MERKELSenza teoria rivoluzionaria non può esserci movimento rivoluzionario”, spiegava Lenin.  Ma una teoria rivoluzionaria, per essere efficace, deve sforzarsi di analizzare aspetti perlopiù nascosti e tacitati, di presentare cioè ai cittadini un quadro d’insieme coerente che consenta a chiunque di orientarsi nel mare di disinformazione scientifica che ci circonda. Il mio libro di prossima uscita (Ottobre 2017), non si limita a denunciare le storture di un sistema che scarica i problemi sui più deboli per assecondare le bramosie e le avidità di un manipolo di ultraricchi. Certamente il capitalismo ultra-finanziario, braccio armato dei nazisti tecnocratici al comando, alimenta assurde diseguaglianza e semina povertà. Ma questo modello economico, fondato sul sopruso e sull’ingiustizia, trae linfa da una concezione spirituale e morale della vita e del mondo che va riconosciuta, denunciata e rigettata in radice. Senza capire la componente “spirituale” di una crisi diventata cronica non risolveremo nulla. La riduzione dell’uomo a merce, da sacrificare sull’altare del profitto, è parte di una “liturgia”, che sposa e asseconda una visione antropologica del creato eminentemente gnostica. La gnosi insegna che l’uomo può salvarsi per mezzo della conoscenza, riservando però naturalmente solo ad una sparuta minoranza di “sapienti” la possibilità di inseguire il mito della perfezione e dell’onniscienza. I tanti uomini che, al contrario, restano legati ad una visione “elementare” della vita, costretti cioè ad affannarsi quotidianamente per soddisfare bisogni primari come bere, mangiare, vestirsi e riprodursi, finirebbero in questa ottica con il confondersi con il resto del creato animalesco, esseri ontologicamente inferiori e quindi “sacrificabili” a lode, onore e gloria dei pochi elementi “gnostici” (o “pneumatici”). Questa filosofia, riferibile al pensatore egiziano Valentino vissuto nel II secolo dopo Cristo, domina i nostri tempi. Come spiegare altrimenti l’accanimento con il quale i “sacerdoti de tempio”  Mario Draghi e Angela Merkel infieriscono sulle classi più povere, già disarticolate grazie allo strumentale utilizzo di una “crisi” voluta e pianificata per tempo? I pensionati greci ridotti in miseria, i giovani spagnoli rimasti disoccupati, e gli imprenditori italiani che si suicidano, rappresentano la versione aggiornata e moderna dei vecchi riti “sacrificali” con i quali le classi padronali puntellavano il loro potere terreno nel mentre di ringraziare una presunta autorità celeste. Leggendo libri come “Questa economia uccide”, scritto da Andrea Tornielli e Giacomo Galeazzi, anche Papa Francesco sembrerebbe pienamente consapevole della questione. Nel libro infatti vengono riportate alcune analisi di Bergoglio molto  dure nei confronti dei protagonisti della finanza globalizzata, spesso paragonati a quel Caino di biblica memoria accecato dall’invidia. Come si fa però a denunciare la violenza assassina insita nella globalizzazione turbocapitalistica, proponendo poi Angela Merkel quale modello di grazia e di virtù? Perché il Papa non intende affrontare un passaggio logico e necessitato, che gli imporrebbe di denunciare non solo la barbarie del fenomeno ma anche la malvagità degli uomini in carne ed ossa che quel sistema lo promuovono e lo difendono? Come può Papa Francesco dire di voler portare su di sé il dolore dei poveri benedicendo contestualmente la mano di chi quei poveri li tortura e li affama? Non si è credibili nell’ergersi a difensori dell’infanzia se poi si invita Erode in Vaticano accogliendolo con tutti gli onori. La chiesa cattolica è parte della crisi dell’occidente, oramai convertitasi ad un ecumenismo che favorisce il dilagare del relativismo e quindi del nichilismo. Il Concilio Vaticano II ha di fatto riconosciuto la supremazia globale del pensiero gnostico e massonico, chiudendo con un accordo al ribasso le tensioni dilagate al tempo della breccia di Porta Pia. Il Papa ha ragione: “Questa economia uccide”. Ma questa economia è usata come una spada proprio dai “responsabili governanti” che tanto piacciono sia a Papa Bergoglio che all’attempato chierichetto di sacrestia Eugenio Scalfari. Se la strada è questa, se i tempi moderni impongono alla cattolicità di condannare l’oppressione “ma anche” di giustificare gli oppressori, allora tanto vale preparare fin da ora il futuro pontificato di  Veltroni, Walter I.

    Francesco Maria Toscano

    8/08/2017

    Categorie: Editoriale

    6 Commenti

    1. Il BIS-PENSIERO, che sta tormentando il mondo dall’inizio del 2000 in avanti, una malefica “diplomazia linguistica”.

    2. G scrive:

      Sinceramente quando parlo il papa mi sembra il Mascetti conte nella supercazzola.

    3. Bifolo scrive:

      Non sopporto Bergoglio!

    4. Vargo scrive:

      Tutto da condividere!

    5. roberto scrive:

      Papa Bergoglio è pericoloso solo in quanto gesuita, il “papa nero” della profezia.

    6. Enza scrive:

      Furbissimo gesuita. Ma sta perdendo share con le porte spalancate agli immigrati. Credo che comincerà a tacerne come per la questione palestinese. E altre dove il motto d’ordine è ” non expedit”.

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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