manipolazioneLa nostra società vive un apparente paradosso, pur essendo “aperta” e invasa ad una velocità impressionante da notizie che riguardano ogni angolo del pianeta (spesso in contraddizione fra di loro), la maggior parte dei cittadini si dimostra nei fatti incapace di analizzare- anche in termini elementari- i principali avvenimenti. L’esplosione delle fonti informative non ha cioè contribuito alla costruzione di un “uomo nuovo”, finalmente razionale e risoluto, esasperando al contrario i tratti fanciulleschi e superstiziosi di comunità allargate mai veramente emancipatesi. Naturalmente si tratta di una superstizione diversa da quella che opprimeva l’uomo medievale, spesso vittima di ricostruzioni religiose usate per blindare una statica gerarchia di potere. Ma le “suggestioni laiche” che imprigionano l’uomo contemporaneo- che aggiunge all’ignoranza ricorrente pure la superbia tipica di chi crede di sapere- non sono meno infami e pericolose di quelle del passato. Se ci fate caso, la struttura procedurale che permette ad una ristretta oligarchia di manipolare con successo masse rimaste inconsapevolmente imprigionate dentro la “caverna di Platone” (con buona pace degli illuministi incalliti!), sono pressoché identiche. All’uomo medievale si chiedeva di rispettare l’ordine costituito- voluto da Dio- per ottenere la salvezza; all’uomo contemporaneo- mutatis mutandis- si chiede di accettare i sacrifici imposti dai soliti padroni per “salvare l’Italia” (o l’Europa poco importa). Salvare da che? Dalla peste? Dalle cavallette? Dall’ira dei mercati, che hanno sostituito Dio nell’immaginario globale collettivo? Come potete facilmente dedurre, il meccanismo manipolativo è rimasto pressoché identico. Ma ora la gente sa leggere e scrivere direte voi e, volendo, può sempre trovare la forza per demistificare i trucchi del potere. Questo ragionamento, astrattamente considerato, è vero. Ma quanti sono in concreto i cittadini che, logorati da una quotidianità frenetica, hanno il tempo e la voglia di mettere in discussione la comoda “verità preconfezionata” preparata ad uso e consumo dell’èlite? E quand’anche una ipotetica avanguardia culturale dovesse promuovere con pazienza, perizia e costanza, la causa che conduce al risveglio delle masse- addormentate come Biancaneve da una perfida strega collettiva chiamata “sistema mediatico”-  tali ipotetici pionieri cosa infine ne ricaverebbero? Io credo perlopiù insulti, isolamento sociale e in aggiunta l’etichetta di “visionari complottisti”. Con questo non intendo scoraggiare nessuno dal perseguire finalità nobili e necessarie, voglio soltanto mettere in guardia i tanti che ignorano quanto irta e ricca di insidie sia la strada che porta alla verità e alla libertà. Ma proprio perché conosciamo la difficoltà dell’impresa dobbiamo, anziché deprimerci, moltiplicare gli sforzi, sapendo che il cambiamento “culturale”- l’unico che produce frutti non effimeri- viaggia sempre su tempi lunghi. Le vecchie generazioni- uscite dalla povertà e vissute dentro un sistema di regole che offriva tutele economiche e sociali importanti- faranno sempre fatica a riconoscere e ad ammettere la malizia infernale che guida la mano degli attuali governanti. Perché con loro l’ordine costituito ha mostrato un volto diverso, fondamentalmente benigno, paterno e amorevole. Le nuove generazioni invece, a partire da quelle nate a cavallo fra gli anni ’70 e gli anni ’80- invecchiate senza mai essere mai per davvero cresciute- conoscono e intuiscono la violenza e la pericolosità del “sistema”, che continua a dominare proprio nella misura in cui blinda nei luoghi di comando una gerontocrazia perversa e immorale, furba nel cooptare di tanto in tanto qualche giovane nato vecchio (alla Enrico Letta per capirci) per mischiare le carte. Fino a quando personalità pervicacemente nemiche della democrazia e della giustizia sociale come Giorgio Napolitano o Eugenio Scalfari continueranno ad esercitare una influenza profonda sulle dinamiche di potere del nostro sventurato Paese non faremo un solo passo in avanti. Fortunatamente non potranno violentare l’Italia per sempre.

    N.B. A Marzo, pubblicato dal “gruppo editoriale Uno”, uscirà il mio prossimo libro

    Francesco Maria Toscano

    19/10/2017

     

    Categorie: Editoriale

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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