Schaeuble nazistaIl voto tedesco, con il conseguente ridimensionamento del partito di Angela Merkel, ha portato in dote all’Europa un dono insperato: la cacciata di Wolfang Schaeuble, ministro delle finanze che personifica l’essenza stessa della malvagità e della crudeltà fine a se stessa. Schaeuble è quello che più di ogni altro porta su di sé la responsabilità di avere trasformato in senso negativo la percezione stessa dell’Europa, ora giustamente odiata da una miriade di cittadini delle più disparate nazionalità. Schaueble non sarà più ministro delle finanze nel prossimo governo tedesco perché la Merkel, nella speranza di formare un nuovo governo di coalizione, dovrà offrire la prestigiosa guida del ministero dell’Economia ad uno dei potenziali partiti alleati (probabilmente i liberali). Come è ovvio la fine dell’era Schaeuble non si limiterà a produrre effetti solo in patria, provocando conseguenze importanti nell’intero Vecchio Continente. Schaeuble difatti ha guidato negli ultimi anni il famigerato “eurogruppo”, una edizione aggiornata e corretta delle SS naziste, specializzate all’applicazione sadica di sevizie in danno di Paesi ritenuti corrotti, inferiori e straccioni. Non è un iperbole sostenere che la fine dell’era Schaeuble è paragonabile per intensità ed importanza alla fine della stagione di Adolf Hitler. Tardo epigono del fuhrer autentico, non si contano i morti provocati dalla ottusità malefica del vecchio Schaeuble, sempre pronto a chiedere nuovi e più importanti “sacrifici” a Paesi ridotti al collasso, sconquassati dall’imposizione di politiche macroeconomiche irresponsabili e perverse, pensate con l’obiettivo preciso di “punire” e “decimare” gli strati più deboli della società. Con riferimento alla sola Grecia, un recente rapporto della Caritas- titolato “Grecia, la crisi come una guerra, il Paese ad un bivio”- svela cosa si nasconda in realtà dietro la retorica dei “conti in ordine”: “Secondo i dati riportati da Eurostat ormai quasi 4 milioni di persone sono a rischio povertà o esclusione sociale, su una popolazione complessiva di meno di 11 milioni, mentre il tasso di povertà infantile registrato da Eurostat ha raggiunto nel 2013 il 39,9% (nel 2008 il dato si attestava al 18,7% (…). Nel 2013, tre milioni e 904 mila persone- il 35,7  su una popolazione di quasi 11 milioni di abitanti- erano a rischio povertà, mentre come riportato dal rapporto Unicef  “Figli della recessione” (pubblicato nell’ottobre del 2014), nel 2011, a soli due anni dallo scoppio della crisi, 440 mila bambini in età scolare (il 20,1% del totale) soffrivano di malnutrizione”.  Schaeuble è  quindi oggettivamente responsabile della avvenuta consumazione di un moderno e più ingegnoso Olocausto, realizzato per mezzo della surrettizia sostituzione del mito della “purezza della razza” con quello più tranquillizzante che predica la “purezza del bilancio”. Ma, per quanto formalmente meno cruenta, Schaeuble e i suoi hanno consumato una vera e propria carneficina, una strage assurda che grida vendetta nella misura in cui è rimasta (e probabilmente rimarrà per sempre) tuttora impunita. Sul Corriere della Sera di oggi Danilo Taino, giornalista che non sa cosa sia il pudore e la vergogna, “piange” il prepensionamento anticipato dell’anziano aguzzino tedesco, promettendo istericamente agli italiani che chi verrà dopo di lui “sarà persino peggio”. Un ragionamento di rara volgarità, che dimostra per l’ennesima volta quanto l’informazione italiana- come provato da Fasanella nel suo libro “Colonia Italia”- sia pilotata da massonerie e servizi di intelligence stranieri che remano contro gli interessi italiani assoldando “pappagalli a gettone”. L’Italia potrà ritrovare un margine di autonomia e di libertà solo dopo essersi liberata dai troppi traditori che ne paralizzano le potenzialità. Che diritto hanno i tedeschi o i francesi di decidere quali politiche il popolo italiano intenda darsi? Dobbiamo demistificare e respingere le analisi di quei giornalisti di sistema che dipingono gli italiani come un popolo di irresponsabili, così inetti da non poter sperare di autogovernarsi. Questa Europa non è riformabile, per cui che il successore di Schaeuble sia migliore o peggiore non dovrebbe interessarci affatto. La priorità deve essere quella di rompere unilateralmente i ponti con l’Unione Europea,  preparandoci contestualmente ad affrontare un duro braccio di ferro che alla fine ci vedrà certamente vittoriosi, avanguardia in grado di indicare a tutti gli altri popoli europei la strada che conduce alla riscoperta della libertà, dell’autonomia e dell’indipendenza.

    N.B. A Marzo, pubblicato dal “gruppo editoriale Uno”, uscirà il mio prossimo libro

    Francesco Maria Toscano

    10/10/2017

    Categorie: Editoriale

    Un commento

    1. Giancarlo Magalli scrive:

      Direttore, la invito a monitorare i prossimi liberatori d’Italia confluiti nel MLI del Generale Pappalardo.

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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      Sito di approfondimento politico, storico e culturale. Si occupa di temi di attualità con uno sguardo libero e disincantato sulle cose. Il Moralista è un personaggio complesso, indeciso tra l'accettazione di una indigeribile realtà e il desiderio di contribuire alla creazione di una società capace di riscoprire sentimenti nobili. Ogni giorno il Moralista commenterà le notizie che la cronaca propone col piglio di chi non deve servire nessuno se non la ricerca della verità. Una ricerca naturalmente relativa e quindi soggettiva, ma onesta e leale.

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