MattarellaIn questi giorni i cittadini italiani stanno assistendo ad un balletto di nomi, più o meno probabili, riguardanti la figura del futuro premier che uscirà dal cilindro di Di Maio e Salvini, leader dei partiti usciti vincitori nelle urne. I giornali dei padroni, per tutelare meglio gli interessi economici dei rispettivi proprietari, tirano in ballo a casaccio e di continuo le personalità più disparate, orwellianamente definite dal profilo “tecnico”, ovvero particolarmente ricettive rispetto agli ordini impartiti dai grandi sacerdoti di Bruxelles e Francoforte che guardano all’Italia con “preoccupazione” (sai che novità). Nel retrobottega del potere, nel luogo cioè dove lo scontro per la supremazia è vero e non recitato, è effettivamente in atto un braccio di ferro fra Sergio Mattarella- portavoce dei “poteri forti” nemici dell’Italia- e i partiti principali, in special modo la Lega che non sembra subire particolarmente il “fascino” degli incappucciati che da tempo immemore governano in maniera indegna e fallimentari i cosiddetti “processi globali”. Da un lato quindi discende dall’alto una forza “stabilizzatrice” che, alimentata dalla manovre dei vari Draghi, Juncker e Moscovici, pretende di paralizzare gli attuali equilibri; dall’altro sale però contestualmente e dal basso una domanda di impetuoso e radicale cambiamento incanalata dai partiti apparentemente antisistema che hanno visto aumentare di molto i propri consensi alle ultime elezioni. Lo scontro fra Matterella e il duo Salvini-Di Maio è soltanto la manifestazione visibile di una guerra più sotterranea e decisiva. Fino ad oggi il sistema nazifascista che domina l’Europa ha sempre usato con successo l’arma della cooptazione per garantirsi il controllo assoluto delle scelte di indirizzo politico. Giusto per limitarsi ad osservare cosa accade in Italia, è semplice notare come i posti di maggiore responsabilità finiscano con l’essere sempre pilotati in favore di personaggi che abbiano dimostrato nei fatti di essere pronti a barattare l’interesse nazionale per assicurarsi vantaggi sul piano privato e personale. E’ casuale la nomina di Mario Draghi a capo della Bce, lo stesso Draghi che da direttore generale del ministero del Tesoro preparò la colossale svendita dei beni pubblici italiani a vantaggio delle solite corporation e multinazionali? Allo stesso modo Sergio Mattarella al Quirinale non lo ha portato la “cicogna” ma i soliti poteri più o meno occulti, quelli che si mascherano dietro il paravento dei “mercati” per godere in perpetuo di una rassicurante “invisibilità”. E perché mai i “poteri forti”, ovvero potentati economici, massonerie sovranazionali e servizi segreti, dovrebbero sentirsi garantiti da Mattarella? Perché Mattarella ha già dato prova di “affidabilità” nella sua qualità di ministro della difesa al tempo dell’aggressione Nato in Jugoslavia, attacco indegno e ipocrita che aprì la ripugnante e ossimorica stagione delle “guerre per la libertà e i diritti umani” volute dagli invasati neocon americani in compagnia della banda “liberal” capeggiata dai coniugi Clinton. A questi figuri risponde Mattarella, non al popolo italiano.

    Francesco Maria Toscano

    14/05/2018

    Categorie: Editoriale

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