dalla lampada di Casaleggio padre. Il Movimento delle origini era palesemente anti-establishment, magari un po’ rozzo e pittoresco, però animato da un genuino e sacro furore di giustizia, pronto cioè ad alimentare una legittima spirale rivoluzionaria in grado di fare paura ad una oligarchia di potere che meriterebbe di fare la fine di Luigi XVI e consorte. Ai cittadini, torturati e in parte indotti al suicidio dalle politiche imposte da una minoranza sadica, non interessava molto capire in profondità l’efficacia delle singole proposte di volta in volta presentate, limitandosi ad accordare consenso ad un fenomeno che doveva e poteva assumere le sembianze di Robespierre e Marat.  La promessa di fargliela pagare (o almeno di provarci seriamente) ai demoniaci autori dell’Olocausto tecnocratico in atto- che tiene in ostaggio l’Europa da oltre un decennio- valeva, da sola, più di qualsiasi noioso e minuzioso programma. E nessuna progettualità, nessuna idea, nessun “reddito di cittadinanza”, poteva e può superare in nobiltà e in bellezza il proposito di ergersi a “spada fiammeggiante” degli oppressi. Cosa è rimasto di quel Movimento? Nulla, o quasi. Il volto del grillismo è diventato Di Maio, un damerino in livrea che gira il mondo per convincere i padroni sulla natura chiaramente infingarda e mansueta di una forza politica che, facendo finta di opporsi, stabilizza furbescamente il sistema. Nell’ottica dei vertici della massoneria europea, Attali e Schaeuble per tutti, Di Maio potrebbe diventare il Macron italiano, un burattino filo-Ue e filo-austerity che rinverdisce i fantasmi dello spread, degli sprechi e del debito pubblico. Che senso ha cambiare le persone se non si cambiano le politiche? Ai nazisti tecnocratici non interessa nulla che governi Paolo Taverna, Matteo Renzi  o Renato Brunetta. Ai neonazisti importa che la politica continui a sottomettersi ai mercati, che i diritti dei lavoratori vengano azzerati così come il welfare, che i giovani fatichino a trovare un lavoro e ad avere dei figli per portare la natalità sottozero e far invadere l’Italia da migranti sprovvisti di una coscienza di classe e perciò facili da schiavizzare (fenomeno chiamato orwellianamente “accoglienza”). Di Maio è un perfetto gattopardo, un mediocre politicante senza una vera formazione culturale pronto a recitare la parte del “nuovo” per portare avanti il “vecchio” progetto di sterminio. Gli italiani fanno bene a voltare le spalle ai cinque stelle, perché per fare i servi della Germania e della Merkel basta e avanza il carrozzone del Pd. A questo punto rimane sospesa una domanda: chi votare alle prossime elezioni politiche? Non è facile dare una risposta ad una simile domanda, considerato che i tanti movimenti sparsi sul territorio nazionale, nati con l’intento preciso di organizzare una vera Resistenza, non sono riusciti a creare una forza unitaria andando tristemente a sbattere contro il muro dell’irrilevanza e dell’autoreferenzialità. Forse non resta che guardare a cosa farà Salvini, ma nel pensarlo già mi viene naturale sorridere da solo.

    Francesco Maria Toscano

    14/06/2017

    Categorie: Editoriale

    Commenta


    "nella mia vita ho conosciuto farabutti che non erano moralisti ma raramente dei moralisti che non erano farabutti." (Indro Montanelli)


    IL REGIONALISMO E’ L’ALTRA...

    Scritto il 23 - ott - 2017

    0 Commenti

    CHI HA UCCISO IL...

    Scritto il 22 - ott - 2017

    0 Commenti

    POPULISTI DI TUTTO IL...

    Scritto il 21 - ott - 2017

    0 Commenti

    IL GOLPE DI MANI...

    Scritto il 20 - ott - 2017

    0 Commenti

    ANCHE L’UOMO CONTEMPORANEO, AL...

    Scritto il 19 - ott - 2017

    0 Commenti

    L’EUROPA RIPARTA DALLA CULTURA

    Scritto il 27 - ott - 2011

    0 Commenti

    L’AUSTERITA’ E’ UN VECCHIO...

    Scritto il 29 - gen - 2013

    1 Commento

    LA DITTATURA TECNOCRATICA RENDE...

    Scritto il 10 - set - 2012

    4 Comment1

    MARIJUANA DI STATO

    Scritto il 30 - mar - 2014

    2 Comment1

    MANI PULITE E’ SERVITA...

    Scritto il 14 - gen - 2016

    6 Comment1

    • Chi è il moralista

      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

    • Cos’è il moralista

      Sito di approfondimento politico, storico e culturale. Si occupa di temi di attualità con uno sguardo libero e disincantato sulle cose. Il Moralista è un personaggio complesso, indeciso tra l'accettazione di una indigeribile realtà e il desiderio di contribuire alla creazione di una società capace di riscoprire sentimenti nobili. Ogni giorno il Moralista commenterà le notizie che la cronaca propone col piglio di chi non deve servire nessuno se non la ricerca della verità. Una ricerca naturalmente relativa e quindi soggettiva, ma onesta e leale.

    • Disclaimer

      ilmoralista.it è un sito web con aggiornamenti aperiodici non a scopo di lucro, non rientrante nella categoria di Prodotto Editoriale secondo la Legge n.62 del 7 marzo 2001. Tutti i contenuti appartengono ai relativi proprietari, qualora voleste richiedere la rimozione di un contenuto a voi appartenente siete pregati di contattarci tramite la apposita pagina.