ListaGrazie alla costanza, alla caparbietà e alla lucidità di una nuova classe dirigente dislocata sull’intero territorio nazionale la Lista del Popolo sarà presente in molte regioni italiane in vista delle elezioni del 4 Marzo. Si tratta di un risultato eccezionale e per certi aspetti  insperato, considerato il clima “particolare” che si respira in una Italia oramai dilaniata da una lunghissima “crisi economica” costruita a tavolino da una perversa élite finanziaria coperta e spalleggiata da una indegna e subalterna classe politica. Il “sistema”, oramai in chiara crisi di legittimità, è costretto a mostrare la sua faccia più feroce nella speranza di mantenere con la forza un potere che non può più esercitare per consenso. Si spiegano così gli ostracismi e le censure subite da tutte quelle forze politiche che, come la nostra, intendono per davvero mettere in discussione i capisaldi di un modello di società barbarico e sconcertante che produce a getto continuo miseria, povertà ed esclusione sociale. Nonostante i patetici e pericolosi tentativi di mettere a tacere la voci libere per mezzo della creazione di fantomatici organismi ministeriali  chiamati a verificare la “veridicità” delle notizie pubblicate in rete (sembra di vivere in un romanzo di Orwell), nessuno crede più alle panzane veicolate senza ritegno da un sistema mediatico “mainstream” scientificamente progettato per mentire. Esiste quindi la possibilità di invertire la rotta, di recuperare porzioni di democrazia perduta in virtù della rinata consapevolezza di un popolo- quello italiano- non più intontito dalla propaganda menzognera, dai racconti interessati di pseudo-giornalisti e commentatori che, nel mentre di arricchirsi, spiegano agli altri perché debbano accettare di vivere in povertà. I partiti tradizionali, specie quelli che hanno dato vita al governo del sadico Mario Monti, sono poco più che cadaveri ambulanti, spregevoli comitati d’affari guidati da politici reietti come Renzi e Berlusconi da tempo incamminati sul viale dell’inesorabile e definitivo tramonto. Nessun cittadino in buona fede può pensare di affidare il proprio voto ai cosiddetti “partiti responsabili”, quelli che hanno approvato leggi infami come la “Fornero” e il “Jobs Act” per compiacere l’oligarchia globalizzata e indebolire fino all’annichilimento milioni di lavoratori portati al macero dai capi di quel sindacato che avrebbe dovuto in teoria  tutelarne i diritti (ogni riferimento a Susanna Camusso è puramente voluto). La meschinità e l’inaffidabilità di partiti destinati presto a sparire come Forza Italia e il Pd-meri strumenti nella disponibilità della massoneria mondialista- è palese e incontestabile, per non parlare della infima qualità di contenitori ipocriti e raccogliticci come “Liberi e Uguali” di Pietro Grasso, sulfurea realtà che tiene insieme i discepoli di Giorgio Napolitano, vero artefice e garante della dissoluzione dell’Italia agli occhi di potentati apolidi e stranieri. Si tratta degli stessi potentati finanziari recentemente blanditi dal leader dei cinquestelle Luigi Di Maio, damerino posto a capo di un Movimento che- partito in teoria per fare la “Rivoluzione”- sembra camminare sul solco di un tardo e anacronistico “dorotesimo” di stampo forlaniano. Cosa resta in mezzo a tanto sfasciume? Resta la Lista del Popolo, forza autentica, vera e genuina, protesa nella difesa strenua dell’interesse dei più deboli e dei senza voce, indifferente rispetto alle melliflue sirene di una “occulta cabina di regia” che domina quasi interamente la scena politica italiana alternando con luciferina perizia “blandizie” e “minacce”. Chiedo perciò a tutti gli uomini liberi e forti del nostro Paese di sostenerci con fiducia e convinzione, partecipando attivamente alla vita pubblica per non darla vinta a chi pensa di ridurre la nostra democrazia ad uno sterile giochino in mano ad un manipolo di autoreferenziali ottimati. Personalmente sono candidato alla Camera nel collegio uninominale n.7 (Gioia-Tauro-Locri), nonché capolista nel plurinominale della circoscrizione Calabria sud. Sono particolarmente fiero della qualità delle nostre liste, composte da tanti professionisti locali e impreziosite dalla presenza di personalità brillanti provenienti da altre regioni come il siciliano Giuseppe De Santis e il pugliese Giuseppe Angiuli, avanguardie certe e instancabili di un progetto solido e lungimirante destinato a lasciare un segno duraturo nel tempo. 

    Francesco Maria Toscano

    2/02/2018

    Categorie: Politica

    3 Commenti

    1. ilTafano scrive:

      Benissimo.
      Voglio far parte della “lista del popolo”, a chi devo rivolgermi?

    2. Marco Giannini scrive:

      Ogni anno regaliamo 70 md di euro alle banche di mezzo mondo in interessi passivi e un’altra 40 ina permettendo loro l’evasione. Intanto a forza di indebitare lo Stato in questi modi ne soffre perfino il sistema bancario nostrano e presto sarà svenduto. Domandatevi perché alcune forze politiche berciano contro i massimi sistemi (decrescite felici, TTIP, perfino “Ministeri del cibo”), attaccano le banche italiane (che sono marce sì ma non per causa della corruzione bensì per le fughe dei capitali alimentate da un’economia “soppressa”) ma tacciono su dove dorme il polpo…
      Le banche italiane (a proposito Grillo tace su CARIGE perché è di Genova?) vanno NAZIONALIZZATE non svendute.
      Di Maio le attacca perché incaricato dalle aristocrazie finanziarie inglesi e americane (peraltro massonico reazionarie non certo democratiche) al fine che il popolo ne accetti la svendita alle stesse lobby.
      Un qualcosa che ricorda gli aforismi di Chomsky.

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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      Sito di approfondimento politico, storico e culturale. Si occupa di temi di attualità con uno sguardo libero e disincantato sulle cose. Il Moralista è un personaggio complesso, indeciso tra l'accettazione di una indigeribile realtà e il desiderio di contribuire alla creazione di una società capace di riscoprire sentimenti nobili. Ogni giorno il Moralista commenterà le notizie che la cronaca propone col piglio di chi non deve servire nessuno se non la ricerca della verità. Una ricerca naturalmente relativa e quindi soggettiva, ma onesta e leale.

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