ListaAvete mai notato come siano quasi sempre i ricchi a spiegare alle classi più povere perché sia indispensabile accettare con “responsabilità” l’imposizione dei famosi “sacrifici”? Tutti i principali giornali italiani, controllati in maniera ferrea da una ristretta aristocrazia finanziaria parassitaria, sprecano quotidianamente fiumi di inchiostro per tentare di dimostrare ai cittadini come l’aumento di salari e pensioni nell’ordine di una decina di euro all’anno possa addirittura mettere a repentaglio “l’equilibrio dei conti pubblici rendendo debole la posizione dell’Italia in Europa”. Questa schiera di zelanti commentatori, sempre pronta a caricare sulle spalle degli altri pesi insostenibili da loro stessi rigorosamente scansati, non si preoccupa mai però per i fiumi di denaro pubblico che negli ultimi anni sono stati usati con disinvoltura per coprire le magagne di un circuito bancario impazzito e fuori controllo. I soldi per salvare banche e banchieri non turbano in genere i sonni dei nostri giornalisti-farisei, di norma impressionati solo dagli sprechi di una casta politica composta perlopiù da straccioni, ignoranti e parafulmini inclini a consumare a sbafo- in stile Franco Fiorito- succulenti panini con la porchetta a carico degli ignari contribuenti. C’è qualcosa di diabolico e di perverso nella pervicacia con la quale la vera “casta”, quella che possiede e controlla i principali media, costruisce con la frode e con l’inganno una realtà parallela a proprio uso e consumo. Ora, guarda caso giusto sul finire di una legislatura infame e indegna trascorsa a tessere le lodi di un pessimo figuro come Giorgio Napolitano, perfino Pietro Grasso e Laura Boldrini si mostrano preoccupati per “l’eccesso di povertà esistente nel nostro Paese”. Evidentemente la “povertà” deve essere esplosa nelle ultime due settimane, dal momento che mai in passato questi campioni- presuntivamente molto sensibili rispetto alle crescenti sofferenze sociali- abbiano sentito il bisogno di alzare la voce per protestare contro una sola delle miserabili controriforme approvate in danno dei più deboli da una maggioranza di sedicente centrosinistra tenuta al laccio dalle forze del denaro. Grasso e Boldrini farebbero meglio a tacere, complici e protagonisti di una stagione politica oscura e violenta destinata a finire con ignominia nel sottoscala lurido della storia. Paradossalmente sono stati proprio i partiti formalmente di “sinistra” ad infliggere i colpi più duri contro i ceti precarizzati e sofferenti, difensori ad oltranza delle “politiche di austerità” care a Mario Monti che tanto piacciono alla stampa eterodiretta dalla finanza apolide. Non a caso il “noto filantropo” Gianni Agnelli, allorquando un giornalista gli chiese se preferisse un governo di destra o di sinistra, rispose lucidamente: “di sinistra, perché il sangue sul rosso non si vede”. Solo un governo nominalmente “progressista” poteva riuscire ad abrogare l’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori grazie all’atteggiamento sonnecchioso e ambiguo della Cgil guidata da Susanna Camusso, che, solo pochi anni prima, aveva trascinato milioni di persone in piazza per dire “no” alle “riforme assassine” degli “ascari del capitale”. Evidentemente le coltellate inferte al cuore del proletariato e del precariato fanno male per davvero solo se vergate con la mano “destra”. Bisogna quindi prendere atto con amarezza ma convinzione di come la percezione stessa di “sinistra”, intesa nella sua accezione originaria di organizzazione collettiva posta a tutela degli interessi chi non ha i mezzi per difendersi a livello individuale, sia stata definitivamente uccisa da personaggi che credono sia prioritario chiamare “psichiatro” uno studioso dei meandri della mente di sesso maschile, e “presidenta” una politica di successo di sesso femminile. Per queste ragioni la “Lista del Popolo“ ritiene utile provare a superare alcune categorie novecentesche, per tentare invece di rappresentare le ragioni di tutti gli oppressi colpiti da pochi oppressori, liberi dal peso di suggestioni terminologiche superate e smentite dai fatti ora usate dall’oligarchia per mere finalità di controllo sociale. Ricostruire un recinto democratico ora paralizzato nel nome di una globalizzazione fallita è indispensabile agli occhi di chiunque riesca ad analizzare correttamente i limiti di una contemporaneità dove la “destra” e la “sinistra” continuamente si fondono e si equivalgono. Fino a diventare di fatto categorie tristemente indistinguibili.

    Francesco Maria Toscano

    8/01/2018

    Categorie: Politica

    2 Commenti

    1. Mario Masala scrive:

      Ancora una volta le mie idee e convinzioni trovano un’esatta corrispondenza e sovrapposizione ideale con quelle dell’ottimo e arguto Francesco M. Toscano, che meglio di così non potrebbe esprimersi !!!!!
      Purtroppo nella palude italica dell’informazione deviata e della subcultura generalizzata, e nel generale contesto egemonico del Totem pro-Euro ad ogni costo, il Toscano appare come uno sprazzo di luce nella tetra tempesta perfetta…

    2. gianni scrive:

      La Sinistra attuale come la Destra attuale servono solo gli interessi dell’élite finanziaria globale.
      Burattini gli uni e gli altri.

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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