GentiloniIl caso dello sconfinamento dei gendarmi francesi a Bardonecchia dimostra il livello infimo della nostra classe politica, così schiava, venduta e subalterna da essere trattata in modo palesemente umiliante da un governo straniero. Eppure non siamo stati sempre così ridicoli. Al tempo di Bettino Craxi, risoluto e coraggioso fino al punto da far circondare a Sigonella i marines americani, l’Italia conservava e difendeva una sua dignità nazionale. Ma questa dignità conquistata sul campo dava fastidio alle “aristocrazie europee”, specie quelle di derivazione francese e tedesca, desiderose di riportare l’Italia al poco nobile ruolo di semplice “espressione geografica” per come sentenziato da Metternich. Come hanno fatto questi potentati stranieri a ridurci nello stato pietoso nel quale oggi ci troviamo? Come è stato possibile svuotare quel poco di sovranità nazionale rimasta, fino al punto da osservare basiti l’arrivo impunito sul suolo italiano di poliziotti in armi che rispondono a Stati esteri? La colonizzazione del nostro sventurato Paese è il tratto distintivo della seconda Repubblica, nata sulle ceneri di una prima Repubblica che, nonostante tutti i difetti e le finali degenerazioni, aveva trasformato un Paese povero, agricolo e distrutto quale era l’Italia uscita dal secondo conflitto mondiale in una grande e rispettata potenza mondiale. A pensarci bene la nascita dell’euro, a quasi venti anni di distanza, ha ottenuto il solo risultato di distruggere il tessuto produttivo italiano, annullando di fatto in poco più di un decennio il magnifico lavoro delle generazioni precedenti. Gli italiani avrebbero tutto il diritto di coltivare un legittimo orgoglio nazionale, ma la grande stampa – su mandato degli occulti padroni stranieri- fa di tutto per fomentare “l’autorazzismo degli italiani”, sempre dipinti come sfaccendati irresponsabili che i seri popoli nordici saranno purtroppo chiamati necessariamente a mettere in riga. Sarebbe ora di smetterla di assistere passivamente allo stillicidio della nostra intelligenza, violentata di continuo da scribacchini pagati a peso d’oro per diffamare l’Italia e gli italiani. Gente come Eugenio Scalfari, anti-italiano per eccellenza, che tra una immaginifica intervista a Papa Francesco e una analisi domenicale degna di uno sbronzo, pontifica sui mali che ci affliggono e ci rendono deboli in Europa. Scalfari non sa di essere proprio lui la personificazione del “male italico”, mirabile esempio di trasformismo e opportunismo in grado di attraversare tutte le fasi storiche, dal fascismo al liberismo, sempre dalla parte del padrone. Ora, non a caso, il fondatore di Repubblica è naturalmente diventato filogrillino alla soglia dei cento anni. Auguri. Ma perché mai i francesi non dovrebbero prenderci di continuo a pesci in faccia, considerato che fino all’altro ieri il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano imponeva all’Italia l’ingresso nella sciagurata guerra di Libia- guerra tra l’altro dichiarata proprio in spregio dei nostri interessi nazionali- in preda ad una vera e propria “cupidigia di servilismo”? E mentre Sarkozy finisce in commissariato dopo che i giudici transalpini hanno appurato l’esistenza di strani rapporti d’affari intercorsi tra  l’ex capo dell’Eliseo e Gheddafi, perché da noi nessuno trova il coraggio di chiedere conto del disastro provocato all’intoccabile Re Giorgio? Fino a quando il popolo italiano non riuscirà ad esprimere una classe dirigente libera, forte e coraggiosa rimarremo sempre uno paese zimbello in balia dei capricci dello straniero di turno. Salvini e Di Maio (più il primo probabilmente) sono pronti a battersi in nome e per conto di una sovranità nazionale vilipesa e svenduta dai traditori della Patria fino ad oggi alternatisi al potere? Questa domanda devono essersela posta anche i capi delle aristocrazie continentali, dal momento che da qualche giorno le principali agenzie di stampa controllate dai servizi segreti stranieri stanno avanzando l’ipotesi di un possibile imminente attacco terroristico contro l’Italia. Non sono pronostici, sono minacce. Le élite stanno dicendo a Salvini e Di Maio che l’Italia è e deve rimanere semplice territorio di conquista posto al servizio delle ambizioni geopolitiche dei vari Merkel e Macron. In caso contrario, nel caso in cui l’Italia non dovesse più “obbedir tacendo”, i padroni promettono di scatenare in Italia una nuova ondata di violenza terroristica. Spero che i nuovi protagonisti della politica italiana non si facciano impressionare. L’Italia deve tornare ad essere libera e sovrana.

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    Francesco Maria Toscano

    1/04/2018

    Categorie: Editoriale

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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