DraghiPreliminarmente vi invito a leggere questo pessimo articolo scritto da un certo Alessandro Barbera (clicca per leggere), ennesimo giornalista “economico” (non nel senso che costa poco, questo non lo so…) che insieme ai vari Tonia Mastrobuoni, Danilo Taino, Mattia Feltri e tanti altri, rema contro gli interessi italiani a beneficio di quelli privati e stranieri. Per la demistificazione della “catena invisibile” che sottende la preparazione di tanti articoli che poi escono sulle principali testate italiane rimando alla lettura del più volte citato libro di Giovanni Fasanella “Colonia Italia”; a noi per capire dove vogliano andare a parere certi sicofanti a gettone basta e avanza l’analisi di ciò che è già “visibile”. Allora, proviamo a fare un piccolo memorandum per non perdere di vista le questioni decisive, spesso dolosamente nascoste sotto un mare di ipocrita retorica da finti rivoluzionari à la carte che sbraitano contro la corruzzione (sempre con due zeta), la casta e il debito pubblico proprio su mandato degli occulti padroni. Come è stato possibile distruggere la civiltà europea in così poco tempo? Dando vita ad una architettura comunitaria in grado di svuotare la democrazia sostanziale per far vivere le singole nazioni sotto il ricatto dei cosiddetti “mercati finanziari”, ovvero in balia di un pugno di usurai globalizzati che controllano le grandi banche d’affari e corporation. Come è stato possibile far ingoiare al popolino una serie di controriforme destinate a comprimere il welfare, i salari e i diritti? Inventandosi mediaticamente la presenza di “continue emergenze” che richiedevano l’intervento “rapido” e “incisivo” di una classe politica “responsabile” (che nella neolingua significa corrotta) pronta ad imporre i “sacrifici” pur di “salvare l’Europa” (salvare da chi? Dai marziani?). Come mai, nonostante l’adozione di misure d’austerità sempre più drastiche, dappertutto i debiti pubblici dei paesi mediterranei (in Grecia era intorno al 100% prima della “cura”, per poi sfondare quota 170%)- anziché diminuire- sono letteralmente esplosi? Perché l’enfasi con la quale si fa finta di preoccuparsi a causa della “montagna del debito che opprime le future generazioni” rappresenta proprio il cuore della menzogna e della truffa predisposta dall’oligarchia, non potendosi affatto giudicare la forza macroeconomica e la salute di una nazione in relazione all’ammontare complessivo del “debito”. Se così non fosse dovremmo dedurne che i Paesi più solidi e progrediti al mondo sono l’Algeria (debito pubblico all’8,4%), l’Azerbaijan (4,7), il Bangladesh (36,7), il Camerun (16,2) e la Corea del Nord (0,4); mentre i Paesi più disgraziati e prossimi alla bancarotta e al fallimento dovrebbero essere di converso il Giappone (oltre il 200%), l’Italia (135%) e gli Stati Uniti d’America (intorno al 100%). Un ragionamento logicamente ineccepibile, non trovate? La questione va inquadrata in termini diversi. Per le nazioni davvero libere e indipendenti il debito pubblico non è mai un problema, perché in regime di sovranità monetaria- per usare una efficace sintesi del grande economista britannico Wynne Godley- “il governo può  sempre onorare qualsiasi debito semplicemente ordinando alla propria banca centrale di staccare un assegno”. La banca centrale dei Paesi non “schiavi” infatti- penso alla Fed americana, alla Banca d’Inghilterra o a quella del Giappone- svolge un ruolo che in gergo tecnico viene definito di “prestatrice di ultima istanza”, stampa cioè tutte le banconote che servono ad un governo qualsiasi per saldare i suoi impegni. Può mai finire i soldi uno Stato che legittimamente mantiene il monopolio nell’emissione della moneta? Evidentemente no. Ora si dà il caso che la Banca centrale europea guidata dal venerabile Mario Draghi- a differenza di tutte le Banche centrali normali del mondo- non garantisce il debito degli Stati membri, costringendo le nazioni dell’area euro a prendere i soldi in prestito dai privati, ovvero dai soliti  “mercati finanziari globali” che applicano a loro insindacabile discrezione (con l’aiuto delle famose “agenzie di rating”) tassi di interesse più o meno usurai. Nasce così l’ansia da “spread”. Capite bene che un sistema siffatto non può durare a lungo, destinato necessariamente ad implodere sotto il peso delle proprie insanabili contraddizioni. Fino ad oggi questo luciferino e ingegnoso sistema ha retto perché il venerabile Draghi ha truccato sapientemente le carte (“whatever it takes”), addormentando il paziente-Europa per consentire ai nuovi Mengele (Schaeuble e soci) di affondare il bisturi in tutta tranquillità. Ma ora che l’effetto dell’anestesia sta per finire, cosa succederà? Ne riparliamo domani…(continua)

    N.B. A Marzo del 2018, pubblicato dal “gruppo editoriale Uno”, uscirà il mio prossimo libro

    Francesco Maria Toscano

    26/10/2017

    Categorie: Economia

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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