FakeQuesta battaglia contro le cosiddette “fake news”, portata avanti da noti bari come Matteo Renzi, non va sottovalutata perché rappresenta il primo passo verso l’instaurazione di una “verità di Stato”, imposta per decreto, che renderà illegale la libera manifestazione di qualsiasi pensiero critico. La sedicente democrazia liberale, infatti, è solo una “dittatura mascherata”, per la precisione una dittatura del denaro che- somma ipocrisia- pretende di dominare e derubare le classi ritenute inferiori dopo averne carpito con l’imbroglio il consenso. Sul perché solo la versione keynesiana e redistributiva del “modello liberale” abbia il diritto di accostarsi senza arrossire a concetti come “uguaglianza” e “democrazia” rinvio ad un prossimo articolo, limitandomi per ora a precisare che tale analisi prenderà spunto da una serie di suggestioni contenute in una raccolta di libri scritti da Massimo Fini- “La Modernità di un Antimoderno”- pubblicata da Marsilio. Fini infatti brilla nella capacità di addivenire a soluzioni sempre sconclusionate dopo avere però analizzato con sagacia e precisione le premesse. Metaforicamente Massimo Fini somiglia molto ad un calciatore estroso e funambolico che, dopo avere dribblato tutti i componenti della squadra avversaria portiere compreso, riesce a sparare alto il pallone pur trovandosi finalmente solo di fronte ad una porta libera e sguarnita. Ma sui limiti della ermeneutica “finiana”, pur nel suo complesso interessante e non banale, torneremo prossimamente. Per ora è indispensabile demistificare cosa si celi dietro questo nuovo ridicolo “maccartismo” che denuncia- negli Stati Uniti come in Europa- inesistenti ingerenze russe destinate a turbare le libere elezioni del “mondo libero”. Il “Russiagate”, che sta annoiando come non mai un popolo americano continuamente ammorbato da facezie e stupidaggini paradossali, è il sintomo di una isteria profonda che ha colpito le atlantiche e luminose “élite liberal”, conventicole di malfattori che eccellono nell’arte dell’ipocrisia più ributtante e del “politicamente corretto”. I tanti politici/Weinstein d’oltreatlantico, gente che come Bill Clinton sfila in favore delle donne in astratto dopo averle in concreto piazzate sotto il tavolo, non hanno ancora digerito la vittoria di Donald Trump, eletto presidente nonostante gli sforzi di un sistema mediatico che all’unisono lo osteggiava e derideva quasi quotidianamente. E siccome la finzione della “libera democrazia”- sorretta dalla ancora più mastodontica finzione della “libera stampa”- si regge proprio grazie al capillare controllo di un’informazione di massa manipolata da un “clero laico” formato da giornalisti/soldato, i padroni sconfitti sono andati giustamente nel panico. “Che succederà adesso”- si chiederanno le tante Giovanna Botteri in giro per il mondo- “dal momento che la pubblica opinione non si fa più teleguidare come un mansueto e stanco gregge belante dal potere del megafono che noi rappresentiamo”? Anziché ammettere che le oligarchie occidentali hanno preso e prendono decisioni assolutamente autoreferenziali e sprovviste di qualsiasi legittimità democratica, coperte dalla potenza di fuoco di giornali e televisioni che costruiscono sapientemente una narrazione del potere fiabesca ( del tipo “i sacrifici ci salveranno”) e falsa, le nostre miserabili classi dirigenti hanno pensato bene di inventarsi un nemico esterno- la Russia- nella speranza di sopire e silenziare un dissenso crescente da criminalizzare. Ma, cari farabutti, non c’è bisogno di leggere nessun profilo facebook di qualche internauta che scrive per conto di non meglio precisate centrali di intelligence situate a Mosca o San Pietroburgo per sapere che fate schifo. Ci basta ascoltarvi e guardare le vostre facce che grondano volgarità e malvagità. Il potere atlantico continui pure a trastullarsi pensando che  la crescente disaffezione nei confronti della “democrazia liberale” (in realtà il liberismo finanziario è di fatto una violenta dittatura del denaro) sia figlia delle ingerenze di una inventata “potenza nemica” evocata per suggestionare i gonzi. Il principio di realtà provvederà presto a riportarvi sulla Terra.

    Francesco Maria Toscano

    26/11/2017

    Categorie: Editoriale

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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