mangiafuocoGli italiani sono indotti a ritenere che le loro disgrazie dipendano in massima parte dalla classe politica, incapace di riportare il Paese sulla strada che conduce alla crescita perché corrotta e ignorante. Questa lettura della realtà, seppur in parte vera, nel complesso risulta mistificatoria. Dall’inizio della seconda Repubblica in poi non è la politica che detiene il potere, ma la finanza e la massoneria sovranazionale (che gestisce i principali servizi segreti). I politici, selezionati su basi di fedeltà, mediocrità ed obbedienza, sono solo dei parafulmini del potere reale, chiamati a pagare il conto per tutti nel momento in cui le cose volgono al peggio. Quando  nel 2011 la massoneria mondialista che orienta e gestisce il nazismo tecnocratico europeo incarnato da Angela Merkel decise di mandare al potere Mario Monti, Berlusconi e Bersani dovettero limitarsi ad “obbedir tacendo”. E lo fecero, non per senso di “responsabilità”- che non sanno cosa sia- ma perché non avevano altra scelta. Berlusconi fu cacciato a calci dal governo dopo essere stato democraticamente eletto, mentre Bersani- sostenendo il governo dei “professori”- si giocò la possibilità di vincere le elezioni del 2013, finite con un sostanziale pareggio. Vi sembra razionale l’atteggiamento di chi bacia la mano di chi li percuote? Dopo Monti, si sono susseguiti a capo del governo personaggi che oscillano fra il ridicolo e l’inutile, da Renzi ad Enrico Letta insomma (Gentiloni non vale la pena neppure nominarlo), tutti operanti sotto il rigido controllo dell’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, appartenente al primo cerchio di potere dell’ élite globalista. Non so quanti di voi ricordino bene la favola di Pinocchio, ma è bene che sappiate che il rapporto che intercorre fra i vertici della massoneria mondialista e i politicanti nostrani è identico a quello sussistente fra il Mangiafuoco immaginato da Collodi ed i suoi singoli burattini. I burattini si esibiscono in pubblico ricevendo gli applausi (o i fischi) degli spettatori solo fintantoché lo vuole il capo della compagnia. Quando i burattini finiscono di recitare la loro parte, oppure invecchiando diventano inservibili, Mangiafuoco decide con cinismo di bruciarli per puntare su “forze fresche” che tengano in vita lo stesso identico spettacolo. Renzi è oggi molto pericolosamente vicino ad un grande caminetto fumante. Il “Rottamatore”, ingaggiato per portare a termine lo scempio della nostra Costituzione per ordine di colossi bancari che, come Jp Morgan, che non ne tollerano “l’impianto antifascista” (parole loro), ha miseramente fallito l’obiettivo. E per quanto provi con tenacia a resistere riscoprendo l’ebbrezza di una limitata autonomia, il potere finirà di sicuro per stritolarlo. Come fa il potere a “stritolare” i politici divenuti scomodi, ribelli o troppo autonomi? Li fa prima infilzare dalla grande stampa,  gestita dai servizi segreti come dimostra il libro di Giovanni Fasanella “Colonia Italia”, per poi farli “rosolare” da magistrati che, ricevute informative scritte da militari che lavorano per le stesse centrali di intelligence, sono costretti ad aprire fascicoli in virtù del principio che stabilisce “l’obbligatorietà dell’azione penale”. Questo meccanismo infernale è pressoché perfetto, perché i singoli cittadini- vere vittime di operazioni elitarie che puntano in sostanza ad impedire che il popolo si autogoverni- finiscono pure con l’applaudire operazioni spregiudicate di questo tipo spacciate dalla grancassa mediatica e massonica per “opera di risanamento che mette nel mirino la “Casta”. La “Casta” non è quella formata da quattro straccioni di parlamentari, ma dai datori di lavoro di giornalisti che, come Stella, Rizzo, Floris, De Bortoli e compagnia, strappano contratti milionari proprio nella misura in cui legittimano con la penna la prosecuzione di politiche che impoveriscono i già poveri e ingrassano i già ricchi. Di Maio è stato da tempo scelto dal “potere” per interpretare il ruolo del “giovane” che garantisce continuità alle politiche “vecchie” (si all’euro, avanzo primario, austerità, competitività e svuotamento del welfare), mentre Salvini è perlopiù un giovanotto grossolano che, puntando sulla “Flat Tax” (di due aliquote- mentendo- parlava già il Berlusconi del 1994), si dimostra subalterno al neoliberismo dominante. Ci sarebbe bisogno di una nuova forza politica, non gestita né influenzata dai “soliti noti”, in grado di rappresentare per davvero gli interessi del popolo. Mancano ancora molti mesi alle elezioni e, visto l’andazzo, sarebbe il caso di provarci.

    P.s. A dicembre uscirà il mio nuovo libro, il “Nazismo Tecnocratico”, che spiega genesi, ratio e svolgimento di questo Olocausto contemporaneo

    Francesco Maria Toscano

    5/09/2017

    Categorie: Editoriale

    Un commento

    1. roberto scrive:

      No, caro Toscano, non c’è più bisogno di partiti nuovi o forze politiche nuove. Ne abbiamo già avuti troppi, non crede? Abbiamo solo bisogno di democrazia, che è altra cosa. Il sistema basato sui partiti è ingannevole, non se ne è ancora accorto? Dividere i cittadini tra destra e sinistra è ingannevole, un trucco colossale e ben riuscito. In realtà destra e sinistra, più o meno finte, sono le due facce della stessa medaglia. Occorrerebbe una Costituzione che prevedesse la sostanziale proibizione per i partiti di presentare le liste elettorali. Dovrebbe essere il popolo stesso a formarle in apposite assemblee pre-elettorali. Ci sono paesi che adottano questo sistema e funziona bene. Non saprei invece come fare per impedire alle bande massoniche criminali di operare. Al proposito si può aprire un dibattito. Personalmente credo che solo la presa di coscienza e di consapevolezza possa cambiare le cose.
      Buona giornata

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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      Sito di approfondimento politico, storico e culturale. Si occupa di temi di attualità con uno sguardo libero e disincantato sulle cose. Il Moralista è un personaggio complesso, indeciso tra l'accettazione di una indigeribile realtà e il desiderio di contribuire alla creazione di una società capace di riscoprire sentimenti nobili. Ogni giorno il Moralista commenterà le notizie che la cronaca propone col piglio di chi non deve servire nessuno se non la ricerca della verità. Una ricerca naturalmente relativa e quindi soggettiva, ma onesta e leale.

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